5 gennaio 1920, nascita di Gino Lombardi

Gino Lombardi

Gino Lombardi nasce a Querceta di Seravezza (LU) il 5 gennaio 1920, ma cresce a Pisa dove il padre Giuseppe, piccolo industriale del marmo di fede socialista, si era trasferito per sfuggire alle persecuzioni degli squadristi locali. Gino frequenta qui l’Istituto Tecnico, si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio, trovando lavoro in un’azienda commerciale, mentre il fratello Dino intraprende la carriera di ufficiale pilota nell’Aeronautica Militare.

Allo scoppio della Guerra, viene mobilitato ed inviato a Rodi come sottotenente del Genio Aeronautico, rientrando a Pisa dopo la morte del fratello Dino, avvenuta a Roma nel 1942 durante un volo di collaudo.

In questo periodo matura definitivamente la sua coscienza antifascista e si impegna nell’attività di un gruppo antifascista che agiva in città.

A causa dei devastanti bombardamenti dell’estate 1943, Gino e i genitori tornano in Versilia, stabilendosi a Ruosina (Seravezza) e, subito dopo l’armistizio, egli diviene uno dei principali organizzatori della nascente Resistenza. Sfuggito ad un tentativo di cattura da parte dei fascisti, Lombardi, insieme all’amico e collaboratore Piero Consani, si rifugia in località Porta di Farnocchia dove, alla fine di febbraio, costituisce la prima formazione partigiana versiliese, i ” Cacciatori delle Apuane”.

Il 16 e il 17 aprile del 1944 i “Cacciatori delle Apuane” vengono attaccati sul Monte Gabberi da centinaia di militi della Guardia nazionale repubblicana e della XªMas. Nonostante fossero molto inferiori per numero e armamento, i partigiani di “Joe il Rosso” (questo il nome di battaglia di Gino Lombardi), riescono a sganciarsi infliggendo gravi perdite ai fascisti. Nei combattimenti cade l’aiutante di “Joe il Rosso”, il partigiano sardo Luigi Mulargia, il cui nome sarebbe poi stato dato a una formazione dei “Cacciatori delle Alpi Apuane”.

Dopo questo scontro, Lombardi pensa di spostare i suoi partigiani in posizione più favorevole nell’Alta Lunigiana e, con Piero Consani e Ottorino Balestri, si dirige verso Equi Terme (Massa Carrara), per un sopralluogo. Fermati dai militi fascisti a Sarzana, i tre ingaggiano combattimento, ma “Joe il Rosso”, dopo aver abbattuto due fascisti, cade colpito a morte. Balestri riesce fortunosamente a salvarsi; mentre Consani, gravemente ferito, viene catturato, torturato e fucilato il 4 maggio.

Le formazioni partigiane operanti sui monti della Versilia si battono, sino alla Liberazione, col nome di Brigata d’assalto “Gino Lombardi”. Una lapide lo ricorda oggi a Farnocchia di Stazzema (Lucca), dove gli è stata intitolata una strada, così come a Seravezza; un’altra lapide è stata collocata, nel 2005, in via Mascardi a Sarzana, dall’ANPI della Versilia e dai Comuni di Seravezza e Sarzana, in ricordo suo e di Piero Consani.

Lapide in via Mascardi a Sarzana (SP) in memoria di Gino Lombardi e Piero Consani