ANPI, NESSUNA COLLABORAZIONE CON ALESSANDRINI: IL SUO LIBRO E’ UN’OFFESA ALLA RESISTENZA.

Logo ANPI Gino Lombardi

Pietrasanta, 26 ott 21 – “La ricostruzione dell’eccidio di Sant’Anna e in genere dell’estate del 1944, ancora oggi offerta sul piano della comunicazione istituzionale e didattica dagli enti pubblici e dai soggetti ritenuti depositari della memoria storica ufficiale, segnatamente l’ex-Comitato Onoranze ai Martiri di Sant’Anna, la Regione Toscana, il Comune di Stazzema, il museo di Sant’Anna, l’Istituto storico della Resistenza di Lucca, l’ANPI, l’Ente Parco della Pace, dopo gli sviluppi della ricerca storica degli ultimi anni non può essere ritenuta ancora legittima”.

“Bisognerebbe in effetti ricordare che nel dopoguerra, prima di arrivare alla concessione della medaglia d’oro al Comune di Stazzema e alla Versilia si è dovuto procedere ad  una generale e progressiva “sanificazione” delle impurità presenti nella memoria collettiva sull’apparato resistenziale, che si era distinto, soprattutto per gesti di viltà più che di eroismo, per poter procedere alla sistemazione e all’affermazione definitiva di quei “valori”, che al livello politico nazionale venivano imposti alla popolazione italiana dall’Assemblea Costituente”.

“Sul piano tecnico e istruttorio, poi, la sentenza, come tutto il processo (si tratta di quello celebrato presso il Tribunale di La Spezia), evidenzia alcuni singolari errori di lettura e di interpretazione dei documenti e delle testimonianze, con i giudici che cadono anch’essi nella tentazione, propria di certi storici, di pescare tra le tracce testimoniali disponibili solo quelle funzionali alla tesi perseguita, abbandonando o sminuendo tutte le altre, per elaborare improbabili ipotesi”.

“Per questo, dopo che avremo illustrato i risultati del lavoro qui proposto, ben potremo mandare al macero insieme al più tronfio e rozzo nazifascismo, anche la retorica comunista impiantata e coltivata dall’ ANPI e tutta la più infame memoria lasciata dal movimento partigiano dell’Alta Versilia, fatta di ruberie, profitti, ricatti, violenze, omicidi e omertà; che dei partigiani piuttosto che il testo di “Bella ciao” non vengano mai dimenticati il pane sottratto alle povere famiglie, gli agguati gratuiti alle spalle della singola sentinella inerme, le mine superflue e inutili sotto le camionette di pattuglie in ritirata, le violenze, le vendette assassine sui padri di famiglia disarmati, le promesse di difesa seguite dalle fughe, le vigliaccherie, gli attentati fatti a bella posta per scatenare rappresaglie e soprattutto gli oltre settant’anni di narrazione pelosa e falsa, che ha distolto le coscienze dalla verità e ha negato conoscenza e formazione alle giovani generazioni, che ne avevano diritto e necessità”.

“La vicenda partigiana dell’Alta Versilia costituisce obiettivamente una delle pagine più ingloriose della Resistenza italiana”.

Sono solo alcune delle numerose, analoghe affermazioni contenute nel recente libro “Tanto peggio tanto meglio” di Lorenzo Alessandrini, che rispolvera la logora “questione” delle responsabilità dei partigiani sulla strage del 12 agosto 1944.Vere e proprie farneticazioni che ne  dimostrano chiaramente il livello, i toni e le finalità e che insultano in modo squallido e vergognoso quanti lottarono e caddero durante la Guerra di Liberazione.

Preso atto di tutto questo, l’ANPI non collaborerà in alcun modo alle cerimonie e alle iniziative eventualmente organizzate dall’Amministrazione Comunale di Seravezza, i cui esponenti evidentemente condividono quanto sostiene Alessandrini, dal momento che nessuno ne ha preso le distanze. L’ANPI organizzerà autonomamente cerimonie e iniziative per ricordare e onorare il contributo dei versiliesi, tra cui numerosi seravezzini, alla Resistenza, degnamente onorato dalla concessione della Medaglia d’Oro al Valor Militare al Comune di Stazzema per la Versilia.

Questa presa di posizione non è in alcun modo collegata al successo di Alessandrini e della sua lista alle recenti amministrative, in quanto le competizioni elettorali non rientrano nelle finalità statutarie dell’ANPI, che, proprio per evitare possibili strumentalizzazioni nella campagna elettorale, ha evitato di esprimersi sul libro durante il suo svolgimento.