Donne versiliesi: partigiane, decorate e amministratrici pubbliche dell’immediato dopoguerra

Donne versiliesi: partigiane, decorate e amministratrici pubbliche dell'immediato dopoguerra

In occasione della Giornata internazionale della Donna 2021 la sezione “Gino Lombardi” Versilia vuole rendere omaggio ad alcune donne versiliesi che sono state protagoniste durante la seconda guerra mondiale e nella vita politica di Pietrasanta dell’immediato dopoguerra.

Tra le figure ricordate citiamo Cristina Lenzini Ardimanni, Emilia Valsuani, Vera Vassalle, le donne della Famiglia Benedetti e quelle della Famiglia Battistini, le Medaglie d’Oro al Valor Civile Genny Bibolotti Marsili, Milena Bernabò e Cesira Pardini, le amministratrici pubbliche Margherita Adorno, Dina Riacciarelli e Thays Bertini.

COMMEMORAZIONE AL MONUMENTO AGLI SMINATORI

Sminatori sul Monticello

Seravezza _ Omaggio ai volontari civili che nell’ultimo dopoguerra si adoperarono per la bonifica del territorio versiliese da mine e ordigni bellici. Lo hanno reso in forma strettamente privata il sindaco Riccardo Tarabella, il consigliere della sezione Anpi Versilia Giancarlo Bertozzi e i familiari di Moreno e Paolo Costa presso il Monumento agli Sminatori di Ripa. L’iniziativa si è tenuta nel terzo anniversario dell’inaugurazione del monumento, avvenuta il 23 febbraio 2018 nei giardini di piazza Lorenzo Iacopi.

Se la Versilia riuscì a risollevarsi dopo la terribile prova dell’ultimo conflitto mondiale e a ricostruire il proprio tessuto di infrastrutture e di servizi, molto si deve all’eroico lavoro degli sminatori Bonifica Campi Minati (BCM), civili volontari alle dipendenze del Genio Militare che dal 1945 al 1948 liberarono il territorio italiano da un enorme numero di ordigni bellici, ponendo le essenziali basi di sicurezza per la ricostruzione delle zone devastate dalla guerra. In tre anni furono 2500 gli sminatori civili impegnati in tutta Italia nella lunga, complessa e rischiosa opera di bonifica: 393 di essi persero la vita e più di 500 rimasero feriti e mutilati. Le vittime versiliesi furono sei – Guido Manetti, Antonio Landi, Giovanni Paoli, Romeo Gregori, Aladino Mafaldo Coluccini e Armando Reinke –, caduti nel corso delle operazioni di bonifica del Monte di Ripa e del Lago di Porta.Fra i componenti delle squadre di sminamento della Versilia vi fu anche il partigiano Moreno Costa, scomparso nella primavera 2018. Il figlio Paolo, mancato anch’egli di recente, è stato attivo e decisivo fautore del Monumento realizzato a Ripa per volontà del Comune di Seravezza e dell’Anpi versiliese.

La sezione “Gino Lombardi” Versilia annuncia con dolore la scomparsa del partigiano Goffredo Giannini

Logo ANPI Gino Lombardi

Partigiano nella formazione “Bandelloni”, partecipò a numerosi scontri armati tra cui quello sul Monte Altissimo e sul Monte Ornato. Faceva parte della pattuglia partigiana che per prima entrò in Pietrasanta nel pomeriggio del 18 settembre 1944.Nel dopoguerra è stato protagonista della vita sociale e politica di Pietrasanta e Presidente della nostra sezione ANPI tra gli anni ’70 e ’80, partecipando alle attività della sezione fino all’ultimo. Ci stringiamo attorno alla famiglia esprimendo le nostre più sentite condoglianze.

“Per chi non crede”: aviolancio alleato a Mosceta

Aviolancio alleato

Il 18 febbraio 1944, alle 4 del mattino, preceduto dal messaggio speciale “Per chi non crede” trasmesso da Radio Londra, avvenne il primo aviolancio effettuato da un Halifax inglese in località Foce di Mosceta, ai piedi del monte Pania.

La località Foce di Mosceta così come appare oggi (ben visibile il rifugio G. Del Freo)

Vennero paracadutati 17 bidoni contenenti armi, munizioni, materiale da sabotaggio, vestiario, viveri e generi di conforto.

Nonostante le precauzioni prese, quel lancio non passò inosservato ai fascisti, i quali ebbero la conferma dei loro sospetti e la certezza che anche in Versilia esisteva un movimento resistenziale ben organizzato.

La frase in codice “Per chi non crede” fu coniata da Manfredo Bertini per contrastare lo scetticismo verso l’aiuto che gli Alleati avrebbero dato ai partigiani locali.

Per organizzare il primo aviolancio in terra versiliese venne utilizzato un apparecchio radio con i piani di trasmissione e le frequenze di un radiotelegrafista che operava il Lunigiana, Domenico Azzari. 

(L’immagine dell’aviolancio alleato utilizzata per questo approfondimento è una foto di repertorio non riferita al lancio in Versilia)

“UNIAMOCI PER SALVARE L’ITALIA”

Uniamoci per salvare l'Italia

Il testo dell’appello per una grande Alleanza democratica e antifascista promosso da Associazioni, Movimenti, Partiti, Sindacati nazionali. Tra questi: ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, Libera, 6000sardine, Partito Democratico, M5S, Articolo 1. Le adesioni.

Uniamoci per salvare l’Italia. Per sconfiggere la pandemia, ricostruire il Paese, promuovere una democrazia più ampia e più forte, urge l’impegno delle forze migliori della società. Occorre una nuova visione per il nostro Paese. Cambiare per rinascere, ricomporre ciò che è disperso, unire ciò che è diviso, donare vicinanza dove c’è solitudine, vincere la paura costruendo fiducia.

Lanciamo un appello per una grande alleanza democratica e antifascista per la persona, il lavoro e la socialità, mettendo a valore ogni energia disponibile dell’associazionismo, del volontariato, del Terzo settore, del movimento sindacale, della cooperazione, delle giovani generazioni, del mondo della cultura, dell’informazione, delle arti e della scienza, della società civile, della buona economia, col sostegno delle istituzioni e dei partiti democratici.

Un’alleanza che guardi al dramma presente attraverso i valori della solidarietà e della prossimità promuovendo una nuova cultura politica dell’ascolto e dell’incontro, ma guardi anche al futuro, affinché l’Italia del dopo Covid non sia la restaurazione dei vecchi e fallimentari modelli economici e valoriali, ma si avvii verso il cambiamento sulla strada tracciata dalla Costituzione.

Un’alleanza che contrasti l’insopportabile crescere delle diseguaglianze, combatta l’avanzare incessante delle mafie e della corruzione, sostenga il valore della vita e la dignità della persona umana e il lavoro come fondamento della Repubblica, assuma il valore e la cultura della differenza di genere, rivendichi la tutela della salute come diritto fondamentale, la centralità della scuola e della formazione, la piena e reale libertà di informazione oggi insidiata da vere e proprie intimidazioni.

Un’alleanza che unisca giovani e anziani, donne e uomini, laici e religiosi, persone di diverse opinioni, ma unite sui principi dell’antifascismo, per un Paese che torni a progredire pienamente, su basi nuove, sulla strada della democrazia e della partecipazione e dove l’economia sia finalmente al servizio della società e della persona, come più volte ricordato anche da Papa Francesco.

Un’alleanza che abbia a base i valori non negoziabili della pace e dei diritti umani, che si opponga all’escalation dei focolai di guerra che generano una insensata corsa alla produzione di armamenti, che abbia nell’agenda e nel cuore l’impegno per la difesa dell’ambiente e contro la crisi climatica, che guardi all’Europa davvero dei popoli, un’Europa come una risorsa e non come un nemico, che si opponga ad ogni violazione della legalità democratica, che consegni al nostro popolo e alle giovani generazioni l’insegnamento del passato e la speranza del futuro.

Un’alleanza che dia nuova vitalità alla partecipazione democratica in un Parlamento del quale sia assicurata la centralità nei processi politici e decisionali.

La democrazia infatti non è un bene acquisito per sempre, ma richiede cure quotidiane, come dimostrano i drammatici fatti di Capitol Hill e le gravissime responsabilità di Trump.

Questo è il messaggio che intendiamo portare ovunque sul territorio, affinché si trasformi in una inedita, pacifica e potente mobilitazione nazionale.

Abbiamo alle spalle una straordinaria esperienza di valori chiamata Antifascismo e Resistenza, sulla cui base sono nate la Repubblica e la Costituzione, cioè la nuova Italia. Sono i valori della giustizia sociale, della libertà, della democrazia, della solidarietà, della pace, del lavoro. È giunto il momento di promuovere con lo sguardo di oggi un impegno democratico e antifascista che viene da lontano: uniamoci per salvare l’Italia, uniamoci per cambiare l’Italia.

ANPI • ACLI • ANED • ANPPIA • ARCI • Articolo 1 • Articolo 21 • ARS • CGIL • CISL • Comitati Dossetti • CDC • CUS • FIAP • FIVL • Fondazione CVL • Istituto Alcide Cervi • Legambiente • Libera • Libertà e Giustizia • M5S • PCI • PD • PRC • Rete della Conoscenza • 6000sardine • Sinistra Italiana • UIL • UDU

ADERISCONO:

Valentina Cuppi, Sandro Ruotolo, Paolo Berizzi, Liberacittadinanza, Rete degli studenti medi

CIPOLLINI: “SOLIDARIETA’ E VICINANZA ALL’ANPI DI VIAREGGIO”

Logo ANPI Gino Lombardi

Pietrasanta, 6 gen 21 – Solidarietà della sezione “Gino Lombardi” di Pietrasanta agli amici e compagni della sezione di Viareggio dell’Anpi e alla Deputazione versiliese dell’Istituto storico della Resistenza per il grave atto di vandalismo subito.

Il presidente, prof. Giovanni Cipollini, anche a nome del direttivo, esprime “la ferma condanna dell’inqualificabile gesto e tutta la solidarietà e la vicinanza verso l’Anpi di Viareggio e la Deputazione dell’Istituto della Resistenza in seguito alla devastazione della sede e al furto di cimeli e documenti in essa conservati”. Cipollini auspica “che venga fatta luce sul grave episodio e i responsabili siano presto individuati”.

5 gennaio 1920, nascita di Gino Lombardi

Gino Lombardi

Gino Lombardi nasce a Querceta di Seravezza (LU) il 5 gennaio 1920, ma cresce a Pisa dove il padre Giuseppe, piccolo industriale del marmo di fede socialista, si era trasferito per sfuggire alle persecuzioni degli squadristi locali. Gino frequenta qui l’Istituto Tecnico, si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio, trovando lavoro in un’azienda commerciale, mentre il fratello Dino intraprende la carriera di ufficiale pilota nell’Aeronautica Militare.

Allo scoppio della Guerra, viene mobilitato ed inviato a Rodi come sottotenente del Genio Aeronautico, rientrando a Pisa dopo la morte del fratello Dino, avvenuta a Roma nel 1942 durante un volo di collaudo.

In questo periodo matura definitivamente la sua coscienza antifascista e si impegna nell’attività di un gruppo antifascista che agiva in città.

A causa dei devastanti bombardamenti dell’estate 1943, Gino e i genitori tornano in Versilia, stabilendosi a Ruosina (Seravezza) e, subito dopo l’armistizio, egli diviene uno dei principali organizzatori della nascente Resistenza. Sfuggito ad un tentativo di cattura da parte dei fascisti, Lombardi, insieme all’amico e collaboratore Piero Consani, si rifugia in località Porta di Farnocchia dove, alla fine di febbraio, costituisce la prima formazione partigiana versiliese, i ” Cacciatori delle Apuane”.

Il 16 e il 17 aprile del 1944 i “Cacciatori delle Apuane” vengono attaccati sul Monte Gabberi da centinaia di militi della Guardia nazionale repubblicana e della XªMas. Nonostante fossero molto inferiori per numero e armamento, i partigiani di “Joe il Rosso” (questo il nome di battaglia di Gino Lombardi), riescono a sganciarsi infliggendo gravi perdite ai fascisti. Nei combattimenti cade l’aiutante di “Joe il Rosso”, il partigiano sardo Luigi Mulargia, il cui nome sarebbe poi stato dato a una formazione dei “Cacciatori delle Alpi Apuane”.

Dopo questo scontro, Lombardi pensa di spostare i suoi partigiani in posizione più favorevole nell’Alta Lunigiana e, con Piero Consani e Ottorino Balestri, si dirige verso Equi Terme (Massa Carrara), per un sopralluogo. Fermati dai militi fascisti a Sarzana, i tre ingaggiano combattimento, ma “Joe il Rosso”, dopo aver abbattuto due fascisti, cade colpito a morte. Balestri riesce fortunosamente a salvarsi; mentre Consani, gravemente ferito, viene catturato, torturato e fucilato il 4 maggio.

Le formazioni partigiane operanti sui monti della Versilia si battono, sino alla Liberazione, col nome di Brigata d’assalto “Gino Lombardi”. Una lapide lo ricorda oggi a Farnocchia di Stazzema (Lucca), dove gli è stata intitolata una strada, così come a Seravezza; un’altra lapide è stata collocata, nel 2005, in via Mascardi a Sarzana, dall’ANPI della Versilia e dai Comuni di Seravezza e Sarzana, in ricordo suo e di Piero Consani.

Lapide in via Mascardi a Sarzana (SP) in memoria di Gino Lombardi e Piero Consani

CIPOLLINI “PIENA SODDISFAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO A PIERI”

Logo ANPI Gino Lombardi

Pietrasanta, 29 dic 20 – Piena soddisfazione della sezione “Gino Lombardi” di Pietrasanta dell’Anpi è stata espressa dal presidente, prof. Giovanni Cipollini, per l’alto riconoscimento concesso dal Presidente della Repubblica a Enrico Pieri, sopravvissuto alla strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema.

Pieri, da moltissimi anni iscritto all’Anpi, è un testimone dell’orrenda strage del 12 agosto 1944 che si è particolarmente distinto nell’impegno civile di trasmettere alle giovani generazioni i valori della libertà, della democrazia e della pace, valori che sono a fondamento della Costituzione italiana.

Cipollini, anche a nome del direttivo dell’Anpi, ha rinnovato a Pieri stima e affetto complimentandosi per il conferimento del titolo di commendatore al merito della Repubblica ricevuto dal presidente Mattarella.