Lettera ad un amico

Campo papaveri

Ciao Paolo, ti ricordi il lavoro fatto per organizzare il viaggio della Memoria, in occasione del 75° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Mauthausen? Tutto iniziò nell’ottobre 2019 con la richiesta del patrocinio all’ANED e l’invio degli inviti alle varie amministrazioni comunali della Versilia affinché alcuni studenti, delle scuole superiori o medie del territorio, potessero partecipare all’iniziativa. Dopo qualche tempo, iniziarono gli incontri per organizzare il tutto – io, te e l’agenzia di viaggio – e i primi contatti diretti con le amministrazioni per “sondare” un po’ che aria tirava. Tutto filava liscio, anche quest’anno eravamo riusciti ad organizzare un bel viaggio, proprio come faceva tuo padre Moreno. Una bella soddisfazione essere riusciti a far sì che una trentina di studenti potessero vedere quei luoghi dove migliaia e migliaia di persone furono torturate, usate come cavie per esperimenti o uccise nelle camere a gas e poi bruciate nei forni crematori da quei miserabili nazisti. A febbraio, al termine della nostra riunione definimmo gli ultimi dettagli e l’entusiasmo ti faceva anche dire che pur di essere presente la mattina dell’8 maggio avresti fatto anche le punture per alleviare quel dolore al ginocchio che, ultimamente, ti faceva penare. Eccoci, oggi giovedì 7 maggio, siamo alla vigilia di quel giorno. Stasera andrò a letto presto e domattina alle 5 ci troveremo al terminal bus di Pietrasanta, sempre sorridenti e con un po’ di voglia di scherzare per portare su quel pullman un aria familiare. Ma Caro Amico, tutto questo però è e resterà solo un sogno. Un virus tremendo ha fatto sì che tutto ciò non avvenisse. L’Italia, l’Europa e altre nazioni nel mondo si sono bloccate a causa di questo maledetto Covid-19. Siamo rimasti chiusi in casa, tutte le attività bloccate, manifestazioni cancellate e purtroppo, ancor più grave, migliaia e migliaia di persone hanno perso la vita e TU sei una di quelle. Quel giorno a tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti e di aver ricevuto in cambio la tua amicizia è crollato il mondo addosso. Non ci volevamo credere e sinceramente, ancora oggi, è difficile accettare quella realtà. Ciao, sono felice di averti conosciuto e ti ringrazio dell’amicizia che mi hai dato.

PS: Questo pensiero alla vigilia di un viaggio per te, per noi, importante e sentito in cui tu, per ricordare anche la figura di tuo padre, avresti, come al solito, guidato gli studenti a visitare quei luoghi di sterminio e domenica saresti stato insieme a loro alla manifestazione di Mauthausen.

Marco Maggi