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MARZO 2011

 

31 marzo 2011 - Un mese dedicato alla Resistenza

31 marzo 2011 - Appuntamento in biblioteca

31 marzo 2011 - I fucili dei partigiani

31 marzo 2011 - L'undicesimo comandamento

31 marzo 2011 - Gombio ricorda i suoi caduti

30 marzo 2011 - Eccidio di Valmozzola

29 marzo 2011 - Incontro con la storia

29 marzo 2011 - Bando per le scuole

28 marzo 2011 - Dov'è la medaglia d'Oro

28 marzo 2011 - Eccidio di Camorena

28 marzo 2011 - L'assedio di Villa Rossi

28 marzo 2011 - Rossi a Montemaggio

27 marzo 2011 - La Camusso a Colle Val d'Elsa

26 marzo 2011 - Un corso per docenti

26 marzo 2011 - Mostra su fascismo e antifascismo

26 marzo 2011 - Eccidio di Montemaggio

25 marzo 2011 - Eccidio di Camorena

25 marzo 2011 - Il messaggio di Napolitano

24 marzo 2011 - Presidente difenda la Costituzione

24 marzo 2011 - Scritta nazista

23 marzo 2011 - Eccidio delle fosse Ardeatine

23 marzo 2011 - Eccidio delle fosse Ardeatine

23 marzo 2011 - La zona bianca

23 marzo 2011 - Maiano Lavacchio

23 marzo 2011 - Le foto della resistenza bolognese

23 marzo 2011 - Eccidio di Barletta

22 marzo 2011 - Eccidio di Vicchio

22 marzo 2011 - Eccidio di Cravasco

22 marzo 2011 - Dal 25 aprile non si torna indietro

21 marzo 2011 - L'eccidio di Montalto

21 marzo 2011 - L'eccidio del cafè Roma

21 marzo 2011 - La strage di Caiazzo

21 marzo 2011 - Il ricordo è ancora vivo

20 marzo 2011 - Congresso Nazionale ANPI

20 marzo 2011 - Eccidio di Cervarolo

19 marzo 2011 - Eccidio di Lentella

19 marzo 2011 - 90° dell'eccidio fascista

19 marzo 2011 - No a Via Fasana

19 marzo 2011 - Concorso fotografico sulla Resistenza

19 marzo 2011 - Martiri di Istia

18 marzo 2011 - Incontri partigiani

18 marzo 2011 - Monumento della Resistenza dimenticato

18 marzo 2011 - 150° al Museo di Via Tasso

18 marzo 2011 - Eccidio in Costa d'Avorio

17 marzo 2011 - 150° Unità d'Italia

17 marzo 2011 - Ricordi della Resistenza

16 marzo 2011 - Unità d'Italia

16 marzo 2011 - Casa Onna

16 marzo 2011 - Mostra fotografica sui partigiani

16 marzo 2011 - Rinnovamento e tradizione

15 marzo 2011 - La pace è un valore eterno

14 marzo 2011 - Eccidio di Montemonaco

14 marzo 2011 - Eccidio di Montalto

12 marzo 2011 - Incontro con la scuola dei Premi Nobel per la pace 

12 marzo 2011 - Apre il Museo del Senio

11 marzo 2011 - Dieci martiri del Maiolo

10 marzo 2011 - La strage di Piazzale Loreto

09 marzo 2011 - L'eccidio di Valmala

09 marzo 2011 - 67° deportazione nei lager

08 marzo 2011 - Un monumento ai partigiani

08 marzo 2011 - Volontarie della Libertà

08 marzo 2011 - Le vittime dimenticate

07 marzo 2011 - L'eccidio dei partigiani di Bajardo

07 marzo 2011 - Primo congresso dell'Anpi Sannita

07 marzo 2011 - L'uccisione di tre lavoratori

06 marzo 2011 - L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema

06 marzo 2011 - Ricordati combattenti

06 marzo 2011 - Monumenti fascisti

05 marzo 2011 - Gli eroi della Resistenza

05 marzo 2011 - L'eccidio del Navicello

04 marzo 2011 - Più forza all'antifascismo

04 marzo 2011 - Fondi regionali per l'eccidio del '43

03 marzo 2011 - Fucecchio ricorda i deportati

02 marzo 2011 - Chiti a Saciletto

02 marzo 2011 - Commemorato l'eccidio nazifascista

 


Alla Tenda di Modena un intero mese dedicato alla Resistenza

MODENA, 31 marzo 2011 - Nel mese di aprile la Tenda di viale Molza darà spazio alla memoria storica con testimonianze, documentari e riletture della Resistenza. La struttura dell’assessorato comunale alle Politiche giovanili, che dedica le attività di ogni mese a una diversa parte del corpo, si concentrerà ora sui “piedi” e, in particolare, su quelli “che corrono, che faticano, che si snodano lungo i percorsi partigiani” (informazioni ai numeri 059 214435-2034810 e nel sito www.latendamodena.it).

L’inizio è anticipato al 31 marzo con la proiezione del film “Cronaca di una fuga” di Caetano, per proseguire i giovedì successivi, come sempre dedicati al cinema, con l’appassionato “Welcome” di Lioret, “maratona” di Kusturica, il toccante documentario “La lunga marcia dei 54″ per chiudere il 28 con “Le 13 rose” di Martìnez Làzaro.

Le consuete presentazioni dei libri vedranno protagonisti venerdì primo aprile “Buenos Aires troppo tardi” di Paolo Maccioni; l’8 aprile “Non odiarmi se puoi” di Fabrizio Cavazzuti; il 15 “Le mafie nel pallone” di Daniele Poto, tutte a cura dell’associazione L’Asino che Vola. Sabato 9 aprile sarà la volta di “Manuale di resistenza del ciclista urbano” di Luca Conti a cura dell’associazione Rimessa in movimento e il 29 aprile di “Razza partigiana: parole e musiche” di Carlo Costa e Lorenzo Teodonio, a cura di Anmig Modena, in collaborazione con l’Istituto storico di Modena e la Fondazione ex Campo Fossoli. Non mancheranno gli spettacoli teatrali, come “Passi” del regista Costa, e musica live per tutti i gusti.

Venerdì 22 aprile la Tenda ospiterà l’evento “R-Esistenza, musica di passaggi in penombra”, video/reading performance e proiezioni a cura di Alberto Papotti, Friction e Punti di Vista.

Nello spazio espositivo sarà presentata la mostra “Modena: pietre della memoria”, una mappatura dei cippi e delle lapidi presenti in città, in collaborazione con l’associazione Friction e sulla base di un progetto avviato dall’Istituto storico della Resistenza. Lo spazio espositivo fronte palco ospiterà “Sentieri Partigiani”, fotografie di Francesca Orefice e testi di Matteo Martignoni. Tutte le iniziative sono gratuite.

 

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Appuntamento con ANPI e i partigiani della Brigata Savona nella biblioteca di Rocchetta

SAVONA, 31 marzo 2011 – Stasera alle ore 20.30, si terrà nella biblioteca di Rocchetta una serata organizzata dall’Anpi nella quale i partigiani della Brigata Savona racconteranno le proprie esperienze di lotta al nazifascismo, quando partirono per riunirsi intorno al comandante “Bacchetta” sulle alture della zona. Per l’occasione si presenterà la ristampa del volume “Noi del 1° Gruppo Divisioni Alpine” del “Comandante Mauri”.

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In soffitta due fucili dei partigiani

Zoom Foto

Grumolo, 31 marzo 2011 - La storia a volte si riaffaccia al presente in modi davvero imprevedibili: è quello che è accaduto oggi a villa Godi Piovene di Grumolo delle Abbadesse. Nel corso di lavori di ristrutturazione del controsoffitto del deposito attrezzi, voluti dal proprietario Ruggero Piovene Porto Godi, sono stati trovati due sacchi di juta. All’interno c’erano due moschetti automatici Beretta, modello 1938, calibro 9x19.

Si tratta di armi risalenti agli anni ’40, ancora in buono stato di conservazione e perfettamente funzionanti, anche se senza serbatoio e senza cartucce. Le armi sono state poste sotto sequestro e l’ipotesi al momento più accreditata è che si tratti di fucili nascosti da qualche formazione partigiana, o da reduci dopo la fine della seconda guerra mondiale e rimaste nel loro nascondiglio, dimenticate per oltre 65 anni.

I carabinieri di Camisano, intervenuti sul posto per prendere in consegna le armi, hanno anche inoltrato un dettagliato rapporto al pubblico ministero di turno, Marco Peraro.

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Presentazione venerdì 8 aprile al Fienile a Viareggio

“L’UNDICESIMO COMANDAMENTO” ROMANZO D’ESORDIO DI NICOLA BIBOLOTTI

Viareggio,  31 marzo 2011 – L’Undicesimo Comandamento (Sirio Edizioni), romanzo del versiliese Nicola Bibolotti, sarà presentato venerdì 8 aprile, alle ore 17,30, nel sala del Circolo Il Fienile, quartiere Varignano, a Viareggio. Sarà presente l’Autore. L’attore Jacopo Gori leggerà alcuni brani del libro. Interverrà Lamberto Pocai, segretario versiliese della Fiom Cgil. Seguiranno interventi di sindacalisti sui contenuti del libro che rinviano alle tematiche sociali ed economiche della crisi in atto. Condurrà Giuliano Rebechi, presidente dell’Associazione culturale “Gli Editori” che promuove l’iniziativa. Bibolotti ha già pubblicato la raccolta di racconti I Resistenti (Sirio Edizioni, 2008).

“Andare per non tornare” era il suggestivo e volutamente provocatorio titolo che Vincenzo Sparagna dette ad un suo articolo di apertura sulla rivista Frigidaire. Chi lo sa se, nell’immaginario soggettivo, i tre anziani protagonisti del romanzo L’Undicesimo Comandamento quell’articolo lo avranno letto. Di certo quando, con incedere incerto ma anche con la determinazione tipica di chi non è più nella verde età, i tre si recano all’agenzia di Dimitri Mancini  per staccare un biglietto collettivo di sola andata, le idee chiare nelle loro teste incanutite ce l’avevano e come. Un romanzo, questo di Nicola Bibolotti, figlio della più nera delle crisi economiche, scritto da un operaio che d’improvviso si ritrova disoccupato. Sullo sfondo di una Viareggio distratta e usata, battuta da venti e da mareggiate, si dipanano fatica e disagio, che muovono i personaggi del libro: Dimitri Mancini che per inventarsi un nuovo lavoro si gioca l’ultima carta aprendo una insolita quanto improbabile agenzia di viaggi; gli anziani Antonio Arciboldi e sua moglie Sonia che, insieme al “Conte” Andrea Ronconi, si proporranno quali suoi primi clienti. Ma quella agenzia è un po’ speciale: organizza viaggi di sola andata per chi vuole suicidarsi.

Con un linguaggio crudo e diretto Nicola Bibolotti emblematicamente ci propone la storia, struggente ma non disperata, contraddittoria ma densa di idealità, di chi è in cerca di una liberazione.

Il libro è in distribuzione nelle migliori librerie di Viareggio e della Versilia.

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Gombio ricorda i caduti del 3 aprile 1944 sul Monte La Battuta

A 67 anni di distanza si ricordano i tre gombiesi fucilati dalla Goering e dalla Guardia nazionale repubblicana. Cerimonia in programma domenica 3 aprile prossimo

GOMBIO, 31 marzo 2011 - Domenica 3 aprile, ore 15, sul Monte della Battuta, a poco più di tre chilometri da Felina, solenne inaugurazione del “Memoriale del 3 aprile 1944” . Quella data di 67 anni fa ricorda il rastrellamento di Gombio condotto da militari tedeschi della divisione Hermann Göring accompagnati da due compagnie della Guardia nazionale repubblicana di Reggio. I tedeschi erano gli stessi che avevano effettuato, due settimane prima, il rastrellamento e la strage di Cervarolo. Proseguendo il rastrellamento della montagna alla ricerca delle formazioni partigiane, erano giunti a Gombio, oggi frazione di Castelnovo ne’ Monti, allora di Ciano d’Enza.
Una ripetuta azione di spionaggio aveva segnalato in zona la presenza di almeno un centinaio di partigiani e di alcuni ex prigionieri alleati fuggiti dopo l’8 settembre 1943 dai campi di concentramento di Fossoli e Montechiarugolo. In effetti, nella borgata gombiese di Casa Ferrari – come narra Massimo Villa nel libro “Dal Ventasso al Fuso. Guerra partigiana nelle valli dell’Enza e del Parma” (Ed. Battei, Parma, 1989) – sul finire di marzo 1944 si era costituito, al suo comando, il distaccamento partigiano “Don Pasquino” e in zona si erano rifugiati due piloti, uno americano e uno inglese. In più – e lo narra don Guido Riva nel suo diario “Un prete tra i partigiani” – l’improvvida rapina effettuata da sedicenti partigiani ai danni della giovane maestra del luogo, la cui famiglia risiedeva presso la Casa del Mutilato di Reggio, aveva fatto credere alle autorità nazifasciste che Gombio fosse davvero un covo di ribelli.
Il rastrellamento ebbe un duplice esito: da una parte vennero catturati cinque uomini residenti a Casa Ferrari che, dopo vari maltrattamenti, vennero portati in vetta al sovrastante Monte della Battuta (m. 775) per essere fucilati. Tre morirono: Mario Ferrari, Ettore Ferrari, Nello Maroni. Nello Maroni. Due (Ulievo Ferrari, fratello di Ettore, e Giovanni Albertini) riuscirono fortunosamente a scappare, benché feriti. L’episodio vide l’intervento coraggioso del parroco di Villaberza, don Battista Zini, che, per aver tentato invano di salvare Ettore Ferrari, rimasto agonizzante sul terreno, subì arresto, pressanti interrogatori e pericolo di morte.
Dall’altra parte, in centro a Gombio, una cinquantina di uomini, arrestati e messi al muro sue due aie, con il parroco e altri due sacerdoti, proprio come a Cervarolo, stavano per essere trucidati quando intervennero due anziane signore tedesche, spose a due gombiesi, Augusta Ludäscher e Ida Roser. Esse affrontarono senza tentennamenti i loro connazionali della Divisione Göring convincendoli che a Gombio non c’erano partigiani e che, perciò, stavano per commettere una tragica ingiustizia. Le loro affermazioni trovarono diretta conferma dall’interrogatorio subito da don Guido Riva, in quei giorni a Gombio per aiutare il parroco infermo e, insieme a lui, arrestato e condotto su un’aia.
Il duplice esito spiega il titolo del volumetto che verrà distribuito domenica a quanti presenzieranno all’inaugurazione del Memoriale: “Eccidio e salvezza nel rastrellamento di Gombio del 3 aprile 1944” . Il “Memoriale” è opera gratuita di alcuni gombiesi, guidati da Dino Fracassi, progettista e ideatore. È costituito da quattro grossi macigni di arenaria, provenienti dalle vicine cave di pietra. Il primo regge un’alta croce di ferro con la data del 3 aprile 1944; gli altri, allineati davanti alla croce, recano ciascuno il nome delle tre vittime uccise dai nazisti sulla Battuta. Li ha donati e messi in opera Alberto Zanni, con l'assistenza di Germano Branchetti, Achille Albertini ed Elio Fracassi, poco più che quindicenni il 3 aprile 1944, anch’essi catturati e posti sotto tiro in una delle due aie. Non poteva esserci progetto più eloquente nella sua semplicità per ricordare quanto le tre vittime e la popolazione di cui erano espressione, amassero la pace e la giustizia, allo stesso modo delle due spose tedesche di Gombio, testimoni, con il loro gesto e la loro scelta di vita, di una possibile e augurabile fraternità tra i popoli.

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Il gonfalone della Spezia a Valmozzola

La Spezia , 30 marzo 2011 - Nei giorni scorsi l’assessore del Comune della Spezia Cristiano Ruggia ha partecipato alla commemorazione dei giovani caduti il 17 marzo 1944 nell’eccidio di Valmozzola Stazione a Parma.
La cerimonia ha avuto luogo nella località Stazione del borgo parmigiano e ha visto la partecipazione del gonfalone della Spezia. Nel corso della cerimonia ha preso la parola Bruno Brizzi, membro del Comitato unitario provinciale della Resistenza, ricordando Teresa Cheirasco recentemente scomparsa.
Ruggia inoltre ha ricordato l’importanza di partecipare a questi eventi per tenere viva la memoria di chi ha combattuto per la libertà e ha voluto significare la propria commozione per la figura di Teresa Cheirasco che proprio a Valmozzola ha perso il fratello Umberto.

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Incontro con la storia e presentazione di 'Dentro la storia che il luogo ricorda'

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PESARO, 29 marzo 2011 - Iscop Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino in collaborazione con Provincia di Pesaro e Urbino, Assessorato Pubblica Istruzione Ufficio Scolastico di Pesaro e Urbino Fondazione XXV aprile presenta il quaderno didattico "Dentro la storia che il luogo ricorda" giovedì 31 marzo 2011, ore 16 Pesaro, sede Iscop (presso Biblioteca Bobbato) Galleria dei Fonditori, 64.

DENTRO LA STORIA CHE IL LUOGO RICORDA

FRAGHETO
Una strage: perché?


Nell'aprile del 1944, nella zona di Fragheto, comune di Casteldelci, si concentrarono numerose truppe tedesche, affiancate dai militi della Repubblica di Salò, con lo scopo di "ripulire" le retrovie della Linea Gotica dalla presenza dei gruppi partigiani della Brigata Romagna, futura 8^ Brigata Garibaldi. Il 7 aprile i militari tedeschi, dopo uno scontro a fuoco con un distaccamento partigiano in località Calanco, consumarono una strage nel vicino borgo di Fragheto, uccidendo trenta persone, la metà dell'intera popolazione, fra cui numerose donne e bambini. La furia tedesca si accanì anche contro le abitazioni che vennero in gran parte incendiate, assieme alla chiesa e alla canonica.

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Busto città partigiana, l'Anpi lancia un bando per le scuole

Nel trentennale della assegnazione della Medaglia di bronzo al Valor Militare per il contributo alla lotta di Liberazione dal nazifascismo l'associazione e il raggruppamento A. Di Dio organizzano un concorso. Ecco come partecipare

VARESE, 29 marzo 2011 - Trent’anni fa la città di Busto Arsizio fu insignita della Medaglia di bronzo al Valor Militare per il contributo alla lotta di Liberazione dal nazifascismo. L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e il Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio, nel trentennale dell’evento hanno indetto la prima edizione del concorso “Scelte per la libertà” rivolto agli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e agli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. Il fine dell' iniziativa è quello di avvicinare le nuove generazioni ai valori vitali della nostra Storia e favorire la conoscenza di vicende storiche significative del nostro territorio.
Il concorso ha come oggetto la produzione di elaborati di tipo storico-documentale e/o artistico-letterario che, traendo spunto dalla motivazione dell’attribuzione della Medaglia di bronzo al V. M.(allegato), mettano in evidenza le ragioni per cui tanti giovani bustesi scelsero di combattere per la libertà. Gli elaborati possono articolarsi in: ricerche, saggi,articoli di giornale, rappresentazioni teatrali, opere di pittura/scultura, attività musicali, cortometraggi ecc.,utilizzando più forme e canali espressivi.
Si invitano le scuole a curare la rispondenza al tema del bando nei lavori presentati; partecipare al concorso preferibilmente con elaborati che siano espressione del lavoro collegiale, svolto da una classe o da più classi o da un gruppo; impostare il lavoro con originalità ed autonomia espressiva ed operativa; prevedere una durata di 5 minuti per filmati, video e riprese sintetiche di rappresentazioni teatrali. Ogni elaborato avrà un titolo, l’indicazione degli autori e dell’Istituto di appartenenza. Gli elaborati dovranno essere consegnati entro e non oltre il 19 maggio 2011 presso l’Assessorato alla Cultura di Busto Arsizio, in via Volta,11.
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e il Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio mettono a disposizione degli studenti i propri archivi per eventuali richieste di documenti storici e testimonianze. La commissione che valuterà gli elaborati sarà presieduta dall’Assessore alla Cultura e all’Educazione dott. Claudio Fantinati. La premiazione si terrà il 2 giugno 2011 presso la Sala Consigliare del Comune di Busto Arsizio.
Ai primi classificati della scuola secondaria di primo grado e ai primi della scuola secondaria di secondo grado verrà offerto un viaggio con pernottamento nei luoghi della memoria del nostro territorio ( Val d’Ossola, Verbano, Luino Voldomino ). A tutti i partecipanti verrà consegnata una medaglia e a ciascun Istituto partecipante una pergamena.

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DOV’E’ LA MEDAGLIA D ’ORO ?

ROMA, 28 marzo 2011 - Spero che venga ritrovata la medaglia d’oro che li ricordava e che molto tempo fa era presso l’Ufficio di Gabinetto di Palazzo Mozzagrugno. Mesi fa ho espresso questo desiderio al Sindaco Dotoli”.
Così
Ennio Festa, segretario cittadino della Uil in occasione della commemorazione dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine in cui rimasero coinvolti il 24 marzo 1944 anche Umberto Bucci e suo figlio Bruno, originari di Lucera.
Il sindacato ha voluto riportare alla memoria questo tragico evento rispolverando una storia impressa su dei fogli dattiloscritti. E per la UIL il coordinatore locale Ennio Festa ha colto il momento per ricordare anche un altro aspetto legato ad Umberto e Bruno Bucci, perché secondo lui quella medaglia era lì fino al periodo in cui era sindaco di Lucera
Biagio Di Giovine. “Può darsi che sia stata spostata presso il Museo Civico o in qualche altro luogo sicuro, questo non lo so. Ricordo solo che era nell’Ufficio di Gabinetto e spero che venga ritrovata per rivendicare una testimonianza sempre viva”.

Umberto nacque a Lucera da Vincenzo e Massariello Maria in via Belvedere n. 9 (oggi via Bucci, nei pressi di piazza Nocelli). La famiglia era composta di nove figli di cui Umberto era il secondo; il capo famiglia era falegname ed avviò allo stesso mestiere il figlio, dopo che questi aveva completato le scuole elementari; frequentò la bottega di Rucci Salvatore (noto come “Mast’ Bommino”) e di Ciampi. Prestò servizio militare nell’arma dell’aeronautica; vi rimase, poi, nel Genio Specialisti, addetto alla costruzione dei dirigibili avendo frequenti contatti con Umberto Nobile (divenuto poi generale).
Sposato con Elena Brenda ebbe da questa tre figli, fra cui Bruno, ultimo nato.
Dopo il servizio militare continuò a lavorare da civile nel medesimo stabilimento, per 13 anni; divenne dirigente sindacale e rappresentante nella Carriera del Lavoro. Non dimenticando di affinare le sue nozioni, si iscrisse all’Università Popolare Proletaria. All’avvento del fascismo, nel 1922, venne invitato dal Ministro delle Corporazioni, Rossoni, ad entrare nelle fila fasciste, ma egli rispondeva invariabilmente: “La mia coscienza non si vende”. Licenziato il 10 luglio 1925, si diede ad aiutare la gente come meglio poteva e con le risorse che gli riusciva di trovare; il suo hobby preferito era la costruzione di plastici (tra cui un ponte della Calabria che regalò al Ministero dei Lavori Pubblici). La mancanza di lavoro, che nessuno per paura gli offriva, lo indusse a chiedere l’iscrizione al fascio e quindi ebbe un posto al Ministero dei Lavori Pubblici.

Il figlio Bruno, nato a Roma, si impiegò pure lui giovanissimo al Genio Civile come disegnatore (aveva solo 17 anni). A 20 anni, nel Genio prestò servizio come militare ed avviato in Croazia, ove a Kocevie si meritò un encomio solenne all’albo d’onore per la sua missione umanitaria posta nell’aiutare i suoi compagni feriti o ammazzati in battaglia. A riconoscimento di ciò ebbe in premio una licenza che passò a Roma nella sua casa e qui lo colsero nella notte del 3 febbraio 1944, quando alle 3 venne arrestato unitamente a suo padre, il quale aveva cominciato a militare nelle fila del Partito d’Azione. Ciò a seguito della denunzia di un dirimpettaio, il quale aveva denunziato che in casa Bucci avvenivano delle riunioni politiche. Vennero prelevati dai fascisti della banda Cocchi di Toscana, la quale dopo due giorni di sevizie fatte loro subire nella sede di via Tasso, li consegnò al Commissariato di zona che li trasferì a Regina Coeli. Dopo 48 giorni di detenzione, in seguito all’attentato subito da un plotone tedesco in via Rasella la sera del 23 marzo, vennero prelevati la mattina del 24, insieme ad altri 333 prigionieri politici ed avviati sulla strada delle catacombe di San Callisto. I camion tedeschi si fermarono alle cave Ardeatine ove il massacro fu compiuto. Morirono a colpi di mitra, 335 italiani, 10 per ogni tedesco ucciso dallo scoppio di una bomba nascosta in un carrettino della Nettezza Urbana. I cadaveri vennero identificati dopo molti mesi dal genero e dal cognato, il sig. Iacomini, il quale trovò padre e figlio abbracciati in un’ultimo amplesso paterno. Nella tasca di Umberto vi erano i resti dell’ultima colazione consegnata loro la mattina del 24 marzo dai familiari alla portineria del Carcere; pane e frittata, l’ultimo pasto dei due condannati innocenti.
Al processo contro il massacratore delle Fosse Ardeatine, Kappler, Carmelina, figlia primogenita di Umberto, rivolta al “boia” disse: “Vorrei strapparti gli occhi per vedere cosa hai fatto a mio padre e mio fratello”. La risposta: “Il padre mi pregò di sciogliere i polsi legati con fil di ferro per poter riabbracciare il figlio”.
lacomini li ha trovati in questa posizione: il padre abbracciava il figlio, il quale aveva ancora i polsi stretti dal filo di ferro; al collo la sciarpa di lana che lo stesso gli aveva consegnato la mattina del 24 marzo.
“Questa storia amara – racconta l’autore o l’autrice che si firma E.B. – ho potuto raccoglierla direttamente dalle labbra di Nerina, secondogenita di Umberto e sorella di Bruno, in una delle sue venute a Lucera per visitare il parente Enrico Prudenza in via A Porta Croce”.

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67° anniversario dell'eccidio nazi-fascista di Camorena

ORVIETO, 28 marzo 2011 - Martedì 29 marzo la Città di Orvieto celebra il 67° anniversario dell'eccidio nazi-fascista di sette orvietani, avvenuto il 29 marzo del 1944 in località Camorena nei pressi di Orvieto.

Nel manifesto ufficiale delle celebrazioni, promosse dall'Amministrazione Comunale si legge: "Il 29 marzo di 67 anni fa sette nostri concittadini: Alberto Poggiani, Amore Rufini, Ulderico Stornelli, Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari e Duilio Rossi vennero assassinati a Camorena per mano di nazi-fascisti.

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Albinea ha ricordato l'assedio di Villa Rossi

BOTTEGHE, 28 marzo 2011 - A Botteghe è stato celebrato il 66esimo anniversario dell''Operazione Tombola', l'assalto al commando tedesco avvenuto nel 1945.

Era la notte del 27 marzo 1945 quando un gruppo di partigiani e alleati attaccò il comando generale tedesco di Villa Rossi e il presidio di Villa Calvi. Una sanguinosa vicenda ricordata per il coraggio di pochi valorosi che costrinsero i Nazisti a capitolare, aprendo di fatto la strada alla cacciata delle truppe tedesche dal Nord Italia.

Alla commemorazione erano presenti anche il sindaco di Tretopw-Kopenick Gabriele Schottler, cittadina tedesca gemellata con Albinea, e i ragazzi del locale Istituto Comprensivo che hanno rievocato la memoria dell'attacco compiuto dai partigiani insieme a Russi, Paracadutisti inglesi, Gufi neri e Garibaldini.

Alcuni dei protagonisti di quella battaglia erano presenti alla commemorazione. La storia di quel lontano giorno di marzo del '45 e dei personaggi che ne furono protagonisti è ora raccontato nel romanzo dal titolo 'Il Bracciale di Sterline' che uscirà il prossimo 21 aprile

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MONTEMAGGIO: ROSSI, LA RESISTENZA CONTINUA CON LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Celebrazione del 67° anniversario della strage fascista avvenuta nella località senese il 28 marzo 1944

FIRENZE, 28 marzo 2011 -" La Resistenza continua anche oggi, in difesa e per l’attuazione di questa nostra Costituzione", questo uno de i passaggi centrali del discorso pronunciato oggi a Montemaggio, nel Comune di Monteriggioni, dal presidente della Toscana Enrico Rossi, che ha partecipato alla celebrazione del 67° anniversario della strage fascista avvenuta nella località senese il 28 marzo 1944.

Il presidente nel suo intervento ha ricodato gli eventi, ha parlato del "debito di riconoscenza" verso gli eroi della Resistenza, ha ribadito il valore della memoria ("una questione politica di primaria importanza") e il suo no all'equiparazione tra chi ha combattuto 'contro' il fascimo e chi invece ha combattuto 'per' il fascismo, ha sottolineato il caro prezzo pagato dalla Toscana alla Liberazione ed ha messo in guardia contro gli attacchi alla Costituzione italiana, documento figlio della Resistenza che, a differenza di tante altre carte costituzionali "garantisce il diritto di ciascun individuo ad ottenere dallo St ato il riconoscimento e la difesa delle proprie libertà".
L'intervento di Rossi si è infine concentrato sulle sfide del futuro e sulla globalizzazione, "che ha posto agli Stati domande nuove ma, allo stesso tempo ha ridotto la loro capacità di intervento e di risposta". E davanti alle nuove domande e alle nuove sfide, la risposta non sta in un nuovo protezionismo, ma nel governare i processi globali facendosi carico "delle grandi questioni da cui dipende il destino dei popoli e dell’ambiente, intimamente connessi" perchè "dietro all'economia e ed ai suoi meccanismi ci sono le persone ed i loro bisogni".

Su www.regione.toscana.it è possibile leggere il testo integrale del discorso pronunciato dal presidente Rossi a Montemaggio.

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Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso a Colle di Val d’Elsa in occasione delle celebrazioni per l’eccidio di Montemaggio

susannacamusso

COLLE VALDELSA, 27 marzo 2011 - Le donne hanno riacceso la fiaccola del cambiamento, ponendo temi che, partendo dalla riconquista della loro dignità, guardano al Paese e alle sue prospettive per il futuro”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil ieri, sabato 26 marzo nel suo intervento all’incontro “Generazione di donne a confronto”, che si è svolto a Colle di Val d’Elsa nell’ambito delle celebrazioni per il 67esimo anniversario dell’eccidio di Montemaggio.
Insieme a lei, sul palco, Federica Casprini, assessore alle pari opportunità di Colle di Val d’Elsa; Lucia Coccheri, presidente del Centro Pari Opportunità della Valdelsa e sindaco di Poggibonsi; Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena e Valentina Zerini, del Comitato italiano per l’Unicef Italia.
Hanno portato un saluto al dibattito, coordinato da Francesco Corsi, vice presidente della sezione Anpi Valdelsa, anche la parlamentare Susanna Cenni, che ha sottolineato il ruolo delle donne nella Resistenza e nella realtà odierna, dove lottano per affermare la loro dignità; il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, che ha ricordato l’importanza di non dimenticare la nostra storia e il sacrificio di tanti giovani per liberare l’Italia, davanti al rischio di una perdita dei valori e forme di razzismo e xenofobia. Un contributo su donne e Resistenza è arrivato anche da Vittorio Meoni, presidente provinciale dell’Anpi di Siena che ha letto l’estratto di un intervento di Piero Calamandrei dedicato al tema. 
“I grandi cambiamenti, anche nel nostro Paese – ha aggiunto Camusso - non possono essere fatti da chi vuole salvare sé stesso. Bisogna guardare al futuro e al bene di tutti i cittadini. L’Italia ha bisogno di una nuova stagione, in cui il futuro dei giovani e dell’Italia tornino prioritari nell’agenda politica. Non abbiamo mai avuto un’idea così buia di arretramento. Oggi possiamo parlare di Resistenza della nostra democrazia, costruita faticosamente con la scrittura della nostra Costituzione, sugli ideali che animarono uomini e donne, e tra loro tantissimi giovani, nella lotta di Liberazione, così come nel Risorgimento”.
“Bisogna ridare un futuro di democrazia e libertà ai giovani e alle donne - ha concluso Camusso - perché se non lo facciamo, impediamo al nostro Paese lo sviluppo che merita. Non c'è, però, democrazia senza il rispetto per gli altri. Il nostro Paese ha vinto le grandi sfide quando è stato solidale, le ha perse quando hanno prevalso l’egoismo e l’interesse dei pochi su quello dei molti. La parola fondamentale per guardare al futuro deve essere ‘cittadino’, che porta con sé un’idea di dignità totale, per cambiare insieme, oggi, perché il futuro si costruisce nel presente”.
Dopo l’intervento di Federica Casprini sull’importanza di ricordare il ruolo delle donne nella Resistenza e la loro lotta per l’affermazione di diritti fondamentali e di una maggiore presenza nel mondo economico e politico. Lucia Coccheri, ha sottolineato “il protagonismo femminile nella lotta di Liberazione, prima, e nell’Assemblea Costituente, poi, con un forte contributo ai contenuti della Costituzione”. Coccheri ha sottolineato anche il ruolo importante del Centro Pari Opportunità della Valdelsa, a livello di area e con un forte sostegno delle istituzioni, rivolto a tutte le donne, in ogni ambito, per aiutare il territorio a crescere.
Serenella Pallecchi ha ribadito che “l’Arci si riconosce e si fonda sui valori della lotta di Resistenza, base della Costituzione, e lavora per renderli attuali, valorizzarli e difenderli, cercando di dare piena attuazione anche a quelli che ancora non lo sono. Per lo sviluppo del Paese - ha aggiunto Pallecchi - c'è bisogno, da parte di tutti, di riconoscere il ruolo delle donne, valorizzando le esperienze fatte e le espressioni femminili presenti sul territorio”. Un ultimo contributo è venuto da Valentina Zerini, che ha ricordato il suo approccio alla Resistenza come figlia di antifascisti, attraverso le parole della madre. “E’ sbagliato - ha detto Zerini - togliere la storia del Novecento dai programmi della scuola primaria, perchè in questo modo si tagliano i fondamenti dell'istruzione dei nostri ragazzi, che, invece, devono sapere quello che è successo perché ciò non si ripeta”.
Al termine del dibattito il sindaco di Colle di Val d’Elsa ha consegnato un omaggio floreale a tutte le donne e una testa di cavallo, simbolo della città, in cristallo a Susanna Camusso.

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All’Istituto Storico un corso per docenti

CUNEO, 26 marzo 2011 - IL 7 APRILE. L’Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Cuneo “Dante Livio Bianco” organizza un Corso di aggiornamento per docenti su “L’interpretazione del Risorgimento nella storia d’Italia: 1861- 2011” . Programma: 07 aprile "Storia e valori del Risorgimento" Dott. GENTILE – Università di Torino; 12 aprile "L’immagine del Risorgimento nella Grande Guerra" Prof. SOAVE – Università di Torino; 14 aprile "L’immagine del Risorgimento durante il Ventennio fascista" Prof. CARPINELLI – Università di Torino; 19 aprile "Risorgimento e riscatto nazionale: 1943-45" Prof. PELI – Università di Padova; 05 maggio "Il Risorgimento nell’Italia del dopoguerra, del boom economico e dell’Unione europea (1945-89)" Prof. MARTUCCI – Università del Salento; 12 maggio "Il Risorgimento ritrovato. La ri-costruzione dell’unità nazionale (1990-2011)" Prof. VANZETTO – Università di Trieste; 17 maggio seminario conclusivo: verifica e valutazione del lavoro. Coordinamento a cura dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Il Corso è stato riconosciuto dal Miur e gode del patrocinio dell’Ufficio Scolastico Territoriale. La partecipazione è gratuita. Al termine del Corso sarà rilasciato un attestato di frequenza. Le lezioni si svolgeranno nella sala del CDT, Largo Barale 11 – CUNEO, con orario 15 –17. Informazioni e iscrizioni presso l’Istituto storico: 0171.444830; didattica@istitutoresistenzacuneo.it.

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Mostra diffusa su "Fascismo, antifascismo"

ORIA, 26 marzo 2011 - La sede locale di Oria dell’Archeoclub d’Italia organizza per domenica 27 marzo la mostra diffusa “Fascismo, antifascismo e svago – foto e documenti di Oria nel Ventennio”.
L’evento, che rientra nel calendario delle locali celebrazioni per il 150esimo anniversario per l’Unità d’Italia, interesserà le centralissime piazza Manfredi e via Roma, sul cui tracciato sarà allestita l’esposizione di rare fotografie, preziosi documenti e originali oggetti riguardanti l’Oria del Ventennio fascista, permettendo così ai visitatori di fare un tuffo indietro nel tempo di circa 80 anni anche attraverso la presenza degli esercizi commerciali che per l’occasione si “vestiranno” con riferimenti d’epoca.
Interessante anche la sezione dedicata agli oritani antifascisti che militarono contro il regime, aprendo poi la strada verso la democrazia repubblicana. Particolare attenzione sarà dedicata alla tematica dello svago in epoca fascista, impegnato non solo tra i primissimi bar e la piazza del paese, ma anche in attività del cosiddetto “dopolavoro” ed in esercitazioni ginniche per i più giovani.
La manifestazione gode del patrocinio della Provincia di Brindisi e della Città di Oria, è si svolgerà in collaborazione con il comitato provinciale di Brindisi dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, l’associazione culturale “Il Pozzo e l’Arancio”, l’associazione “Botteghe di Via Roma” di Oria, il Piccolo Museo del Bar Carone e l’associazione “VisitOria”.
Appuntamento dunque ad Oria per domenica 27 marzo 2011 alle ore 10.00 in piazza Manfredi, da cui prenderà avvio la manifestazione.

 

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Un omaggio ai valori della Resistenza di ieri e di oggi, con il ricordo di Montemaggio e la premiazione dei Nuovi Resistenti

Questa mattina al Teatro del Popolo l’apertura delle celebrazioni, che continueranno anche domani, domenica 27 marzo

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MONTEMAGGIO, 26 marzo 2011 - Il ricordo dei 19 martiri di Montemaggio - uccisi nell’eccidio nazifascista del 28 marzo 1944 - unito alle nuove forme di Resistenza - rappresentate da chi combatte contro illegalità e ingiustizia - in nome di principi comuni: libertà, uguaglianza, pace e democrazia.

Si sono aperte così questa mattina, sabato 26 marzo al Teatro del Popolo di Colle di Val d’Elsa, di fronte a un pubblico numeroso con tanti giovani studenti delle scuole valdelsane, le celebrazioni per il 67esimo anniversario dell’eccidio che costò la vita a 19 giovani della Valdelsa senese e fiorentina. L’appuntamento è stato segnato da momenti di emozione e riflessione quando Vittorio Meoni, unico sopravvissuto all’eccidio, ha raccontato quanto avvenne quel giorno, rispondendo anche alle domande degli studenti; nelle parole di Guido Lisi, partigiano combattente, che ha ricordato gli ideali di libertà e giustizia che animarono la Resistenza ; nel contributo di Patrizia Cioni, dell’Istituto storico della Resistenza, che ha letto la poesia “Montemaggio 28 marzo 1944” , scritta da un ignoto partigiano all’indomani dell’eccidio.

Nuovi Resistenti. Emozione e partecipazione hanno accompagnato anche la consegna delle targhe ai Nuovi Resistenti 2011, un riconoscimento che Colle di Val d’Elsa ha voluto dedicare a figure che si sono distinte nella lotta contro la criminalità organizzata e l’ingiustizia sociale, “attualizzando - come ha detto il presidente del consiglio comunale, Gabriele Marini, coordinatore del cartellone di celebrazioni dell’eccidio - i valori della Resistenza nel nostro presente, seppur in un contesto diverso, e ricordando gli ideali che animarono la lotta di Liberazione e che oggi rivivono nella nostra Costituzione e devono essere ribaditi con forza”.

Sette le figure - individuate in collaborazione con l’associazione Avviso Pubblico, rappresentata al Teatro del Popolo dal presidente e sindaco di Certaldo, Andrea Campinoti - che sono salite sul palco per ricevere il riconoscimento da parte di giovani della sezione Anpi della Valdelsa: Armando Spataro, magistrato e procuratore della Repubblica aggiunto presso il tribunale di Milano, membro della Direzione Distrettuale Antimafia dal 1991 al 1998, che ha dedicato il riconoscimento a tutta la magistratura italiana e ai 24 magistrati uccisi mentre facevano il loro lavoro, “con coscienza e normalità”. “Non abbiamo bisogno di icone ed eroismi – ha detto Spataro - Dobbiamo fare tutti il nostro dovere, perché questa è la cosa normale. La Costituzione ha previsto una magistratura indipendente da tutte le logiche politiche e così deve essere, senza frantumare la nostra Carta Costituzionale”. Premiato anche Giovanni Di Martino, sindaco di Niscemi, comune in provincia di Caltanissetta sciolto due volte per infiltrazioni mafiose, impegnato nella lotta contro la mafia e vicepresidente di Avviso Pubblico. “Dedico questo premio a tutti coloro, e sono tanti, che nella mia città accompagnano i giovani in percorsi di cittadinanza attiva e di promozione dei diritti, in nome di una cultura di legalità e contro ogni forma di mafia”.

Il terzo premiato è stato Rocco Mangiardi, imprenditore di Lamezia Terme, tra i primi in Calabria a dire no al “pizzo” per la sua attività commerciale. “Questo riconoscimento lo dedico a tutti coloro che, nella mia terra, lavorano per far cambiare le cose e, in particolare, ai familiari di tutte le vittime della mafia”. Un invito a stare in guardia da possibili infiltrazioni mafiose, su tutti i territori, è stato rivolto da Giuseppe Baldessarro, cronista del Quotidiano della Calabria e corrispondente de La Repubblica , vittima di diverse intimidazioni per aver denunciato situazioni “scottanti”. Premiati anche Godwin Onyebuchi e James Amankona, lavoratori migranti giunti in Italia, rispettivamente, da Niger e Ghana alla ricerca di una vita migliore e che hanno partecipato alla rivolta degli immigrati a Rosarno nel gennaio 2010, per far valere il rispetto dei loro diritti in quanto esseri umani, contro discriminazione e sfruttamento del loro lavoro. Una targa, infine, è stata consegnata ad Anna Maria Torre e Lucia De Palma, in memoria del padre e del marito, Marcello Torre, avvocato e sindaco di Pagani, in provincia di Salerno, ucciso nel 1980 per ordine di Raffaele Cutolo. Oggi Anna Maria Torre è presidente dell’associazione intitolata al padre e ne porta avanti con grande impegno gli ideali di giustizia e libertà.

Una strada per Marcello Torre
. La memoria dell’impegno di Marcello Torre contro l’illegalità vivrà presto anche a Colle di Val d’Elsa. Il presidente del consiglio comunale, Gabriele Marini, ha annunciato la volontà della Commissione consiliare competente di chiedere all’amministrazione comunale di intitolare una strada al già sindaco di Pagani in occasione del prossimo 9 maggio, giornata nazionale dedicata alle vittime della mafia.

L'ampio programma della mattina è stato completato dalla scrittrice Anna Sarfatti, che ha accompagnato il pubblico in una breve ma intensa lezione sulla Costituzione italiana, attraverso l’esame di alcuni articoli e dei suoi principi fondamentali, figli della Resistenza, ricordando l’importanza di parlare ai giovani.

“Il nostro dovere, come istituzioni e come cittadini - ha detto Paolo Brogioni, sindaco di Colle di Val d’Elsa, intervenendo a nome di tutti i primi cittadini coinvolti nelle celebrazioni - è quello di veicolare i valori che animarono la Resistenza e che sono stati recepiti alla base della nostra Carta Costituzionale in ogni nostra azione, presente e futura, cercando di coinvolgere sempre tutta la cittadinanza, a partire dai giovani. E’ soprattutto a loro che ci dobbiamo rivolgere per non disperdere il nostro passato e la nostra storia, soprattutto quando verranno a mancare le testimonianze dirette, per dimostrare che nessuno di questi uomini e di queste donne è morto invano e che il loro tributo di sangue non è andato disperso. Ai giovani si rivolge, in particolare, il ricco cartellone coordinato quest’anno dal Comune colligiano, che andrà avanti fino al 2 giugno, Festa della Repubblica. I giovani sono il nostro futuro e da loro possono venire grandi risposte, come avvenne nel Risorgimento, nel raggiungimento dell’Unità d’Italia, nella Resistenza. Oggi - ha aggiunto Brogioni - vogliamo anche rendere omaggio a chi, in questi anni, si è battuto, anche a costo della propria vita, per contrastare la criminalità organizzata o forme di ingiustizia sociale, per affermare dignità, libertà e uguaglianza. Queste persone, infatti, sono unite, idealmente, ai martiri di Montemaggio, perché lottano per gli stessi ideali”.

Le celebrazioni per il 67esimo anniversario dell'eccidio dei 19 partigiani valdesani andranno avanti oggi pomeriggio alle ore 16 con l’incontro dedicato alle donne antifasciste e partigiane della Valdelsa, “Generazione di donne a confronto”, che vedrà la partecipazione di Federica Casprini, assessore alle pari opportunità di Colle di Val d’Elsa; Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di Siena; Valentina Zerini, collaboratrice del Comitato italiano per l’Unicef Italia e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. Il dibattito sarà coordinato da Francesco Corsi, vice-presidente della sezione Anpi di Colle di Val d’Elsa.

Domani, domenica 27 marzo, le celebrazioni ufficiali riprenderanno alle ore 10 con la Santa Messa nella Chiesa di Sant’Agostino, a Colle di Val d'Elsa, e la deposizione delle corone di alloro alla Cappella dei Partigiani del cimitero di Colle bassa, al monumento ai caduti in Piazza Arnolfo e al monumento alla Resistenza a La Badia. Nel pomeriggio, dopo il ritrovo a “ La Porcareccia ”, alle ore 15.30, e la deposizione delle corone al monumento dedicato ai diciannove partigiani caduti - alla presenza dei gonfaloni dei Comuni coinvolti, del gonfalone e delle chiarine del Comune di Firenze e del Picchetto d’onore della Folgore di Siena – è previsto, sul luogo dell’eccidio, il saluto del sindaco di Colle di Val d’Elsa, Paolo Brogioni e gli interventi di Simone Bezzini, presidente della Provincia di Siena; di Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e del partigiano Vittorio Meoni, unico sopravvissuto all’eccidio di Montemaggio. In caso di pioggia, la celebrazione si svolgerà nel Complesso monumentale di Abbadia Isola.

Dalle ore 14.30 alle ore 18.30, poi, sarà possibile visitare Casa Giubileo, il centro didattico allestito nella casa dove furono catturati i diciannove partigiani e gestito, da molti anni, dall’Istituto Storico della Resistenza di Siena per tramandarne il valore e la testimonianza storica. Per raggiungere Casa Giubileo sarà attivo, come ogni anno, un servizio navetta di collegamento, gratuito, da Abbadia Isola a “ La Porcareccia ” e Casa Giubileo.

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Il Comune di Orvieto ricorda il 67° anniversario dell’eccidio nazi-fascista di Camorena

ORVIETO, 25 marzo 2011 - Martedì 29 marzo la Città di Orvieto celebra il 67° anniversario dell’eccidio nazi-fascista di sette orvietani, avvenuto il 29 marzo del 1944 in località Camorena nei pressi di Orvieto.

Nel manifesto ufficiale delle celebrazioni, promosse dall’Amministrazione comunale si legge: “Il 29 marzo di 67 anni fa sette nostri concittadini: Alberto Poggiani, Amore Rufini, Ulderico Stornelli, Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari e Duilio Rossi vennero assassinati a Camorena per mano di nazi-fascisti. La loro unica colpa era quella di lottare contro le forze oscure della violenza e della barbarie per l’edificazione della democrazia, della pace e della libertà.  A 67 anni dalla loro scomparsa essi vivono nel ricordo della collettività e nelle azioni di quanti si battono in nome degli ideali nati dalla Resistenza, a difesa delle Istituzioni democratiche e della civile convivenza”.

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ANPI: IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO

Roma, 25 marzo 2011 - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del 15° Congresso Nazionale ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, in svolgimento a Torino ha inviato al Presidente, Raimondo Ricci, agli organi direttivi, ai delegati e a tutti i partecipanti un messaggio in cui sottolinea che "lo svolgimento nella città di Torino, capoluogo di una regione che tanto contribuì alla lotta contro l'occupazione nazifascista, attribuisce un particolare significato a questo importante appuntamento congressuale. Ho già avuto modo di ricordare, celebrando a Reggio Emilia la Giornata del Tricolore, l'insostituibile ruolo della Resistenza nella liberazione dal fascismo e nella affermazione di principi che vennero poi consacrati nella Costituzione repubblicana: l'amore di Patria al di fuori di abberranti chiusure nazionalistiche, la ricerca di una effettiva giustizia sociale, l'aspirazione alla pace attraverso la partecipazione alle organizzazioni internazionali e la creazione in Europa di una comunità sovranazionale di stati democratici. Si tratta di un'eredità preziosa ed impegnativa, che affida alle associazioni partigiane il compito di costudire e tramandare specialmente ai giovani, gli ideali che spinsero schiere di donne e uomini a combattere fino al sacrificio della vita per porre le fondamenta di un ordinamento ispirato ai principi di libertà e democrazia, in ideale continuità con i combattenti delle lotte per l'indipendenza e l'unità nazionale. Nella certezza che l'ANPI continuerà ad onorare la sua lunga e indiscussa testimonianza di presidio democratico e di impegnio civile formulo all'Assemblea il migliore augurio di buon lavoro". E' quanto si legge in una nota del Quirinale.

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Anpi, lettera a Napolitano "Presidente, difenda la Costituzione "

E' l'appello al capo dello Stato dei partigiani combattenti dell'Oltrarno.
La sezione, nata nel 1947, ha avviato ultimamente una campagna di tesseramento

Anpi, lettera a Napolitano "Presidente, difenda la Costituzione"

FIRENZE, 24 marzo 2011 - Un appello al presidente della Repubblica affinché riaffermi con forza i valori della Resistenza e difenda la magistratura dagli attacchi di Berlusconi. Lo lanciano i partigiani combattenti della sezione Anpi dell'Oltrarno in una lettera inviata a Giorgio Napolitano lo scorso 23 febbraio. La sezione fiorentina è nata il 25 aprile 1947 e, nell'ultima campagna di tesseramento, ha ricevuto l'appoggio di molti personaggi illustri, fra cui l'astrofisica Margherita Hack, che ha inviato una lettera di saluto nell'ultima assemblea. Pubblichiamo qui il testo del messaggio inviato al capo dello Stato e firmato da Paola Borghesi, Alessandrto Pini, Alessandro Sardelli e dai partigiani combattenti Liliana Benvenuti, "Angela", Marcello Citano, "Sugo", Luigi Perruccio, "Licio", Renato Pozzi, "Rena", e Cesare Turchini, "Biondo".

Caro Presidente,

          il Comitato direttivo della Sezione Oltrarno dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, fa proprio l’appello lanciato da un gruppo di soci onorari, partigiani combattenti nella Guerra di Liberazione, che hanno lottato contro il nazifascismo e contribuito a far risorgere l’Italia dalle macerie morali e materiali in cui il fascismo l’aveva ridotta.

    In questo momento di grave crisi internazionale, economica e sociale, che investe anche il nostro Paese, siamo molto preoccupati perché stiamo assistendo ad un indecoroso conflitto istituzionale che porta a chiederci se è questa l’Italia per la quale hanno combattuto i nostri partigiani onorari. Ci chiediamo anche: dove sono finiti i principi di Libertà e Giustizia che hanno ispirato la Resistenza al fascismo e la Guerra di Liberazione al nazismo? È mai possibile che il tricolore per il quale sono state versate tante lacrime e tanto sangue sia pesantemente offeso e vilipeso da membri che fanno parte del Governo italiano? Ed è tollerabile che il capo del Governo, Silvio Berlusconi, non perda occasione per delegittimare chiunque si opponga al suo operato? Com’è possibile tollerare che egli continui ad attaccare l’attività giudiziaria, ignorando o volendo ignorare che la Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente?

    Non occorre certo, caro Presidente, continuare a illustrarLe qual è la situazione del Paese, che Lei conosce meglio di noi, e continuare a dirLe quanto sia destabilizzante la crisi politica che stiamo vivendo. Ci rivolgiamo a Lei perché riteniamo che la misura sia colma: oramai non c’è un ambito del Paese che non sia fortemente danneggiato, con grave disagio delle persone meno abbienti, e gli stessi principi costituzionali, indicati nella prima parte della nostra Costituzione, sono in pericolo, se passa l’idea che possono essere cambiati senza ricorrere a un’Assemblea costituente.

    Per questo motivo, Signor Presidente, ci rivolgiamo a Lei, perché solo uomini di alta statura morale e civile come Lei possono prendere in mano – nel rispetto dei principi e delle regole Costituzionali - l’attuale situazione politica, in modo da riaffermare i valori che sono stati alla base della Resistenza, come l’amore per la Patria e la ricerca di Democrazia, Giustizia e Libertà.

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Scritta nazista al Trionfale: «Via Rasella. Onore ai 33 soldati uccisi»

Denunciata dal consigliere Pd Masini: «Un ignobile gesto che ferisce Roma, medaglia d'oro della Resistenza»

NEL GIORNO DELLE FOSSE ARDEATINE

Scritta nazista al Trionfale:
«Via Rasella. Onore ai 33 soldati uccisi»

Denunciata dal consigliere Pd Masini: «Un ignobile gesto che ferisce Roma, medaglia d'oro della Resistenza»

ROMA, 24 marzo 2011 - «Via Rasella. Onore ai 33 soldati uccisi». Questa la scritta apparsa giovedì, giorno dell' anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, in via Trionfale a Roma. A denunciarlo il consigliere comunale del Pd Paolo Masini. «Una delle pagine più tragiche della storia del nostro Paese e di Roma, simbolo della spietatezza dell'occupazione nazista, viene così ricordata con un ignobile gesto che ferisce Roma città medaglia d'oro della Resistenza», commentano Paolo Masini e il consigliere del XIX Municipio Valerio Barletta.

«CONDANNA SENZA SE E SENZA MA» - «Condanniamo senza se e senza ma, a prescindere dall'origine, la vergognosa scritta a favore dei soldati nazisti caduti in via Rasella. Per quanto riguarda i manifesti del Pdl adoperati per comporre lo striscione, accerterò immediatamente le eventuali responsabilità e come sia stato possibile porre in essere una simile operazione». Lo afferma Gianni Sammarco, Deputato e Coordinatore di Roma Pdl. «Il Pdl intero onora e commemora le vittime della barbarie delle Fosse Ardeatine - aggiunge - una strage il cui tragico ricordo è indelebile nella nostra città».

«HANNO SUPERATO IL LIMITE» - Il consigliere del XIX Municipio Valerio Barletta (Pd) denuncia anche che lo striscione apparso giovedì a Roma «è stato scritto sul retro di un manifesto del Pdl». Il consigliere spiega che «sui manifesti del Pdl si faceva riferimento ad un'iniziativa in cui il partito di Alemanno incontrava la città. Tra i nomi citati, quello del senatore Andrea Augello, quello del presidente della Commissione Bilancio capitolina Federico Guidi, dell'assessore ai Lavori Pubblici del XX Municipio Stefano Erbaggi». Per il consigliere capitolino del Pd Paolo Masini e per Barletta «l'abitudine dell'Associazione Roma Nord di affiggere manifesti lungo il muro della ferrovia metropolitana Roma-Viterbo con messaggi politici vergognosi spesso di matrice razzista e lesivi della dignità delle persone, questa volta ha superato il limite.

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Eccidio delle Fosse ardeatine
Identificate altre due vittime

Marco Moscati e Salvatore La Rosa identificati dopo mesi di lavoro da parte dei Ris. La commozione dei familiari. Altri dieci morti sono ancora senza nome

Eccidio delle Fosse ardeatine  Identificate altre due vittime

ROMA, 23 marzo 2011 - Ci è voluto il paziente lavoro dei Ris di Parma per dare due nomi ai resti delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.Grazie al dna è stato, infatti,  possibile identificare Marco Moscati e Salvatore La Rosa , uccisi 67 anni fa, in quella che viene ricordate come una delle stragi più feroci attuate dai nazifascisti. Erano dodici i corpi di ignoti su 335 vittime ora ne sono rimasti dieci. Commozione e ringraziamento sono stati espressi dai familiari.
Marco Moscati, partigiano ed ebreo, aveva solo 24 anni quando  è stato ucciso con un colpo alla nuca. Morto nell'eccidio anche il fratello maggiore Emanuele. Salvatore La Rosa era, invece, un soldato siciliano che, grazie a una soffiata, si era ritrovato detenuto a Regina Coeli.

Il lavoro del Ris, paziente e meticoloso, è stato possibile anche grazie alla collaborazione con i parenti delle vittime. Grazie al dna della figlia, infatti, è stato identificato La Rosa ; con quello del fratello si è arrivati al nome di Moscati. Anche Angelo Catarci, presidente del Municipio di Roma XI, esprime soddisfazione:
"Il 24 marzo 1944, giorno in cui si consumo' l'eccidio delle Fosse Ardeatine, fu leso il diritto che appartiene alla persona e alla storia. Per l'entità delle vittime (335), la strage rappresenta una delle più terribili ferite inferte alla città di Roma. Oggi arriva la notizia, che accogliamo con gioia, della identificazione di due dei 12 martiri ignoti non identificati. Questo risultato consente di considerare vinta la nostra battaglia di restituire un nome ai caduti in guerra Marco Moscati e Salvatore La Rosa ".
Carla Di Veroli, assessore alle Politiche culturali e della memoria del municipio Roma XI aggiunge: "Le salme dei 12 ignoti furono riesumate a giugno del 2010 e analizzate, incrociando il dna con quello delle 5 famiglie che lo avevano richiesto, dal Ris dei carabinieri interessata dal Commissariato generale onoranze caduti in guerra su sollecitazione della Comunità Ebraica di Roma, dell'Anfim e del Municipio Roma XI",  "Questo risultato è stato raggiunto grazie a tutti coloro che hanno saputo coniugare tenacia e professionalità permettendoci di continuare a coltivare il valore della memoria e della verità storica", concludono Andrea Catarci e Carla Di Veroli.

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24 marzo 1944, eccidio delle Fosse Ardeatine: 67 anni dopo

Una pagina di storia di grande attualità e di dolore,che richiama gli orrori della guerra. Quest’anno alle Fosse Ardeatine, ci sarà la visita del Papa Benedetto XVI


ROMA, 23 marzo 2011 - Ricordare e fare memoria di eventi e fatti storici, spesso ci aiuta a comprendere il periodo in cui viviamo, e non sempre sono comprensibili gli anni che stiamo attraversando.

Non a caso tante persone: anziani e giovani, occupate o in cerca di lavoro, precari e lavoratori autonomi,”degli anni a venire, non si parla, al massimo si prevede una triste prosecuzione dei mali presenti. In una società narcisista, che vive di solo presente, o di malinconica nostalgia, questa rimozione del futuro è del tutto comprensibile”, come scrive il prof. De Rita a proposito dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Ecco, uno dei perché, il 24 marzo, anniversario dell’eccidio di Roma, rappresenta dopo 67, anni una pagina di storia di grande attualità e di dolore,che richiama gli orrori della guerra.
Questi i numeri delle Fosse Ardeatine :335 italiani trucidati(dai soldati tedeschi)tra militari e civili,13 persone non furono identificate,fra le vittime 75 ebrei,e diversi padri e figli.

Fra i caduti civili : commercianti, professori,artigiani,industriali,contadini,ingegneri,avvocati,fermacisti,pittori,studenti, e soldati, marinai, carabinieri, ufficiali, maggiori, fra i militari, oltre a un sacerdote don Pietro Pappagallo.

La società romana era sostanzialmente rappresentata, in tutte le fascie sociali di quel periodo, e questo rese l’eccidio, malgrado i bombardamenti e l’occupazione nazista della capitale, più drammatico e partecipato.

La vicenda delle Fosse Ardeatine è presente in molti libri,in film,in fiction televisive,su diversi siti internet,questo a dimostrazione di come questo evento sia ancora vivo nella memoria, non solo a Roma ma nel paese.

Il doveroso ricordo e il rispetto per le vittime, deve far riflettere sulla nostra storia, ove la guerra non guarda in faccia a nessuno, e la ricerca della pace deve essere un bene che va coltivato ogni giorno.

Quest’anno alle Fosse Ardeatine, ci sarà la visita del Papa Benedetto XVI, il Papa tedesco, e del Rabbino Capo Di Segni.

Nel Sacrario, dove i simboli hanno un grande valore, ci sarà la preghiera e la condanna degli sfregi dell’ultimo conflitto, ma contribuirà al rafforzamento del dialogo interreligioso,e a migliorare i rapporti fra cattolici ed ebrei.

Questa ricorrenza è destinata a lasciare un segno di speranza. Non a caso in questi giorni, per motivi pubblicitari, viene citata una frase di Indro Montanelli: “Un paese che ignora il proprio ieri, non può avere un domani.”

Ecco perché è giusto ricordare!

 

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La “zona bianca”, trenta scatti in bianco e nero

Roma, 23 marzo 2011 -“Qualcuno ha detto che i nostri sogni sono in bianco e nero e forse è proprio così”. Questo il pensiero di Andrea Quattrini: per lui la fotografia è comunicazione, creatività e lavoro manuale. Lui utilizza Il bianco e nero come istinto, sviluppando e stampando personalmente le sue immagini. Quattrini ha impiegato due anni alla ricerca di testimonianze, persone, luoghi su quel fatidico 12 Agosto 1944 quando 560 persone, in maggioranza donne, bambini ed anziani furono trucidate dalla follia delle S.S. naziste. E’ da questa importante esperienza di vita che è nato il progetto “ La Zona Bianca ”: un fotoracconto in trenta scatti in bianco e nero su una delle più dolorose pagine di storia Italiana, l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, in esposizione alla Casa della Storia e della Memoria a Roma, fino al 9 aprile 2011.

Quattrini ha ripercorso quel tragico giorno fotografando i luoghi dell’eccidio, entrando in vecchie case abbandonate, percorrendo i sentieri di montagna intorno a Sant’Anna, incontrando molti dei superstiti, ritraendoli e raccogliendo le loro testimonianze sul quel giorno e sulla loro vita passata e presente. Il fotografo ha voluto così rendere omaggio a questa gente e ai loro cari, ma soprattutto ha voluto dare un contributo dedicato alle future generazioni, per non dimenticare. “La fotografia è per me il mezzo più facile per comunicare quello che vivo, quello che vedo”. Ci tiene a sottolinearlo il fotografo che ama usare l’obiettivo come uno strumento di conoscenza di persone, luoghi e storie dal quotidiano. Le sue immagini sono caratterizzate da rigore, pulizia e accuratezza dei tagli. Lavora a progetti personali che gli permettono di scoprire luoghi e volti inaspettati. È proprio su questi percorsi di vita che realizza mostre e pubblicazioni, sia in Italia e all’estero. Questo foto racconto è il frutto del suo lavoro, della sua passione e del suo pensiero.  

L’iniziativa è a cura del Dipartimento Cultura – Servizio Programmazione e Gestione Spazi Culturali – U.O. Strutture Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. L’ingresso al pubblico è libero, dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 19.00, chiuso la domenica.

LA STORIA : Vaccareccia, Coletti, Argentiera, Franchi, Sennari, sono i nomi di piccoli borghi poco distanti tra loro, una chiesa e la sua piazza, questa è Sant’Anna di Stazzema. Si trova arroccata tra le colline Versiliesi, ad est le alpi Apuane: è un paradiso di verdi colline, ma un inferno iniziato la mattina del 12 agosto 1944. Quella zona fu denominata dall’esercito nazista, la zona bianca, un area sicura dove furono sfollate circa mille persone provenienti dai paesi costieri considerati obiettivi strategici. Sant’Anna era sulla linea gotica, quella linea che tagliava in due l’Italia, a nord l’esercito tedesco e a sud gli alleati che avanzavano liberando l’Italia dall’occupazione nazista.

All’alba del 12 Agosto 1944 i soldati della 16ma divisione “Reichfuhrer SS” accerchiarono tutta la zona, stringendo l’area di Sant’Anna in una morsa senza via d’uscita, tra i soldati tedeschi e fascisti Italiani. Molti uomini fuggirono per paura di essere deportati nei campi di lavoro credendo di essere loro l’obiettivo dei nazisti. Non fu così per 560 persone, quasi tutte donne, anziani e bambini, che furono trucidati dalla follia delle SS. Interi nuclei famigliari rinchiusi nelle stalle e nelle cucine delle loro case e massacrati a colpi di mitragliatore e bombe a mano. Altri raggruppati all’esterno delle loro stesse case e fucilati, molti furono radunati sulla piazza della chiesa insieme al parroco Don Innocenzo Lazzeri. Avevano subito capito quale sarebbe stato il loro destino, alcuni avevano le foto della loro famiglia in mano per essere identificati dopo morti. Le mitragliatrici poste ai lati della piazza fecero fuoco e trucidarono donne, bambini, anziani, innocenti che con la guerra non avevano nulla a che fare, i loro corpi furono bruciati usando come combustibile le panche della chiesa.

La tragedia: 560 vite spezzate in poche ore da quella follia chiamata guerra, intere famiglie cancellate o separate per sempre. Tra questi ci sono alcuni sopravvissuti che all’epoca erano bambini. Molti di loro hanno perso genitori, fratelli, parenti, in quella mattina d’agosto, ma nonostante tutto hanno trovato la forza di tornare a vivere.
Oggi sono mariti, mogli, padri e nonni, testimoni di un messaggio che nessuno di noi deve dimenticare….

 

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Istituzioni e cittadini a Maiano Lavacchio

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Grosseto, 23 marzo 2011 - Una cerimonia partecipata quella svoltasi questa mattina a Maiano Lavacchio, sul luogo dove il 22 marzo 1944 vennero barbaramente uccisi undici giovani che si erano rifiutati di combattere al fianco del regime nazifascista. Dopo la messa si è svolta l'orazione ufficiale da parte del Sindaco Bonifazi, preceduta da un breve intervento del Presidente provinciale dell'Anpi, Nello Bracalari.

Alla cerimonia erano presenti anche il Presidente del Consiglio comunale Giovanna Stellini, il Presidente del Consiglio provinciale Sergio Martini, gli assessori comunali Moreno Canuti e Simone Ferretti, il vicesindaco di Magliano Eva Bonini, l'assessore del Comune di Cinigiano Massimo Fabiani e il Consigliere comunale di Scansano Alvaro Capecchi.

Intervento del Sindaco Emilio Bonifazi alla manifestazione rievocativa dei “Martiri d’Istia”.

Autorità, carissimi cittadini tutti, siamo qui come ogni anno a ricordare chi in questo luogo è morto credendo nella libertà e nella dignità umana. In tanti hanno nella nostra storia eroicamente combattuto per la difesa e la riconquista di questi grandi principi e in tanti hanno perso la vita in battaglia o in eventi tragici come quello che ricorre oggi, dopo 67 anni. Soprattutto quest'anno, nel 150° dalla nascita dell'Italia unita, abbiamo il dovere di ricordare il sacrificio di quanti, nel Risorgimento come nella Resistenza, sacrificarono tutto, anche la vita, per un'Italia migliore.

In tante parti d'Italia come qui in queste colline, tante persone morirono non perché si considerassero degli eroi, né perché sognassero il martirio, ma perché si trovarono di fronte al dilemma ineludibile della scelta tra l'umiliazione più profonda e ciò che invece ritenevano nel proprio animo l'unica cosa giusta da fare. Non pensarono certo in quei momenti terribili all'esempio che avrebbero rappresentato per il futuro ma solo ai cari che stavano lasciando affranti per il dolore e alla propria dignità che stavano difendendo ad ogni costo scegliendo di non combattere al fianco dei nazifascisti, rifiutando in nome della pace di arruolarsi nelle file di un regime privo di legittimità e per queste ragioni venire uccisi. Uccisi in modo vigliacco attraverso il tradimento, in tanti armati contro pochi disarmati, come tipico da parte di individui che non credevano in alcun valore ma solo nella prevaricazione del prossimo e nella violenza, il più delle volte fine a se stessa. Il contrario morale di chi ebbe il coraggio di partecipare il giorno dopo ai funerali e di chi li celebrò, Don Mugnaini.

L’eccidio di undici giovani, qui a Maiano Lavacchio, è stato certamente uno dei tanti fatti di odio e di rappresaglia in Italia all'indomani dell'8 settembre ma qui, a casa nostra, non può che colpirci con forza ogni volta che lo ricordiamo. E' una ferita che la città di Grosseto, la comunità di Istia d'Ombrone e il Comune di Magliano sentono ancora viva. E come potrebbero del resto dimenticare il dolore che certi eventi lasciano nella memoria collettiva di una terra, da Marzabotto passando per le Fosse Ardeatine fino alle troppe tragedie come quella di Maiano Lavacchio. Non a caso custodisco con cura nel mio ufficio la lavagna sulla quale i giovani Matteini lasciarono quel toccante messaggio alla loro mamma. Non solo loro erano consapevoli della sorte che li aspettava purtroppo quel giorno. Troppi furono i giovani, le donne, i bambini e gli anziani che persero la vita in quella onda distruttrice e vendicativa che fu la fine della guerra e del fascismo.

Al termine di quel terribile periodo storico, gli uomini migliori, consapevoli della forte responsabilità che portavano sulle proprie spalle, firmarono una Costituzione moderna che ancora oggi gran parte del mondo ci invidia. I suoi valori repubblicani di libertà, di promozione dell'uguaglianza, di rispetto delle diversità, di valorizzazione dei corpi intermedi della società sono quanto di più importante questo Paese potesse donarsi per onorare la memoria di tante vittime della follia della guerra e del nazifascismo.

Se vogliamo guardare al futuro dell'Italia nella continua costruzione europea e nel controverso processo di globalizzazione, al quale troppo spesso passivamente stiamo assistendo, dobbiamo ripartire non certo da un'identità provinciale e ottusa ma da quella della nostra storia migliore, dai valori condivisi della nostra Costituzione. Quella Carta del 1948 è il nostro vero grande riferimento; un sistema di regole, diritti e doveri che sono e che devono essere alla base della convivenza per tutta la nostra comunità. Oggi possiamo insegnare ai nostri figli, ma non ce ne rendiamo spesso conto, il rispetto dei “diritti inviolabili dell'uomo” (art. 2), “l'uguaglianza di fronte alla legge” senza distinzioni di nessun tipo (art. 3), il dovere della Repubblica di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art. 3), di “promuovere le condizioni per rendere effettivo” il diritto al lavoro (art. 4), che la “Repubblica è una e indivisibile” (art. 5), che tutte le confessioni religiose “sono egualmente libere davanti alla legge” (art. 8), che la Repubblica promuove “lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica (...) e tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico” (art. 9) e che la “Repubblica ripudia la guerra” (art. 11). E proprio quest'ultimo articolo risuona così forte in queste ore, nelle quali un altro conflitto tocca il Mediterraneo, dove siamo nuovamente messi di fronte al difficile passaggio tra il ripudio dei conflitti bellici e l'obbligo, sotto la bandiera dell'Onu, di non abbandonare un intero popolo alla pazzia dell'ennesimo vecchio dittatore.

Non dobbiamo dimenticare cosa ha preceduto la stesura dei nostri principi costituzionali. La testimonianza che viene dalle pagine drammatiche di storia che sono state vissute anche in questo luogo, ci richiama ora come allora al rispetto di chi si è sacrificato, anche per noi. Ci richiama alla necessità di quella che vorrei definire una costante vigilanza democratica.

Voglio ancora una volta ricordare in conclusione di questa mia orazione i nomi di Mario Becucci, Antonio Brancati, Rino Ciattini, Alfiero Grazi, Alcide Mignarri, Corrado ed Emanuele Matteini, Attilio Sforzi, Alfonso Passannanti, Silvano Guidoni e Alvaro Minucci, perché continuino ad essere ricordati e a rappresentare un monito perenne soprattutto per i nostri figli.

Grazie a tutti voi per essere intervenuti qui oggi”

 

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Le foto della Resistenza bolognese rispuntano dal cassetto del capitano

Dai diari dell'ufficiale inglese riemergono immagini inedite della Liberazione. Domani verranno messe all'asta a Roma

Le foto della Resistenza bolognese  rispuntano dal cassetto del capitano

BOOGNA, 23 marzo 2011 - A volte i capitani sono davvero coraggiosi. Come Richard Charles Louis Limbert da Manchester sceso in Italia nell'agosto del ' 43 in appoggio alla quinta armata americana del generale Alexander. Limbert non viene a combattere i nazifascisti, ma la miseria e la fame.
Nel bel mezzo del più tragico massacro della storia, lui cerca di salvare vite. Come direbbe Calvino, nell'inferno cerca di mantenere vivo un angolo di paradiso. E la vicenda del capitano inglese si intreccia fortemente con la nostra città e con un personaggio storico della Resistenza bolognese: Ernesto Venzi, il partigiano "Nino" che fu vice comandante della 36esima brigata Garibaldi "Bianconcini" di stanza sull'Appennino a ridosso della "linea Gotica". Di questa amicizia è rimasta ampia testimonianza nella collezione dell'ufficiale inglese che domani andrà all'asta nella sede romana della nota casa antiquaria londinese Bloomsbury. Si tratta di migliaia di documenti raccolti e di fotografie scattate da Limbert durante la guerra di Resistenza e nei centri profughi per la popolazione che il comando alleato allestì in vari punti d'Italia tra cui il campo di lavoro partigiano di Cà di Landino nel Comune di Castiglion dè Pepoli. Per tutto ciò, il capitano venne insignito della medaglia di bronzo al valore per l'opera umanitaria prestata. Di lui, che pur tornò spesso in Italia dopo la guerra, non è rimasta nessuna pubblica riconoscenza nel nostro Paese: un eroe dimenticato.
I documenti, divisi in sei grossi faldoni, sono l'unica testimonianza della sua opera che riguarda direttamente anche Bologna. Tra essi, la descrizione che Venzi traccia del campo di lavoro di Cà di Landino, delle condizioni miserrime dei partigiani e della popolazione. Il comandante "Nino" è fotografato pure in visita al campo profughi di Firenze, il più grande che allestì Limbert, da cui passarono 16 mila persone, tra le quali dovevano esserci anche molti partigiani emiliani sopravvissuti al tragico rastrellamento del luglio '44. Di questi ci resta una foto emblematica che ritrae l'inglese tra "Nino" e una staffetta di cui ci è giunto solo il nome, Bruna, unica sopravvissuta di un gruppo di quattordici ragazze portaordini. C'è anche una fitta corrispondenza tra Venzi e Limbert a proposito dell'allestimento di un campo di lavoro a Lagaro. Il vice comandante della 36esima Garibaldi è preoccupato per i partigiani dell'Appennino ed esorta il capitano inglese a convincerli a trasferirsi nel campo citato: "Faccia appello a questa nuova vita per i partigiani prima che l'ipocondria li scoraggi nell'ozio della città".
Le precauzioni di "Nino" riguardano la condotta degli antifascisti che, ancora con le armi in mano e senza un'occupazione, potrebbero deviare verso cattive strade. "Siamo stati forza combattente per l'onore della nostra patria - scrive Venzi - ora per lo stesso scopo siamo forza lavorativa. Questo vorrei fosse ben compreso da tutti i partigiani che in una passività assurda, sbandano senza scopo". E poi ancora, qualche mese più tardi, il vice comandante bolognese rinnova l'invito: "Dica a tutti i partigiani che l'Italia ha bisogno di braccia per essere ricostruita materialmente e politicamente". Un richiamo a continuare l'opera con l'impegno civile e senza più le armi in pugno. La "collezione Limbert" è una formidabile testimonianza in presa diretta del "secondo Risorgimento italiano", la Resistenza , che ha avuto uno dei suoi teatri cruciali proprio sull'Appennino bolognese ed emiliano.

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ISTITUIRE GIORNATA DEL RICORDO PER ECCIDIO BARLETTA

Bari, 23 marzo 2011 - ''Ricordare, con l'istituzione di un'apposita giornata, l'eccidio di Barletta, in cui persero la vita undici vigili urbani e due netturbini, e' uno dei punti chiave della proposta di legge Buccoliero, che punta a riformare le Polizie Locali''. E' quanto dichiara in una nota il consigliere della Regione Puglia e presidente di ''Moderati e Popolari'', Antonio Buccoliero, che sollecita l'istituzione di una giornata per ricordare la strage che il 12 settembre del 1943 fu compiuta, a Barletta, dai nazisti come vendetta per l'armistizio che, pochi giorni prima, l'Italia aveva firmato con gli alleati. Per rappresaglia furono fucilati undici vigili urbani e due netturbini.

''L'eccidio di
Barletta - prosegue Buccoliero - dimostra chiaramente come gli agenti di Polizia Municipale siano in prima linea, da sempre, nel difendere i cittadini. In quella giornata tragica, infatti, i vigili urbani di Barletta non esitarono a offrirsi come martiri, pur di difendere la popolazione. La strage di Barletta rappresenta il primo eccidio che i tedeschi compirono, per rappresaglia, in Italia; eppure, tale episodio e' spesso avvolto dall'oblio.

Dovere delle istituzioni, in primis della Regione Puglia, e' ricordare simili episodi, in modo che il ricordo possa fungere da monito per il futuro. Riformare le Polizie Locali significa dare la giusta dignita' agli uomini e alle donne che ogni giorno, non meno degli altri corpi di polizia, concorrono alla sicurezza nelle nostre comunita'''.

''Per questa ragione - conclude Buccoliero - urge una riforma del Corpo, che non puo' piu' essere procrastinata, cosi' come appare evidente la necessita' di ricordare, con un'apposita giornata, cosi' come sottolineato nella mia proposta di legge, il sacrificio di undici valorosi vigili urbani, che seppero immolarsi in difesa di tutta un comunita'''

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67° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DEI CINQUE RAGAZZI DI VICCHIO
Il 22 marzo 1944 davanti lo stadio fiorentino di Campo di Marte, l'eccidio che vide coinvolti 5 ragazzi fiorentini

FIRENZE, 22 marzo 2011 - Si è svolta questa mattina la cerimonia di commemorazione dell’eccidio dei 5 ragazzi della montagna fiorentina, barbaramente trucidati davanti lo Stadio di Campo di Marte il 22 marzo 1944.
Sono passati esattamente 67 anni da quando Antonio, Guido, Leandro, Ottorino ed Adriano sono morti ingiustamente, solo perché renitenti alla leva fascista.
Alla cerimonia di questa mattina hanno preso parte le amministrazioni cittadine. Erano presenti l’Assessore all’Istruzione della Provincia di Firenze, Giovanni Di Fede, il Presidente provinciale dell’Anpi, Silvano Sarti, il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, l’Assessore all’Istruzione del Comune di Firenze, Rosa Maria Di Giorgi, il Presidente del Consiglio di Quartiere 2, Gianluca Paolucci, ed il consigliere della Regione Toscana, Paolo Bambagioni. Hanno partecipato alla cerimonia i gonfaloni di numerosi comuni della provincia fiorentina, dell’Anpi e numerosi classi delle scuole elementari e superiori di Firenze e provincia.

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COMMEMORAZIONE ECCIDIO CRAVASCO

Genova, 22 marzo 2011 - Commemorazione del 66° anniversario dell'eccidio di Cravasco, nell'entroterra genovese, domenica 27 marzo, alle 9.15, nella chiesa di Cravasco. Dopo il raduno dei partecipanti, la celebrazione della S.Messa in suffragio delle vittime e la deposizione delle corone, il sindaco di Campomorone Giancarlo Campora terra' un discorso a ricordo del tragico evento.

L'orazione commemorativa sara' tenuta da Marta Vincenzi, sindaco di Genova e presidente del Comitato Permanente della Resistenza della Provincia di Genova. A cura della Provincia e' stato predisposto, sino ad esaurimento posti, un servizio di pullman per i cittadini che desiderano partecipare alla cerimonia. Partenza da piazza della Vittoria alle 8 e fermata in piazza Montano a Sampierdarena alle 8.15.

E' necessario prenotarsi presso l'Anpi provinciale di Genova telefonando allo 010.541422. Nell'eccidio di Cravasco, compiuto dalle SS il 23 marzo 1945 per rappresaglia in seguito a uno scontro a fuoco con i partigiani, furono uccise 17 persone. Per questo episodio il Tribunale di Torino ha condannato all'ergastolo il tenente colonnello delle SS Sigfrid Engel, comandante della polizia di sicurezza.

 

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ANPI, DAL 25 APRILE NON SI TORNA INDIETRO

ROMA, 22 marzo 2011 E' questo il messaggio che l'Associazione nazionale partigiani d'Italia lanciera' nel 15* Congresso nazionale 'Piu' forza all'antifascismo, piu' futuro per la democrazia' che si terra' a Torino dal 24 al 27 marzo inserito nel programma ufficiale delle Celebrazioni del 150* anniversario dell'Unita' d'Italia, sottolineando l'impegno ''per la difesa e la piena attuazione della nostra Carta Costituzionale''.

''Non si torna indietro - aggiungono i partigiani italiani - da quella straordinaria primavera di liberazione grazie alla quale il Paese ha potuto conquistare la democrazia'', e ''non si torna indietro dall'Unita' d'Italia, spezzata dal nazifascismo e ricostituitasi grazie alla Resistenza''.

L'associazione, presente in tutte le 110 province italiane con 105 mila iscritti, ribadisce che l'Unita' dell'Italia ''e' un bene irrinunciabile per il presente e il futuro del Paese'', per questo e' contraria al ''secessionismo leghista ammantato di federalismo e contro politiche governative ad esso corrive ma, al tempo stesso, esasperatamente centraliste e taglieggianti dei poteri locali e regionali e delle loro risorse finanziarie necessarie per le politiche sociali''.

L'Anpi, inoltre, sottolinea che l'associazione ''non e' un partito'' ma la ''casa di tutti gli antifascisti'', anche di pensiero politico diverso. All'associazione, hanno voluto ribadire i rappresentanti durante la conferenza stampa di presentazione al
Congresso, ''non si aderisce per una scelta di schieramento partitico bensi' per la sua storia e i principi dell'Antifascismo e della Resistenza''. Al Congresso parteciperanno anche molti giovani che erediteranno il patrimonio storico-culturale dei 'vecchi' partigiani e una vasta rappresentanza del mondo femminile.

La resistenza, conclude l'Anpi, ''deve essere ancora oggi per tutti i democratici e le nuove generazioni, un esemplare stimolo per dare coraggio, fiducia a scendere in campo con una rinnovata e ampia unita' al fine di salvaguardare a attuare la Costituzione' '.

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Tolentino: il ricordo dell'Eccidio di Montalto

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MACERATA, 21 marzo 2011 - Certamente anche in considerazione del particolare momento che si sta vivendo, con la situazione della vicina Libia, il 67 ° anniversario dell’Eccidio di Moltalto che è stato ricordato a Tolentino domenica 20 marzo, riveste un significato molto particolare.

Tantissime le persone che hanno partecipato al famedio, presso il Cimitero comunale, allo scoprimento delle lapidi che ricorda tutti coloro che hanno combattuto per la Resistenza a Tolentino, molti dei quali hanno sacrificato la propria vita per la Libertà e la Democrazia.
A seguire, a causa della pioggia, Padre Francesco della Comunità Agostiniana ha celebrato la santa messa nella cappellina del Cimitero ed alla quale hanno preso parte molti familiari dei caduti. Il corteo, accompagnato dal Gruppo Bandistico “Nicola Simonetti” dell’Ass. “Nazareno Gabrielli - Città di Tolentino”, si è poi spostato in piazza della Libertà dove, dopo la deposizione della corona di alloro sulla lapide che ricorda i Martiri di Montalto e dopo l’Inno di Mameli ed il Silenzio, si sono tenute le orazioni ufficiali.
Il primo intervento è stato quello del Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini che ha salutato tutte le autorità, i Sindaci ed i gonfaloni, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e che ha ricordato l’importanza del ricordo e delle celebrazioni dei Martiri di Montalto. Come sempre molto emozionato il Presidente della sezione di Tolentino dell’Anpi, Lanfranco Minnozzi che ha informato che il nuovo direttivo ha deciso di intitolare la sezione tolentinate proprio ai “Martiri di Montalto”.
Il programma prevedeva poi gli interventi del Vicesindaco del Consiglio dei Ragazzi Niccolò Mazzocchetti e del rappresentante dell’Istituto comprensivo Filelfo, Alessandro Mosca. A chiudere la manifestazione l’intervento dell’oratore ufficiale Nazareno Re, Presidente regionale dell’Anpi e la consegna di una targa ricordo a Nunzi Cavarischia partigiana di grande coraggio e ancora oggi esempio per le giovani generazioni. Tutti i partecipanti e le delegazioni si sono poi trasferite a Montalto, dopo una sosta a Caldarola per le onoranze al cippo della Medaglia d’Argento Aldo Buscalferri.

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Cervia non dimentica l'Eccidio del Caffè Roma

CERVIA, 21 marzo 2011 - Lunedì mattina, con la partecipazione di numerosi cittadini,  si è svolto il corteo celebrativo con la deposizione delle corone, in memoria dell'Eccidio del Caffè Roma e dei Martiri Fantini, per ricordare quei tragici avvenimenti del marzo del 1944, ancora impressi nella memoria dei cervesi.  Il 20 marzo avvenne l'eccidio del caffè Roma in cui rimasero uccisi quattro civili innocenti, per mano delle squadre fasciste e due giorni dopo, ai funerali delle vittime, l'uccisione dei cugini Fantini

Alla commemorazione era presente il Sindaco Roberto Zoffoli, l'ANPI di Cervia, e tutte le autorità militari e civili cittadine.

Numerose le scuole di Cervia che hanno partecipato al corteo, dopo aver seguito una breve introduzione all'avvenimento da parte dello storico Giampietro Lippi.

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La strage di Caiazzo secondo Albano: il giudice che inchiodò gli ufficiali nazisti

Alla scuola Giovanni XXIII di Isernia lezione di Albano, il magistrato che diede giustizia ai familiari delle vittime

A Caiazzo la lapide per le vittime

A Caiazzo la lapide per le vittime

ISERNIA, 21 marzo 2011 - La strage di Caiazzo spiegata da Paolo Albano, il giudice che fece condannare due ufficiali tedeschi colpevoli dell'eccidio. Il procuratore Capo di Isernia è stato docente questa mattina tenendo una lezione di storia contemporanea agli alunni della scuola «Giovanni XXIII» nella città lucana. Nel 1992 Albano riuscì a dare giustizia ai familiari delle vittime emettendo presso la Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere una sentenza di condanna nei confronti dei due ufficiali tedeschi che sfuggirono all'ergastolo perché la Germania non concesse l'estradizione. Nel piccolo paese alle porte di Capua avevano trucidato a sangue freddo 22 persone: il più adulto non aveva neppure 40 anni la più giovane ne aveva appena tre.

Albano ha raccontato la tragica notte del 7 ottobre del 1943. «I tedeschi uccisero quelle persone solo per odio nei confronti degli italiani - ha detto - erano i membri di quattro famiglie di Caiazzo, rifugiate in un casolare. Un ufficiale tedesco voleva gloriarsi di atti eroici e decise di sterminare persone inermi, inventandosi che dal casolare in cui erano rifugiate avevano inviato segnali alle truppe anglo-americane. Durante il processo cambiarono versione sostenendo che dietro quelle famiglie c’erano i partigiani e quei colpi di mitra erano diretti ai partigiani. Purtroppo non hanno scontato un giorno di ergastolo, ma hanno finito i loro giorni in libertà in Germania, perchè la Costituzione Tedesca non prevedeva estradizione e perchè in Germania il reato da loro compiuto si era prescritto».

«La sentenza della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere - ha concluso Albano - oggi ci consente di parlare di quei 22 martiri e di non dimenticare una tragica pagina di storia che non è nei manuali». Tante le riflessioni scaturite dall’intervento del procuratore Albano, tempestato di domande dei giovanissimi alunni, dialogo che verrà racchiuso presto in una pubblicazione.

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Cervarolo, Fds sull’eccidio: “Il ricordo è ancora vivo”

La Federazione della Sinistra interviene nel 67esimo anniversario della strage nazista

VILLA MINOZZO, 21 marzo 2011 - “Nonostante siano passati più di 60 anni è ancora vivo il ricordo e l’orrore per l’eccidio dell’aia di Cervarolo.

La nostra montagna è stata tristemente protagonista di un episodio efferato contro civili inermi. Purtroppo non è l’unico episodio; molti altri sono poi finiti occultati nell’”armadio della vergogna”.  La Federazione della sinistra ricorda così l’eccidio di Cervarolo di Villa Minozzo dove il 20 marzo ’44 ventiquattro uomini, compreso il parroco, furono trucidati.
Continua Fds: “Il processo per la strage di Cervarolo, uno degli omicidi di massa più orribili commessi dai nazisti durante l’occupazione del nostro Paese, riaperto grazie alla ferma volontà dell’Anpi è la dimostrazione che per crimini come questi la giustizia non va mai in prescrizione. Ovviamente, nessuno dei militari tedeschi che verranno chiamati a rispondere delle efferatezze commesse ai danni di inermi civili, finirà in carcere, poiché sono tutti ultra ottantenni. Ma almeno dopo più di sessant’anni, faranno i conti con la Giustizia”.
La Federazione della Sinistra di Reggio Emilia vuole ricordare e commemorare insieme all’Anpi e ai famigliari delle vittime quell’evento tragico della storia della lotta per la Liberazione , consapevoli, come tutti noi dobbiamo essere, che “nessuna conquista è per sempre” e che ogni giorno vanno difesi i diritti e la libertà. Parole banali, forse, ma troppo spesso in questa fase politica che il nostro Paese sta attraversando, calpestate, ignorate, sbeffeggiate”.

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Resistenza: Anpi, al via a Torino il 15esimo congresso nazionale

Roma, 20 marzo 2011 - Sara' presentato lunedi' prossimo a Roma, presso la sede del comitato nazionale dell' Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia), in via degli Scipioni 271, alle 11.30, il 15esimo congresso nazionale dell'associazione, in programma dal 24 al 27 marzo a Torino, con apertura solenne al Teatro Carignano. L'evento rientra nel programma ufficiale delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unita' d'Italia. Alla conferenza stampa di presentazione, che sara' presieduta da Marisa Ferro della segreteria nazionale Anpi, parteciperanno il vice presidente nazionale Marisa Ombra, Luciano Guerzoni della segreteria nazionale, Diego Novelli, presidente del comitato provinciale Anpi di Torino, il presidente de 'I giovani per la Costituzione' Mattia Stella, insieme a Fulvia Alidori e Paolo Papotti, in rappresentanza, rispettivamente, dei comitati provinciali dell'Anpi di Firenze e Parma.

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Cerimonia con polemica per il 67º anniversario dell'eccidio di Cervarolo

Italo Rovali (familiari vittime) critica il Comune «Ignorati noi, Anpi e Istoreco nell'organizzazione»

Cerimonia con polemica per il 67º anniversario delleccidio di Cervarolo

VILLA MINOZZO, 20 marzo 2011 - Il Comune di Villa Minozzo, medaglia d'argento al valore militare, organizza la commemorazione per il 67esimo anniversario dell'Eccidio di Cervarolo, avvenuto il 20 marzo 1944, e della battaglia di Cerrè Sologno (avvenuta il 15 marzo dello stesso anno).  La commemorazione si svolgerà domenica 20 marzo. Il programma prevede a Cervarolo il ritrovo alle ore 10 nel piazzale dell'Ok Club e, a seguire, la partenza del corteo per l'aia dei caduti, dove alle 10.15 sarà celebrata la messa dal parroco don Giuseppe Gobetti. Alle 10.55 il saluto del vice sindaco di Villa Minozzo, Erica Beltrami, e a seguire la rievocazione dell'eccidio a cura dei ragazzi dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei. Infine l'orazione ufficiale dell'avvocato Ernesto D'Andrea, legale di parte civile per il Comune e per i familiari di alcune vittime, al processo in corso al tribunale militare di Verona nei confronti degli autori ancora in vita dell'eccidio.  A Cerrè Sologno, invece, alle 15.30 è previsto il ritrovo nel piazzale della Sapoteka e poi il corteo per il monumento dei caduti. A seguire la benedizione impartita da don Gino Castellini e l'omaggio floreale ai caduti, prima del saluto e intervento del sindaco di Villa Luigi Fiocchi. Le manifestazioni saranno accompagnate dalla banda musicale di Villa Minozzo.  Critico, sul programma di Cervarolo, il coordinatore dei familiari delle vittime, Italo Rovali: «Stupisce che, nell'organizzare la cerimonia, quest'anno il Comune non abbia coinvolto Anpi, Istoreco e gli stessi familiari delle vittime. Io non ci sarò».

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ECCIDIO DI LENTELLA: RIEVOCAZIONE NEL PAESE DEL CHIETINO

VASTO (CHIETI), 19 marzo 2011 - Domani a Lentella (Chieti) verrà commemorato il 61esimo anniversario di quello che è passato alla storia come 'L'eccidio di Lentella'. Un fatto di sangue tra i più drammatici del dopoguerra in Abruzzo. Due manifestanti, Nicola Mattia, 41 anni e Cosmo Mangiocco, 26 anni, vennero uccisi dai carabinieri durante un'iniziativa sindacale. Correva l'anno 1950, il Chietino era ancora una tra le zone più depresse d'Abruzzo e i lentellesi protestavano da settimane. Chiedevano pane e lavoro e una strada che potesse far uscire il loro comune dall'isolamento, collegando Lentella alla Valle del Trigno. Di fronte ai ritardi del governo prese piede l'idea del cosiddetto sciopero a rovescia, il lavoro quale maniera più incisiva per manifestare il proprio dissenso. Erano loro, i cittadini, a tentare, pale e picconi alla mano, di completare la strada promessa e mai terminata dallo Stato. Alla fine di ogni giornata i cittadini tornavano in paese in corteo, i vessilli del Pci e le bandiere italiane venivano riposte, con gli attrezzi, nella Camera del Lavoro. Iniziativa guardata con sospetto dal Governo Scelba, che tentò di contrastare il fenomeno. Il 14 marzo, narrano le cronache dell'epoca, ci fu un primo lancio di lacrimogeni sulla folla, drammatico preludio alla tragedia: era il 21 marzo quando, ad attendere i 'sedicenti disoccupati', come li definì il freddo, successivo rapporto dei carabinieri al ministero dell'Interno, davanti alla Camera del Lavoro, c'erano le forze dell'ordine, schierate davanti al municipio. De Vita un appuntato dell'Arma, perse il controllo e fece fuoco sugli inermi cittadini. Morirono Nicola Mattia, di 41 anni e Cosmo Mangiocco, di 26 anni, mentre altre dieci persone rimasero ferite, compresi alcuni passeggeri della corriera Celenza-Chieti. Il giorno dopo, ai funerali delle vittime, Lentella fu blindata dalle forze dell'ordine, un insulto alla piccola comunità ferita. Un episodio che fece scalpore in tutta Italia, con la Cgil che proclamò uno sciopero nazionale di due giorni represso nel sangue ad Avezzano (L'Aquila) e a Parma. Il sacrificio della vita quale riscatto dalla miseria: il sangue di Mattia e Mangiocco, infatti, non fu vano: arrivarono le prime, concrete concessioni governative. Per ricordare quel luttuoso evento, ma anche per parlare di lavoro, sarà domani a Lentella l'ex ministro del Lavoro del governo Prodi, Cesare Damiano. Il programma prevede alle 15,30 la deposizione di corone di fiori sulle tombe delle vittime al cimitero di Lentella e alle 17 un incontro pubblico in Piazza Garibaldi. Ad accogliere Damiano ci saranno il sindaco di Lentella, Carlo Moro, il segretario provinciale di Chieti del Pd, Camillo Di Giuseppe e il capogruppo del Pd alla Provincia di Chieti, Camillo D'Amico. Interverra' nel dibattito anche Giampiera Bardeglinu, segretaria di circolo del Pd.

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Ragusa, si commemora il 90°dall’eccidio fascista

Ragusa, 19 marzo 2011 - Il Gruppo anarchico di Ragusa promuove una manifestazione commemorativa, per il 9 aprile prossimo, del 90° anniversario dell’eccidio fascista di piazza San Giovanni,in cui perirono tre braccianti, mentre centinaia rimasero feriti.

L’iniziativa, cui hanno già aderito la CUB (Confederazione Unitaria di Base) ed il Circolo ARCI Lebowsky di Ragusa, prevede per le ore 11, in piazza San Giovanni la posa di una corona di fiori sotto la lapide che ricorda le vittime del 9 aprile 1921. Alle ore 11,30 la commerazione dei fatti del 9 aprile 1921 e brevi interventi su fascismo e antifascismo nella società odierna.

Per le ore, al circolo Arci Lebowsky la proiezione del documentario “La memoria che riaffiora”, sulla lotta contro la statua a Pennavaria e l’apposizione della lapide alle vittime del 9 aprile 1921. Seguirà un dibattito sulle origini del fascismo a Ragusa e sulle varie sfaccettature del neofascismo nella società attuale.

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L'Anpi: "No a via Fasana"

VERBANIA, 19 marzo 2011 - I partigiani del Vco: "La giunta ci ripensi"

Il Coordinamento Provinciale dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) del Verbano Cusio Ossola esprime in un comunicato stampa "l’assoluta non condivisione rispetto alla scelta da parte del Comune di Verbania di intitolare una via a Giovanni Fasana (nella foto di Campasca Cronache, ndr)" (in realtà si tratterebbe di una porzione di piazza San Vittore a Intra, ndr).

L’Anpi non nega la circostanza che Giovanni Fasana  "sia stata persona di indole non aggressiva, ma ciò nonostante per tutta la sua vita non ha mai rinnegato il fascismo". Sottilinea l'associazione che "non si è mai, infatti, dissociato dall’appartenere a coloro che negli anni della guerra hanno fatto una scelta di sostegno a Mussolini, scelta confermata anche dopo la caduta del fascismo".

Tra i motivi di contrarietà anche il fatto che per l'Anpi "la scelta di intitolare una via ad un soggetto da parte di un’Amministrazione comunale si basa su un comportamento meritevole della persona, che deve aver condiviso valori con l’intera cittadinanza", ma per l'associazione, nella scelta del Comune di Verbania, vi è "un’evidente criticità in tal senso" e perciò "chiede espressamente che l’Ente locale modifichi la sua decisione e provveda ad intitolare la via ad altra persona che si è particolarmente distinta nella vita democratica della città o del paese Italia".

Nella nota il Coordinamento Provinciale dell’ANPI del Verbano Cusio Ossola è, altresì, estremamente preoccupato per le voci in essere secondo cui il Comune di Verbania sarebbe intenzionato ad inserire un fascio littorio a Palazzo Flaim, palazzo dedicato alla figura storica del partigiano Mario Flaim, Medaglia d’Oro della Resistenza. E chiede, pertanto, espressamente che la Giunta Comunale di Verbania voglia immediatamente smentire tale notizia. In realtà, come sanno i lettori di Verbania News, la giunta ha deliberato la realizzazione di un monolite in cemento ricoperto in pietra, laddove il progetto originale prevedeva un fascio littorio poi non realizzato e sostituito in un portabandiera poi scomparso.

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Concorso fotografico sulla Resistenza

Siena, 19 marzo 2011 -  Obiettivi puntati sulla Festa della Liberazione del 25 aprile con il concorso fotografico ''Liberiamo il 25 Aprile'', promosso dalla Provincia di Siena per diffondere e promuovere la cultura della democrazia e degli alti valori alla base della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo. La partecipazione e' gratuita, aperta a tutti e senza limiti d'eta'.

Il concorso e' suddiviso in due categorie di partecipanti: la prima e' rivolta a tutti gli studenti della scuola secondaria e dell'Universita', mentre la seconda e' aperta a tutti i cit-tadini residenti e/o domiciliati nella provincia di Siena, cittadini immigrati compresi. Ogni candidato puo' partecipare con un massimo di tre foto originali, in bianco e nero o a colori, realizzate con tecnica tradizionale o digitale e dedicate a tutto quanto concerne la Liberazione e la Resistenza.

Le foto devono essere spedite, esclusivamente in via telematica, all'indirizzo di posta elettronica liberiamoil25aprile@gmail.com entro le ore 12 di lunedi' 4 aprile. Tutte le foto inviate saranno inserite all'interno di un video montato a cura dell'organizzazione del concorso, che sara' proiettato durante la giornata del 25 aprile a Siena.

 

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Commemorazione dei “Martiri d’Istia”

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Magliano in Toscana, 19 marzo 2011 - Martedì 22 marzo sono in programma le tradizionali celebrazioni per l'anniversario dell'eccidio di Maiano Lavacchio.

  La Provincia insieme ai Comuni di Grosseto e Magliano in Toscana, ricorderanno gli undici giovani renitenti alla leva che il 22 marzo 1944 furono barbaramente uccisi dai nazifascisti. Alla cerimonia, in programma alle 10 e 30, a Maiano Lavacchio - Casa Andrei – partecipano il presidente della Provincia, Leonardo Marras, il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e il sindaco di Magliano in Toscana, Giampiero Tofanelli. 

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Incontri partigiani

PIETRASANTA, 18 marzo 2011 - Tre Incontri partigiani in programma a Pietrasanta da lunedì 21 marzo 2011, ore 18,

organizzati dai Comunisti Italiani per il 65° Anniversario della morte di Luigi Salvatori,

primo sindaco di Pietrasanta dopo la Liberazione , antifascista e comunista esemplare.

Giuliano Rebechi

Partito dei Comunisti Italiani

Sezione Luigi Salvatori Pietrasanta

65° Anniversario della morte di Luigi Salvatori

Incontri partigiani

Per capire lItalia di oggi e quella di domani

Lunedì 21  marzo 2011, ore 18.00

Essere antifascisti oggi

Relatore Giovanni Cipollini,

vice presidente Sez. G. Lombardi Anpi Versilia

Dibattito

Venerdì 25 marzo, ore 18.00

Essere comunisti oggi

Relatore Giuliano Rebechi, giornalista

Dibattito

Conclude Nino Frosini

Segretario regionale dei Comunisti Italiani

Venerdì 1 aprile, ore 18.00

Essere con la Fiom Cgil oggi

Relatore Lamberto Pocai, Segretario Fiom Cgil Versilia

Dibattito

Tutti gli incontri si terranno alla Croce Verde di Pietrasanta

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Carpi: monumento alla Resistenza dimenticato

CARPI, 18 marzo 2011 - Un restauro che costerà molto per le casse del Comune già messe alla prova dalla crisi: una dimenticanza ancora più grave per chi ogni giorno ritiene di essere portare unico dei valori della Resistenza, che al contrario sono di tutto un popolo, e di tutte le anime che ne hanno fatto parte.

Con tutte le pagine controverse possibili, certamente la Resistenza è stato un grande momento di orgoglio di un popolo che riaffermava la propria voglia di autodeterminarsi, e di uscire da una dittatura. E tutto questo nei tanti paesi e sotto i tanti campanili italiani, è spesso simboleggiato da monumenti che ricordano quei fatti. Ma Carpi si è dimenticata di avere uno di questi monumenti, e addirittura, con un certo cinismo stava forse progettando di abbattere tale simbolo per mettervi altro.

Questo è il sentimento che ogni giorno viene sbandierato: non vale un piccolo monumento, e la sua piccola manutenzione.

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150 anni dell’Unità d’Italia, i festeggiamenti al museo di Via Tasso

ROMA, 18 marzo 2011 -  Tra le manifestazioni che animeranno oggi 17 marzo la capitale per i festeggiamenti dell’Unità d’Italia, c’è anche l’appuntamento in Via Tasso al Museo storico della liberazione, con una mostra di due diverse prospettive da cui guardare la storia della nazione. Da un lato quella propriamente unitaria del 150°, con l’apertura dell’incontro alle ore 12 alzando le voci nell’inno Fratelli d’Italia, e dall’altro quella della lotta della Resistenza contro l’occupazione nazifascista – di cui il museo di via Tasso è custode della memoria – con un canto simbolo delle forze partigiane, Bella ciao, intonato in chiusura della mattinata. Tra questi due momenti al Museo della Liberazione si svolgeranno in ordine la lettura della motivazione della medaglia d’oro al valor militare alla città di Roma, il cambio delle bandiere (Roma, Italia ed Europa), il discorso del presidente del museo Prof. Antonio Parisella, il canto di Viva l’Italia e la lettura de Il monumento di Pietro Calamandrei (1889-1956).

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ONU denuncia eccidio in Costa d’Avorio

ROMA, 18 marzo 2011 - L’eccidio di una trentina di civili, avvenuto ieri ad Abidjan, potrebbe costituire per l’Onu un crimine contro l’umanità. A sostenerlo è il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani
Il massacro è stato compiuto in un affollato mercato dai miliziani vicini al presidente uscente della Costa d’Avorio, Gbagbo, ancorato al potere nonostante sia stato sconfitto alle elezioni del novembre scorso.
La capitale economica ivoriana è scossa da una settimana a causa della crisi politica innescata dalle forze che sostengono Gbagbo e Alassane Ouattara, vincitore riconosciuto del voto. 

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Ricordi della Resistenza

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Montieri ricorda il sangue versato con un evento che fa da preludio ad un intervento urbanistico improntato sulla memoria

Montieri, 17 marzo 2011 - Si è recentemente costituita la sezione territoriale ANPI Montieri/Monterotondo “Mario Cheli - Guido Boscaglia”, che ha proposto ai comuni giornate di ricordo e riflessione sulla Resistenza. Il Comune di Montieri ha colto questo invito ed ha promosso un evento didattico-musicale con la scuola media “E. Fermi”, il gruppo “Sonatori della Boscaglia” e Pardo Fornaciari.

 L’appuntamento è fissato per sabato 19 marzo alla sala comunale di via Roma a Montieri a partire dalle ore 9.30 con l’introduzione ed il saluto del Sindaco Marcello Giuntini. Alle ore 10 ci sarà il concerto ed interventi audiovisivi. Sarà un’occasione importante perché servirà anche per parlare del   recupero di Piazzale 25 Aprile avviato da poco dal Comune e del monumento che nel piazzale verrà collocato per ricordare  il triste episodio avvenuto nel gennaio 1944, quando dall'edificio comunale il segretario del fascio locale fece sparare sulla folla uccidendo due persone, un anziano ed un giovane ragazzo. Per questo il monumento si intitolerà  “Il vecchio ed il giovane”. Questo episodio spinse le brigate partigiane attive sul nostro territorio, il distaccamento Guido Boscaglia, il distaccamento Otello Gattoli e il distaccamento Velio, che il 22 Marzo 1944 ad assaltare la caserma di Montieri. In seguito a questo intervento, i primi di maggio, i tre gruppi si unirono nella 23^ Brigata Garibaldi.

Con il monumento a ricordo a quel sangue versato e con il piazzale 25 aprile ripensato non più come semplice parcheggio ma come luogo della socialità il Comune  vuole veramente trasmettere alle future generazioni un messaggio improntato sui sacrifici ed i valori che hanno portato alla costituzione della nostra società civile.

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Unità d'Italia: tutti gli appuntamenti in provincia di Lucca

LUCCA, 16 marzo 2011 - Giovedì 17 marzo ricorre la festa dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Di seguito i maggiori eventi in provincia di Lucca.

Garfagnana
Oltre 50 chilometri di estensione e ben 23 Comuni coinvolti. E’ la particolarissima modalità scelta dalla Valle del Serchio per festeggiare il 150° dell’unità italiana. Un grandissimo spettacolo pirotecnico che si pone l’obiettivo di superare il record dell’isola di  Madeira che nel 2006 è entrata nella “Guinness World Records” con  fuochi d’artificio che hanno occupato uno spazio pari ad un elisse di 6 km . di estensione e 2,7 km di larghezza.

Accadrà alle 21 del 17 marzo quando nelle piazze dei 23 Comuni della Valle del Serchio e della Garfagnana in contemporanea verrà esploso un fuoco d’artificio tricolore.

L’evento, denominato ‘In alto il tricolore’ ed organizzato dalle Comunità montane,  sarà documentato con riprese in tutta l’area coinvolta  ed inviato per la certificazione al team del Guinness.

Le celebrazioni continueranno anche il 18 marzo: a Barga alle ore 10 nell’aula magna degli istituti superiori  è infatti prevista la presentazione di “Antonio Mordini e il terzo partito” (Pacini Fazzi editore), la biografia scritta dal senatore Andrea Marcucci sul patriota bargigiano, che fu stretto collaboratore di Giuseppe Garibaldi e poi protagonista della vita parlamentare nella fase post unitaria.-- 

Viareggio
La cerimonia avrà inizio alle 11 in piazza Garibaldi e prevede l’esecuzione dell’inno nazionale, l’alzabandiera del Tricolore e la deposizione al monumento dei caduti di una corona fiorita in memoria di tutti i caduti per l’Unità d’Italia.

Forte dei Marmi
Mercoledì 16 marzo al Palazzetto dello sport, dalle 17,30 alle 20.30 si svolgerà “Buon compleanno Italia”, a cura della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e secondaria di primo grado.
All’evento, saranno presenti il sindaco, Umberto Buratti e la autorità cittadine. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, invitati alla manifestazione insieme alle  massime cariche dello Stato, hanno inviato un breve messaggio di auguri.
Le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, organizzate dall’amministrazione comunale proseguiranno giovedì pomeriggio alle 17 presso il municipio in piazza Dante, dove il sindaco inaugurerà ufficialmente la targa celebrativa di questa storica ricorrenza, donata al comune dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Pietrasanta
Il 16 e il 17 marzo i commercianti che aderiscono all’iniziativa Vetrine Tricolori, coloreranno i loro negozi di verde, bianco e rosso, mentre alcuni ristoranti proporranno uno Speciale Menù Tricolore.

Le note di “Viva l’Italia-Concerto per la Notte Tricolore ” domani sera, 16 marzo (alle 21.15) al Teatro Comunale. Con la conduzione di Leonardo Alberti, protagonisti della serata saranno la Filarmonica Capezzano  Monte, la Schola Cantorum SS. Salvatore, la Schola Cantorum S. Martino, la Schola Cantorum di Marina di Pietrasanta, il Gruppo Vocalis S.S. Sacramento, la Corale S. Felicita Valdicastello, il Coro Versilia Capezzano Monte; e come solisti Claudio Pierotti (voce), Cecilia Romagnoli (voce), Elena Ceragioli (pianoforte), Renato Taraballa (chitarra). Ai brani musicali si intervalleranno letture scelte e interpretate da Luca Barsottelli, co-direttore Bottega del Teatro. All’inizio del concerto il sindaco Domenico Lombardi porterà il saluto dell’Amministrazione. Il concerto è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Per celebrare la Notte Tricolore anche il complesso museale del Sant’Agostino e il museo Barsanti dalle 21 del 16 marzo, proporranno un’apertura straordinaria.

La mattina del 17 marzo, alle 11 a Marina di Pietrasanta si svolgerà l’iniziativa “A cavallo della storia”, sfilata di cavalli in omaggio al 150° anniversario dell’Unità d’Italia (partenza da via Leopardi, viale Apua, viale Roma, arrivo piazza XXIV Maggio).

Nel pomeriggio del 17, alle 14.30 partirà l’edizione Speciale del Carnevale Pietrasantino. Rinviata al 2 giugno l’iniziativa prevista per le 15.30 in piazza Duomo che prevedeva lo svolgimento del gioco per ragazzi L’Italia...chiamò.

Porcari
Sarà il Consiglio Comunale, riunito in seduta straordinaria alle 21 di mercoledì 16 marzo, ad aprire le iniziative programmate per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Alla seduta parteciperanno quali ospiti alcuni esperti del periodo storico che vide la nascita dell’Unità d’Italia e gli studenti della Scuola Media “E. Pea” di Porcari che presenteranno una serie di disegni realizzati sul tema dell’unità in occasione della festa della Toscana.

Il giorno successivo ovvero mercoledì 17 marzo alle ore 10.30 la popolazione, i rappresentanti delle istituzioni e le scuole si ritroveranno dietro al palazzo comunale dove, con la partecipazione della “Filarmonica Alfredo Catalani” che intonerà l’inno nazionale, verrà tagliato il nastro per l’intitolazione di un’area di parcheggio come “Piazza Unità d’Italia”.

Altra iniziativa è quella del “Comitato del Padule Residenti Via Leccio” da molto tempo impegnato nella valorizzazione della frazione.Per celebrare degnamente la ricorrenza verranno fissate ai pali della pubblica illuminazione le bandiere tricolori in Via Leccio dalla località “Poggetto” fino a “Corte Spagni” ed in Via Carlotti.

Montecarlo
- ore 10.00: ritrovo presso Piazza F.Carrara 
- ore 10.30: cerimonia dell'Alzabandiera 
- a seguire: presentazione del calendario degli eventi per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. 
Alle 21 avrà inoltre luogo presso il Teatro Comunale dei Rassicurati l’incontro di storia locale “Montecarlo nel 1861”. 
Saranno presenti alle celebrazioni la Filarmonica “G. Puccini” e il Coro della Collegiata di Sant’Andrea di Montecarlo. 
La cittadinanza è invitata ad esporre il tricolore.

 

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Casa Onna, una primavera di spettacoli

 

 

ONNA, 16 marzo 2011 -  È stata presentata nel centro civico e sala multifunzuionale di Onna la rassegna di teatro cinema e musica Casa Onna 2011, perfetto esempio di collaborazione tra le varie istituzioni aquilane per proporre un cartellone di tutto rispetto in questa nuova e preziosa struttura donata dal governo tedesco.

Questi in sintesi gli eventi che animeranno la primavera: Po(e)tage Surprise, spettacolo proposto da Teatro Stabile d’Abruzzo, è la scelta fatta di un percorso nella poesia, - La poesia è a basso costo- scherza Ratti – si può fare ovunque, non necessita di scene, né di costumi. Per la poesia bastano le anime. Ognuno di noi possiede una propria biblioteca mentale organizzata secondo criteri personali che rispondono a logiche quasi mai comprensibili per gli altri, come si racconta il percorso privato che ognuno di noi ha compiuto nella storia della letteratura mondiale? Ci prova Giancarlo Ratti che, come in una ipotetica “notte bianca” a Casa Onna, fa scorrere il flusso delle sue emozioni legate agli autori che per lui hanno un significato.

Un attore, quindi, i suoi pensieri, gli anedotti divertenti ed una “carta dei poeti” selezionati in base al valore che Ratti gli attribuisce, per semplicità messi in ordine alfabetico: da Cecco Angiolieri, ad Erri De Luca, ad Emily Dickinson, Fortini, Govoni, fino ad arrivare ad Andrea Zanzotto, con leggerezza ed ilarità.

L’altro evento proposto dal Teatro Stabile d’Abruzzo è Casa Dolce casa di e con Carlo Onado, un monologo comico di un antieroe borghese. Solo in casa, aspettando il rientro della moglie “gravemente incinta”, un padre di famiglia fedele racconta le quotidiane fatiche di chi ha scelto di seguire un percorso tradizionale: lavoro fisso, casa, famiglia. Un Don Chisciotte contemporaneo, circondato da vicini invadenti, che sfida le tempeste di una moglie in gravidanza, seguendola fino all’interno della sala parto, per risorgere, infine in una nube di pannolini.

Il Conservatorio “A. Casella” animerà Casa Onna con i concerti degli allievi: valorizzare le potenzialità dei giovani come risorsa fondamentale per un futuro che veda la crescita culturale come bene comune, sperimentare azioni combinate capaci di valorizzare il patrimonio istituzionale, umano e culturale di cui si dispone, ricercare nuove forme di collaborazione istituzionali, mettere in ‘RelAzione’ le istituzioni che sono deputate alla formazione dei giovani, è da sempre l’obiettivo perseguito dal Conservatorio.

Le tre regole della vita è un cortometraggio realizzato da ragazzi adolescenti all’interno del laboratorio di cortometraggio e dell’iniziativa “E-state con noi”, promossa da Amici dei Bambini in collaborazione con l‘Azienda Chicco e le Suore della Presentazione di Maria Santissima al Tempio a Onna. Nella realizzazione del cortometraggio i ragazzi sono stati diretti dai registi Stefano Saverioni, Nomination David di Donatello 2009, e Marco Chiarini, Nomination David di Donatello 2010, con la collaborazione del Cineforum di Teramo. L’iniziativa è stata patrocinata dalla Curia Arcivescovile dell’Aquila, dalla Onna ONLUS e dalla pro Loco di Onna.

Onna ‘44 ripercorre gli eventi collegati all’eccidio dell’11 giugno 1944, avvenuto nel paese di Onna (L’Aquila) durante la seconda guerra mondiale. Il cortometraggio, prodotto dall’Accademia dell’Immagine è tratto dal volume “Indagini su un massacro. La strage nazista di Onna” (di Aldo Scimia e Giustino Parisse) ed è girato interamente in Alta Definizione.

La supervisione al video è dei docenti dell’Accademia dell’Immagine: Franco Lazzaretti (Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio) e Gianluca Costamagna (Suono) che hanno coordinato il lavoro degli studenti della Scuola.

Il cortometraggio ripercorre gli eventi collegati all’eccidio dell’11 giugno 1944, avvenuto nel paese di Onna (L’Aquila) durante la seconda guerra mondiale.

L’Istituto Cinematografico La Lanterna Magica propone un piccolo excursus nella Commedia all’Italiana per la sua capacità di divertire e di far riflettere: non a caso due dei tre film proposti “La banda degli onesti” e “Una vita difficile” raccontano in maniera superba di una “Rinascita”, della ricostruzione dell’Italia del dopoguerra. L’altro film proposto è “L’ingorgo” ispirato a un racconto di Julio Cortázar. Un ingorgo sull'autostrada blocca per 36 ore centinaia di automobili. Un evento eccezionale per raccontare incontri, amicizie, conflitti, litigi, tradimenti. Sullo sfondo risvolti di sociologia e ipotesi di catastrofe ecologica

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Al Circolo Arci Aurora continua la mostra fotografica sui partigiani

Al Circolo Arci Aurora continua la mostra fotografica sui partigiani

Arezzo, 16 marzo 2011 - Dopo il grande successo inaugurale di sabato 12 della mostra fotografica "E IO ERO SANDOKAN. Sguardi partigiani", con le foto di Lorenzo Nasi, il Circolo Aurora invita tutta la cittadinanza a proseguire le visite alla mostra che sarà visitabile fino a domenica 20, tutti i giorni dalle 17 alle 19.30 e dalle 22 alle 24.
Alla presenza delle autorità locali, dal Presidente della Provincia Roberto Vasai all'Assessore Brezzi del Comune di Arezzo e al Presidente del Consiglio Comunale Caroti, un pubblico delle grandi occasioni ha ascoltato commosso gli interventi del Presidente dell'ANPI di Arezzo Amedeo Sereni e dell'ANPI di Foiano Ezio Raspanti.
Le suggestive note della Casa del Vento hanno poi concluso il pomeriggio lasciando spazio alle emozioni di quegli sguardi partigiani inseriti in quel gioco di luci e atmosfere create ottimamente dall'installazione scenografica di Bartolo Incoronato della compagnia di teatro "Il sogno utile".
Una grande mostra con la quale il Circolo Aurora intende rendere omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia, all'interno dei quali la Resistenza ha rappresentato una tappa fondamentale a difesa dei valori di libertà, giustizia e democrazia, contribuendo in maniera determinante alla nascita della Carta Costituzionale.

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Rinnovamento e tradizione. Ecco il nuovo direttivo

La Spezia , 16 marz0 2011 - Concluso il XV congresso Anpi, il direttivo della sezione "Orazio Montefiori" di Follo ha eletto i nuovi organismi dirigenti, all'insegna del rinnovamento e della tradizione.
La tradizione vuole che la presidenza venga affidata ad un Partigiano e così è stato riconfermato Ciro Domenichini, nome di battaglia "Fulmine", caposquadra del battaglione Val di Vara, gloriosa formazione partigiana che faceva parte della brigata "Giustizia e Libertà" ed operava nei nostri territori agli ordini del comandante "Dany" Bucchioni. Il segretario uscente, Carlo Borrini, è stato nominato vice presidente.
Largo ai giovani con la nomina a segretario di William Domenichini, e alle donne con la vice segretaria Valeria Fregosi (eletta dal XV congresso nel comitato
provinciale dell'ANPI dal congresso provinciale) e la responsabile amministrativa Sara Zolesi. Tutto il direttivo rivolge un ringraziamento particolare a Carlo Borrini, instancabile animatore e referente della sezione ANPI follese che, dal 2006 ad oggi, ha tenuto in vita la sezione portando risultati importanti dalla nuova sede di via Colombo al monumento alla Resistenza in piazza Matteotti, ai rapporti con le istituzioni. Con l'esempio di chi ha operato fino ad oggi inauguriamo la nuova stagione dell'ANPI. La Resistenza non deve essere seppellita negli scaffali di un archivio, ma deve continuare a vivere nel nostro agire quotidiano come elemento fondamentale della vita civica di una comunità, portando avanti valori immutabili come l'antifascismo, da cui nacque la nostra Costituzione. E proprio la difesa della Carta fondamentale del nostro vivere civile, troppo spesso calpestata ed ignorata, il nuovo direttivo rilancerà l'attività di Anpi a Follo, celebrando il ricordo ma soprattutto coltivando la memoria antifascista e coinvolgendo la comunità nei valori che la cementano nella quotidianità dei nostri Diritti e dei nostri Doveri.

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La pace è un valore eterno: assemblea dell'Associazione Partigiani

CAMPOBASSO, 15 marzo 2011 - In vista del 15°  Congresso Nazionale dell'ANPI che si terrà  a Torino nei giorni 24-27 marzo 2011, l 'Associazione dei Partigiani della Provincia di Campobasso ha promosso questa mattina una propria Assemblea Provinciale per ribadire il valore dei principi costituzionali e dell'antifascismo.

Il Presidente Provinciale dell'ANPI, Paolo Morettini partendo dalla bellissima manifestazione "Se non ora quando?" in difesa della Costituzione che si è svolta ieri a Roma, ha ricordato quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, offrirono la loro vita per affermare i principi sui quali costruire la convivenza civile, la libertà, l'uguaglianza, la giustizia e la democrazia. Da quella lotta che vide combattere e morire uomini e donne, operai e intellettuali contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa nacque la nostra Costituzione che è ancora oggi tra le più avanzate al mondo.

All'iniziativa ha partecipato anche il Consigliere Regionale Michele Petraroia che ha ricordato come oggi i valori di libertà e giustizia, di solidarietà e di pace che hanno animato la lotta di liberazione e sui quali si fonda la nostra Costituzione siano messi profondamente in pericolo da una deriva populistica e autoritaria. Il Consigliere ha voluto ricordare anche due  figure molisane della resistenza, morte per la libertà, Mario Brusa Romagnoli e Giuseppe Barbato fucilati dai Nazi-Fascisti in Piemonte il 30.03.1945 ed il 30.09.1944.

Nel suo lucido intervento conclusivo, il Componente dell'ANPI Nazionale, Ivano Artioli ha ripercorso le tappe dell'antifascismo italiano sottolineando l'importanza e il ruolo che ancora oggi può e deve ricoprire l'ANPI coinvolgendo nella propria attività non solo coloro che hanno fatto la resistenza ma anche quelle forze, in primis i giovani, che vogliono affermare, difendere e diffondere la cultura dell'antifascismo in Italia.  

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L’Anpi Fermo ricorda l’eccidio di Montemonaco con i ragazzi del Liceo Classico Annibal Caro

Il giorno 18 marzo ricorre il 67° anniversario dell’eccidio di Montemonaco, quando - durante un rastrellamento delle truppe tedesche con l’appoggio dei Repubblichini - furono uccisi partigiani e civili in varie località, fino all’eccidio finale di 10 partigiani catturati ed immediatamente fucilati in contrada Tofe.

FERMO, 14 marzo 2011 - Questa memoria sarà celebrata venerdì prossimo alle ore 10.00 all’Auditorium San Martino di Fermo con i ragazzi del Liceo “Annibal Caro” di Fermo, guidati dal Preside Prof. Ciro Bove, ed alla presenza del Presidente della Provincia On.le Fabrizio Cesetti e del Sindaco di Fermo Dott. Saturnino Di Ruscio.
Nel corso della manifestazione saranno ricordati i fatti di Montemonaco, saranno proiettate diapositive scattate sui luoghi del massacro e sarà presentata l’iniziativa dell’Anpi Fermo per il riconoscimento dell’onorificenza di Medaglia d’Oro al Valor Militare per i fatti della Resistenza alla Provincia di Fermo, onorificenza già concessa alla Provincia di Ascoli Piceno quando era ancora unita al Fermano.
L’occasione sarà utile anche per sottolineare, nello spirito della Costituzione Repubblicana, la partecipazione dell’Anpi alle celebrazioni per il 150° Anniversario che si terranno il giorno 17 marzo: la bandiera di combattimento del Battaglione Mario Batà sarà presente a tutte le iniziative organizzate dalla Città di Fermo, nel segno dell’unità democratica.
Sull’ultimo episodio c’è la commovente testimonianza del Parroco che scrive “… vengono le mamme e i loro urli raggiungono le stelle. Ma le facce dei morti sono troppo deformate … bisogna coprirli … prendo due tovaglie d’altare … e la giovanetta Pizzichini Francesca le appunta col filo … affinché il vento non le porti via …”.
Negli scontri cadde anche il giovanissimo fermano Enrico Bellesi, 16 anni, che nel ricordo del comandante partigiano Giuliano Montanini “…ebbe il fucile da noi e disse: “Dammela questa arma, perché al momento opportuno la saprò adoperare”. E il 18 marzo 1944, quando c’era un metro di neve a Montemonaco, questo ragazzo affrontò un carro armato che era entrato in paese e aveva già bruciato alcune case; si sentivano spari dei mortai, il ragazzo sparò e ricevette una pallottola in fronte …”.

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Tolentino: le iniziative per ricordare l'Eccidio di Montalto

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MACERATA, 14 marzo 2011 - Ricorre in questo 2011, il 67° anniversario dell’Eccidio di Montalto. Tante le iniziative promosse dalla sezione ANPI di Tolentino di concerto con l’Amministrazione Comunale e che per diversi giorni consentiranno agli studenti ed a tutti i cittadini di tornare a riflettere sui tragici fatti accaduti nel marzo del 1944.

Questo il programma delle diverse manifestazioni: mercoledì 16 marzo incontro con gli studenti delle scuole primarie. Alle ore 9.00 Ist. Comprensivo “Lucatelli”, ore 10.30 Scuole primarie Ist. Comprensivo “Don Bosco”, incontro con i Partigiani e con l'ANPI e proiezione del filmato “Memorie Partigiane” regia Laura De Sanctis. Venerdi 18 marzo incontro con le Scuole secondarie inferiori. Alle ore 9.00 I.C.
“Lucatelli” e alle ore 11 Scuole secondarie inferiori I.C. “Don Bosco”, incontro con i Partigiani e con l'ANPI, proiezione del filmato “Memorie Partigiane” regia Laura De Sanctis. Sabato 19 marzo, alle ore 8.00, una delegazione ANPI deporrà corone di alloro a San Severino Marche, Borgiano, Muccia, Caldarola, Vestignano e Montalto. Alle ore 10.45, all’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Economico, incontro con i Partigiani e con l'ANPI e proiezione del filmato “La carta e la Libertà ” di Laura De Sanctis. Domenica 20 marzo, in Piazza della Libertà, alle ore 9.00, raduno e formazione del corteo che si dirigerà verso il Cimitero accompagnato dal Gruppo Bandistico “Nicola Simonetti” dell’Ass. “Nazareno Gabrielli - Città di Tolentino”.
Al Famedio dei caduti, alle ore 9.30, scoprimento lapidi commemorative di tutti i caduti per la libertà Celebrazione della Santa Messa (in caso di pioggia la Santa Messa sarà celebrata presso la Basilica di San Nicola). In Piazza della Libertà, alle ore 10.30, deposizione corona alla lapide dei Caduti. Il cerimoniale, come tutti gli anni, prevede il saluto del Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini, il saluto del Presidente ANPI di Tolentino, l’intervento del Sindaco del Consiglio dei Ragazzi e di un rappresentante delle Scuole Superiori. A chiudere la manifestazione l’intervento dell’oratore ufficiale della manifestazione (in caso di pioggia Sala Consiliare).
Alle ore 11.40 in Piazza della Libertà, partenza in pullmann per Montalto con sosta a Caldarola per onoranze al cippo della Medaglia d’Argento Aldo Buscalferri.

 

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A Forte dei Marmi il Working Meeting per il Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace

FORTE DEI MARMI (Lucca), 12 marzo 2011 -  Ne segno della tradizionale ospitalità di Forte dei Marmi al servizio della Pace, per la prima volta la città ospita il gruppo di lavoro del Segretariato Permanente  del summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace.

Il Segretariato è stato creato a Roma nel luglio 2006 per organizzare i “Summit mondiali dei Premi Nobel per la Pace ”, che si sono tenuti a Roma nel 1999 e successivamente nelle maggiori capitali del mondo. Inoltre, il Segretariato, che gode dell’alto  patronato della Presidenza della Repubblica, collabora con molti enti locali per garantire la partecipazione di alcuni Premi Nobel ad iniziative territoriali su tematiche relative alla diffusione di una cultura di pace e di non violenza.

Ed è proprio in questo contesto che si inserisce il coinvolgimento della Versilia, proposta dal Sindaco Umberto Buratti al Segretariato, quale sede del progetto “Nobel Peace Summer School”, rivolto alle nuove generazioni.

Nei tre giorni di permanenza, alcuni personaggi insigniti del prestigioso premio, insieme a docenti universitari ed altri esponenti della cultura ed alte organizzazioni internazionali, si troveranno a confronto con un gruppo di giovani, provenienti dai più prestigiosi atenei, con i quali approfondiranno il tema della cultura della Pace.

Siamo onorati oggi di ospitare il Meeting – ha dichiarato il sindaco, Umberto Buratti- e l’obiettivo è proporre la Summer School durante la prossima estate nel nostro territorio, non solo al Forte. Ritengo infatti che la Terra di Versilia, per la sua storia, per la sua tradizione raccolte nel simbolo del Parco della Pace di Sant’Anna di Stazzema, è  il luogo deputato all’esperienza del rapporto tra i giovani e i valori fondanti che il Premio rappresenta e fa vivere.”

E’ particolarmente significativo il fatto che la città, alla fine  dell’Ottocento, sia divenuta sede della società ‘SIPE Nobel’, nata dalla collaborazione tra la Sipe (Società Italiana Prodotti Esplodenti) e la Dynamite Nobel (creata da Alfred Nobel nel 1891). Fanno parte del gruppo di lavoro presente oggi a Forte dei Marmi personalità come l’Ambasciatore  Thomas Stelzer, Vice Segretario Generale dell' ONU e Assistente speciale del Segretario Generale; Dave Steward, Presidente Fondazione De Klerk, rappresentante del Premio Nobel per la Pace Frederik , Pres. W. De Klerk;  Piotr Gulczynski, Presidente Fondazione Walesa rappresentante del Premio Nobel per la Pace , Pres. Lech Walesa; Alexander Liebeskind, Assistente del Presidente del ICRC (International   Committee of Red Cross); Vappu Taipale, Co-Presidente IPPNW (International Physician for the Prevention of Nuclear War); Paolo Cotta Ramusino, Segretario Generale di Pugwash Conferences; Sandra Butcher, Program Coordinator di Pugwash Conferences; Sonia Neto, Rappresentante del Premio Nobel per la Pace , Pres. Ramos-Horta, Staff Presidente Barroso;  Brid Rodgers, Rappresentante del Premio Nobel per la Pace John Hume (tbc); Ingeborg Breines, Co-Presidente IPB (International Peace Bureau); Ekaterina Zagladina, Presidente del Segretariato e rappresentante Fondazione Mikhail Gorbachev; Enzo Cursio, Vice Presidente Segretariato Permanente; Matteo Rebesani, Silvia Manco, Livia Malcangio e Paula Mancini del Segretariato Permanente; Mary Ellen McNish, President/CEO The Hunger Project; Louis Venturelli e Ryan Walker, Rappresentanti Studenti Summit (Quinnipiac University, USA). Personaggi tutti autorevoli che illustrano la Versilia.

 

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Alfonsine, apre Museo del Senio la mostra "Crisalide" di Roberta Liverani

ALFONSINE, 12marzo 2011 - Oggi pomeriggio, sabato 12 marzo alle 17, alla Galleria del Museo della battaglia del Senio in piazza Resistenza si inaugura la mostra "Crisalide", dell'artista alfonsinese Roberta Liverani. La pittrice presenta le sue ultime creazioni pittoriche: un nuovo "per-corso" che rappresenta un interessante sguardo sull'evoluzione
pittorica di una arista di grandi capacità e di straordinario uso del colore.
La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo, tutti i giorni dalle 16 alle 20 e le domeniche anche la mattina dalle 10 alle 12. L 'inaugurazione di domani pomeriggio sarà un piccolo evento, con un insolito ed artistico momento di convivialità che coinvolgerà tutti i partecipanti.

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Dieci martiri del Maiolo

ALPIGNANO , 11 marzo 2011 - Per ricordare i giovani del Maiolo, dieci partigiani uccisi barbaramente, uno di loro aveva poco più di trent’anni e il più piccolo ne aveva solo 17, l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con le associazioni e le scuole alpignanesi, organizza in un'unica giornata, martedì 22 marzo una “fiaccolata sui luoghi storici dell’eccidio”.
La fiaccolata partirà alle 20 da piazza 1° Maggio e sosterà in via Arbarello (Cascina Gianoglio) e arriverà al monumento del Maiolo dove si svolgerà la commemorazione ufficiale, con la deposizione delle corone, il rito religioso, l'interveno del Sub Commissario Prefettizio Dott.ssa Francesca Stallone, la consegna delle tessere ad honorem dell'Anpi, riflessioni a cura dei ragazzi delle scuole di Alpignano e del gruppo giovani di Alpignano, l'intervento dell'Oratore Ufficiale, Guido TALLONE, Docente e Formatore.
Parteciperanno alla cerimonia la Società Filarmonica di Alpignano e il Maestro Davide Biancolli.
Al termine della manifestazione verrà distribuita la cioccolata calda a cura del Gruppo Alpini di Alpignano, sezione di Torino.
In caso di maltempo l'iniziativa si svolgerà presso il Bocciodromo Comunale di Alpignano, in via Rossini n. 5.

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Bergamo, la strage nazifascista di Piazzale Loreto

BERGAMO, 10 marzo 2011 - ANPI sezione Eugenio Bruni Bergamo città
invita alla proiezione del film
*"Partiti per Bergamo"
*La strage nazifascista di Piazzale Loreto,  di Marco Pozzi, Italia 2010,
55’,
ricostruzione e testimonianze dirette dell’eccidio dei quindici partigiani
ed antifascisti avvenuto il 10 agosto 1944 in piazzale Loreto a Milano, tra
i quali il bergamasco Vittorio Gasparini
*giovedi 10 marzo 2011 alle ore 18.00
presso ANPI Bergamo, via Borgo Palazzo,n.16*
presentazione a cura di
Sergio Fogagnolo
figlio di Umberto Fogagnolo, uno dei 15 martiri di Piazzale Loreto,
presidente dell’Associazione familiari delle Vittime di piazzale Loreto
Le Radici della Pace  I Quindici

L’Associazione Le radici della Pace - i 15, che riunisce i familiari dei
fucilati di piazzale Loreto ha prodotto il film «Partiti per Bergamo» che
rievoca, in modo rigorosamente scientifico, la strage nazifascista di
piazzale Loreto, illegittimamente nascosta per oltre 50 anni nel famigerato
armadio della vergogna, insieme ai fascicoli di altri 694 eccidi. Il film si
basa su una serie di testimonianze, molte inedite, di persone che all’epoca
hanno vissuto la Resistenza e/o il momento della strage o quelli
immediatamente successivi. Il significato storico del filmato è quello di
colmare un vuoto nella memoria collettiva del Paese: quando ci fu quella che
Ferruccio Parri definì la macelleria messicana, in piazzale Loreto il 28
aprile 1945, c’erano le cineprese di Combat Film a documentare l’ira della
folla e il maltrattamento dei cadaveri di Mussolini e dei gerarchi,
suscitando raccapriccio.
Ma il 10 agosto 1944 nella Milano occupata dai nazisti, vigeva il divieto di
fotografare le stragi proprio per evitare di documentare le atrocità
totalitarie. Ci fu, però, un’eccezione: un operatore tedesco, violando
l’ordine, fece una serie di scatti fotografici che lo storico Carlo Gentile
ritrovò alla fine degli anni ’90 nel  Bundesarchiv di Coblenza.

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Commemorato domenica l'eccidio di Valmala

CUNEO, 09 marzo 2011 - Si è svolta domenica scorsa a Valmala, nei pressi del santuario, la commemorazione dell’eccidio avvenuto il 6 marzo 1945 in cui persero la vita 9 partigiani. L’orazione ufficiale è stata tenuta da Luisa Razè, figlia del partigiano “Carletto”. La delegazione dell'Anpi di Busca era guidata dal presidente, Mario Berardo, che è il delegato del Sindaco per le celebrazioni e gli anniversari storici.

Intanto è stata presentata l'inizativa dei Comuni di Busca, Costigliole Saluzzo, Rossana, Tarantasca, Valmala che si sono riuniti, con la collaborazione della sezione Anpi (partigiani d’Italia) di Busca-Verzuolo, per festeggiare insieme sia il 150° Anniversario dell’Unità sia il 66^ Anniversario del 25 Aprile, che ha avuto con la celebrazione di valmala il primo appuntamento.

Per l’anniversario del 17 marzo, Unità d’Italia, nei cinque comuni sarà proiettata la bandiera italiana sui monumenti storicamente significativi: a Busca sarà illuminata con il tricolore il cippo collocato al centro del parco della Resistenza. Giovedì 17 marzo a Tarantasca alle 10.30, nel centro polivalente, si terra il convegno-spettacolo “L’Italia tra storia prosa e musica” a cura di Gianni Cerutti con l’esibizione del soprano Valeria Arpino.

Venerdì 1 aprile a Busca, alle 20.45 nel Teatro Civico rappresentazione “L’Agnese va a morire” a cura dell’associazione Mangiatori di nuvole”. Lunedì 4 aprile a Costigliole Saluzzo, alle 16 nel Palazzo la Tour conferenza “Scuola, brigantaggio e mafia nell’Italia unita” di Milva Rinaudo e “Chiaffredo Bergia, eroe della lotta partigiana” di Roberto Costanzo comandante della Compagnia Carabinieri di Saluzzo.

Martedì 12 aprile a Busca alle 9 e alle 21 nel cinema Lux proiezione del film per le scuole “Duccio Galimberti. Il tempo dei testimoni” di Teo de Luigi

Domenica 17 aprile sarà la “Domenica patriottica” con camminata sui sentieri della storia a cura delal Compagnia del Buon cammino: ritrovo alle 8.30 da Costigliole, in piazza Vittorio Emanuele II e trasferimento al Roccolo di Busca con propri mezzi, da dove alle 9,45 ci sarà la partenza con arrivo nella frazione Ceretto di Costigliole alle 13 per il pranzo a cura della Pro loco di Costigliole

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67/O ANNIVERSARIO DELLA DEPORTAZIONE NEL LAGER DI MAUTHAUSEN
Ieri  la cerimonia a Santa Maria Novella

Anniversario della deportazione nel lager di Mauthausen

FIRENZE, 09 marzo 2011 - Fu uno sciopero europeo, probabilmente la prima manifestazione per la pace alla quale partecipassero insieme studenti, lavoratori, persone di paesi diversi che nelle piazze sfidava apertamente la barbarie nazifascista. Era l’8 marzo del 1944 e molti pagarono con la vita quel semplice gesto di adesione alla protesta. A Firenze furono centinaia, in larghissima parte operai. Li arrestarono, li ammassarono nel Loggiato delle ex Leopoldine, in piazza Santa Maria Novella, e li caricarono sui vagoni piombati diretti a Mauthausen e altri campi di sterminio nazisti. Partirono dal binario 6 della stazione quell’8 marzo e in pochi tornarono vivi.
La città ha ricordato i suoi deportati, a sessantasette anni di distanza, con una cerimonia che si è tenuta questa mattina sotto il loggiato delle ex Leopoldine.
I Gonfaloni hanno aperto la celebrazione che ha visto presenti, tra gli altri, il sindaco Matteo Renzi, il primo cittadino della città austriaca di Mauthausen Thomas Punkenhofer, l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi, la consigliera regionale Daniela Lastri, l’assessore provinciale alla pubblica istruzione Giovanni Di Fede, la presidente della commissione pace Susanna Agostini, Alessio Ducci, presidente dell’Aned (l’Associazione nazionale ex deportati) di Firenze e Marcello Martini (il più giovane deportato italiano ma che non faceva parte di quel gruppo partito da Firenze).
Punkenhofer ha regalato a Renzi una pietra della cava di Mauthausen quale simbolo delle «anime dei deportati fiorentini» nel campo di sterminio nazista.
«E’ una giornata particolare – ha sottolineato il sindaco Renzi – è la prima volta che ci troviamo qui senza la presenza fisica di chi di era stato trasportato su quel treno e dal campo di sterminio era riuscito a tornare: Mario Piccioli. Era uno di quelli che ci aveva fatto capire che cosa significa avere a cuore la memoria per poter costruire un futuro. Piccioli lo ha insegnato a molti ragazzi con uno sforzo personale che vale più di tanti discorsi».
«Questo ricordo del passato, il pensiero di Mario Piccioli e di tutti coloro che hanno vissuto quella esperienza, deve continuare. Questa è la sfida di oggi ed è un impegno che prendiamo per il futuro – ha aggiunto il sindaco – nelle ex scuole Leopoldine nascerà nel 2013 il museo del Novecento ma vogliamo mantenere viva anche la memoria storica del Novecento, non solo quella artistica e culturale.
Prenderemo il testimone di Mario e degli altri deportati e lo porteremo nel domani a testa alta e con il cuore colmo di gratitudine»
Subito dopo il momento culminate della cerimonia: al binario 6, alla stazione di Santa Maria Novella, è stata scoperta una lapide per ricordare quella pagina di storia.
Il convoglio che lasciò Firenze l’8 marzo del 1944 giunse a Mauthausen l’11. Durante il percorso verso i campi di sterminio al treno furono aggiunti a Fossoli e a Verona altri vagoni che trasportavano lavoratori che avevano scioperato.

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BRIGATA MAIELLA: A PRATOLA PELIGNA UN MONUMENTO AI PARTIGIANI

Pratola Peligna L'Aquila, 08 marzo 2011 - L'Amministrazione Comunale di Pratola Peligna ha deciso di dedicare una piazza e un monumento ai 55 caduti della Brigata Maiella , di cui 5 pratolani. Questo e' stato annunciato dal sindaco De Crescentiis durante un incontro con gli iscritti alla Sezione Sulmona-Valle Peligna della Brigata Maiella. Al termine dell'incontro e' stato costituito un Comitato che provvedera' a far realizzare una monumentazione dedicata agli eroi della storica Brigata partigiana che non solo libero' l'Abruzzo dal nazi-fascismo, ma contribui' a liberare l'Italia. " La Resistenza - ha deto il sindaco Antonio De Crescentis - non e' stato solo il modo con cui gli Italiani si sono liberati di una dittatura , e' stato il modo in cui il Popolo Italiano si e' riappropriato del rispetto di se' stesso e della sua dignita' di popolo libero. Dedicare una piazza e un monumento alla Brigata Maiella significa dedicarli all'intera lotta partigiana, ma vuol dire, anche, dedicarli a tutte le lotte, passate e future, per la liberta' e la dignita' dell'Uomo.
  Quello che insieme alla Sezione Peligna della Brigata Maiella abbiamo deciso di fare - spiega - non e' solo un atto estetico in un paese che, comunque, ne ha un grande bisogno; e' un omaggio, sempre troppo modesto, all'alto valore pedagogico dell'azione eroica dei nostri partigiani. Il monumento serve per ricordare a tutti noi, e alle nuove generazioni in particolare, che nulla a questo mondo e' dato per acquisito per l'eternita'; che cio' che si e' duramente conquistato con sacrificio e dolore, va protetto con passione e costanza perche' il pericolo di perderlo e' sempre in agguato. E questo vale ancora di piu' per i valori di Liberta', di Giustizia e di Uguaglianza.Dimentichiamo troppo spesso che le liberta' e i diritti civili di cui oggi godiamo non ci sono piovuti dal cielo ma sono stati acquisiti ad un prezzo altissimo dai nostri padri, in termini di vite umane e di sofferenza, e abbiamo dunque il dovere di impegnarci a mantenerli e a trasmetterli", dice infine il sindaco.

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"Volontarie della Libertà. Le Donne e la Resistenza ", martedì 8 marzo 2011 al Teatro Duse di Bologna

Le Donne e la Resistenza ", martedì 8 marzo 2011 al Teatro Duse di Bologna

BOLOGNA, 08 marzo 2011 -
Volontarie della Libertà. Le Donne e la Resistenza. Questo il titolo del lavoro teatrale che Paola Bacchetti e Massimiliano Sassi presentano martedì 8 marzo 2011, ore 21 nell'ambito della stagione del Teatro Duse.
Lo spettacolo ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna, del Comune di Bologna, dell'Istituto Storico Parri Emilia-Romagna e dell'A.N.P.I. Provinciale di Bologna. "Resistenza taciuta" viene definita la storia della Resistenza femminile. Ancora non è stata realmente scritta. Esistono però numerose testimonianze, dati, fatti che consentono di valutare la reale portata di questa partecipazione. L'adesione femminile nelle sue diverse forme (combattenti o fiancheggiatrici nella lotta di Liberazione) fu ampia e importante e se ne trovano riscontri in ogni regione italiana. Quali furono i motivi che spinsero migliaia di donne a compiere una "scelta" che nessuno avrebbe mai preteso da loro?
Forse per gli uomini esistevano ragioni d'obbligo militare. Le donne, al contrario, restandosene a casa, non subivano la riprovazione o il giudizio morale di nessuno. La resistenza femminile ci appare quindi come movimento "spontaneo".
Volontarie le donne lo furono più degli uomini. E questa scelta permise loro, per la prima volta, di sentirsi potenziali protagoniste della storia del nostro Paese, in uno dei momenti più critici e dolorosi. Nelle parole delle protagoniste di quegli eventi si avverte ancora il senso e la necessità della lotta che le vide agire e subire, affrontare arresti, violenze, deportazioni e morte. Ma dai loro racconti, talvolta, trapela anche l'amarezza di chi non si è visto riconoscere l'impegno e ha subito il silenzio della memoria.

Paola Bacchetti. Dopo la laurea al Dams di Bologna, collabora per sette stagioni con la compagnia Teatroaperto di Bologna. Successivamente lavora come attrice con alcuni fra i più noti registi e attori del panorama teatrale italiano italiano (tra gli altri Giancarlo Sepe, Gigi Dall'Aglio, Andrea Liberovici, Giuseppe Venetucci, Massimo Venturiello tra i registi, e Paola Borboni, Arnoldo Foà, Mario Scaccia, Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, Arnaldo Ninchi, Luciano Virgilio, Franco Castellano, Edoardo Siravo fra gli attori) e come aiuto regista con Luigi Squarzina, Roberto Marcucci e Gianfranco Calligarich. Affronta come attrice e autrice un personaggio cult del nostro secolo, Tina Modotti. Lavora a numerosi cortometraggi, a film, serie televisive e radiodrammi.

Massimiliano Sassi. Nel 1982 comincia come attore in alcune compagnie italiane diretto da numerosi registi (fra gli altri, Paolo Todisco, Gianfranco De Bosio, Gianfranco Ferri, Gabriele Marchesini, Gianfranco Calligarich, Giuseppe Venetucci) affrontando autori come Fernando Arrabal, Slawomir Mrozek, Thomas Middelton, Platone, Jean Cocteau, Euripide, Giuseppe Giocosa, Carlo Goldoni, Roberto Roversi, Giorgio Celli. In qualità di regista affronta Luigi Pirandello, John Osborne, Michel de Ghelderode ed altri. Partecipa inoltre a numerosi cortometraggi, film, serie televisive e radiodrammi..

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Le vittime dimenticate del regime nazifascista

A Salò tre incontri promossi dall’Anpi sui deportati per motivi razziali, religiosi e sessuali e sulle discriminazioni odierne.

VALLE SABBIA, 08 marzo 2011 - “La memoria dimenticata”, le vittime dimenticate del regime nazifascista. È il titolo di un ciclo di incontri organizzato dall’Anpi di Salò e dalla commissione scuola “Bruno Lucchini” dell’Anpi Garda Valsabbia, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura di Salò.

Tre appuntamenti per ricordare che, oltre agli Ebrei, molte altre persone finirono nei campi di sterminio nazisti per motivi razziali, per fede religiosa e per inclinazioni sessuali.
Un’occasione, inoltre, per riflettere sulle discriminazioni ancora esistenti per le stesse motivazioni.

Si comincia questo mercoledì, 9 marzo, con la serata dal titolo “Sinti e Rom: dal Porrajmos alla discriminazione odierna” (“Porrajmos” è il termine nella lingua dei Rom che indica lo sterminio della popolazione romanì durante la seconda guerra mondiale), che vedrà gli interventi di Carlo Berini, dell’Istituto di cultura Sinta di Mantova e Luigino Beltrami, dell’associazione “Osservazioni” di Brescia.

Mercoledì 16 marzo, Bruna Franceschini della segreteria provinciale dell’Anpi di Brescia parlerà della resistenza dei Testimoni di Geova.

Infine, venerdì 1 aprile, l’ultima serata sul tema “La resistenza degli omosessuali: lo sterminio e la negazione”, con la partecipazione di Paola Guazzo, storica e autrice del libro “R/esistenze lesbiche nell’Europa nazifascista”, e Luca Trentini della segreteria nazionale di Arcigay.

Tutti gli incontri si terranno presso la sala del Centro sociale “I Pini” alle 20.45 (zona piscine, di fronte al supermercato).

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Oggi la commemorazione dell’eccidio dei Partigiani di Bajardo in località Villa Junia

SANREMO, 07 marzo 2011 - Con la presenza del Gonfalone della città di Sanremo e del Consigliere comunale Giacomo Balestra, dei rappresentanti del Comune di Bajardo e della presidente della sezione ANPI di Sanremo Amelia Narciso si è svolta oggi, domenica 6 marzo 2011, alle ore 10 in località Villa Junia (Corso Inglesi) a Sanremo, la commemorazione dell’eccidio dei Partigiani di Bajardo che, con altri prigionieri, vennero fucilati dai nazifascisti in quel luogo, dopo essere stati torturati e costretti a scavarsi la fossa.
"Dopo la deposizione di fiori sulla lapide - si legge nel comunicato -, Enzo Napolitano, Consigliere del Comitato Provinciale ANPI e del Direttivo della sezione di Sanremo, ha tenuto il discorso commemorativo.
Il momento e il luogo sono valsi anche a commemorare il sacrificio dei 14 partigiani che nei giardini del Castello Devachan, in Corso Inglesi a Sanremo, prigione e luogo di tortura per i partigiani, all’alba del 5 marzo 1945, vennero fucilati e poi scaricati con il camion della nettezza urbana in una fossa comune del cimitero di Sanremo".

Note storiche:

I Partigiani caduti a Villa Junia vennero fucilati in due tempi, a due – tre mesi dalla Liberazione: il 24/gennaio /1945 e il 12/febbraio/1945.Il 24/01/1954 vennero fucilati: Laura Giobatta (Paolo), Laura Luigi (Gino), Laura Mario (Mario), Laura Silvio (Antonio), e una vittima civile, Polizzi Silvestro.
Il 12/02/1945 vennero fucilati, sempre nei pressi di Villa Junia, Borgogno Renato (Caminito), e Donchio Francesco (Franz).
Racconta il fratello di uno di essi che i quattro Partigiani dal medesimo cognome, tutti facenti parte della locale banda di Bajardo, vennero catturati insieme a lui dai bersaglieri repubblichini il 17 gennaio 1945 e accusati di aver trasportato da Bajardo – Passo Ghimbegna - Vignai della farina, per rifornire i distaccamenti Partigiani operanti in montagna.
Vennero portati a Sanremo a Villa Negri, presso la Chiesa Russa , dove vi erano delle piccole celle: il nostro testimone, allora diciottenne, camminava faticosamente con delle rudimentali grucce, essendo rimasto ferito a Carmo Langan, quindi la sorveglianza per lui era meno rigida che per gli altri.
Questo fu, in un certo senso, la sua fortuna, perché il giorno che venne portato nell’ufficio per essere interrogato suonò l’allarme e i suoi carcerieri fuggirono nei rifugi, ed egli, con la forza della disperazione, riuscì a fuggire e a salvarsi.
I suoi compagni vennero portati prima a Villa Oberg, poi, sanguinanti per le torture subìte, in una fascia presso la Villa Junia : qui i bersaglieri repubblichini, che tanta ferocia mostrarono nella zona di Ceriana – Castelvittorio – Bajardo, li fucilarono, dopo averli obbligati a scavarsi la fossa.

Per gli altri Caduti, fucilati successivamente, si sa che Donchio era privo di una mano: i suoi aguzzini gli strapparono i vestiti affinché quel moncherino fosse scoperto e, mentre li portavano sul luogo dell’esecuzione, (come raccontò una donna che li vide passare) infierirono su di esso con una frusta, quella o una come quella conservata nel Museo della Resistenza di Carpasio.

Caduti al castello Devachan all’alba del 5 marzo 1945: Riccardo Scarpari (Foca), Francesco Foca (Bà), Francesco Bergonzo (Italo), Renato Dardanelli (Lucia), Carmelo Genova (Radio), Luigi Anfossi (Lio), Enrico Poggi (Sparviero), Antonio Palmissano (Burba), Guido Bendinelli (Toscano), Francesco Lanteri (Cecò), Emilio Cesarone (Anguilla), Secondo Lanteri (Carlo), Luigi Recagno (Alba), Beniamino Milani (Miliano).

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Il primo Congresso dell'ANPI Sannita

BENEVENTO, 07 marzo 2011 - L'A.N.P.I. (Associazione Nazionale dei Partigiani d'Italia) si è ufficialmente costituita, anche a Benevento, nel corso di un congresso svoltosi presso la sala "Di Vittorio" della CGIL sannita.

L'assemblea ha deciso di continuare la campagna di adesione e di procedere a varie iniziative di carattere politico-culturale (la prima , il 16 marzo, in collaborazione con la CGIL sul tema: “l'Unità d'Italia”).
La Presidenza onoraria dell'A.N.P.I. sannita è stata conferita al partigiano Giuseppe Crocco.
Presidente della sezione è stato designato l'on. Antonio Conte, (contestualmente delegato al Congresso Nazionale dell'A.N.P.I.).
All'unanimità,l'Assemblea ha inoltre approvato il seguente documento:

“L'A.N.P.I. di Benevento, città medaglia d'oro al valor civile,all'atto della propria costituzione, nel ricordo delle vittime provocate dalla guerra scatenata dalla barbarie nazi-fascista, nella memoria dei partigiani sanniti caduti in combattimento in varie zone d'Italia per la libertà di tutti e per le generazioni future, nell'impegno a difendere e sviluppare concretamente i principi della Costituzione Repubblicana attraverso il riconoscimento e l'attuazione dei diritti,a partire dal lavoro e dalla istruzione,quali fondamenta insostituibili, nell'assumere il compito di organizzare la presenza nella città e nella Provincia e di contribuire alla memoria e alla conoscenza di storie legate al territorio sannita, indica alla Associazione Nazionale la necessaria priorità di investire nel Mezzogiorno risorse intellettuali e strumenti organizzativi perché una democrazia sostanziale possa finalmente avanzare in un Paese unito da principi e valori condivisi e attuati nella reale condizione di vita dei soggetti sociali, la scelta strategica di caratterizzare l'A.N.P.I. quale strumento critico e unitario ,alieno da pratiche politicistiche o lideristiche, e proprietà autentica delle Volontarie e dei
Volontari delle libertà e dei diritti,intesi nella loro valenza universalistica, l'approfondimento del coerente percorso che collega la stagione della Resistenza ai nuovi, giovani Partigiani italiani,europei,internazionali”.

 

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64° anniversario dell’uccisione dei tre lavoratori a Piazza Unità d’Italia, l’omaggio della Cgil Messina

Questa mattina deposizione di fiori ai piedi del monumento in ricordo dei cittadini uccisi durante la protesta contro l’aumento del prezzo dei beni di prima necessità. Oceano: “Quanto successo allora ricorda rispecchia i fatti degli ultimi giorni”

 

MESSINA, 07 marzo 2011 - Un episodio buio nel dopoguerra siciliano e del nostro Paese presto seguito da altre vicende simili e violente, l’eccidio di Portella della Ginestra, l’attentato a Togliatti. Segno che nonostante a Roma si lavorasse per la Costituzione una e democratica, i conflitti e le tensioni sociali erano ancora forti. È la storia della Manifestazione del 7 marzo 1947 davanti alla Prefettura di Messina e delle tre vittime della repressione delle forze dell’ordine.
Si scioperava contro l’aumento delle imposte per i generi di prima necessità e contro la mancata
applicazione del contratto nazionale che stabiliva un aumento delle retribuzioni del 15% ma le forze dell’ordine fecero fuoco sulla folla – qualche organo di informazione del tempo riporta “al grido viva i Savoia”- uccidendo tre persone: il commerciante di calzature Giuseppe Maiorana di 41 anni, il manovale Biagio Pellegrino di 34 anni e l’operaio Giuseppe Lo Vecchio di 19 anni.
Oggi, nel 64° anniversario della strage, una delegazione della Cgil di Messina guidata dal segretario generale della Camera del lavoro Lillo oceano ha reso omaggio alle vittime di quell’episodio che ha segnato la storia delle lotte dei lavoratori nella nostra provincia deponendo dei fiori sulla lapide posta davanti alla Prefettura. “Nell’Italia che ancora doveva metabolizzare la fine della guerra, della Monarchia e il ritorno alla democrazia, si manifestava per il pane e per la libertà proprio come sta accadendo oggi nel nord Africa in Tunisia, in Egitto, in Libia – osserva il segretario generale della Cgil Lillo Oceano-. Analogie non casuali perché la storia ci insegna che le conquiste di libertà e dei diritti sono sempre passate dalle lotte dei lavoratori e dei cittadini”.
La Cgil di Messina con questa commemorazione ha voluto non solo rendere omaggio alle vittime ma anche alimentare la memoria di quei fatti e del loro significato storico. “Il valore alto di quei diritti e la Costituzione sono il frutto delle conquiste e delle lotte dei lavoratori così come lo sono il diritto ad una retribuzione giusta e adeguata e alle tutele del lavoro. Oggi- conclude Oceano- mettere in discussione quelle conquiste significa, come ci insegna la storia, mettere in discussione la democrazia del nostro Paese”.  

 

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La zona bianca. L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema

 

ROMA, 06 marzo 2011 - In esposizione dal 12 marzo al 9 aprile 2011 presso la Casa della Memoria e della Storia uno straordinario fotoracconto di trenta scatti in bianco e nero realizzati da Andrea Quattrini su una delle più dolorose pagine di storia Italiana: L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema.

Un lavoro durato due anni alla ricerca di testimonianze, persone, luoghi su quel fatidico 12 Agosto 1944 quando 560 persone, in maggioranza donne, bambini ed anziani furono trucidate dalla follia delle S.S. naziste. Con una macchina fotografica ed un registratore audio Andrea ha ripercorso quel tragico giorno fotografando i luoghi dell'eccidio, entrando in vecchie case abbandonate, percorrendo i sentieri di montagna intorno a Sant'Anna, incontrando molti dei superstiti, ritraendoli e raccogliendo le loro testimonianze sul quel giorno e sulla loro vita passata e presente.

Un'esperienza di vita importante per l'autore, da questi incontri è nato il progetto " La Zona Bianca " che vuole essere un omaggio a questa gente e ai loro cari, ma soprattutto un contributo dedicato alle future generazioni per non dimenticare.

L'iniziativa è a cura di Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dipartimento Cultura - U.O. Strutture Culturali - Servizio Programmazione e Gestione Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

12 Agosto 1944

Vaccareccia, Coletti, Argentiera, Franchi, Sennari, sono i nomi di piccoli borghi poco distanti tra loro, una chiesa e la sua piazza, questa è Sant'Anna di Stazzema. Arroccata tra le colline Versiliesi, ad est le alpi Apuane con il loro marmo che ha dato vita ai più grandi capolavori della storia dell'arte, ad ovest il mar tirreno con la famosa costa della Versilia, il tutto in pochi chilometri di distanza.

Un paradiso di verdi colline che nasconde nella sua terra, nelle sue case, un inferno iniziato la mattina del 12 agosto 1944.

Quella zona fu denominata dall'esercito nazista, la zona bianca, un area sicura dove furono sfollate circa mille persone provenienti dai paesi costieri considerati obiettivi strategici. Sant'Anna era sulla linea gotica, quella linea che tagliava in due l'Italia, a nord l'esercito tedesco e a sud gli alleati che avanzavano liberando l'Italia dall'occupazione nazista. Su quella linea segnata sulle carte militari, si trovavano altri piccoli paesi sconosciuti come Marzabotto, Biagioni, Monchio e Cervarolo purtroppo diventati famosi per lo stesso atroce destino di Sant'Anna.

All'alba del 12 Agosto 1944 la 16ma divisione "Reichfuhrer SS" comandate dal generale Max Simon accerchiarono tutta la zona, stringendo l'area di Sant'Anna in una morsa senza via d'uscita, tra i soldati tedeschi anche collaborazionisti fascisti Italiani. Molti uomini fuggirono per paura di essere deportati nei campi di lavoro credendo di essere loro l'obiettivo dei nazisti, ma non fu così 560 persone, quasi tutte donne, anziani e bambini, furono trucidate dalla follia delle SS.

Interi nuclei famigliari rinchiusi nelle stalle e nelle cucine delle loro case e massacrati a colpi di mitragliatore e bombe a mano. Altri raggruppati all'esterno delle loro stesse case e fucilati, molti furono radunati sulla piazza della chiesa insieme al parroco Don Innocenzo Lazzeri, si inginocchiarono e pregarono. Avevano subito capito quale sarebbe stato il loro destino, alcuni avevano le foto della loro famiglia in mano per essere identificati dopo morti. Le mitragliatrici poste ai lati della piazza fecero fuoco e trucidarono donne, bambini, anziani, innocenti che con la guerra non avevano nulla a che fare, i loro corpi furono bruciati usando come combustibile, le panche della chiesa.

I fascicoli con i nomi dei responsabili, i dettagli di quel massacro e di altre stragi dell' epoca, furono occultati in uno scantinato nel palazzo del consiglio della magistratura militare a Roma, in un armadio con le ante rivolte contro il muro. Per gli anni successivi al dopoguerra, aprire quell'armadio sarebbe stato troppo scomodo per molta gente importante, così rimase chiuso fino all'estate del 1994. Grazie ad un procuratore militare l'armadio della vergogna fu così finalmente aperto e nel 2004 iniziò il processo contro gli ufficiali nazisti responsabili dell'eccidio. Il 22 giugno 2005 la sentenza, riconosciuti colpevoli e condannati all'ergastolo, ma avendo già superato gli ottanta anni d'età al momento della sentenza, nessuno di loro fece un solo giorno di carcere.

Gli atti del processo stabilirono che fu un atto di terrorismo da parte dell'esercito nazista contro la popolazione e le organizzazioni partigiane.

560 vite spezzate in poche ore da quella follia chiamata guerra, intere famiglie cancellate o separate per sempre, tra questi alcuni sopravvissuti che all'epoca erano bambini, molti di loro hanno perso genitori, fratelli, parenti, in quella mattina d'agosto ma nonostante tutto hanno trovato la forza di tornare a vivere.

Oggi sono mariti, mogli, padri e nonni, testimoni di un messaggio che nessuno di noi deve dimenticare: "Mai più la guerra".

 

Andrea Quattrini

Andrea Quattrini nasce nel 1967 a Roma dove vive e lavora nel settore della comunicazione. La passione per la fotografia lo accompagna sin dall'adolescenza e il bianco e nero è il suo linguaggio. Attraverso questa tecnica interpreta l'uomo ed il mondo che lo circonda con una visione interiore e del tutto personale: "La fotografia è per me il mezzo più facile per comunicare quello che vivo, quello che vedo". Fotografo discreto e sensibile, ama usare l'obiettivo come uno strumento di conoscenza di persone, luoghi e storie dal quotidiano. Le sue immagini sono caratterizzate da rigore, pulizia e accuratezza dei tagli. Lavora a progetti personali che gli permettono di scoprire luoghi e volti inaspettati. È su questi percorsi di vita che realizza mostre e pubblicazioni in Italia e all'estero.

La fotografia è per lui comunicazione, creatività e lavoro manuale: utilizza macchine fotografiche prive d'automatismi, sviluppa e stampa personalmente le sue immagini.

Il bianco e nero come istinto: "Qualcuno ha detto che i nostri sogni sono in bianco e nero e forse è proprio così".

 

In memoria dell'eccidio

MODENA, 06 marzo 2011 - Si è ricordato, questa mattina, l’eccidio nazifascista di ponte di Navicello, al confine tra Modena, Bomporto e Nonantola. 11 partigiani morti, rastrellati dal comando tedesco grazie anche alla collaborazione della Brigata nera di Nonantola, e poi fucilati nei pressi del ponte: la rappresaglia fu ordinata verso la fine della guerra come ritorsione per la scomparsa di due soldati tedeschi. Si è ricordato questa mattina l’eccidio nazifascista di Navicello, avvenuto al confine tra i Comuni di Modena, Bomporto e Nonantola. I partecipanti alla commemorazione si erano dati appuntamento nel piazzale del monumento ai caduti partigiani, in corteo poi si erano mossi per deporre le corone di alloro e infine il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha tenuto il discorso commemorativo.

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Resistenza: ricordati combattenti intendenza 'Montes'

A Saciletto di Ruda. Discorso di Carlo Pegorer

SACILETTO DI RUDA (UDINE), 06 MARZO 2011 - Rappresentanti dell'Anpi, delle associazioni combattentistiche e d'arma, tanti sindaci del basso Friuli, la provincia di Udine e tante persone hanno reso omaggio, oggi, a Saciletto di Ruda (Udine), ai caduti dell'Intendenza 'Montes' uccisi nella primavera del 1945 dai nazifascisti proprio tra Saciletto, Aiello e Cervignano del Friuli. Sono state lette alcune poesie e alcuni passi delle lettere ai familiari dei condannanti a morte dal regime fascista. Quindi il coro Multifariam ha cantato alcuni brani intonati all' evento. L'orazione ufficiale e' stata tenuta dal senatore Carlo Pegorer.

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Bolzano: monumenti fascisti, cortei contrapposti in città

Un migliaio di militanti dell'associazione di destra Casapound giunti con 15 pullman in difesa dei monumenti. L'Anpi: "Una vergogna per Bolzano, i monumenti vanno depotenziati con coraggio"

Bolzano: monumenti fascisti, cortei contrapposti in città  SONDAGGIO

BOLZANO, 06 marzo 2011 -  Oltre mille militanti di Casapound arrivati da tutta Italia in piazza della Vittoria a Bolzano per partecipare alla manifestazione indetta dalla destra radicale «a tutela dei monumenti del Ventennio, oggetto del recente accordo tra il ministro Sandro Bondi e la Svp che intende “depotenziarli”».
A 500 metri di distanza, in piazzetta Innerhofer, la contromanifestazione indetta dall’Anpi, a cui aderiscono dei partiti e dei movimenti della sinistra all’insegna della pacifica convivenza tra i gruppi linguistici. In mezzo, un cordone di sicurezza di trecento uomini tra carabinieri e polizia per evitare ogni contatto tra i due cortei.
In piazza della Vittoria i militanti di Casapound hanno allineato gli striscioni per una «Bolzano italiana». Vi sono delegazioni - arrivate con 15 pullman - dal Friuli Venezia Giulia, dalla Sardegna, dalla Puglia, Veneto, Liguria, Umbria, Calabria, Lazio, Abruzzo, Sicilia, Piemonte e Calabria. In piazzetta Innerhofer, invece, circa 400 persone hanno risposto all’appello anti-fascista dell’Anpi.
«La manifestazione dei Casapound costituisce una vergogna per Bolzano», ha detto il presidente dell’Anpi Lionello Bertoldi - Bolzano va fiera della sua ricchezza di lingue e di culture, della convivenza che è stata realizzata nel corso degli anni. I monumenti sono soltanto un ricordo del passato e possono costituire, semmai, un ammonimento perché questo passato non debba essere rivissuto. Perciò vanno “depotenziati” con un atto di coraggio»

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Il ricordo dei dieci eroi della Resistenza

Domenica a Cesane di Provaglio Val Sabbia la commemorazione dell’eccidio dei dieci partigiani della Brigata Matteotti.

CESANE DI PROVAGLIO, 05 marzo 2011 - “Dieci eroi della Resistenza che per la libertà del paese hanno sacrificato la loro stessa vita” sta scritto sul cippo di marmo che ricorda i loro nomi: Amilcare Baronchelli, Arnoldo Bellini, Angelo Bruno Cocca, Luigi Cocca, Teodoro Copponi, il belga Pierre Lanoy, Alfredo Poli, Gaetano Resa, Domenico Signori e Ferruccio Vignoni.

A Cesane di Provaglio Val Sabbia domenica prossima sarà ricordato l’eccidio dei 10 partigiani della 7ma Brigata Matteotti, caduti per mano fascista il 5 marzo 1945. Un appuntamento con la memoria che si rinnova ogni anno, anticipando nel paese valsabbino le commemorazioni per il 66° anniversario della Liberazione.

La manifestazione, sempre molto partecipata, avrà luogo in località Cesane ed è promossa congiuntamente da Comunità montana, Comune, Anpi, Fiamme Verdi, associazione Combattenti e cooperativa “Coop” di Brescia.

Il programma prevede il ritrovo alle 9.45 presso il monumento che ricorda i partigiani uccisi, alle 10.15 la deposizione di una corona d’alloro e quindi i discorsi ufficiali. Aprirà il saluto del sindaco nonché presidente della Comunità montana Ermano Pasini. Quest’anno la commemorazione ufficiale è affidata a Marco Fenaroli, segretario dell’Anpi provinciale. Saranno presenti anche il presidente dell’Anpi provinciale Lino Pedroni e il rappresentante della Fiamme Verdi provinciale Alvaro Peli.
Alle 11 la messa al campo, officiata da don Ettore Truzzi. Presterà servizio d’onore la banda musicale di Barghe.

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Al Navicello si commemora l’eccidio nazifascista del ’45

MODENA, 05 marzo 2011 - Domenica 6 marzo alle 10.30 a Navicello i Comitati comunali permanenti per la memoria e le celebrazioni e i Comuni di Modena, Bomporto e Nonantola organizzano una manifestazione per commemorare l’eccidio nazifascista compiuto nel 1945. Il programma prevede, dopo l’incontro dei partecipanti nel piazzale del monumento ai Caduti partigiani, un corteo con deposizione delle corone alle 10.45 e, infine, il discorso del sindaco di Modena Giorgio Pighi alle 11.

La rappresaglia del ponte di Navicello, che vide la morte di 11 partigiani il 9 marzo 1945, fu compiuta per la scomparsa di due soldati tedeschi nella fase finale della guerra. Il comando tedesco, con la collaborazione della Brigata nera di Nonantola, organizzò prima un esteso rastrellamento e mise poi in atto i propositi di vendetta. Nella rappresaglia trovarono la morte Quinto Bozzali, Agostino Ferriani, Ivano Garuti, i fratelli Pietro e Valentino Gasparini, Renzo Grenzi, Huber Panza, Fabio Pellacani, Eugenio Tavoni, Ivaldo Vaccari (medaglia di bronzo al valor militare) e Angelo Zambelli.

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Più forza all’antifascismo, più futuro per la democrazia”, primo congresso Anpi

Il maresciallo Pietro Badoglio con B.Mussolini

Foggia, 04 marzo 2011“PIU’ forza all’antifascismo, più futuro alla democrazia” è lo slogan del congresso dell’Anpi che si terrà a Torino dal 24 al 27 marzo prossimi. In vista dell’appuntamento nazionale, venerdì 4 marzo dalle ore 16.30, presso la Sala Auser Spi della Camera del L voro Territoriale, si terrà a Foggia il primo congresso del ricostituito comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

La presentazione ufficiale a maggio del 2010, circa 400 i tesserati in tutta la Capitanata , dopo che l’Anpi ha inaugurato una nuova stagione d’impegno aprendo le iscrizioni anche a chi non ha partecipato direttamente alla Resistenza e alla Liberazione,
ma ne condivide i valori fondamentali e intende battersi per il rispetto e l’attuazione della Costituzione, contro vecchi e nuovi fascismi, contro il razzismo e la xenofobia, contro la corruzione diffusa, per il diritto ad un lavoro dignitoso, per la salvaguardia dell’unità dell’Italia, per una scuola non più “fabbrica del precariato”. Al vaglio dell’organismo dirigente provinciale una serie di iniziative da promuovere autonomamente o da sostenere in vista degli appuntamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, della ricorrenza dell’eccidio delle Fosse Ardeatine – dove persero la vita quattro foggiani -, del 66° anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Al congresso provinciale interverranno il coordinatore regionale dell’Anpi Vito
Antonio Leuzzi; la presidente onoraria dell’Anpi di Foggia, Mara De Felici; il presidente provinciale Giovanni Novelli. I lavori saranno chiusi da Paolo Papotti, dell’Anpi nazionale.

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Fondi regionali per l'eccidio del 43

NOLA, 04 marzo 2011 - Il Consiglio regionale della Campania ha riconosciuto 50mila euro come fondo per la celebrazione dell’anniversario dell’eccidio di Nola, avvenuto l’11 settembre del 1943. Quel tragico giorno undici ufficiali italiani furono trucidati dall’esercito tedesco, in piazza D’Armi davanti ai militari della caserma Amedeo Duca d’Aosta (il Quarantotto). Fu la prima rappresaglia nazista su territorio italiano dopo l’armistizio.

E’ stato l'onorevole Carime Sommese con l’associazione “Amici del Marciapiede”, a impegnarsi per il riconoscimento ufficiale di questa importante data storica, dopo avere tirato fuori dall’oblio in cui erano caduti quegli avvenimenti drammatici.

L’articolo unico della Finanziaria, e precisamente il comma 176, così recita: “ La Regione Campania riconosce e celebra l’anniversario dell’eccidio di Nola datato 11 settembre 1943 come l’inizio delle ritorsioni dei Nazi-Fascisti sull’esercito Italiano in Campania. A tal fine il Presidente della Giunta regionale promuove iniziative di concerto con il Comune di Nola per ricordare tale evento e si istituisce un fondo straordinario di euro 50 mila.” Il comma 132 della stessa Finanziaria è il seguente: “ La Giunta regionale concede il patrocinio morale alle fiere e ai convegni che vengono svolte negli spazi adiacenti le attività di produzione.” L’iniziativa di tali proposte è stata del Consigliere regionale Carmine Sommese (Gruppo Misto) presentate, come emendamenti al disegno di legge “Finanziaria regionale anno 2011” in Commissione Bilancio, prima che la Finanziaria stessa venisse approvata dall’aula consiliare.

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IL COMUNE DI FUCECCHIO RICORDA I DEPORTATI DELLA SAFFA
Martedì 8 marzo commemorazione di fronte alla vecchia sede dello stabilimento in via Dante

Commemorazione a Fucecchio dei deportati della Saffa

FUCECCHIO, 03 marzo 2011 - Martedì prossimo, a 67 anni dalla ricorrenza, il Comune di Fucecchio, come tradizione, ricorderà con la deposizione di una corona d’alloro gli 8 operai della Saffa e i 4 fucecchiesi presi in altre zone del territorio e deportati nei campi di concentramento dai nazisti l’8 marzo del 1944.
In Via Dante a Fucecchio, di fronte alla vecchia sede della fabbrica di fiammiferi, dove oggi campeggia la lapide col nome dei deportati, il Sindaco Claudio Toni ricorderà il sacrificio di chi perse prima la libertà e poi la vita, dopo esser stato rinchiuso in un vagone piombato. Alla commemorazione, che si terrà alle ore 11, sono invitate tutte le associazioni e i cittadini.

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Chiti a Saciletto di Ruda (UD)

Iniziativa sull'antifascismo in occasione del 66° anniversario della Liberazione. 

Discorso celebrativo del vice presidente del Senato Vannino Chiti.

 

 

 

 

 

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Crocera di Barge: commemorato l'eccidio nazifascista

 

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