Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Insieme a te non ci sto più

Il manifesto per il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, promosso da ANPI, ARCI, CGIL, CISL, Libera, UIL e realizzato dal Maestro Ugo Nespolo.

“Tante donne continuano a subire umiliazioni e violenze. Spesso in una drammatica solitudine. È ora di dire basta, attivamente. Le donne che avanzano nel loro percorso di liberazione, liberano tutti. Nessuno escluso.”

Ci ha lasciato Nara Marchetti

Nara Marchetti

Staffetta partigiana e storica presidente dell’ANPI provinciale, è morta lunedì 23 novembre nella sua casa nel centro storico di Lucca all’età di 96 anni. La sezione “Gino Lombardi” si unisce al dolore della famiglia e della sezione di Lucca. Ciao Nara!

Nara Marchetti nasce il 24 maggio 1924 a Pescia. Cresce in una famiglia che lei stessa definisce libera e aperta alla discussione: madre appassionata di cultura, padre socialista, lettore fervente, figurinaio emigrato da Guzzano (Bagni di Lucca) in Argentina. Si forma con i genitori e i nonni, tra Pescia e Bagni di Lucca, per poi trasferirsi definitivamente a Lucca alla fine degli anni Trenta. Immersa in una cultura contadina, solidale e di mutuo soccorso, Nara apprende qui, in una casa piena di quadri e di libri, spesso oggetto di perquisizioni, e in una famiglia dove il senso di libertà prevale sull’opportunismo e sull’individualismo (il padre non prenderà mai la tessera del partito fascista e viene quindi interdetto dalla frequentazione di locali pubblici e dalla vita di comunità), gli ingredienti centrali che guideranno le scelte più importanti della sua vita.

È stata una partigiana, Nara. Ha fatto la Resistenza e questa è stata per lei, appena ventenne, l’esperienza più esaltante e rischiosa, lo spartiacque tra una dimensione solo domestica e l’attivismo politico, dove combattere, in prima fila, la “sua” guerra di Liberazione.

Quando decisi di prendere parte alla Resistenza – racconta – scelsi di smettere di sentirmi solo figlia e di iniziare ad essere una donna che si preoccupava per gli altri, oltre che per se stessa. Che lottava per la libertà. Decisi quindi di passare al partito comunista

Se avesse potuto, nel ’36, avrebbe raggiunto in Spagna Dolores Ibarruri, la Pasionaria che al grido di no pasaràn! si era battuta contro le milizie fasciste di Franco.

Avevo sentito l’appello della Ibarruri e ne ero rimasta colpita – dice Nara – mi aveva ipnotizzato quella voce, poi le parole, che mio padre mi traduceva, lasciarono un segno dentro di me. Pensai che avrei voluto conoscerla, ma ero poco più che una bambina… dovetti aspettare il ’43 per fare la mia parte.

La sua giovinezza viene bruscamente interrotta con l’entrata in guerra dell’Italia. Di quel giorno ricorda tutto, l’adunata in piazza Napoleone per ascoltare il discorso del Duce, le donne che piangevano, le parole confuse e il monito del padre: non sarà per niente una guerra lampo.

Lei nel frattempo viene assunta alla Camera delle Corporazioni come impiegata ed è proprio qui che, dopo l’8 settembre 1943, entra in contatto con il colonnello Davini, un ex dipendente che era stato allontanato a causa delle sue idee antifasciste.

Il colonnello Davini teneva in casa sua delle riunioni segrete per organizzare attività militari e di lotta. È qui che dopo l’8 settembre conobbi Alfredo (nome di battaglia di Vannuccio Vanni), il commissario politico del CLN di Lucca, comunista, e ne rimasi affascinata. Lo sentivo parlare e mi resi conto di cosa fosse la Resistenza, capii che dovevamo vivere nella clandestinità, dovevamo frequentare le stesse persone, i soliti posti, i soliti fascisti anche. Dovevamo fare la vita di sempre e sarebbe stato difficile. Però quando Alfredo stava per andare via, gli afferrai il braccio e gli dissi: voglio fare qualcosa anche io.

Nara si mette allora in contatto con Ida Boschi dei Gruppi di difesa della donna e soprattutto con la referente lucchese dell’organizzazione, Maria Lazzareschi, impiegata alla TETI e collega del partigiano Roberto Bartolozzi, che verrà poi ucciso dai fascisti il 30 giugno del 1944. Insieme alle altre donne svolge soprattutto attività clandestina di volantinaggio e propaganda, ma anche assistenza ai partigiani per rifornirli di viveri e indumenti.

Nel gennaio del ’44, dopo il bombardamento della stazione di Lucca, Nara e la sua famiglia si trasferiscono a Camigliano, nel comune di Capannori. Qua, con la mamma incinta e il padre nascosto perché perseguitato dai fascisti, sarà lei a dover pensare al sostentamento della casa, senza mai rinunciare alla lotta partigiana. Conosce Ilio Menicucci, il tenente Ilio, comandante della formazione S.T.S. (dal nome dei tre paesi in cui operava, Sant’Andrea in Caprile, Tofori e San Gennaro), riesce a mettere in salvo quaranta uomini, trasporta venti chili di grano al giorno dalle campagne alla città, sottrae medicinali ai tedeschi, tiene continui contatti con il Comando militare di Lucca e fa da collegamento con le formazioni limitrofe, operanti sulle Pizzorne, a Villa Basilica e a Bagni di Lucca, instaurando con tutte loro un rapporto di mutuo soccorso.

Ilio me l’hanno ammazzato i tedeschi il 6 settembre del ’44, un giorno prima della liberazione del paese di San Gennaro, a Capannori, un giorno dopo la liberazione di Lucca. Lo catturarono e lo trucidarono, gli trovarono in tasca la fascetta del CLN. Eravamo amici, stavamo sempre insieme, parlavamo di democrazia, del bisogno di una nuova carta. Non dicevamo carta costituzionale, perché non lo sapevamo. Dicevamo più semplicemente nuove regole. Ancora oggi penso a come avremmo potuto salvarlo: quando sei libero pensi a chi non ce l’ha fatta e io Ilio ce l’ho sempre davanti.

Mi sono sempre sentita una partigiana al pari degli altri partigiani, perché io so quello che ho dovuto passare, quello che ho dovuto fare in quei mesi, i chilometri che ho percorso in bicicletta… Dopo la guerra però hanno ricordato e celebrato sempre di più gli uomini e molto poco le donne. Noi donne, per gli uomini, eravamo solo staffette o ausiliarie, combattenti quasi mai.

Ed è soprattutto questo il motivo che spingerà Nara a rifiutare, a guerra finita, la proposta di Palmiro Togliatti di seguirlo a Roma, per frequentare le scuole del Pci, a Frattocchie, ed entrare a far parte della commissione femminile del partito.

Gli dissi di no, che non sarei andata: c’era bisogno di me a Lucca, alla base. Finita la lotta armata bisognava continuare con l’orientamento politico e lottare per i diritti delle donne. C’era da pensare alla ricostruzione ed è stata una lotta anche quella. A Lucca dentro il partito c’era un maschilismo tremendo. Mi ricordo che dovemmo lottare anche per vederci riconosciuto il diritto di voto, perché gli uomini, gli stessi uomini con cui mi ero confrontata per mesi durante la Resistenza, non volevano, dicevano che le donne alle elezioni avrebbero fatto perdere la Repubblica e il Pci. Capii che c’era tanto da fare, che a quel punto avremmo dovuto intraprendere una liberazione anche come donne. Io mi sono imposta: non avrei mai accettato di svolgere un ruolo marginale rispetto agli anni della clandestinità. Per me è stato un passaggio naturale impegnarmi nell’Unione donne italiane, nell’Anpi e nel partito. Lavoravo, la sera andavo in sezione e poi la mattina di nuovo a lavoro. Sempre puntuale, perché i comunisti dovevano essere i primi a entrare e gli ultimi a uscire.

Fonte biografia Nara Marchetti: http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/nara-marchetti/

GIANFRANCO PAGLIARULO E’ IL NUOVO PRESIDENTE NAZIONALE ANPI

Gianfranco Pagliarulo Presidente ANPI

Il Comitato nazionale ANPI, riunitosi oggi a Roma, ha eletto Gianfranco Pagliarulo Presidente nazionale ANPI. Succede a Carla Nespolo che ha guidato l’Associazione dal 3 novembre 2017 fino al giorno della sua scomparsa avvenuta il 5 ottobre scorso.

Di seguito una biografia essenziale del Presidente nazionale.

Nato a Bari, classe 1949, giornalista, Gianfranco Pagliarulo ha lavorato negli anni 70 alla federazione milanese del PCI, nel decennio successivo alla Fiom di Milano alla direzione del periodico Il metallurgico, negli anni 90 alla Società di mutuo soccorso dei ferrovieri come direttore dell’house organ Il Treno. Successivamente ha diretto il settimanale La Rinascita della sinistra. Senatore della Repubblica nella XIV legislatura (2001-2006), dal 2015 è direttore responsabile di www.patriaindipendente.it, periodico dell’ANPI, e dal 2017 vicepresidente nazionale dell’Associazione

Buon lavoro Presidente!

ANPI, CORDOGLIO PER LA MORTE DI FERRUCCIO PAOLINI

Logo ANPI "Gino Lombardi"

Pietrasanta, 26 ott 20 – Cordoglio della sezione “Gino Lombardi” di Pietrasanta per la scomparsa di Ferruccio Paolini già sindaco di Montignoso e con forti legami con la Versilia dove era conosciuto e apprezzato anche per essere stato socio e dirigente della Savema, uno degli stabilimenti più grandi dell’industria marmifera, e presidente dell’Unione Sportiva Pietrasanta Calcio.

“Paolini – ha detto il presidente prof. Giovanni Cipollini – ha mantenuto per lunghi anni rapporti di amicizia e collaborazione con la nostra Sezione. Lo ricordiamo, oltre che come convinto antifascista, quale coerente sostenitore dei valori espressi dalla Resistenza e dalla Costituzione repubblicana. Ai suoi familiari giungano le condoglianze del direttivo della Sezione “Gino Lombardi”, degli iscritti e mie personali”.

IN USCITA IL TERZO VOLUME SULLA COOPERATIVA DI PIETRASANTA

Copertina vol. terzo

Sarà presentato in Sant’Agostino, a Pietrasanta, venerdì 16 ottobre, alle ore 17, il terzo volume di Giuliano Rebechi su La Cooperativa di Consumo di Pietrasanta (1955-1967).Fatti, uomini e idee del Novecento versiliese, Pezzini Editore, pagine 396. Relatori il prof. Umberto Sereni (Università di Udine) e il dott. Fabio Simonini, presidente dell’Associazione culturale“Rolando Cecchi Pandolfini” che promuove l’evento in collaborazione con la sezione “Gino Lombardi” dell’Anpi. Sarà presente l’Autore.Con la fine di un lungo periodo di commissariamento, a metà circa degli anni Cinquanta, la Cooperativa di Pietrasanta torna ad avere un consiglio di amministrazione espressione della sua larga base sociale (oltre ventimila soci). E’ il frutto di un accordo tra partiti politici che si rivelerà però alquanto precario e problematico anche per le difficoltà a gestire un’azienda che, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, non aveva saputo affrontare il passaggio da un’economia autarchica ad una di libero mercato portandosi dietro limiti e contraddizioni come una rete di vendita di quasi 150 spacci e sistemi industriali di produzione ormai obsoleti e con un organico che, anno dopo anno, sempre più pesantemente incideva sui costi fissi di gestione.Alla vigilia del “miracolo economico”, tra ritardi ed errori, i nuovi cooperatori debbono così misurarsi sul difficile terreno della concorrenza e dell’innovazione nei sistemi distributivi e di vendita. La successiva fine del boom economico e l’inizio di una congiuntura sfavorevole colgono l’Azienda ancora isolata dal movimento cooperativo italiano e incapace, da sola, di rispondere a pieno alle sfide del mercato e dei nuovi bisogni che rapidamente salgono dalla società. Sono gli anni tormentati che segnano il rapido declino e poi la fine di un grande organismo che per un sessantennio ha contribuito a scrivere la storia economica, sociale e politica della Versilia e di più vasti territori.Tre volumi, dunque, per circa 1.400 pagine complessive. Non una semplice “storia” della pur importante Cooperativa di Pietrasanta ma uno spaccato a tutto tondo della società, dell’economia e dello sviluppo della regione Versilia, che ben sintetizza il sottotitolo del libro: Fatti, uomini e idee del Novecento versiliese. Un lungo lavoro di ricerca andato avanti oltre dieci anni e che ora si conclude con l’uscita di questo terzo e ultimo volume.

“CIAO COMANDANTE”

Carla Nespolo

5 Ottobre 2020

Il comunicato della Presidenza e Segreteria nazionali ANPI sulla scomparsa della Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo

“Con immenso dolore, comunichiamo la scomparsa della nostra amatissima Presidente nazionale, Carla Nespolo. Lascia un vuoto profondissimo in tutta l’ANPI che Carla ha guidato dal novembre 2017 – prima donna Presidente – con grande sapienza, passione, intelligenza politica e culturale nel solco pieno della grande tradizione di autorevolezza ed eredità attiva dei valori e principi della Resistenza che ha contraddistinto la nostra Associazione fin dalla sua nascita. Non dimenticheremo mai il suo affetto nei confronti di tutti noi, la sua presenza continua anche negli ultimi mesi, durissimi, della malattia.

Ciao comandante.”

LA PRESIDENZA E LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

ANPI TREK- PASSEGGIATE NELLA STORIA DELLA RESISTENZA APUO-VERSILIESE

Nel 76° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI PIETRASANTA DAI NAZIFASCISTI (19 settembre 1944)

19 SETTEMBRE 2020
l’ANPI “Gino Lombardi” – Versilia e
l’ANPI sez. di Montignoso (Ms)
invitano tutte le cittadine e tutti i cittadini a  “SENTIERI RESISTENTI”
Camminata dal Termo del Pasquilio (Montignoso) fino al Passo della Cardella.
Ritrovo: Termo del Pasquilio (Montignoso), ore 16.30.

per ricordare la storia della nostra terra, raccontare fatti e aneddoti della lotta di Resistenza della nostra gente lungo la Linea Gotica, riportare alla luce le vicende legate alla vita dei partigiani e degli sminatori che ripulirono il nostro territorio dagli ordigni lasciati dai tedeschi, per far parlare chi (ed erano in tant*) aveva allora attraversato il fronte a cercare accoglienza e respirare finalmente aria di libertà.

.Raccomandazione:
Nel rispetto delle norme vigenti anti-Covid, manterremo le distanze di sicurezza, e ognun* dovrà avere con sé la propria mascherina. Grazie

“ANPI TREK” – 3 PASSEGGIATE NELLE STORIE DELLA RESISTENZA APUO-VERSILIESE

1° APPUNTAMENTO: MERCOLEDì 29 LUGLIO, ore 21.15
in occasione del ’76° Anniversario dei fatti del Ponte del Pratale’:

SERAVEZZA: da dove tutto ebbe inizio e si sviluppò”
Storie e aneddoti anche inediti (alcuni persino divertenti), spostandoci a piedi per le vie cittadine.

PARTENZA: PALAZZO MEDICEO
Tappa 1 – la prima azione partigiana di Gino Lombardi in centro
Tappa 2 – il ponte dell’orrore del Pratale
Tappa 3 – il sorriso del partigiano Amos e la famiglia Paoli a Riomagno.


La sezione “Gino Lombardi” si metterà tutta a disposizione di chi vorrà partecipare alla passeggiata serale, raccontando le storie, le curiosità e gli episodi salienti.
NB: il tutto nel rispetto delle prescrizioni Anti-Covid. E’ obbligatorio avere con sé ognun* la propria mascherina

I padri costituenti versiliesi: Armando Angelini

Armando Angelini

Valentina Guglielmi (ANPI Versilia “Gino Lombardi”) legge un testo del prof. Giovanni Cipollini (presidente ANPI Versilia “Gino Lombardi”) dedicato ad Armando Angelini, seravezzino nato il 31 dicembre 1891. E’ tra i fondatori del partito popolare e delle leghe bianche. Eletto alla Camera nel maggio 1921, subisce numerose violenze da parte dei fascisti. Dopo il 25 luglio del 1943 è tra i fondatori della democrazia cristiana e dopo la Liberazione viene eletto alla Costituente. Fonte: ISREC Lucca

Clicca qui per vedere il video su Armando Angelini

I padri costituenti versiliesi: Leonetto Amadei

Leonetto Amadei

Il Presidente dell’ISREC Lucca, Stefano Bucciarelli, parla di Leonetto Amadei, seravezzino, che negli anni Trenta lavora come avvocato tirocinante presso lo studio di Luigi Salvatori, comunista e reduce dal confino fascista. Arruolato come capitano di artiglieria, Amadei nel 1943 è destinato a Lero. Dopo l’8 settembre si oppone con i suoi soldati alla resa ai tedeschi: viene catturato e deportato. Aderisce poi al PSI e viene eletto alla Costituente. Fonte: ISREC Lucca

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