MARZO 2011
31 marzo 2011 - Un mese dedicato alla Resistenza
31 marzo 2011 - Appuntamento in biblioteca
31 marzo 2011 - I fucili dei partigiani
31 marzo 2011 - L'undicesimo comandamento
31 marzo 2011 - Gombio ricorda i suoi caduti
30 marzo 2011 - Eccidio di Valmozzola
29 marzo 2011 - Incontro con la storia
29 marzo 2011 - Bando per le scuole
28 marzo 2011 - Dov'è la medaglia d'Oro
28 marzo 2011 - Eccidio di Camorena
28 marzo 2011 - L'assedio di Villa Rossi
28 marzo 2011 - Rossi a Montemaggio
27 marzo 2011 - La Camusso a Colle Val d'Elsa
26 marzo 2011 - Un corso per docenti
26 marzo 2011 - Mostra su fascismo e antifascismo
26 marzo 2011 - Eccidio di Montemaggio
25 marzo 2011 - Eccidio di Camorena
25 marzo 2011 - Il messaggio di Napolitano
24 marzo 2011 - Presidente difenda la Costituzione
24 marzo 2011 - Scritta nazista
23 marzo 2011 - Eccidio delle fosse Ardeatine
23 marzo 2011 - Eccidio delle fosse Ardeatine
23 marzo 2011 - La zona bianca
23 marzo 2011 - Maiano Lavacchio
23 marzo 2011 - Le foto della resistenza bolognese
23 marzo 2011 - Eccidio di Barletta
22 marzo 2011 - Eccidio di Vicchio
22 marzo 2011 - Eccidio di Cravasco
22 marzo 2011 - Dal 25 aprile non si torna indietro
21 marzo 2011 - L'eccidio di Montalto
21 marzo 2011 - L'eccidio del cafè Roma
21 marzo 2011 - La strage di Caiazzo
21 marzo 2011 - Il ricordo è ancora vivo
20 marzo 2011 - Congresso Nazionale ANPI
20 marzo 2011 - Eccidio di Cervarolo
19 marzo 2011 - Eccidio di Lentella
19 marzo 2011 - 90° dell'eccidio fascista
19 marzo 2011 - No a Via Fasana
19 marzo 2011 - Concorso fotografico sulla Resistenza
19 marzo 2011 - Martiri di Istia
18 marzo 2011 - Incontri partigiani
18 marzo 2011 - Monumento della Resistenza dimenticato
18 marzo 2011 - 150° al Museo di Via Tasso
18 marzo 2011 - Eccidio in Costa d'Avorio
17 marzo 2011 - 150° Unità d'Italia
17 marzo 2011 - Ricordi della Resistenza
16 marzo 2011 - Unità d'Italia
16 marzo 2011 - Casa Onna
16 marzo 2011 - Mostra fotografica sui partigiani
16 marzo 2011 - Rinnovamento e tradizione
15 marzo 2011 - La pace è un valore eterno
14 marzo 2011 - Eccidio di Montemonaco
14 marzo 2011 - Eccidio di Montalto
12 marzo 2011 - Incontro con la scuola dei Premi Nobel per la pace
12 marzo 2011 - Apre il Museo del Senio
11 marzo 2011 - Dieci martiri del Maiolo
10 marzo 2011 - La strage di Piazzale Loreto
09 marzo 2011 - L'eccidio di Valmala
09 marzo 2011 - 67° deportazione nei lager
08 marzo 2011 - Un monumento ai partigiani
08 marzo 2011 - Volontarie della Libertà
08 marzo 2011 - Le vittime dimenticate
07 marzo 2011 - L'eccidio dei partigiani di Bajardo
07 marzo 2011 - Primo congresso dell'Anpi Sannita
07 marzo 2011 - L'uccisione di tre lavoratori
06 marzo 2011 - L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema
06 marzo 2011 - Ricordati combattenti
06 marzo 2011 - Monumenti fascisti
05 marzo 2011 - Gli eroi della Resistenza
05 marzo 2011 - L'eccidio del Navicello
04 marzo 2011 - Più forza all'antifascismo
04 marzo 2011 - Fondi regionali per l'eccidio del '43
03 marzo 2011 - Fucecchio ricorda i deportati
02 marzo 2011 - Chiti a Saciletto
02 marzo 2011 - Commemorato l'eccidio nazifascista
MODENA, 31 marzo 2011
- Nel mese di aprile
L’inizio
è anticipato al 31 marzo con la proiezione del film “Cronaca di una fuga”
di Caetano, per proseguire i giovedì successivi, come sempre dedicati al
cinema, con l’appassionato “Welcome” di Lioret, “maratona” di
Kusturica, il toccante documentario “La lunga marcia dei 54″ per
chiudere il 28 con “Le 13 rose” di Martìnez Làzaro.
Le
consuete presentazioni dei libri vedranno protagonisti venerdì primo aprile
“Buenos Aires troppo tardi” di Paolo Maccioni; l’8 aprile “Non odiarmi
se puoi” di Fabrizio Cavazzuti; il 15 “Le mafie nel pallone” di Daniele
Poto, tutte a cura dell’associazione L’Asino che Vola. Sabato 9 aprile sarà
la volta di “Manuale di resistenza del ciclista urbano” di Luca Conti a cura
dell’associazione Rimessa in movimento e il 29 aprile di “Razza partigiana:
parole e musiche” di Carlo Costa e Lorenzo Teodonio, a cura di Anmig Modena,
in collaborazione con l’Istituto storico di Modena e
Venerdì
22 aprile
Nello
spazio espositivo sarà presentata la mostra “Modena: pietre della memoria”,
una mappatura dei cippi e delle lapidi presenti in città, in collaborazione con
l’associazione Friction e sulla base di un progetto avviato dall’Istituto
storico della Resistenza. Lo spazio espositivo fronte palco ospiterà
“Sentieri Partigiani”, fotografie di Francesca Orefice e testi di Matteo
Martignoni. Tutte le iniziative sono gratuite.
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SAVONA, 31
marzo 2011 – Stasera alle ore
20.30, si terrà nella biblioteca di Rocchetta una serata organizzata dall’Anpi
nella quale i partigiani della Brigata Savona racconteranno le proprie
esperienze di lotta al nazifascismo, quando partirono per riunirsi intorno al
comandante “Bacchetta” sulle alture della zona. Per l’occasione si
presenterà la ristampa del volume “Noi del 1° Gruppo Divisioni Alpine” del
“Comandante Mauri”.
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In soffitta due fucili dei partigiani

Grumolo, 31 marzo 2011 - La storia a volte si riaffaccia al presente in modi
davvero imprevedibili: è quello che è accaduto oggi a villa Godi Piovene di
Grumolo delle Abbadesse. Nel corso di lavori di ristrutturazione del
controsoffitto del deposito attrezzi, voluti dal proprietario Ruggero Piovene
Porto Godi, sono stati trovati due sacchi di juta. All’interno c’erano due
moschetti automatici Beretta, modello 1938, calibro 9x19.
Si tratta di armi risalenti agli anni ’40, ancora in buono stato di
conservazione e perfettamente funzionanti, anche se senza serbatoio e senza
cartucce. Le armi sono state poste sotto sequestro e l’ipotesi al momento più
accreditata è che si tratti di fucili nascosti da qualche formazione
partigiana, o da reduci dopo la fine della seconda guerra mondiale e rimaste nel
loro nascondiglio, dimenticate per oltre 65 anni.
I carabinieri di Camisano, intervenuti sul posto per prendere in consegna le
armi, hanno anche inoltrato un dettagliato rapporto al pubblico ministero di
turno, Marco Peraro.
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Presentazione
venerdì 8 aprile al Fienile a Viareggio
“L’UNDICESIMO
COMANDAMENTO” ROMANZO D’ESORDIO DI NICOLA BIBOLOTTI

Viareggio,
31 marzo 2011 – L’Undicesimo Comandamento (Sirio
Edizioni), romanzo del versiliese Nicola Bibolotti, sarà presentato venerdì 8
aprile, alle ore 17,30, nel sala del Circolo Il Fienile, quartiere Varignano, a
Viareggio. Sarà presente l’Autore. L’attore Jacopo Gori leggerà alcuni
brani del libro. Interverrà Lamberto Pocai, segretario versiliese della Fiom
Cgil. Seguiranno interventi di sindacalisti sui contenuti del libro che rinviano
alle tematiche sociali ed economiche della crisi in atto. Condurrà Giuliano
Rebechi, presidente dell’Associazione culturale “Gli Editori” che promuove
l’iniziativa. Bibolotti ha già pubblicato la raccolta di racconti I Resistenti (Sirio Edizioni, 2008).
“Andare per non tornare” era
il suggestivo e volutamente provocatorio titolo che Vincenzo Sparagna dette ad
un suo articolo di apertura sulla rivista Frigidaire.
Chi lo sa se, nell’immaginario soggettivo, i tre anziani protagonisti del
romanzo L’Undicesimo Comandamento
quell’articolo lo avranno letto. Di certo quando, con incedere incerto ma
anche con la determinazione tipica di chi non è più nella verde età, i tre si
recano all’agenzia di Dimitri Mancini per
staccare un biglietto collettivo di sola andata, le idee chiare nelle loro teste
incanutite ce l’avevano e come.
Con un linguaggio crudo e diretto
Nicola Bibolotti emblematicamente ci propone la storia, struggente ma non
disperata, contraddittoria ma densa di idealità, di chi è in cerca di una
liberazione.
Il libro è in distribuzione
nelle migliori librerie di Viareggio e della Versilia.
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GOMBIO,
31 marzo 2011 - Domenica 3 aprile, ore 15, sul Monte della Battuta, a poco
più di tre chilometri da Felina, solenne inaugurazione del “Memoriale del 3
aprile
Una ripetuta azione di spionaggio aveva segnalato in zona la presenza di almeno
un centinaio di partigiani e di alcuni ex prigionieri alleati fuggiti dopo l’8
settembre 1943 dai campi di concentramento di Fossoli e Montechiarugolo. In
effetti, nella borgata gombiese di Casa Ferrari – come narra Massimo Villa nel
libro “Dal Ventasso al Fuso. Guerra partigiana nelle valli dell’Enza e del
Parma” (Ed. Battei, Parma, 1989) – sul finire di marzo 1944 si era
costituito, al suo comando, il distaccamento partigiano “Don Pasquino” e in
zona si erano rifugiati due piloti, uno americano e uno inglese. In più – e
lo narra don Guido Riva nel suo diario “Un prete tra i partigiani” –
l’improvvida rapina effettuata da sedicenti partigiani ai danni della giovane
maestra del luogo, la cui famiglia risiedeva presso
Il rastrellamento ebbe un duplice esito: da una parte vennero catturati cinque
uomini residenti a Casa Ferrari che, dopo vari maltrattamenti, vennero portati
in vetta al sovrastante Monte della Battuta (m. 775) per essere fucilati. Tre
morirono: Mario Ferrari, Ettore Ferrari, Nello Maroni. Nello Maroni. Due (Ulievo
Ferrari, fratello di Ettore, e Giovanni Albertini) riuscirono fortunosamente a
scappare, benché feriti. L’episodio vide l’intervento coraggioso del
parroco di Villaberza, don Battista Zini, che, per aver tentato invano di
salvare Ettore Ferrari, rimasto agonizzante sul terreno, subì arresto,
pressanti interrogatori e pericolo di morte.
Dall’altra parte, in centro a Gombio, una cinquantina di uomini, arrestati e
messi al muro sue due aie, con il parroco e altri due sacerdoti, proprio come a
Cervarolo, stavano per essere trucidati quando intervennero due anziane signore
tedesche, spose a due gombiesi, Augusta Ludäscher e Ida Roser. Esse
affrontarono senza tentennamenti i loro connazionali della Divisione Göring
convincendoli che a Gombio non c’erano partigiani e che, perciò, stavano per
commettere una tragica ingiustizia. Le loro affermazioni trovarono diretta
conferma dall’interrogatorio subito da don Guido Riva, in quei giorni a Gombio
per aiutare il parroco infermo e, insieme a lui, arrestato e condotto su
un’aia.
Il duplice esito spiega il titolo del volumetto che verrà distribuito domenica
a quanti presenzieranno all’inaugurazione del Memoriale: “Eccidio e salvezza
nel rastrellamento di Gombio del 3 aprile
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Spezia Cristiano Ruggia ha partecipato alla commemorazione dei
giovani caduti il 17 marzo 1944 nell’eccidio di Valmozzola Stazione a Parma.
La cerimonia ha avuto luogo nella località Stazione del borgo parmigiano e ha
visto la partecipazione del gonfalone della Spezia. Nel corso della cerimonia ha
preso la parola Bruno Brizzi, membro del Comitato unitario provinciale della
Resistenza, ricordando Teresa Cheirasco recentemente scomparsa.
Ruggia inoltre ha ricordato l’importanza di partecipare a questi eventi per
tenere viva la memoria di chi ha combattuto per la libertà e ha voluto
significare la propria commozione per la figura di Teresa Cheirasco che proprio
a Valmozzola ha perso il fratello Umberto.
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PESARO,
29 marzo 2011 - Iscop Istituto di
Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino in collaborazione con
Provincia di Pesaro e Urbino, Assessorato Pubblica Istruzione Ufficio Scolastico
di Pesaro e Urbino Fondazione XXV aprile presenta il quaderno didattico
"Dentro la storia che il luogo ricorda" giovedì 31 marzo 2011, ore 16
Pesaro, sede Iscop (presso Biblioteca Bobbato) Galleria dei Fonditori, 64.
DENTRO
FRAGHETO
Una strage: perché?
Nell'aprile del 1944, nella zona di Fragheto, comune di Casteldelci, si
concentrarono numerose truppe tedesche, affiancate dai militi della Repubblica
di Salò, con lo scopo di "ripulire" le retrovie della Linea Gotica
dalla presenza dei gruppi partigiani della Brigata Romagna, futura 8^ Brigata
Garibaldi. Il 7 aprile i militari tedeschi, dopo uno scontro a fuoco con un
distaccamento partigiano in località Calanco, consumarono una strage nel vicino
borgo di Fragheto, uccidendo trenta persone, la metà dell'intera popolazione,
fra cui numerose donne e bambini. La furia tedesca si accanì anche contro le
abitazioni che vennero in gran parte incendiate, assieme alla chiesa e alla
canonica.
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Nel trentennale
della assegnazione della Medaglia di bronzo al Valor Militare per il contributo
alla lotta di Liberazione dal nazifascismo l'associazione e il raggruppamento A.
Di Dio organizzano un concorso. Ecco come partecipare
VARESE,
29 marzo 2011 - Trent’anni fa la città di Busto Arsizio fu insignita della
Medaglia di bronzo al Valor Militare per
il contributo alla lotta di Liberazione dal nazifascismo. L’Associazione
Nazionale Partigiani d’Italia e il Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo
Di Dio, nel trentennale dell’evento hanno indetto la prima
edizione del concorso “Scelte per la libertà” rivolto agli studenti
dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e agli studenti
dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. Il
fine dell' iniziativa è quello di avvicinare le nuove
generazioni ai valori vitali della nostra Storia e favorire la conoscenza di
vicende storiche significative del nostro territorio.
Il concorso ha come oggetto la
produzione di elaborati di tipo storico-documentale e/o artistico-letterario che,
traendo spunto dalla motivazione dell’attribuzione della Medaglia di bronzo al
V. M.(allegato), mettano in evidenza le ragioni per cui tanti giovani bustesi
scelsero di combattere per la libertà. Gli elaborati possono articolarsi in:
ricerche, saggi,articoli di giornale, rappresentazioni teatrali, opere di
pittura/scultura, attività musicali, cortometraggi ecc.,utilizzando più forme
e canali espressivi.
Si invitano le scuole a curare la rispondenza al tema del bando nei lavori
presentati; partecipare al concorso preferibilmente con elaborati che siano
espressione del lavoro collegiale, svolto da una classe o da più classi o da un
gruppo; impostare il lavoro con originalità ed autonomia espressiva ed
operativa; prevedere una durata di 5 minuti per filmati, video e riprese
sintetiche di rappresentazioni teatrali. Ogni elaborato avrà un titolo,
l’indicazione degli autori e dell’Istituto di appartenenza. Gli
elaborati dovranno essere consegnati entro e non oltre il 19 maggio 2011
presso l’Assessorato alla Cultura di Busto Arsizio, in via Volta,11.
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e il Raggruppamento Divisioni
Patrioti Alfredo Di Dio mettono a disposizione degli studenti i propri archivi
per eventuali richieste di documenti storici e testimonianze. La commissione che
valuterà gli elaborati sarà presieduta dall’Assessore alla Cultura e
all’Educazione dott. Claudio Fantinati. La
premiazione si terrà il 2 giugno 2011 presso
Ai primi classificati della scuola secondaria di primo grado e ai primi della
scuola secondaria di secondo grado verrà offerto un viaggio con pernottamento
nei luoghi della memoria del nostro territorio ( Val d’Ossola, Verbano, Luino
Voldomino ). A tutti i partecipanti verrà consegnata una medaglia e a ciascun
Istituto partecipante una pergamena.
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DOV’E’
ROMA, 28 marzo 2011 - Spero che venga ritrovata la medaglia d’oro che li ricordava e che molto tempo fa era presso
l’Ufficio di Gabinetto di Palazzo Mozzagrugno. Mesi fa ho espresso questo
desiderio al Sindaco Dotoli”.
Così Ennio Festa, segretario cittadino della Uil in
occasione della commemorazione dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine in cui
rimasero coinvolti il 24 marzo 1944 anche Umberto Bucci e
suo figlio Bruno, originari di Lucera.
Il sindacato ha voluto riportare alla memoria questo tragico evento
rispolverando una storia impressa su dei fogli dattiloscritti. E per
Umberto nacque a Lucera da Vincenzo e Massariello Maria in via
Belvedere n. 9 (oggi via Bucci, nei pressi di piazza Nocelli). La famiglia era
composta di nove figli di cui Umberto era il secondo; il capo famiglia era
falegname ed avviò allo stesso mestiere il figlio, dopo che questi aveva
completato le scuole elementari; frequentò la bottega di Rucci Salvatore (noto
come “Mast’ Bommino”) e di Ciampi. Prestò servizio militare nell’arma
dell’aeronautica; vi rimase, poi, nel Genio Specialisti, addetto alla
costruzione dei dirigibili avendo frequenti contatti con Umberto Nobile
(divenuto poi generale).
Sposato con Elena Brenda ebbe da questa tre
figli, fra cui Bruno, ultimo nato.
Dopo il servizio militare continuò a lavorare da civile nel medesimo
stabilimento, per 13 anni; divenne dirigente sindacale e rappresentante nella
Carriera del Lavoro. Non dimenticando di affinare le sue nozioni, si iscrisse
all’Università Popolare Proletaria. All’avvento del fascismo, nel 1922,
venne invitato dal Ministro delle Corporazioni, Rossoni, ad entrare nelle fila
fasciste, ma egli rispondeva invariabilmente: “La mia coscienza non si
vende”. Licenziato il 10 luglio 1925, si diede ad aiutare la gente come meglio
poteva e con le risorse che gli riusciva di trovare; il suo hobby preferito era
la costruzione di plastici (tra cui un ponte della Calabria che regalò al
Ministero dei Lavori Pubblici). La mancanza di lavoro, che nessuno per paura gli
offriva, lo indusse a chiedere l’iscrizione al fascio e quindi ebbe un posto
al Ministero dei Lavori Pubblici.
Il
figlio Bruno, nato a Roma, si impiegò pure lui
giovanissimo al Genio Civile come disegnatore (aveva solo 17 anni). A 20 anni,
nel Genio prestò servizio come militare ed avviato in Croazia, ove a Kocevie si
meritò un encomio solenne all’albo d’onore per la sua missione umanitaria
posta nell’aiutare i suoi compagni feriti o ammazzati in battaglia. A
riconoscimento di ciò ebbe in premio una licenza che passò a Roma nella sua
casa e qui lo colsero nella notte del 3 febbraio 1944, quando alle 3 venne
arrestato unitamente a suo padre, il quale aveva cominciato a militare nelle
fila del Partito d’Azione. Ciò a seguito della denunzia di un dirimpettaio,
il quale aveva denunziato che in casa Bucci avvenivano delle riunioni politiche.
Vennero prelevati dai fascisti della banda Cocchi di Toscana, la quale dopo due
giorni di sevizie fatte loro subire nella sede di via Tasso, li consegnò al
Commissariato di zona che li trasferì a Regina Coeli. Dopo 48 giorni di
detenzione, in seguito all’attentato subito da un plotone tedesco in via
Rasella la sera del 23 marzo, vennero prelevati la mattina del 24, insieme ad
altri 333 prigionieri politici ed avviati sulla strada delle catacombe di San
Callisto. I camion tedeschi si fermarono alle cave Ardeatine ove il massacro fu
compiuto. Morirono a colpi di mitra, 335 italiani, 10 per ogni tedesco ucciso
dallo scoppio di una bomba nascosta in un carrettino della Nettezza Urbana. I
cadaveri vennero identificati dopo molti mesi dal genero e dal cognato, il sig.
Iacomini, il quale trovò padre e figlio abbracciati in un’ultimo amplesso
paterno. Nella tasca di Umberto vi erano i resti dell’ultima colazione
consegnata loro la mattina del 24 marzo dai familiari alla portineria del
Carcere; pane e frittata, l’ultimo pasto dei due condannati innocenti.
Al processo contro il massacratore delle Fosse Ardeatine, Kappler, Carmelina,
figlia primogenita di Umberto, rivolta al “boia” disse: “Vorrei strapparti
gli occhi per vedere cosa hai fatto a mio padre e mio fratello”. La risposta:
“Il padre mi pregò di sciogliere i polsi legati con fil di ferro per poter
riabbracciare il figlio”.
lacomini li ha trovati in questa posizione: il padre abbracciava il figlio, il
quale aveva ancora i polsi stretti dal filo di ferro; al collo la sciarpa di
lana che lo stesso gli aveva consegnato la mattina del 24 marzo.
“Questa storia amara – racconta l’autore o l’autrice che si firma E.B.
– ho potuto raccoglierla direttamente dalle labbra di Nerina, secondogenita di
Umberto e sorella di Bruno, in una delle sue venute a Lucera per visitare il
parente Enrico Prudenza in via A Porta Croce”.
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ORVIETO,
28 marzo 2011 - Martedì 29 marzo
Nel manifesto ufficiale delle celebrazioni,
promosse dall'Amministrazione Comunale si legge: "Il 29 marzo di 67 anni fa
sette nostri concittadini: Alberto Poggiani, Amore Rufini, Ulderico
Stornelli, Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari e Duilio Rossi
vennero assassinati a Camorena per mano di nazi-fascisti.
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BOTTEGHE,
28 marzo 2011 - A
Botteghe è stato celebrato il 66esimo anniversario dell''Operazione Tombola',
l'assalto al commando tedesco avvenuto nel 1945.
Era la notte
del 27 marzo 1945 quando un gruppo di partigiani e alleati attaccò il comando
generale tedesco di Villa Rossi e il presidio di Villa Calvi. Una sanguinosa
vicenda ricordata per il coraggio di pochi valorosi che costrinsero i Nazisti a
capitolare, aprendo di fatto la strada alla cacciata delle truppe tedesche dal
Nord Italia.
Alla
commemorazione erano presenti anche il sindaco di Tretopw-Kopenick Gabriele
Schottler, cittadina tedesca gemellata con Albinea, e i ragazzi del locale
Istituto Comprensivo che hanno rievocato la memoria dell'attacco compiuto dai
partigiani insieme a Russi, Paracadutisti inglesi, Gufi neri e Garibaldini.
Alcuni dei protagonisti di quella battaglia erano presenti alla commemorazione. La storia di quel lontano giorno di marzo del '45 e dei personaggi che ne furono protagonisti è ora raccontato nel romanzo dal titolo 'Il Bracciale di Sterline' che uscirà il prossimo 21 aprile
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MONTEMAGGIO:
ROSSI,
Celebrazione del 67° anniversario della strage fascista avvenuta nella località senese il 28 marzo 1944
FIRENZE,
28 marzo 2011 -"
Il presidente nel suo intervento ha ricodato gli eventi, ha parlato del
"debito di riconoscenza" verso gli eroi della Resistenza, ha ribadito
il valore della memoria ("una questione politica di primaria
importanza") e il suo no all'equiparazione tra chi ha combattuto 'contro'
il fascimo e chi invece ha combattuto 'per' il fascismo, ha sottolineato il caro
prezzo pagato dalla Toscana alla Liberazione ed ha messo in guardia contro gli
attacchi alla Costituzione italiana, documento figlio della Resistenza che, a
differenza di tante altre carte costituzionali "garantisce il diritto di
ciascun individuo ad ottenere dallo St ato il riconoscimento e la difesa delle
proprie libertà".
L'intervento di Rossi si è infine concentrato sulle sfide del futuro e sulla
globalizzazione, "che ha posto agli Stati domande nuove ma, allo stesso
tempo ha ridotto la loro capacità di intervento e di risposta". E davanti
alle nuove domande e alle nuove sfide, la risposta non sta in un nuovo
protezionismo, ma nel governare i processi globali facendosi carico "delle
grandi questioni da cui dipende il destino dei popoli e dell’ambiente,
intimamente connessi" perchè "dietro all'economia e ed ai suoi
meccanismi ci sono le persone ed i loro bisogni".
Su www.regione.toscana.it è possibile leggere il testo integrale del discorso
pronunciato dal presidente Rossi a Montemaggio.
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Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso a Colle di Val d’Elsa in occasione delle celebrazioni per l’eccidio di Montemaggio

COLLE
VALDELSA, 27 marzo 2011 - “Le
donne hanno riacceso la fiaccola del cambiamento, ponendo temi che, partendo dalla
riconquista della loro dignità, guardano al Paese e alle sue prospettive per il
futuro”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil ieri,
sabato 26 marzo nel suo intervento all’incontro “Generazione di donne a
confronto”, che si è svolto a Colle di Val d’Elsa nell’ambito delle
celebrazioni per il 67esimo anniversario dell’eccidio di Montemaggio.
Insieme a lei, sul
palco, Federica Casprini, assessore alle pari opportunità di Colle di Val
d’Elsa; Lucia Coccheri, presidente del Centro Pari Opportunità della Valdelsa
e sindaco di Poggibonsi; Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale
di Siena e Valentina Zerini, del Comitato italiano per l’Unicef Italia.
Hanno portato un saluto al dibattito,
coordinato da Francesco Corsi, vice presidente della sezione Anpi Valdelsa,
anche la parlamentare Susanna Cenni, che ha sottolineato il ruolo delle donne
nella Resistenza e nella realtà odierna, dove lottano per affermare la loro
dignità; il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, che ha
ricordato l’importanza di non dimenticare la nostra storia e il sacrificio di
tanti giovani per liberare l’Italia, davanti al rischio di una perdita dei
valori e forme di razzismo e xenofobia. Un contributo su donne e Resistenza è
arrivato anche da Vittorio Meoni, presidente provinciale dell’Anpi di Siena
che ha letto l’estratto di un intervento di Piero Calamandrei dedicato al
tema.
“I grandi cambiamenti,
anche nel nostro Paese – ha aggiunto Camusso - non possono essere fatti da chi
vuole salvare sé stesso. Bisogna guardare al futuro e al bene di tutti i
cittadini. L’Italia ha bisogno di una nuova stagione, in cui il futuro dei
giovani e dell’Italia tornino prioritari nell’agenda politica. Non abbiamo
mai avuto un’idea così buia di arretramento. Oggi possiamo parlare di
Resistenza della nostra democrazia, costruita faticosamente con la scrittura
della nostra Costituzione, sugli ideali che animarono uomini e donne, e tra loro
tantissimi giovani, nella lotta di Liberazione, così come nel Risorgimento”.
“Bisogna ridare un futuro di
democrazia e libertà ai giovani e alle donne - ha concluso
Camusso - perché se non lo facciamo, impediamo al nostro Paese lo sviluppo che
merita. Non c'è, però, democrazia senza il rispetto per gli altri. Il nostro
Paese ha vinto le grandi sfide quando è stato solidale, le ha perse quando
hanno prevalso l’egoismo e l’interesse dei pochi su quello dei molti. La
parola fondamentale per guardare al futuro deve essere ‘cittadino’, che
porta con sé un’idea di dignità totale, per cambiare insieme, oggi, perché
il futuro si costruisce nel presente”.
Dopo l’intervento di Federica
Casprini sull’importanza di ricordare il ruolo delle donne
nella Resistenza e la loro lotta per l’affermazione di diritti fondamentali e
di una maggiore presenza nel mondo economico e politico. Lucia Coccheri, ha
sottolineato “il protagonismo femminile nella lotta di Liberazione, prima, e
nell’Assemblea Costituente, poi, con un forte contributo ai contenuti della
Costituzione”. Coccheri ha sottolineato anche il ruolo importante del Centro
Pari Opportunità della Valdelsa, a livello di area e con un forte sostegno
delle istituzioni, rivolto a tutte le donne, in ogni ambito, per aiutare il
territorio a crescere.
Serenella Pallecchi ha
ribadito che “l’Arci si riconosce e si fonda sui valori della lotta di
Resistenza, base della Costituzione, e lavora per renderli attuali, valorizzarli
e difenderli, cercando di dare piena attuazione anche a quelli che ancora non lo
sono. Per lo sviluppo del Paese - ha aggiunto Pallecchi - c'è bisogno, da parte
di tutti, di riconoscere il ruolo delle donne, valorizzando le esperienze fatte
e le espressioni femminili presenti sul territorio”. Un ultimo contributo è
venuto da Valentina Zerini, che ha ricordato il suo approccio alla Resistenza
come figlia di antifascisti, attraverso le parole della madre. “E’ sbagliato
- ha detto Zerini - togliere la storia del Novecento dai programmi della scuola
primaria, perchè in questo modo si tagliano i fondamenti dell'istruzione dei
nostri ragazzi, che, invece, devono sapere quello che è successo perché ciò
non si ripeta”.
Al termine del dibattito il
sindaco di Colle di Val d’Elsa ha consegnato un omaggio floreale a tutte le
donne e una testa di cavallo, simbolo della città, in cristallo a Susanna
Camusso.
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All’Istituto
Storico un corso per docenti
CUNEO,
26 marzo 2011 - IL 7 APRILE. L’Istituto Storico della Resistenza e
della società contemporanea in provincia di Cuneo “Dante Livio Bianco”
organizza un Corso di aggiornamento per docenti su “L’interpretazione del
Risorgimento nella storia d’Italia: 1861-
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Mostra
diffusa su "Fascismo, antifascismo"
ORIA, 26 marzo 2011 - La sede locale
di Oria dell’Archeoclub d’Italia organizza per domenica 27 marzo la mostra
diffusa “Fascismo, antifascismo e svago – foto e documenti di Oria nel
Ventennio”.
L’evento, che rientra nel calendario delle locali celebrazioni per il 150esimo
anniversario per l’Unità d’Italia, interesserà le centralissime piazza
Manfredi e via Roma, sul cui tracciato sarà allestita l’esposizione di rare
fotografie, preziosi documenti e originali oggetti riguardanti l’Oria del
Ventennio fascista, permettendo così ai visitatori di fare un tuffo indietro
nel tempo di circa 80 anni anche attraverso la presenza degli esercizi
commerciali che per l’occasione si “vestiranno” con riferimenti d’epoca.
Interessante anche la sezione dedicata agli oritani antifascisti che militarono
contro il regime, aprendo poi la strada verso la democrazia repubblicana.
Particolare attenzione sarà dedicata alla tematica dello svago in epoca
fascista, impegnato non solo tra i primissimi bar e la piazza del paese, ma
anche in attività del cosiddetto “dopolavoro” ed in esercitazioni ginniche
per i più giovani.
La manifestazione gode del patrocinio della Provincia di Brindisi e della Città
di Oria, è si svolgerà in collaborazione con il comitato provinciale di
Brindisi dell’Istituto per
Appuntamento dunque ad Oria per domenica 27 marzo 2011 alle ore
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Un omaggio ai valori della Resistenza di ieri e di oggi, con il ricordo di Montemaggio e la premiazione dei Nuovi Resistenti
Questa mattina al Teatro del Popolo l’apertura delle
celebrazioni, che continueranno anche domani, domenica 27 marzo

MONTEMAGGIO,
26 marzo 2011 - Il ricordo dei 19
martiri di Montemaggio - uccisi nell’eccidio nazifascista del 28
marzo 1944 - unito alle nuove forme di Resistenza - rappresentate da chi
combatte contro illegalità e ingiustizia - in nome di principi comuni: libertà,
uguaglianza, pace e democrazia.
Si sono aperte così questa mattina,
sabato 26 marzo al Teatro del Popolo di Colle di Val d’Elsa, di fronte a un
pubblico numeroso con tanti giovani studenti delle scuole valdelsane, le
celebrazioni per il 67esimo anniversario dell’eccidio che costò la vita a 19
giovani della Valdelsa senese e fiorentina. L’appuntamento è stato segnato da
momenti di emozione e riflessione quando Vittorio Meoni, unico sopravvissuto
all’eccidio, ha raccontato quanto avvenne quel giorno, rispondendo anche alle
domande degli studenti; nelle parole di Guido Lisi, partigiano combattente, che
ha ricordato gli ideali di libertà e giustizia che animarono
Nuovi Resistenti.
Emozione e partecipazione hanno accompagnato anche la consegna delle targhe ai
Nuovi Resistenti 2011, un riconoscimento che Colle di Val d’Elsa ha voluto
dedicare a figure che si sono distinte nella lotta contro la criminalità
organizzata e l’ingiustizia sociale, “attualizzando - come ha detto il
presidente del consiglio comunale, Gabriele Marini, coordinatore del cartellone
di celebrazioni dell’eccidio - i valori della Resistenza nel nostro presente,
seppur in un contesto diverso, e ricordando gli ideali che animarono la lotta di
Liberazione e che oggi rivivono nella nostra Costituzione e devono essere
ribaditi con forza”.
Sette le figure -
individuate in collaborazione con l’associazione Avviso Pubblico,
rappresentata al Teatro del Popolo dal presidente e sindaco di Certaldo, Andrea
Campinoti - che sono salite sul palco per ricevere il riconoscimento da parte di
giovani della sezione Anpi della Valdelsa: Armando Spataro, magistrato e
procuratore della Repubblica aggiunto presso il tribunale di Milano, membro
della Direzione Distrettuale Antimafia dal 1991 al 1998, che ha dedicato il
riconoscimento a tutta la magistratura italiana e ai 24 magistrati uccisi mentre
facevano il loro lavoro, “con coscienza e normalità”. “Non abbiamo
bisogno di icone ed eroismi – ha detto Spataro - Dobbiamo fare tutti il nostro
dovere, perché questa è la cosa normale.
Il terzo premiato è stato Rocco
Mangiardi, imprenditore di Lamezia Terme, tra i primi in
Calabria a dire no al “pizzo” per la sua attività commerciale. “Questo
riconoscimento lo dedico a tutti coloro che, nella mia terra, lavorano per far
cambiare le cose e, in particolare, ai familiari di tutte le vittime della
mafia”. Un invito a stare in guardia da possibili infiltrazioni mafiose, su
tutti i territori, è stato rivolto da Giuseppe Baldessarro, cronista del
Quotidiano della Calabria e corrispondente de
Una strada per Marcello Torre.
La memoria dell’impegno di Marcello Torre contro l’illegalità vivrà presto
anche a Colle di Val d’Elsa. Il presidente del consiglio comunale, Gabriele
Marini, ha annunciato la volontà della Commissione consiliare competente di
chiedere all’amministrazione comunale di intitolare una strada al già sindaco
di Pagani in occasione del prossimo 9 maggio, giornata nazionale dedicata alle
vittime della mafia.
L'ampio programma della mattina è
stato completato dalla scrittrice Anna Sarfatti, che ha accompagnato il pubblico
in una breve ma intensa lezione sulla Costituzione italiana, attraverso
l’esame di alcuni articoli e dei suoi principi fondamentali, figli della
Resistenza, ricordando l’importanza di parlare ai giovani.
“Il nostro dovere, come istituzioni
e come cittadini - ha detto Paolo Brogioni, sindaco di Colle di
Val d’Elsa, intervenendo a nome di tutti i primi cittadini coinvolti nelle
celebrazioni - è quello di veicolare i valori che animarono
Le celebrazioni per il
67esimo anniversario dell'eccidio dei 19 partigiani valdesani andranno avanti
oggi pomeriggio alle ore 16 con l’incontro dedicato alle donne antifasciste e
partigiane della Valdelsa, “Generazione di donne a confronto”, che vedrà la
partecipazione di Federica Casprini, assessore alle pari opportunità di Colle
di Val d’Elsa; Serenella Pallecchi, presidente dell’Arci provinciale di
Siena; Valentina Zerini, collaboratrice del Comitato italiano per l’Unicef
Italia e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. Il dibattito sarà
coordinato da Francesco Corsi, vice-presidente della sezione Anpi di Colle di
Val d’Elsa.
Domani, domenica 27 marzo,
le celebrazioni ufficiali riprenderanno alle ore 10 con
Dalle ore 14.30 alle ore 18.30,
poi, sarà possibile visitare Casa Giubileo, il centro didattico allestito nella
casa dove furono catturati i diciannove partigiani e gestito, da molti anni,
dall’Istituto Storico della Resistenza di Siena per tramandarne il valore e la
testimonianza storica. Per raggiungere Casa Giubileo sarà attivo, come ogni
anno, un servizio navetta di collegamento, gratuito, da Abbadia Isola a “
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Il Comune di Orvieto ricorda il 67°
anniversario dell’eccidio nazi-fascista di Camorena
ORVIETO,
25 marzo 2011 - Martedì
29 marzo
Nel manifesto ufficiale delle celebrazioni, promosse
dall’Amministrazione comunale si legge: “Il 29 marzo di 67 anni fa sette
nostri concittadini: Alberto Poggiani, Amore Rufini, Ulderico Stornelli,
Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari e Duilio Rossi vennero
assassinati a Camorena per mano di nazi-fascisti. La loro unica colpa era quella
di lottare contro le forze oscure della violenza e della barbarie per
l’edificazione della democrazia, della pace e della libertà. A 67 anni
dalla loro scomparsa essi vivono nel ricordo della collettività e nelle azioni
di quanti si battono in nome degli ideali nati dalla Resistenza, a difesa delle
Istituzioni democratiche e della civile convivenza”.
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Roma, 25 marzo 2011 - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in
occasione del 15° Congresso Nazionale ANPI, Associazione Nazionale Partigiani
d'Italia, in svolgimento a Torino ha inviato al Presidente, Raimondo Ricci, agli
organi direttivi, ai delegati e a tutti i partecipanti un messaggio in cui
sottolinea che "lo svolgimento nella città di Torino, capoluogo di una
regione che tanto contribuì alla lotta contro l'occupazione nazifascista,
attribuisce un particolare significato a questo importante appuntamento
congressuale. Ho già avuto modo di ricordare, celebrando a Reggio Emilia
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Anpi,
lettera a Napolitano "Presidente, difenda
E' l'appello al capo dello Stato dei partigiani
combattenti dell'Oltrarno.
La sezione, nata nel

FIRENZE, 24 marzo 2011 - Un
appello al presidente della Repubblica affinché riaffermi con forza i valori
della Resistenza e difenda la magistratura dagli attacchi di Berlusconi. Lo
lanciano i partigiani combattenti della sezione Anpi dell'Oltrarno in una
lettera inviata a Giorgio Napolitano lo scorso 23 febbraio. La sezione
fiorentina è nata il 25 aprile 1947 e, nell'ultima campagna di tesseramento, ha
ricevuto l'appoggio di molti personaggi illustri, fra cui l'astrofisica
Margherita Hack, che ha inviato una lettera di saluto nell'ultima assemblea.
Pubblichiamo qui il testo del messaggio inviato al capo dello Stato e firmato da
Paola Borghesi, Alessandrto Pini, Alessandro Sardelli e dai partigiani
combattenti Liliana Benvenuti, "Angela", Marcello Citano,
"Sugo", Luigi Perruccio, "Licio", Renato Pozzi,
"Rena", e Cesare Turchini, "Biondo".
Caro Presidente,
il Comitato direttivo della Sezione Oltrarno dell’Associazione Nazionale
Partigiani d’Italia, fa proprio l’appello lanciato da un gruppo di soci
onorari, partigiani combattenti nella Guerra di Liberazione, che hanno lottato
contro il nazifascismo e contribuito a far risorgere l’Italia dalle macerie
morali e materiali in cui il fascismo l’aveva ridotta.
In questo momento di
grave crisi internazionale, economica e sociale, che investe anche il nostro
Paese, siamo molto preoccupati perché stiamo assistendo ad un indecoroso
conflitto istituzionale che porta a chiederci se è questa l’Italia per la
quale hanno combattuto i nostri partigiani onorari. Ci chiediamo anche: dove
sono finiti i principi di Libertà e Giustizia che hanno ispirato
Non occorre certo, caro
Presidente, continuare a illustrarLe qual è la situazione del Paese, che Lei
conosce meglio di noi, e continuare a dirLe quanto sia destabilizzante la crisi
politica che stiamo vivendo. Ci rivolgiamo a Lei perché riteniamo che la misura
sia colma: oramai non c’è un ambito del Paese che non sia fortemente
danneggiato, con grave disagio delle persone meno abbienti, e gli stessi
principi costituzionali, indicati nella prima parte della nostra Costituzione,
sono in pericolo, se passa l’idea che possono essere cambiati senza ricorrere
a un’Assemblea costituente.
Per questo motivo, Signor
Presidente, ci rivolgiamo a Lei, perché solo uomini di alta statura morale e
civile come Lei possono prendere in mano – nel rispetto dei principi e delle
regole Costituzionali - l’attuale situazione politica, in modo da riaffermare
i valori che sono stati alla base della Resistenza, come l’amore per
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Scritta nazista al Trionfale: «Via Rasella.
Onore ai 33 soldati uccisi»
Denunciata dal consigliere Pd Masini: «Un ignobile gesto che
ferisce Roma, medaglia d'oro della Resistenza»
NEL GIORNO DELLE
FOSSE ARDEATINE
Scritta nazista al
Trionfale:
«Via Rasella. Onore ai 33 soldati uccisi»
Denunciata dal
consigliere Pd Masini: «Un ignobile gesto che ferisce Roma, medaglia d'oro
della Resistenza»
ROMA, 24 marzo 2011 - «Via Rasella. Onore ai 33 soldati uccisi». Questa la scritta
apparsa giovedì, giorno dell' anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine,
in via Trionfale a Roma. A denunciarlo il consigliere comunale del Pd Paolo
Masini. «Una delle pagine più tragiche della storia del nostro Paese e di
Roma, simbolo della spietatezza dell'occupazione nazista, viene così ricordata
con un ignobile gesto che ferisce Roma città medaglia d'oro della Resistenza»,
commentano Paolo Masini e il consigliere del XIX Municipio Valerio Barletta.
«CONDANNA SENZA SE E SENZA MA» - «Condanniamo senza se e senza ma, a prescindere dall'origine,
la vergognosa scritta a favore dei soldati nazisti caduti in via Rasella. Per
quanto riguarda i manifesti del Pdl adoperati per comporre lo striscione,
accerterò immediatamente le eventuali responsabilità e come sia stato
possibile porre in essere una simile operazione». Lo afferma Gianni Sammarco,
Deputato e Coordinatore di Roma Pdl. «Il Pdl intero onora e commemora le
vittime della barbarie delle Fosse Ardeatine - aggiunge - una strage il cui
tragico ricordo è indelebile nella nostra città».
«HANNO SUPERATO IL LIMITE» -
Il consigliere del XIX Municipio Valerio Barletta (Pd) denuncia anche che lo
striscione apparso giovedì a Roma «è stato scritto sul retro di un manifesto
del Pdl». Il consigliere spiega che «sui manifesti del Pdl si faceva
riferimento ad un'iniziativa in cui il partito di Alemanno incontrava la città.
Tra i nomi citati, quello del senatore Andrea Augello, quello del presidente
della Commissione Bilancio capitolina Federico Guidi, dell'assessore ai Lavori
Pubblici del XX Municipio Stefano Erbaggi». Per il consigliere capitolino del
Pd Paolo Masini e per Barletta «l'abitudine dell'Associazione Roma Nord di
affiggere manifesti lungo il muro della ferrovia metropolitana Roma-Viterbo con
messaggi politici vergognosi spesso di matrice razzista e lesivi della dignità
delle persone, questa volta ha superato il limite.
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Eccidio
delle Fosse ardeatine
Identificate altre due vittime
Marco
Moscati e Salvatore

ROMA,
23 marzo 2011 - Ci è voluto il paziente lavoro dei Ris di Parma per dare
due nomi ai resti delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.Grazie al dna
è stato, infatti, possibile identificare Marco Moscati e Salvatore
Marco Moscati, partigiano ed ebreo, aveva solo 24 anni quando è stato
ucciso con un colpo alla nuca. Morto nell'eccidio anche il fratello maggiore
Emanuele. Salvatore
Il lavoro del Ris, paziente e meticoloso, è stato possibile anche grazie alla
collaborazione con i parenti delle vittime. Grazie al dna della figlia, infatti,
è stato identificato
"Il 24 marzo 1944, giorno in cui si consumo' l'eccidio delle Fosse
Ardeatine, fu leso il diritto che appartiene alla persona e alla storia. Per
l'entità delle vittime (335), la strage rappresenta una delle più terribili
ferite inferte alla città di Roma. Oggi arriva la notizia, che accogliamo con
gioia, della identificazione di due dei 12 martiri ignoti non identificati.
Questo risultato consente di considerare vinta la nostra battaglia di restituire
un nome ai caduti in guerra Marco Moscati e Salvatore
Carla Di Veroli, assessore alle Politiche culturali e della memoria del
municipio Roma XI aggiunge: "Le salme dei 12 ignoti furono riesumate a
giugno del 2010 e analizzate, incrociando il dna con quello delle 5 famiglie che
lo avevano richiesto, dal Ris dei carabinieri interessata dal Commissariato
generale onoranze caduti in guerra su sollecitazione della Comunità Ebraica di
Roma, dell'Anfim e del Municipio Roma XI", "Questo risultato è
stato raggiunto grazie a tutti coloro che hanno saputo coniugare tenacia e
professionalità permettendoci di continuare a coltivare il valore della memoria
e della verità storica", concludono Andrea Catarci e Carla Di Veroli.
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24 marzo 1944, eccidio delle Fosse Ardeatine: 67 anni dopo
Una pagina di storia di grande attualità e di dolore,che
richiama gli orrori della guerra. Quest’anno alle Fosse Ardeatine, ci sarà la
visita del Papa Benedetto XVI
ROMA, 23 marzo 2011
- Ricordare e fare memoria di eventi e fatti storici, spesso ci aiuta a
comprendere il periodo in cui viviamo, e non sempre sono comprensibili gli anni
che stiamo attraversando.
Non a caso tante persone: anziani e giovani,
occupate o in cerca di lavoro, precari e lavoratori autonomi,”degli anni a
venire, non si parla, al massimo si prevede una triste prosecuzione dei mali
presenti. In una società narcisista, che vive di solo presente, o di
malinconica nostalgia, questa rimozione del futuro è del tutto
comprensibile”, come scrive il prof. De Rita a proposito dei 150 anni
dell’Unità d’Italia.
Ecco, uno dei perché, il 24 marzo,
anniversario dell’eccidio di Roma, rappresenta dopo 67, anni una pagina di
storia di grande attualità e di dolore,che richiama gli orrori della guerra.
Questi i numeri delle Fosse Ardeatine :335 italiani trucidati(dai soldati
tedeschi)tra militari e civili,13 persone non furono identificate,fra le vittime
75 ebrei,e diversi padri e figli.
Fra i caduti civili : commercianti,
professori,artigiani,industriali,contadini,ingegneri,avvocati,fermacisti,pittori,studenti,
e soldati, marinai, carabinieri, ufficiali, maggiori, fra i militari, oltre a un
sacerdote don Pietro Pappagallo.
La società romana era sostanzialmente
rappresentata, in tutte le fascie sociali di quel periodo, e questo rese
l’eccidio, malgrado i bombardamenti e l’occupazione nazista della capitale,
più drammatico e partecipato.
La vicenda delle Fosse Ardeatine è presente
in molti libri,in film,in fiction televisive,su diversi siti internet,questo a
dimostrazione di come questo evento sia ancora vivo nella memoria, non solo a
Roma ma nel paese.
Il doveroso ricordo e il rispetto per le
vittime, deve far riflettere sulla nostra storia, ove la guerra non guarda in
faccia a nessuno, e la ricerca della pace deve essere un bene che va coltivato
ogni giorno.
Quest’anno alle Fosse Ardeatine, ci sarà
la visita del Papa Benedetto XVI, il Papa tedesco, e del Rabbino Capo Di Segni.
Nel Sacrario, dove i simboli hanno un grande
valore, ci sarà la preghiera e la condanna degli sfregi dell’ultimo
conflitto, ma contribuirà al rafforzamento del dialogo interreligioso,e a
migliorare i rapporti fra cattolici ed ebrei.
Questa ricorrenza è destinata a lasciare un
segno di speranza. Non a caso in questi giorni, per motivi pubblicitari, viene
citata una frase di Indro Montanelli: “Un paese che ignora il proprio ieri,
non può avere un domani.”
Ecco perché è giusto ricordare!
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La
“zona bianca”, trenta scatti in bianco e nero

Roma,
23 marzo 2011 -“Qualcuno
ha detto che i nostri sogni sono in bianco e nero e forse è proprio così”.
Questo il pensiero di Andrea Quattrini: per lui la fotografia è comunicazione,
creatività e lavoro manuale. Lui utilizza Il bianco e nero come istinto,
sviluppando e stampando personalmente le sue immagini. Quattrini ha impiegato
due anni alla ricerca di testimonianze, persone, luoghi su quel fatidico 12
Agosto 1944 quando 560 persone, in maggioranza donne, bambini ed
anziani furono trucidate dalla follia delle S.S. naziste. E’ da
questa importante esperienza di vita che è nato il progetto “
Quattrini
ha ripercorso quel tragico giorno fotografando i luoghi dell’eccidio, entrando
in vecchie case abbandonate, percorrendo i sentieri di montagna intorno a
Sant’Anna, incontrando molti dei superstiti, ritraendoli e raccogliendo le
loro testimonianze sul quel giorno e sulla loro vita passata e presente. Il
fotografo ha voluto così rendere omaggio a questa gente e ai loro cari, ma
soprattutto ha voluto dare un contributo dedicato alle future generazioni, per
non dimenticare. “La fotografia è
per me il mezzo più facile per comunicare quello che vivo, quello che vedo”. Ci
tiene a sottolinearlo il fotografo che ama usare l’obiettivo come uno
strumento di conoscenza di persone, luoghi e storie dal quotidiano. Le sue
immagini sono caratterizzate da rigore, pulizia e accuratezza dei tagli. Lavora
a progetti personali che gli permettono di scoprire luoghi e volti inaspettati.
È proprio su questi percorsi di vita che realizza mostre e pubblicazioni, sia
in Italia e all’estero. Questo foto racconto è il frutto del suo lavoro,
della sua passione e del suo pensiero.
L’iniziativa
è a cura del Dipartimento Cultura – Servizio Programmazione e Gestione Spazi
Culturali – U.O. Strutture Culturali in collaborazione con Zètema Progetto
Cultura. L’ingresso al pubblico è libero, dal lunedì al sabato dalle ore
9.00 alle ore 19.00, chiuso la domenica.

All’alba
del 12 Agosto 1944 i soldati della 16ma divisione “Reichfuhrer
SS” accerchiarono tutta la zona, stringendo l’area di
Sant’Anna in una morsa senza via d’uscita, tra i soldati tedeschi e fascisti
Italiani. Molti uomini fuggirono per paura di essere deportati nei campi di
lavoro credendo di essere loro l’obiettivo dei nazisti. Non fu così per 560
persone, quasi tutte donne, anziani e bambini, che furono trucidati dalla follia
delle SS. Interi nuclei famigliari rinchiusi nelle stalle e nelle cucine delle
loro case e massacrati a colpi di mitragliatore e bombe a mano. Altri
raggruppati all’esterno delle loro stesse case e fucilati, molti furono
radunati sulla piazza della chiesa insieme al parroco Don Innocenzo Lazzeri.
Avevano subito capito quale sarebbe stato il loro destino, alcuni avevano le
foto della loro famiglia in mano per essere identificati dopo morti. Le
mitragliatrici poste ai lati della piazza fecero fuoco e trucidarono donne,
bambini, anziani, innocenti che con la guerra non avevano nulla a che fare, i
loro corpi furono bruciati usando come combustibile le panche della chiesa.
La
tragedia: 560 vite spezzate in poche ore da quella follia chiamata guerra,
intere famiglie cancellate o separate per sempre. Tra questi ci sono alcuni
sopravvissuti che all’epoca erano bambini. Molti di loro hanno perso genitori,
fratelli, parenti, in quella mattina d’agosto, ma nonostante tutto hanno
trovato la forza di tornare a vivere.
Oggi sono mariti, mogli, padri e nonni, testimoni di un messaggio che nessuno di
noi deve dimenticare….
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Grosseto,
23 marzo 2011 -
Una cerimonia partecipata quella svoltasi questa mattina a Maiano Lavacchio, sul
luogo dove il 22 marzo 1944 vennero barbaramente uccisi undici giovani che si
erano rifiutati di combattere al fianco del regime nazifascista. Dopo la messa
si è svolta l'orazione ufficiale da parte del Sindaco Bonifazi, preceduta da un
breve intervento del Presidente provinciale dell'Anpi, Nello Bracalari.
Alla cerimonia erano presenti anche il Presidente del
Consiglio comunale Giovanna Stellini, il Presidente del Consiglio provinciale
Sergio Martini, gli assessori comunali Moreno Canuti e Simone Ferretti, il
vicesindaco di Magliano Eva Bonini, l'assessore del Comune di Cinigiano Massimo
Fabiani e il Consigliere comunale di Scansano Alvaro Capecchi.
Intervento del Sindaco Emilio Bonifazi alla
manifestazione rievocativa dei “Martiri d’Istia”.
“Autorità, carissimi cittadini tutti, siamo qui come ogni anno a
ricordare chi in questo luogo è morto credendo nella libertà e nella dignità
umana. In tanti hanno nella nostra storia eroicamente combattuto per la difesa e
la riconquista di questi grandi principi e in tanti hanno perso la vita in
battaglia o in eventi tragici come quello che ricorre oggi, dopo 67 anni.
Soprattutto quest'anno, nel 150° dalla nascita dell'Italia unita, abbiamo il
dovere di ricordare il sacrificio di quanti, nel Risorgimento come nella
Resistenza, sacrificarono tutto, anche la vita, per un'Italia migliore.
In
tante parti d'Italia come qui in queste colline, tante persone morirono non
perché si considerassero degli eroi, né perché sognassero il martirio, ma
perché si trovarono di fronte al dilemma ineludibile della scelta tra
l'umiliazione più profonda e ciò che invece ritenevano nel proprio animo
l'unica cosa giusta da fare. Non pensarono certo in quei momenti terribili
all'esempio che avrebbero rappresentato per il futuro ma solo ai cari che
stavano lasciando affranti per il dolore e alla propria dignità che stavano
difendendo ad ogni costo scegliendo di non combattere al fianco dei
nazifascisti, rifiutando in nome della pace di arruolarsi nelle file di un
regime privo di legittimità e per queste ragioni venire uccisi. Uccisi in modo
vigliacco attraverso il tradimento, in tanti armati contro pochi disarmati, come
tipico da parte di individui che non credevano in alcun valore ma solo nella
prevaricazione del prossimo e nella violenza, il più delle volte fine a se
stessa. Il contrario morale di chi ebbe il coraggio di partecipare il giorno
dopo ai funerali e di chi li celebrò, Don Mugnaini.
L’eccidio
di undici giovani, qui a Maiano Lavacchio, è stato certamente uno dei tanti
fatti di odio e di rappresaglia in Italia all'indomani dell'8 settembre ma qui,
a casa nostra, non può che colpirci con forza ogni volta che lo ricordiamo. E'
una ferita che la città di Grosseto, la comunità di Istia d'Ombrone e il
Comune di Magliano sentono ancora viva. E come potrebbero del resto dimenticare
il dolore che certi eventi lasciano nella memoria collettiva di una terra, da
Marzabotto passando per le Fosse Ardeatine fino alle troppe tragedie come quella
di Maiano Lavacchio. Non a caso custodisco con cura nel mio ufficio la lavagna
sulla quale i giovani Matteini lasciarono quel toccante messaggio alla loro
mamma. Non solo loro erano consapevoli della sorte che li aspettava purtroppo
quel giorno. Troppi furono i giovani, le donne, i bambini e gli anziani che
persero la vita in quella onda distruttrice e vendicativa che fu la fine della
guerra e del fascismo.
Al
termine di quel terribile periodo storico, gli uomini migliori, consapevoli
della forte responsabilità che portavano sulle proprie spalle, firmarono una
Costituzione moderna che ancora oggi gran parte del mondo ci invidia. I suoi
valori repubblicani di libertà, di promozione dell'uguaglianza, di rispetto
delle diversità, di valorizzazione dei corpi intermedi della società sono
quanto di più importante questo Paese potesse donarsi per onorare la memoria di
tante vittime della follia della guerra e del nazifascismo.
Se
vogliamo guardare al futuro dell'Italia nella continua costruzione europea e nel
controverso processo di globalizzazione, al quale troppo spesso passivamente
stiamo assistendo, dobbiamo ripartire non certo da un'identità provinciale e
ottusa ma da quella della nostra storia migliore, dai valori condivisi della
nostra Costituzione. Quella Carta del 1948 è il nostro vero grande riferimento;
un sistema di regole, diritti e doveri che sono e che devono essere alla base
della convivenza per tutta la nostra comunità. Oggi possiamo insegnare ai
nostri figli, ma non ce ne rendiamo spesso conto, il rispetto dei “diritti
inviolabili dell'uomo” (art. 2), “l'uguaglianza di fronte alla legge”
senza distinzioni di nessun tipo (art. 3), il dovere della Repubblica di
“rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto
la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana” (art. 3), di “promuovere le condizioni per rendere
effettivo” il diritto al lavoro (art. 4), che la “Repubblica è una e
indivisibile” (art. 5), che tutte le confessioni religiose “sono egualmente
libere davanti alla legge” (art. 8), che
Non
dobbiamo dimenticare cosa ha preceduto la stesura dei nostri principi
costituzionali. La testimonianza che viene dalle pagine drammatiche di storia
che sono state vissute anche in questo luogo, ci richiama ora come allora al
rispetto di chi si è sacrificato, anche per noi. Ci richiama alla necessità di
quella che vorrei definire una costante vigilanza democratica.
Voglio
ancora una volta ricordare in conclusione di questa mia orazione i nomi di Mario
Becucci, Antonio Brancati, Rino Ciattini, Alfiero Grazi, Alcide Mignarri,
Corrado ed Emanuele Matteini, Attilio Sforzi, Alfonso Passannanti, Silvano
Guidoni e Alvaro Minucci, perché continuino ad essere ricordati e a
rappresentare un monito perenne soprattutto per i nostri figli.
Grazie
a tutti voi per essere intervenuti qui oggi”
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Le
foto della Resistenza bolognese rispuntano dal cassetto del capitano
Dai
diari dell'ufficiale inglese riemergono immagini inedite della Liberazione.
Domani verranno messe all'asta a Roma

BOOGNA, 23 marzo 2011 - A
volte i capitani sono davvero coraggiosi. Come Richard Charles Louis Limbert da
Manchester sceso in Italia nell'agosto del '
Nel bel mezzo del più tragico massacro della storia, lui cerca di salvare vite.
Come direbbe Calvino, nell'inferno cerca di mantenere vivo un angolo di
paradiso. E la vicenda del capitano inglese si intreccia fortemente con la
nostra città e con un personaggio storico della Resistenza bolognese: Ernesto
Venzi, il partigiano "Nino" che fu vice comandante della 36esima
brigata Garibaldi "Bianconcini" di stanza sull'Appennino a ridosso
della "linea Gotica". Di questa amicizia è rimasta ampia
testimonianza nella collezione dell'ufficiale inglese che domani andrà all'asta
nella sede romana della nota casa antiquaria londinese Bloomsbury. Si tratta di
migliaia di documenti raccolti e di fotografie scattate da Limbert durante la
guerra di Resistenza e nei centri profughi per la popolazione che il comando
alleato allestì in vari punti d'Italia tra cui il campo di lavoro partigiano di
Cà di Landino nel Comune di Castiglion dè Pepoli. Per tutto ciò, il capitano
venne insignito della medaglia di bronzo al valore per l'opera umanitaria
prestata. Di lui, che pur tornò spesso in Italia dopo la guerra, non è rimasta
nessuna pubblica riconoscenza nel nostro Paese: un eroe dimenticato.
I documenti, divisi in sei grossi faldoni, sono l'unica testimonianza della sua
opera che riguarda direttamente anche Bologna. Tra essi, la descrizione che
Venzi traccia del campo di lavoro di Cà di Landino, delle condizioni miserrime
dei partigiani e della popolazione. Il comandante "Nino" è
fotografato pure in visita al campo profughi di Firenze, il più grande che
allestì Limbert, da cui passarono 16 mila persone, tra le quali dovevano
esserci anche molti partigiani emiliani sopravvissuti al tragico rastrellamento
del luglio '44. Di questi ci resta una foto emblematica che ritrae l'inglese tra
"Nino" e una staffetta di cui ci è giunto solo il nome, Bruna, unica
sopravvissuta di un gruppo di quattordici ragazze portaordini. C'è anche una
fitta corrispondenza tra Venzi e Limbert a proposito dell'allestimento di un
campo di lavoro a Lagaro. Il vice comandante della 36esima Garibaldi è
preoccupato per i partigiani dell'Appennino ed esorta il capitano inglese a
convincerli a trasferirsi nel campo citato: "Faccia appello a questa nuova
vita per i partigiani prima che l'ipocondria li scoraggi nell'ozio della città".
Le precauzioni di "Nino" riguardano la condotta degli antifascisti
che, ancora con le armi in mano e senza un'occupazione, potrebbero deviare verso
cattive strade. "Siamo stati forza combattente per l'onore della nostra
patria - scrive Venzi - ora per lo stesso scopo siamo forza lavorativa. Questo
vorrei fosse ben compreso da tutti i partigiani che in una passività assurda,
sbandano senza scopo". E poi ancora, qualche mese più tardi, il vice
comandante bolognese rinnova l'invito: "Dica a tutti i partigiani che
l'Italia ha bisogno di braccia per essere ricostruita materialmente e
politicamente". Un richiamo a continuare l'opera con l'impegno civile e
senza più le armi in pugno. La "collezione Limbert" è una
formidabile testimonianza in presa diretta del "secondo Risorgimento
italiano",
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ISTITUIRE GIORNATA DEL RICORDO PER ECCIDIO BARLETTA
Bari,
23 marzo 2011
- ''Ricordare, con l'istituzione di un'apposita giornata, l'eccidio di Barletta,
in cui persero la vita undici vigili urbani e due netturbini, e' uno dei punti
chiave della proposta di legge Buccoliero, che punta a riformare le Polizie
Locali''. E' quanto dichiara in una nota il consigliere della Regione Puglia e
presidente di ''Moderati e Popolari'', Antonio Buccoliero, che sollecita
l'istituzione di una giornata per ricordare la strage che il 12 settembre del
1943 fu compiuta, a Barletta,
dai nazisti come vendetta per l'armistizio che, pochi giorni prima, l'Italia
aveva firmato con gli alleati. Per rappresaglia furono fucilati undici vigili
urbani e due netturbini.
''L'eccidio di Barletta - prosegue Buccoliero - dimostra chiaramente
come gli agenti di Polizia Municipale siano in prima linea, da sempre, nel
difendere i cittadini. In quella giornata tragica, infatti, i vigili urbani di Barletta
non esitarono a offrirsi come martiri, pur di difendere la popolazione. La
strage di Barletta
rappresenta il primo eccidio che i tedeschi compirono, per rappresaglia, in
Italia; eppure, tale episodio e' spesso avvolto dall'oblio.
Dovere delle istituzioni, in primis della Regione Puglia, e' ricordare simili
episodi, in modo che il ricordo possa fungere da monito per il futuro. Riformare
le Polizie Locali significa dare la giusta dignita' agli uomini e alle donne che
ogni giorno, non meno degli altri corpi di polizia, concorrono alla sicurezza
nelle nostre comunita'''.
''Per questa ragione - conclude Buccoliero - urge una riforma del Corpo, che non
puo' piu' essere procrastinata, cosi' come appare evidente la necessita' di
ricordare, con un'apposita giornata, cosi' come sottolineato nella mia proposta
di legge, il sacrificio di undici valorosi vigili urbani, che seppero immolarsi
in difesa di tutta un comunita'''
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67°
ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DEI CINQUE RAGAZZI DI VICCHIO
Il 22
marzo 1944 davanti lo stadio fiorentino di Campo di Marte, l'eccidio che vide
coinvolti 5 ragazzi fiorentini
FIRENZE,
22 marzo 2011 - Si è
svolta questa mattina la cerimonia di commemorazione dell’eccidio dei 5
ragazzi della montagna fiorentina, barbaramente trucidati davanti lo Stadio di
Campo di Marte il 22 marzo 1944.
Sono passati esattamente 67 anni da quando Antonio, Guido, Leandro, Ottorino ed
Adriano sono morti ingiustamente, solo perché renitenti alla leva fascista.
Alla cerimonia di questa mattina hanno preso parte le amministrazioni cittadine.
Erano presenti l’Assessore all’Istruzione della Provincia di Firenze,
Giovanni Di Fede, il Presidente provinciale dell’Anpi, Silvano Sarti, il
Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, l’Assessore all’Istruzione del Comune di
Firenze, Rosa Maria Di Giorgi, il Presidente del Consiglio di Quartiere 2,
Gianluca Paolucci, ed il consigliere della Regione Toscana, Paolo Bambagioni.
Hanno partecipato alla cerimonia i gonfaloni di numerosi comuni della provincia
fiorentina, dell’Anpi e numerosi classi delle scuole elementari e superiori di
Firenze e provincia.
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COMMEMORAZIONE
ECCIDIO CRAVASCO
Genova, 22 marzo 2011 -
Commemorazione del 66° anniversario dell'eccidio di Cravasco, nell'entroterra
genovese, domenica 27 marzo, alle 9.15, nella chiesa di Cravasco. Dopo il raduno
dei partecipanti, la celebrazione della S.Messa in suffragio delle vittime e la
deposizione delle corone, il sindaco di Campomorone Giancarlo Campora terra' un
discorso a ricordo del tragico evento.
L'orazione
commemorativa sara' tenuta da Marta Vincenzi, sindaco di Genova e presidente del
Comitato Permanente della Resistenza della Provincia di Genova. A cura della
Provincia e' stato predisposto, sino ad esaurimento posti, un servizio di
pullman per i cittadini che desiderano partecipare alla cerimonia. Partenza da
piazza della Vittoria alle 8 e fermata in piazza Montano a Sampierdarena alle
8.15.
E'
necessario prenotarsi presso l'Anpi provinciale di Genova telefonando allo
010.541422. Nell'eccidio di Cravasco, compiuto dalle SS il 23 marzo 1945 per
rappresaglia in seguito a uno scontro a fuoco con i partigiani, furono uccise 17
persone. Per questo episodio il Tribunale di Torino ha condannato all'ergastolo
il tenente colonnello delle SS Sigfrid Engel, comandante della polizia di
sicurezza.
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ANPI, DAL 25 APRILE NON SI TORNA INDIETRO
ROMA,
22 marzo 2011 E'
questo il messaggio che l'Associazione nazionale partigiani d'Italia lanciera' nel 15* Congresso
nazionale 'Piu' forza all'antifascismo, piu' futuro per la democrazia' che si
terra' a Torino dal 24 al 27 marzo inserito nel programma ufficiale delle
Celebrazioni del 150* anniversario dell'Unita' d'Italia, sottolineando l'impegno
''per la difesa e la piena attuazione della nostra Carta Costituzionale''.
''Non si torna indietro - aggiungono i partigiani italiani - da quella
straordinaria primavera di liberazione grazie alla quale il Paese ha potuto
conquistare la democrazia'', e ''non si torna indietro dall'Unita' d'Italia,
spezzata dal nazifascismo e ricostituitasi grazie alla Resistenza''.
L'associazione, presente in tutte le 110 province italiane con 105 mila
iscritti, ribadisce che l'Unita' dell'Italia ''e' un bene irrinunciabile per il
presente e il futuro del Paese'', per questo e' contraria al ''secessionismo
leghista ammantato di federalismo e contro politiche governative ad esso corrive
ma, al tempo stesso, esasperatamente centraliste e taglieggianti dei poteri
locali e regionali e delle loro risorse finanziarie necessarie per le politiche
sociali''.
L'Anpi, inoltre, sottolinea che l'associazione ''non e' un partito'' ma la
''casa di tutti gli antifascisti'', anche di pensiero politico diverso.
All'associazione, hanno voluto ribadire i rappresentanti durante la conferenza
stampa di presentazione al Congresso, ''non si aderisce per una scelta di
schieramento partitico bensi' per la sua storia e i principi dell'Antifascismo e
della Resistenza''. Al Congresso parteciperanno anche molti giovani che
erediteranno il patrimonio storico-culturale dei 'vecchi' partigiani e una vasta
rappresentanza del mondo femminile.
La resistenza, conclude l'Anpi, ''deve essere ancora oggi per tutti i
democratici e le nuove generazioni, un esemplare stimolo per dare coraggio,
fiducia a scendere in campo con una rinnovata e ampia unita' al fine di
salvaguardare a attuare
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MACERATA,
21 marzo 2011 - Certamente anche in
considerazione del particolare momento che si sta vivendo, con la situazione
della vicina Libia, il 67 ° anniversario dell’Eccidio di Moltalto che è
stato ricordato a Tolentino domenica 20 marzo, riveste un significato molto
particolare.
Tantissime le persone che hanno partecipato al
famedio, presso il Cimitero comunale, allo scoprimento delle lapidi che ricorda
tutti coloro che hanno combattuto per
Il primo intervento è stato quello del Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini che
ha salutato tutte le autorità, i Sindaci ed i gonfaloni, i rappresentanti delle
associazioni combattentistiche e che ha ricordato l’importanza del ricordo e
delle celebrazioni dei Martiri di Montalto. Come sempre molto emozionato il
Presidente della sezione di Tolentino dell’Anpi, Lanfranco Minnozzi che ha
informato che il nuovo direttivo ha deciso di intitolare la sezione tolentinate
proprio ai “Martiri di Montalto”.
Il programma prevedeva poi gli interventi del Vicesindaco del Consiglio dei
Ragazzi Niccolò Mazzocchetti e del rappresentante dell’Istituto comprensivo
Filelfo, Alessandro Mosca. A chiudere la manifestazione l’intervento
dell’oratore ufficiale Nazareno Re, Presidente regionale dell’Anpi e la
consegna di una targa ricordo a Nunzi Cavarischia partigiana di grande coraggio
e ancora oggi esempio per le giovani generazioni. Tutti i partecipanti e le
delegazioni si sono poi trasferite a Montalto, dopo una sosta a Caldarola per le
onoranze al cippo della Medaglia d’Argento Aldo Buscalferri.
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CERVIA, 21 marzo 2011 - Lunedì
mattina, con la partecipazione di numerosi cittadini, si è svolto il
corteo celebrativo con la deposizione delle corone, in memoria dell'Eccidio del
Caffè Roma e dei Martiri Fantini, per ricordare quei tragici avvenimenti del
marzo del 1944, ancora impressi nella memoria dei cervesi. Il 20 marzo
avvenne l'eccidio del caffè Roma in cui rimasero uccisi quattro civili
innocenti, per mano delle squadre fasciste e due giorni dopo, ai funerali delle
vittime, l'uccisione dei cugini Fantini
Alla commemorazione era presente il
Sindaco Roberto Zoffoli, l'ANPI di Cervia, e tutte le autorità militari e
civili cittadine.
Numerose le scuole di Cervia che
hanno partecipato al corteo, dopo aver seguito una breve introduzione
all'avvenimento da parte dello storico Giampietro Lippi.
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La strage di Caiazzo secondo Albano: il giudice
che inchiodò gli ufficiali nazisti
Alla scuola Giovanni XXIII di Isernia lezione di Albano, il
magistrato che diede giustizia ai familiari delle vittime
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A Caiazzo la lapide per le vittime |
ISERNIA, 21 marzo 2011 - La strage di
Caiazzo spiegata da Paolo Albano, il giudice che fece condannare due ufficiali
tedeschi colpevoli dell'eccidio. Il procuratore Capo di Isernia è stato docente
questa mattina tenendo una lezione di storia contemporanea agli alunni della
scuola «Giovanni XXIII» nella città lucana. Nel 1992 Albano riuscì a dare
giustizia ai familiari delle vittime emettendo presso
Albano ha raccontato la tragica notte
del 7 ottobre del 1943. «I tedeschi uccisero quelle
persone solo per odio nei confronti degli italiani - ha detto - erano i membri
di quattro famiglie di Caiazzo, rifugiate in un casolare. Un ufficiale tedesco
voleva gloriarsi di atti eroici e decise di sterminare persone inermi,
inventandosi che dal casolare in cui erano rifugiate avevano inviato segnali
alle truppe anglo-americane. Durante il processo cambiarono versione sostenendo
che dietro quelle famiglie c’erano i partigiani e quei colpi di mitra erano
diretti ai partigiani. Purtroppo non hanno scontato un giorno di ergastolo, ma
hanno finito i loro giorni in libertà in Germania, perchè
«La sentenza della Corte d’Assise
di Santa Maria Capua Vetere - ha concluso Albano - oggi
ci consente di parlare di quei 22 martiri e di non dimenticare una tragica
pagina di storia che non è nei manuali». Tante le riflessioni scaturite
dall’intervento del procuratore Albano, tempestato di domande dei giovanissimi
alunni, dialogo che verrà racchiuso presto in una pubblicazione.
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VILLA MINOZZO, 21 marzo 2011 - “Nonostante siano passati più di 60 anni è ancora vivo il ricordo e l’orrore per l’eccidio dell’aia di Cervarolo.
La nostra montagna è stata tristemente
protagonista di un episodio efferato contro civili inermi. Purtroppo non è
l’unico episodio; molti altri sono poi finiti occultati nell’”armadio
della vergogna”.
Continua Fds: “Il processo per la strage di Cervarolo, uno degli omicidi di
massa più orribili commessi dai nazisti durante l’occupazione del nostro
Paese, riaperto grazie alla ferma volontà dell’Anpi è la dimostrazione che
per crimini come questi la giustizia non va mai in prescrizione. Ovviamente,
nessuno dei militari tedeschi che verranno chiamati a rispondere delle
efferatezze commesse ai danni di inermi civili, finirà in carcere, poiché sono
tutti ultra ottantenni. Ma almeno dopo più di sessant’anni, faranno i conti
con la Giustizia”.
La Federazione della Sinistra di Reggio Emilia vuole ricordare e commemorare
insieme all’Anpi e ai famigliari delle vittime quell’evento tragico della
storia della lotta per
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Roma,
20 marzo 2011
- Sara' presentato lunedi' prossimo a Roma, presso la sede del comitato
nazionale dell' Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia), in via degli
Scipioni 271, alle 11.30, il 15esimo congresso nazionale dell'associazione, in
programma dal 24 al 27 marzo a Torino, con apertura solenne al Teatro Carignano.
L'evento rientra nel programma ufficiale delle celebrazioni del 150°
anniversario dell'Unita' d'Italia. Alla conferenza stampa di presentazione, che
sara' presieduta da Marisa Ferro della segreteria nazionale Anpi, parteciperanno
il vice presidente nazionale Marisa Ombra, Luciano Guerzoni della segreteria
nazionale, Diego Novelli, presidente del comitato provinciale Anpi di Torino, il
presidente de 'I giovani per
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Cerimonia con
polemica per il 67º anniversario dell'eccidio di Cervarolo
Italo
Rovali (familiari vittime) critica il Comune «Ignorati noi, Anpi e Istoreco
nell'organizzazione»

VILLA
MINOZZO, 20 marzo 2011 - Il
Comune di Villa Minozzo, medaglia d'argento al valore militare, organizza la
commemorazione per il 67esimo anniversario dell'Eccidio di Cervarolo, avvenuto
il 20 marzo 1944, e della battaglia di Cerrè Sologno (avvenuta il 15 marzo
dello stesso anno). La commemorazione si svolgerà domenica 20 marzo. Il
programma prevede a Cervarolo il ritrovo alle ore 10 nel piazzale dell'Ok Club
e, a seguire, la partenza del corteo per l'aia dei caduti, dove alle 10.15 sarà
celebrata la messa dal parroco don Giuseppe Gobetti. Alle 10.55 il saluto del
vice sindaco di Villa Minozzo, Erica Beltrami, e a seguire la rievocazione
dell'eccidio a cura dei ragazzi dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei.
Infine l'orazione ufficiale dell'avvocato Ernesto D'Andrea, legale di parte
civile per il Comune e per i familiari di alcune vittime, al processo in corso
al tribunale militare di Verona nei confronti degli autori ancora in vita
dell'eccidio. A Cerrè Sologno, invece, alle 15.30 è previsto il ritrovo
nel piazzale della Sapoteka e poi il corteo per il monumento dei caduti. A
seguire la benedizione impartita da don Gino Castellini e l'omaggio floreale ai
caduti, prima del saluto e intervento del sindaco di Villa Luigi Fiocchi. Le
manifestazioni saranno accompagnate dalla banda musicale di Villa Minozzo.
Critico, sul programma di Cervarolo, il coordinatore dei familiari delle
vittime, Italo Rovali: «Stupisce che, nell'organizzare la cerimonia, quest'anno
il Comune non abbia coinvolto Anpi, Istoreco e gli stessi familiari delle
vittime. Io non ci sarò».
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ECCIDIO DI LENTELLA: RIEVOCAZIONE NEL PAESE DEL CHIETINO
VASTO
(CHIETI), 19 marzo 2011 - Domani a Lentella (Chieti) verrà commemorato il
61esimo anniversario di quello che è passato alla storia come 'L'eccidio di
Lentella'. Un fatto di sangue tra i più drammatici del dopoguerra in Abruzzo.
Due manifestanti, Nicola
Mattia, 41 anni e Cosmo
Mangiocco, 26 anni, vennero uccisi dai carabinieri durante
un'iniziativa sindacale.
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Ragusa, si commemora il 90°dall’eccidio
fascista
Ragusa, 19 marzo 2011 -
Il Gruppo anarchico di Ragusa promuove una manifestazione commemorativa, per il
9 aprile prossimo, del 90° anniversario dell’eccidio fascista di piazza San
Giovanni,in cui perirono tre braccianti, mentre centinaia rimasero feriti.
L’iniziativa,
cui hanno già aderito
Per le
ore, al circolo Arci Lebowsky la proiezione del documentario “La memoria che
riaffiora”, sulla lotta contro la statua a Pennavaria e l’apposizione della
lapide alle vittime del 9 aprile 1921. Seguirà un dibattito sulle origini del
fascismo a Ragusa e sulle varie sfaccettature del neofascismo nella società
attuale.
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L'Anpi: "No a via Fasana"
VERBANIA, 19 marzo
2011 - I partigiani del Vco: "La giunta ci ripensi"

Il Coordinamento Provinciale dell’Anpi (Associazione nazionale
partigiani d'Italia) del Verbano Cusio Ossola esprime in un comunicato stampa
"l’assoluta non condivisione rispetto alla scelta da parte del Comune di
Verbania di intitolare una via a Giovanni Fasana (nella foto di Campasca
Cronache, ndr)" (in realtà si tratterebbe di una porzione
di piazza San Vittore a Intra, ndr).
L’Anpi non nega la circostanza che Giovanni Fasana
"sia stata persona di indole non aggressiva, ma ciò nonostante per tutta
la sua vita non ha mai rinnegato il fascismo". Sottilinea l'associazione
che "non si è mai, infatti, dissociato dall’appartenere a coloro che
negli anni della guerra hanno fatto una scelta di sostegno a Mussolini, scelta
confermata anche dopo la caduta del fascismo".
Tra i motivi di contrarietà anche il fatto che per l'Anpi
"la scelta di intitolare una via ad un soggetto da parte di
un’Amministrazione comunale si basa su un comportamento meritevole della
persona, che deve aver condiviso valori con l’intera cittadinanza", ma
per l'associazione, nella scelta del Comune di Verbania, vi è
"un’evidente criticità in tal senso" e perciò "chiede
espressamente che l’Ente locale modifichi la sua decisione e provveda ad
intitolare la via ad altra persona che si è particolarmente distinta nella vita
democratica della città o del paese Italia".
Nella nota il Coordinamento Provinciale dell’ANPI del Verbano
Cusio Ossola è, altresì, estremamente preoccupato per le voci in essere
secondo cui il Comune di Verbania sarebbe intenzionato ad inserire un fascio
littorio a Palazzo Flaim, palazzo dedicato alla figura storica del partigiano
Mario Flaim, Medaglia d’Oro della Resistenza. E chiede, pertanto,
espressamente che
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Concorso fotografico sulla Resistenza
Siena, 19 marzo 2011 -
Obiettivi puntati sulla Festa della Liberazione del 25 aprile con il
concorso fotografico ''Liberiamo il 25 Aprile'', promosso dalla Provincia di
Siena per diffondere e promuovere la cultura della democrazia e degli alti
valori alla base della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo. La
partecipazione e' gratuita, aperta a tutti e senza limiti d'eta'.
Il
concorso e' suddiviso in due categorie di partecipanti: la prima e' rivolta a
tutti gli studenti della scuola secondaria e dell'Universita', mentre la seconda
e' aperta a tutti i cit-tadini residenti e/o domiciliati nella provincia di
Siena, cittadini immigrati compresi. Ogni candidato puo' partecipare con un
massimo di tre foto originali, in bianco e nero o a colori, realizzate con
tecnica tradizionale o digitale e dedicate a tutto quanto concerne
Le
foto devono essere spedite, esclusivamente in via telematica, all'indirizzo di
posta elettronica liberiamoil25aprile@gmail.com entro le ore 12 di lunedi' 4
aprile. Tutte le foto inviate saranno inserite all'interno di un video montato a
cura dell'organizzazione del concorso, che sara' proiettato durante la giornata
del 25 aprile a Siena.
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Incontri partigiani
PIETRASANTA,
18 marzo 2011 - Tre Incontri partigiani in programma a Pietrasanta da
lunedì 21 marzo 2011, ore 18,
organizzati
dai Comunisti Italiani per il 65° Anniversario della morte di Luigi Salvatori,
primo sindaco
di Pietrasanta dopo
Giuliano
Rebechi
Partito dei Comunisti Italiani
Sezione
“Luigi Salvatori” – Pietrasanta
65° Anniversario della morte di
Luigi Salvatori
Incontri partigiani
Per
capire l’Italia di oggi e quella di domani
Lunedì 21 marzo
2011,
ore 18.00
Essere antifascisti oggi
Relatore
Giovanni Cipollini,
vice
presidente Sez. “G. Lombardi” Anpi Versilia
Dibattito
Venerdì 25 marzo, ore 18.00
Essere comunisti oggi
Relatore
Giuliano Rebechi, giornalista
Dibattito
Conclude
Nino Frosini
Segretario
regionale dei Comunisti Italiani
Venerdì 1 aprile, ore 18.00
Essere con
Relatore
Lamberto Pocai, Segretario Fiom Cgil
Versilia
Dibattito
Tutti gli incontri si terranno alla Croce Verde di Pietrasanta
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CARPI,
18 marzo 2011 - Un restauro che costerà
molto per le casse del Comune già messe alla prova dalla crisi: una
dimenticanza ancora più grave per chi ogni giorno ritiene di essere portare
unico dei valori della Resistenza, che al contrario sono di tutto un popolo, e
di tutte le anime che ne hanno fatto parte.
Con tutte le pagine controverse possibili,
certamente
Questo è il sentimento che ogni giorno viene
sbandierato: non vale un piccolo monumento, e la sua piccola manutenzione.
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ROMA,
18 marzo 2011 - Tra le
manifestazioni che animeranno oggi 17 marzo la capitale per i
festeggiamenti dell’Unità d’Italia, c’è anche l’appuntamento
in Via Tasso al Museo storico della liberazione, con una mostra
di due diverse prospettive da cui guardare la storia della nazione. Da un
lato quella propriamente unitaria del 150°, con l’apertura dell’incontro
alle ore 12 alzando le voci nell’inno Fratelli d’Italia, e
dall’altro quella della lotta della Resistenza contro
l’occupazione nazifascista – di cui il museo di via Tasso è custode della
memoria – con un canto simbolo delle forze partigiane, Bella ciao,
intonato in chiusura della mattinata. Tra questi due momenti al Museo della
Liberazione si svolgeranno in ordine la lettura della motivazione della
medaglia d’oro al valor militare alla città di Roma, il cambio delle
bandiere (Roma, Italia ed Europa), il discorso del presidente del museo Prof.
Antonio Parisella, il canto di Viva l’Italia e la lettura de
Il monumento di Pietro Calamandrei (1889-1956).
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ROMA,
18 marzo 2011 - L’eccidio di una
trentina di civili, avvenuto ieri ad Abidjan, potrebbe costituire per l’Onu un
crimine contro l’umanità. A sostenerlo è il Comitato delle Nazioni Unite per
i diritti umani
Il massacro è stato compiuto in un affollato mercato dai miliziani vicini al
presidente uscente della Costa d’Avorio, Gbagbo, ancorato al potere nonostante
sia stato sconfitto alle elezioni del novembre scorso.
La capitale economica ivoriana è scossa da una settimana a causa della crisi
politica innescata dalle forze che sostengono Gbagbo e Alassane Ouattara,
vincitore riconosciuto del voto.
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Montieri ricorda il
sangue versato con un evento che fa da preludio ad un intervento urbanistico
improntato sulla memoria
Montieri, 17 marzo
2011 - Si è
recentemente costituita la sezione territoriale ANPI Montieri/Monterotondo
“Mario Cheli - Guido Boscaglia”, che ha proposto ai comuni giornate di
ricordo e riflessione sulla Resistenza. Il Comune di Montieri ha colto questo
invito ed ha promosso un evento didattico-musicale con la scuola media “E.
Fermi”, il gruppo “Sonatori della Boscaglia” e Pardo Fornaciari.
L’appuntamento è
fissato per sabato 19 marzo alla sala comunale di via Roma a Montieri a partire
dalle ore 9.30 con l’introduzione ed il saluto del Sindaco Marcello Giuntini.
Alle ore 10 ci sarà il concerto ed interventi audiovisivi. Sarà un’occasione
importante perché servirà anche per parlare del recupero di
Piazzale 25 Aprile avviato da poco dal Comune e del monumento che nel piazzale
verrà collocato per ricordare il triste episodio avvenuto nel gennaio
1944, quando dall'edificio comunale il segretario del fascio locale fece sparare
sulla folla uccidendo due persone, un anziano ed un giovane ragazzo. Per questo
il monumento si intitolerà “Il vecchio ed il giovane”. Questo
episodio spinse le brigate partigiane attive sul nostro territorio, il
distaccamento Guido Boscaglia, il distaccamento Otello Gattoli e il
distaccamento Velio, che il 22 Marzo 1944 ad assaltare la caserma di Montieri.
In seguito a questo intervento, i primi di maggio, i tre gruppi si unirono nella
23^ Brigata Garibaldi.
Con il monumento a ricordo
a quel sangue versato e con il piazzale 25 aprile ripensato non più come
semplice parcheggio ma come luogo della socialità il Comune vuole
veramente trasmettere alle future generazioni un messaggio improntato sui sacrifici ed i valori che
hanno portato alla costituzione della nostra società civile.
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LUCCA,
16 marzo 2011 - Giovedì 17 marzo ricorre la festa dei 150 anni dell'Unità
d'Italia. Di seguito i maggiori eventi in provincia di Lucca.
Garfagnana
Oltre
Accadrà
alle 21 del 17 marzo quando nelle piazze dei 23 Comuni della Valle del Serchio e
della Garfagnana in contemporanea verrà esploso un fuoco d’artificio
tricolore.
L’evento,
denominato ‘In alto il tricolore’ ed organizzato dalle Comunità montane, sarà
documentato con riprese in tutta l’area coinvolta ed inviato per la
certificazione al team del Guinness.
Le
celebrazioni continueranno anche il 18 marzo: a Barga alle ore 10 nell’aula
magna degli istituti superiori è infatti prevista la presentazione
di “Antonio Mordini e il terzo partito” (Pacini Fazzi editore), la
biografia scritta dal senatore Andrea Marcucci sul patriota bargigiano, che fu
stretto collaboratore di Giuseppe Garibaldi e poi protagonista della vita
parlamentare nella fase post unitaria.--
Viareggio
La cerimonia avrà inizio alle
Forte
dei Marmi
Mercoledì 16 marzo al Palazzetto dello sport, dalle 17,30 alle 20.30
si svolgerà “Buon compleanno Italia”, a cura della scuola dell’infanzia,
della scuola primaria e secondaria di primo grado.
All’evento, saranno presenti il sindaco, Umberto Buratti e la autorità
cittadine. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini e il presidente della
Regione Toscana, Enrico Rossi, invitati alla manifestazione insieme alle
massime cariche dello Stato, hanno inviato un breve messaggio di auguri.
Le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, organizzate
dall’amministrazione comunale proseguiranno giovedì pomeriggio alle 17 presso
il municipio in piazza Dante, dove il sindaco inaugurerà ufficialmente la targa
celebrativa di questa storica ricorrenza, donata al comune dalla Fondazione
Cassa di Risparmio di Lucca.
Pietrasanta
Il 16 e il 17 marzo i commercianti che aderiscono all’iniziativa
Vetrine Tricolori, coloreranno i loro negozi di verde, bianco e rosso, mentre
alcuni ristoranti proporranno uno Speciale Menù Tricolore.
Le
note di “Viva l’Italia-Concerto per
Per
celebrare
La
mattina del 17 marzo, alle
Nel
pomeriggio del 17, alle 14.30 partirà l’edizione Speciale del Carnevale
Pietrasantino. Rinviata al 2 giugno l’iniziativa prevista per le
Porcari
Sarà il Consiglio Comunale, riunito in seduta straordinaria alle 21
di mercoledì 16 marzo, ad aprire le iniziative programmate per celebrare i 150
anni dell’Unità d’Italia.
Alla
seduta parteciperanno quali ospiti alcuni esperti del periodo storico che vide
la nascita dell’Unità d’Italia e gli studenti della Scuola Media “E. Pea”
di Porcari che presenteranno una serie di disegni realizzati sul tema
dell’unità in occasione della festa della Toscana.
Il
giorno successivo ovvero mercoledì 17 marzo alle ore 10.30 la popolazione, i
rappresentanti delle istituzioni e le scuole si ritroveranno dietro al palazzo
comunale dove, con la partecipazione della “Filarmonica Alfredo Catalani”
che intonerà l’inno nazionale, verrà tagliato il nastro per
l’intitolazione di un’area di parcheggio come “Piazza Unità
d’Italia”.
Altra
iniziativa è quella del “Comitato del Padule Residenti Via Leccio” da molto
tempo impegnato nella valorizzazione della frazione.Per celebrare degnamente la
ricorrenza verranno fissate ai pali della pubblica illuminazione le bandiere
tricolori in Via Leccio dalla località “Poggetto” fino a “Corte Spagni”
ed in Via Carlotti.
Montecarlo
- ore 10.00: ritrovo presso Piazza F.Carrara
- ore 10.30: cerimonia dell'Alzabandiera
- a seguire: presentazione del calendario degli eventi per il 150° Anniversario
dell’Unità d’Italia.
Alle 21 avrà inoltre luogo presso il Teatro Comunale dei Rassicurati
l’incontro di storia locale “Montecarlo nel 1861”.
Saranno presenti alle celebrazioni
La cittadinanza è invitata ad esporre il tricolore.
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Casa
Onna, una primavera di spettacoli

ONNA, 16 marzo 2011 -
È stata presentata nel centro
civico e sala multifunzuionale di Onna la rassegna di teatro cinema e musica
Casa Onna 2011, perfetto esempio di collaborazione tra le varie istituzioni
aquilane per proporre un cartellone di tutto rispetto in questa nuova e preziosa
struttura donata dal governo tedesco.
Questi
in sintesi gli eventi che animeranno la primavera: Po(e)tage Surprise,
spettacolo proposto da Teatro Stabile d’Abruzzo, è la scelta fatta di un
percorso nella poesia, - La poesia è a basso costo- scherza Ratti – si può
fare ovunque, non necessita di scene, né di costumi. Per la poesia bastano le
anime. Ognuno di noi possiede una propria biblioteca mentale organizzata secondo
criteri personali che rispondono a logiche quasi mai comprensibili per gli
altri, come si racconta il percorso privato che ognuno di noi ha compiuto nella
storia della letteratura mondiale? Ci prova Giancarlo Ratti che, come in una
ipotetica “notte bianca” a Casa Onna, fa scorrere il flusso delle sue
emozioni legate agli autori che per lui hanno un significato.
Un
attore, quindi, i suoi pensieri, gli anedotti divertenti ed una “carta dei
poeti” selezionati in base al valore che Ratti gli attribuisce, per semplicità
messi in ordine alfabetico: da Cecco Angiolieri, ad Erri De Luca, ad Emily
Dickinson, Fortini, Govoni, fino ad arrivare ad Andrea Zanzotto, con leggerezza
ed ilarità.
L’altro
evento proposto dal Teatro Stabile d’Abruzzo è Casa Dolce casa di e con Carlo
Onado, un monologo comico di un antieroe borghese. Solo in casa, aspettando il
rientro della moglie “gravemente incinta”, un padre di famiglia fedele
racconta le quotidiane fatiche di chi ha scelto di seguire un percorso
tradizionale: lavoro fisso, casa, famiglia. Un Don Chisciotte contemporaneo,
circondato da vicini invadenti, che sfida le tempeste di una moglie in
gravidanza, seguendola fino all’interno della sala parto, per risorgere,
infine in una nube di pannolini.
Il
Conservatorio “A. Casella” animerà Casa Onna con i concerti degli allievi:
valorizzare le potenzialità dei giovani come risorsa fondamentale per un futuro
che veda la crescita culturale come bene comune, sperimentare azioni combinate
capaci di valorizzare il patrimonio istituzionale, umano e culturale di cui si
dispone, ricercare nuove forme di collaborazione istituzionali, mettere in
‘RelAzione’ le istituzioni che sono deputate alla formazione dei giovani, è
da sempre l’obiettivo perseguito dal Conservatorio.
Le
tre regole della vita è un cortometraggio realizzato da ragazzi adolescenti
all’interno del laboratorio di cortometraggio e dell’iniziativa “E-state
con noi”, promossa da Amici dei Bambini in collaborazione con l‘Azienda
Chicco e le Suore della Presentazione di Maria Santissima al Tempio a Onna.
Nella realizzazione del cortometraggio i ragazzi sono stati diretti dai registi
Stefano Saverioni, Nomination David di Donatello 2009, e Marco Chiarini,
Nomination David di Donatello 2010, con la collaborazione del Cineforum di
Teramo. L’iniziativa è stata patrocinata dalla Curia Arcivescovile
dell’Aquila, dalla Onna ONLUS e dalla pro Loco di Onna.
Onna
‘44 ripercorre gli eventi collegati all’eccidio dell’11 giugno 1944,
avvenuto nel paese di Onna (L’Aquila) durante la seconda guerra mondiale. Il
cortometraggio, prodotto dall’Accademia dell’Immagine è tratto dal volume
“Indagini su un massacro. La strage nazista di Onna” (di Aldo Scimia e
Giustino Parisse) ed è girato interamente in Alta Definizione.
La
supervisione al video è dei docenti dell’Accademia dell’Immagine: Franco
Lazzaretti (Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio) e Gianluca Costamagna
(Suono) che hanno coordinato il lavoro degli studenti della Scuola.
Il
cortometraggio ripercorre gli eventi collegati all’eccidio dell’11 giugno
1944, avvenuto nel paese di Onna (L’Aquila) durante la seconda guerra
mondiale.
L’Istituto Cinematografico
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Arezzo, 16 marzo 2011
- Dopo il grande successo inaugurale di sabato 12 della mostra fotografica
"E IO ERO SANDOKAN. Sguardi partigiani", con le foto di Lorenzo Nasi,
il Circolo Aurora invita tutta la cittadinanza a proseguire le visite alla
mostra che sarà visitabile fino a domenica 20, tutti i giorni dalle 17 alle
19.30 e dalle 22 alle 24.
Alla presenza delle autorità locali, dal Presidente della Provincia Roberto
Vasai all'Assessore Brezzi del Comune di Arezzo e al Presidente del Consiglio
Comunale Caroti, un pubblico delle grandi occasioni ha ascoltato commosso gli
interventi del Presidente dell'ANPI di Arezzo Amedeo Sereni e dell'ANPI di
Foiano Ezio Raspanti.
Le suggestive note della Casa del Vento hanno poi concluso il pomeriggio
lasciando spazio alle emozioni di quegli sguardi partigiani inseriti in quel
gioco di luci e atmosfere create ottimamente dall'installazione scenografica di
Bartolo Incoronato della compagnia di teatro "Il sogno utile".
Una grande mostra con la quale il Circolo Aurora intende rendere omaggio ai 150
anni dell'Unità d'Italia, all'interno dei quali
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La tradizione vuole che la presidenza venga affidata ad un Partigiano e così è
stato riconfermato Ciro Domenichini, nome di battaglia "Fulmine",
caposquadra del battaglione Val di Vara, gloriosa formazione partigiana che
faceva parte della brigata "Giustizia e Libertà" ed operava nei
nostri territori agli ordini del comandante "Dany" Bucchioni. Il
segretario uscente, Carlo Borrini, è stato nominato vice presidente.
Largo ai giovani con la nomina a segretario di William Domenichini, e alle donne
con la vice segretaria Valeria Fregosi (eletta dal XV congresso nel comitato
provinciale
dell'ANPI dal congresso provinciale) e la responsabile amministrativa Sara
Zolesi. Tutto il direttivo rivolge un ringraziamento particolare a Carlo Borrini,
instancabile animatore e referente della sezione ANPI follese che, dal 2006 ad
oggi, ha tenuto in vita la sezione portando risultati importanti dalla nuova
sede di via Colombo al monumento alla Resistenza in piazza Matteotti, ai
rapporti con le istituzioni. Con l'esempio di chi ha operato fino ad oggi
inauguriamo la nuova stagione dell'ANPI.
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CAMPOBASSO, 15 marzo
2011 - In vista
del 15° Congresso Nazionale dell'ANPI che si terrà a Torino nei
giorni 24-27 marzo
Il Presidente Provinciale dell'ANPI, Paolo Morettini
partendo dalla bellissima manifestazione "Se non ora quando?" in
difesa della Costituzione che si è svolta ieri a Roma, ha ricordato quando
i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per
combattere il nazifascismo, offrirono la loro vita per affermare i principi sui
quali costruire la convivenza civile, la libertà, l'uguaglianza, la giustizia e
la democrazia. Da quella lotta che vide combattere e morire uomini e donne,
operai e intellettuali contadini e liberi professionisti di diversa fede
politica e religiosa nacque la nostra Costituzione che è ancora oggi tra le più
avanzate al mondo.
All'iniziativa ha partecipato anche il Consigliere
Regionale Michele Petraroia che ha ricordato come oggi i valori di libertà e
giustizia, di solidarietà e di pace che hanno animato la lotta di liberazione e
sui quali si fonda la nostra Costituzione siano messi profondamente in pericolo
da una deriva populistica e autoritaria. Il Consigliere ha voluto ricordare
anche due figure molisane della resistenza, morte per la libertà, Mario
Brusa Romagnoli e Giuseppe Barbato fucilati dai Nazi-Fascisti in Piemonte il
30.03.1945 ed il 30.09.1944.
Nel suo lucido intervento conclusivo, il Componente dell'ANPI
Nazionale, Ivano Artioli ha ripercorso le tappe dell'antifascismo italiano
sottolineando l'importanza e il ruolo che ancora oggi può e deve ricoprire
l'ANPI coinvolgendo nella propria attività non solo coloro che hanno fatto la
resistenza ma anche quelle forze, in primis i giovani, che vogliono affermare,
difendere e diffondere la cultura dell'antifascismo in Italia.
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L’Anpi Fermo ricorda l’eccidio di Montemonaco con i ragazzi
del Liceo Classico Annibal Caro
Il giorno 18 marzo ricorre il 67°
anniversario dell’eccidio di Montemonaco, quando - durante un rastrellamento
delle truppe tedesche con l’appoggio dei Repubblichini - furono uccisi
partigiani e civili in varie località, fino all’eccidio finale di 10
partigiani catturati ed immediatamente fucilati in contrada Tofe.

FERMO, 14 marzo 2011 - Questa
memoria sarà celebrata venerdì prossimo alle ore 10.00 all’Auditorium San
Martino di Fermo con i ragazzi del Liceo “Annibal Caro” di Fermo, guidati
dal Preside Prof. Ciro Bove, ed alla presenza del Presidente della Provincia
On.le Fabrizio Cesetti e del Sindaco di Fermo Dott. Saturnino Di Ruscio.
Nel corso della manifestazione saranno ricordati i fatti di Montemonaco, saranno
proiettate diapositive scattate sui luoghi del massacro e sarà presentata
l’iniziativa dell’Anpi Fermo per il riconoscimento dell’onorificenza di
Medaglia d’Oro al Valor Militare per i fatti della Resistenza alla Provincia
di Fermo, onorificenza già concessa alla Provincia di Ascoli Piceno quando era
ancora unita al Fermano.
L’occasione sarà utile anche per sottolineare, nello spirito della
Costituzione Repubblicana, la partecipazione dell’Anpi alle celebrazioni per
il 150° Anniversario che si terranno il giorno 17 marzo: la bandiera di
combattimento del Battaglione Mario Batà sarà presente a tutte le iniziative
organizzate dalla Città di Fermo, nel segno dell’unità democratica.
Sull’ultimo episodio c’è la commovente testimonianza del Parroco che scrive
“… vengono le mamme e i loro urli raggiungono le stelle. Ma le facce dei
morti sono troppo deformate … bisogna coprirli … prendo due tovaglie
d’altare … e la giovanetta Pizzichini Francesca le appunta col filo …
affinché il vento non le porti via …”.
Negli scontri cadde anche il giovanissimo fermano Enrico Bellesi, 16 anni, che
nel ricordo del comandante partigiano Giuliano Montanini “…ebbe il fucile da
noi e disse: “Dammela questa arma, perché al momento opportuno la saprò
adoperare”. E il 18 marzo 1944, quando c’era un metro di neve a Montemonaco,
questo ragazzo affrontò un carro armato che era entrato in paese e aveva già
bruciato alcune case; si sentivano spari dei mortai, il ragazzo sparò e
ricevette una pallottola in fronte …”.
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MACERATA, 14 marzo 2011 - Ricorre
in questo 2011, il 67° anniversario dell’Eccidio di Montalto. Tante le
iniziative promosse dalla sezione ANPI di Tolentino di concerto con
l’Amministrazione Comunale e che per diversi giorni consentiranno agli
studenti ed a tutti i cittadini di tornare a riflettere sui tragici fatti
accaduti nel marzo del 1944.
Questo
il programma delle diverse manifestazioni: mercoledì 16 marzo incontro con gli
studenti delle scuole primarie. Alle ore 9.00 Ist. Comprensivo “Lucatelli”,
ore 10.30 Scuole primarie Ist. Comprensivo “Don Bosco”, incontro con i
Partigiani e con l'ANPI e proiezione del filmato “Memorie Partigiane” regia
Laura De Sanctis. Venerdi 18 marzo incontro con le Scuole secondarie inferiori.
Alle ore 9.00 I.C.
“Lucatelli” e alle ore 11 Scuole secondarie inferiori I.C. “Don Bosco”,
incontro con i Partigiani e con l'ANPI, proiezione del filmato “Memorie
Partigiane” regia Laura De Sanctis. Sabato 19 marzo, alle ore 8.00, una
delegazione ANPI deporrà corone di alloro a San Severino Marche, Borgiano,
Muccia, Caldarola, Vestignano e Montalto. Alle ore 10.45, all’Aula Magna
dell’Istituto Tecnico Economico, incontro con i Partigiani e con l'ANPI e
proiezione del filmato “La carta e
Al Famedio dei caduti, alle ore 9.30, scoprimento lapidi commemorative di tutti
i caduti per la libertà Celebrazione della Santa Messa (in caso di pioggia
Alle ore
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FORTE DEI MARMI
(Lucca), 12
marzo 2011
- Ne segno della tradizionale ospitalità di Forte dei Marmi al servizio
della Pace, per la prima volta la città ospita il gruppo di lavoro del
Segretariato Permanente del summit mondiale dei Premi Nobel per
Il
Segretariato è stato creato a Roma nel luglio 2006 per organizzare i “Summit
mondiali dei Premi Nobel per
Ed
è proprio in questo contesto che si inserisce il coinvolgimento della Versilia,
proposta dal Sindaco Umberto Buratti al Segretariato,
quale sede del progetto “Nobel Peace Summer School”,
rivolto alle nuove generazioni.
Nei
tre giorni di permanenza, alcuni personaggi insigniti del prestigioso premio,
insieme a docenti universitari ed altri esponenti della cultura ed alte
organizzazioni internazionali, si troveranno a confronto con un gruppo di
giovani, provenienti dai più prestigiosi atenei, con i quali approfondiranno il
tema della cultura della Pace.
“Siamo
onorati oggi di ospitare il Meeting – ha dichiarato il sindaco,
Umberto Buratti- e
l’obiettivo è proporre
E’
particolarmente significativo il fatto che la città, alla fine
dell’Ottocento, sia divenuta sede della società ‘SIPE Nobel’, nata dalla
collaborazione tra
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ALFONSINE,
12marzo 2011 - Oggi pomeriggio, sabato
12 marzo alle 17, alla Galleria del Museo della battaglia del Senio in piazza
Resistenza si inaugura la mostra "Crisalide", dell'artista alfonsinese
Roberta Liverani. La pittrice presenta le sue ultime creazioni pittoriche: un
nuovo "per-corso" che rappresenta un interessante sguardo
sull'evoluzione
pittorica di una arista di grandi capacità e di straordinario uso del colore.
La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo, tutti i giorni dalle 16 alle 20 e
le domeniche anche la mattina dalle 10 alle
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ALPIGNANO , 11 marzo 2011 - Per ricordare i giovani del Maiolo,
dieci partigiani uccisi barbaramente, uno di loro aveva poco più di
trent’anni e il più piccolo ne aveva solo 17, l’Amministrazione Comunale,
in collaborazione con le associazioni e le scuole alpignanesi, organizza in
un'unica giornata, martedì 22 marzo una “fiaccolata sui luoghi storici
dell’eccidio”.
La fiaccolata
partirà alle 20 da piazza 1° Maggio e sosterà in via Arbarello (Cascina
Gianoglio) e arriverà al monumento del Maiolo dove si svolgerà la
commemorazione ufficiale, con la deposizione delle corone, il rito religioso, l'interveno
del Sub Commissario Prefettizio Dott.ssa Francesca Stallone, la consegna delle
tessere ad honorem dell'Anpi, riflessioni a cura dei ragazzi delle scuole di
Alpignano e del gruppo giovani di Alpignano, l'intervento dell'Oratore
Ufficiale, Guido TALLONE, Docente e Formatore.
Parteciperanno
alla cerimonia
Al termine della
manifestazione verrà distribuita la cioccolata calda a cura del Gruppo Alpini
di Alpignano, sezione di Torino.
In caso di
maltempo l'iniziativa si svolgerà presso il Bocciodromo Comunale di Alpignano,
in via Rossini n. 5.
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Bergamo, la strage nazifascista di Piazzale Loreto
BERGAMO, 10 marzo 2011 - ANPI
sezione Eugenio Bruni Bergamo città
invita alla proiezione del film
*"Partiti per Bergamo"
*La strage nazifascista di Piazzale Loreto, di Marco Pozzi, Italia 2010,
55’,
ricostruzione e testimonianze dirette dell’eccidio dei quindici partigiani
ed antifascisti avvenuto il 10 agosto
i quali il bergamasco Vittorio Gasparini
*giovedi 10 marzo 2011 alle ore 18.00
presso ANPI Bergamo, via Borgo Palazzo,n.16*
presentazione a cura di
Sergio Fogagnolo
figlio di Umberto Fogagnolo, uno dei 15 martiri di Piazzale Loreto,
presidente dell’Associazione familiari delle Vittime di piazzale Loreto
Le Radici della Pace I Quindici
L’Associazione
Le radici della Pace - i 15, che riunisce i familiari dei
fucilati di piazzale Loreto ha prodotto il film «Partiti per Bergamo» che
rievoca, in modo rigorosamente scientifico, la strage nazifascista di
piazzale Loreto, illegittimamente nascosta per oltre 50 anni nel famigerato
armadio della vergogna, insieme ai fascicoli di altri 694 eccidi. Il film si
basa su una serie di testimonianze, molte inedite, di persone che all’epoca
hanno vissuto
immediatamente successivi. Il significato storico del filmato è quello di
colmare un vuoto nella memoria collettiva del Paese: quando ci fu quella che
Ferruccio Parri definì la macelleria messicana, in piazzale Loreto il 28
aprile 1945, c’erano le cineprese di Combat Film a documentare l’ira della
folla e il maltrattamento dei cadaveri di Mussolini e dei gerarchi,
suscitando raccapriccio.
Ma il 10 agosto 1944 nella Milano occupata dai nazisti, vigeva il divieto di
fotografare le stragi proprio per evitare di documentare le atrocità
totalitarie. Ci fu, però, un’eccezione: un operatore tedesco, violando
l’ordine, fece una serie di scatti fotografici che lo storico Carlo Gentile
ritrovò alla fine degli anni ’90 nel Bundesarchiv di Coblenza.
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Commemorato domenica l'eccidio di Valmala

CUNEO,
09 marzo 2011 - Si
è svolta domenica scorsa a Valmala, nei pressi del santuario, la commemorazione
dell’eccidio avvenuto il 6 marzo
Intanto è stata presentata l'inizativa dei Comuni di Busca, Costigliole
Saluzzo, Rossana, Tarantasca, Valmala che si sono riuniti, con la collaborazione
della sezione Anpi (partigiani d’Italia) di Busca-Verzuolo, per festeggiare
insieme sia il 150° Anniversario dell’Unità sia il 66^ Anniversario del 25
Aprile, che ha avuto con la celebrazione di valmala il primo appuntamento.
Per l’anniversario del 17 marzo, Unità d’Italia, nei cinque comuni sarà
proiettata la bandiera italiana sui monumenti storicamente significativi: a
Busca sarà illuminata con il tricolore il cippo collocato al centro del parco
della Resistenza. Giovedì 17 marzo a Tarantasca alle 10.30, nel centro
polivalente, si terra il convegno-spettacolo “L’Italia tra storia prosa e
musica” a cura di Gianni Cerutti con l’esibizione del soprano Valeria Arpino.
Venerdì 1 aprile a Busca, alle 20.45 nel Teatro Civico rappresentazione
“L’Agnese va a morire” a cura dell’associazione Mangiatori di nuvole”.
Lunedì 4 aprile a Costigliole Saluzzo, alle 16 nel Palazzo
Martedì 12 aprile a Busca alle 9 e alle 21 nel cinema Lux proiezione del film
per le scuole “Duccio Galimberti. Il tempo dei testimoni” di Teo de Luigi
Domenica 17 aprile sarà la “Domenica patriottica” con camminata sui
sentieri della storia a cura delal Compagnia del Buon cammino: ritrovo alle 8.30
da Costigliole, in piazza Vittorio Emanuele II e trasferimento al Roccolo di
Busca con propri mezzi, da dove alle 9,45 ci sarà la partenza con arrivo nella
frazione Ceretto di Costigliole alle 13 per il pranzo a cura della Pro loco di
Costigliole
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67/O
ANNIVERSARIO DELLA DEPORTAZIONE NEL LAGER DI MAUTHAUSEN
Ieri
la cerimonia a Santa Maria Novella

FIRENZE,
09 marzo 2011 - Fu uno
sciopero europeo, probabilmente la prima manifestazione per la pace alla quale
partecipassero insieme studenti, lavoratori, persone di paesi diversi che nelle
piazze sfidava apertamente la barbarie nazifascista. Era l’8 marzo del 1944 e
molti pagarono con la vita quel semplice gesto di adesione alla protesta. A
Firenze furono centinaia, in larghissima parte operai. Li arrestarono, li
ammassarono nel Loggiato delle ex Leopoldine, in piazza Santa Maria Novella, e
li caricarono sui vagoni piombati diretti a Mauthausen e altri campi di
sterminio nazisti. Partirono dal binario 6 della stazione quell’8 marzo e in
pochi tornarono vivi.
La città ha ricordato i suoi deportati, a sessantasette anni di distanza, con
una cerimonia che si è tenuta questa mattina sotto il loggiato delle ex
Leopoldine.
I Gonfaloni hanno aperto la celebrazione che ha visto presenti, tra gli altri,
il sindaco Matteo Renzi, il primo cittadino della città austriaca di Mauthausen
Thomas Punkenhofer, l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi, la
consigliera regionale Daniela Lastri, l’assessore provinciale alla pubblica
istruzione Giovanni Di Fede, la presidente della commissione pace Susanna
Agostini, Alessio Ducci, presidente dell’Aned (l’Associazione nazionale ex
deportati) di Firenze e Marcello Martini (il più giovane deportato italiano ma
che non faceva parte di quel gruppo partito da Firenze).
Punkenhofer ha regalato a Renzi una pietra della cava di Mauthausen quale
simbolo delle «anime dei deportati fiorentini» nel campo di sterminio nazista.
«E’ una giornata particolare – ha sottolineato il sindaco Renzi – è la
prima volta che ci troviamo qui senza la presenza fisica di chi di era stato
trasportato su quel treno e dal campo di sterminio era riuscito a tornare: Mario
Piccioli. Era uno di quelli che ci aveva fatto capire che cosa significa avere a
cuore la memoria per poter costruire un futuro. Piccioli lo ha insegnato a molti
ragazzi con uno sforzo personale che vale più di tanti discorsi».
«Questo ricordo del passato, il pensiero di Mario Piccioli e di tutti coloro
che hanno vissuto quella esperienza, deve continuare. Questa è la sfida di oggi
ed è un impegno che prendiamo per il futuro – ha aggiunto il sindaco –
nelle ex scuole Leopoldine nascerà nel 2013 il museo del Novecento ma vogliamo
mantenere viva anche la memoria storica del Novecento, non solo quella artistica
e culturale.
Prenderemo il testimone di Mario e degli altri deportati e lo porteremo nel
domani a testa alta e con il cuore colmo di gratitudine»
Subito dopo il momento culminate della cerimonia: al binario 6, alla stazione di
Santa Maria Novella, è stata scoperta una lapide per ricordare quella pagina di
storia.
Il convoglio che lasciò Firenze l’8 marzo del 1944 giunse a Mauthausen
l’11. Durante il percorso verso i campi di sterminio al treno furono aggiunti
a Fossoli e a Verona altri vagoni che trasportavano lavoratori che avevano
scioperato.
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BRIGATA MAIELLA: A PRATOLA PELIGNA UN MONUMENTO AI PARTIGIANI
Pratola
Peligna L'Aquila, 08 marzo 2011
- L'Amministrazione Comunale di Pratola Peligna ha deciso di dedicare una piazza
e un monumento ai 55 caduti della Brigata Maiella , di cui 5 pratolani. Questo
e' stato annunciato dal sindaco De Crescentiis durante un incontro con gli
iscritti alla Sezione Sulmona-Valle Peligna della Brigata Maiella. Al termine
dell'incontro e' stato costituito un Comitato che provvedera' a far realizzare
una monumentazione dedicata agli eroi della storica Brigata partigiana che non
solo libero' l'Abruzzo dal nazi-fascismo, ma contribui' a liberare l'Italia.
"
Quello che insieme alla Sezione Peligna della Brigata Maiella abbiamo
deciso di fare - spiega - non e' solo un atto estetico in un paese che,
comunque, ne ha un grande bisogno; e' un omaggio, sempre troppo modesto,
all'alto valore pedagogico dell'azione eroica dei nostri partigiani. Il
monumento serve per ricordare a tutti noi, e alle nuove generazioni in
particolare, che nulla a questo mondo e' dato per acquisito per l'eternita'; che
cio' che si e' duramente conquistato con sacrificio e dolore, va protetto con
passione e costanza perche' il pericolo di perderlo e' sempre in agguato. E
questo vale ancora di piu' per i valori di Liberta', di Giustizia e di
Uguaglianza.Dimentichiamo troppo spesso che le liberta' e i diritti civili di
cui oggi godiamo non ci sono piovuti dal cielo ma sono stati acquisiti ad un
prezzo altissimo dai nostri padri, in termini di vite umane e di sofferenza, e
abbiamo dunque il dovere di impegnarci a mantenerli e a trasmetterli", dice
infine il sindaco.
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"Volontarie della
Libertà. Le Donne e
Le
Donne e
BOLOGNA, 08 marzo 2011 - Volontarie
della Libertà. Le Donne e
Lo spettacolo ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di
Bologna, del Comune di Bologna, dell'Istituto Storico Parri Emilia-Romagna e
dell'A.N.P.I. Provinciale di Bologna. "Resistenza taciuta" viene
definita la storia della Resistenza femminile. Ancora non è stata realmente
scritta. Esistono però numerose testimonianze, dati, fatti che consentono di
valutare la reale portata di questa partecipazione. L'adesione femminile nelle
sue diverse forme (combattenti o fiancheggiatrici nella lotta di Liberazione) fu
ampia e importante e se ne trovano riscontri in ogni regione italiana. Quali
furono i motivi che spinsero migliaia di donne a compiere una "scelta"
che nessuno avrebbe mai preteso da loro?
Forse per gli uomini esistevano ragioni d'obbligo militare. Le donne, al
contrario, restandosene a casa, non subivano la riprovazione o il giudizio
morale di nessuno. La resistenza femminile ci appare quindi come movimento
"spontaneo".
Volontarie le donne lo furono più degli uomini. E questa scelta permise loro,
per la prima volta, di sentirsi potenziali protagoniste della storia del nostro
Paese, in uno dei momenti più critici e dolorosi. Nelle parole delle
protagoniste di quegli eventi si avverte ancora il senso e la necessità della
lotta che le vide agire e subire, affrontare arresti, violenze, deportazioni e
morte. Ma dai loro racconti, talvolta, trapela anche l'amarezza di chi non si è
visto riconoscere l'impegno e ha subito il silenzio della memoria.
Paola Bacchetti. Dopo la laurea al Dams di Bologna, collabora per sette stagioni
con la compagnia Teatroaperto di Bologna. Successivamente lavora come attrice
con alcuni fra i più noti registi e attori del panorama teatrale italiano
italiano (tra gli altri Giancarlo Sepe, Gigi Dall'Aglio, Andrea Liberovici,
Giuseppe Venetucci, Massimo Venturiello tra i registi, e Paola Borboni, Arnoldo
Foà, Mario Scaccia, Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, Arnaldo Ninchi, Luciano
Virgilio, Franco Castellano, Edoardo Siravo fra gli attori) e come aiuto regista
con Luigi Squarzina, Roberto Marcucci e Gianfranco Calligarich. Affronta come
attrice e autrice un personaggio cult del nostro secolo, Tina Modotti. Lavora a
numerosi cortometraggi, a film, serie televisive e radiodrammi.
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A Salò tre incontri promossi dall’Anpi sui deportati per
motivi razziali, religiosi e sessuali e sulle discriminazioni odierne.
VALLE SABBIA, 08 marzo 2011 - “La
memoria dimenticata”, le vittime dimenticate del regime nazifascista. È il
titolo di un ciclo di incontri organizzato dall’Anpi di Salò e dalla
commissione scuola “Bruno Lucchini” dell’Anpi Garda Valsabbia, in
collaborazione con l’assessorato alla Cultura di Salò.
Tre
appuntamenti per ricordare che, oltre agli Ebrei, molte altre persone finirono
nei campi di sterminio nazisti per motivi razziali, per fede religiosa e per
inclinazioni sessuali.
Un’occasione, inoltre, per riflettere sulle discriminazioni ancora esistenti
per le stesse motivazioni.
Si
comincia questo mercoledì, 9 marzo, con la serata dal titolo “Sinti e Rom:
dal Porrajmos alla discriminazione odierna” (“Porrajmos” è il termine
nella lingua dei Rom che indica lo sterminio della popolazione romanì durante
la seconda guerra mondiale), che vedrà gli interventi di Carlo Berini,
dell’Istituto di cultura Sinta di Mantova e Luigino Beltrami,
dell’associazione “Osservazioni” di Brescia.
Mercoledì
16 marzo, Bruna Franceschini della segreteria provinciale dell’Anpi di Brescia
parlerà della resistenza dei Testimoni di Geova.
Infine,
venerdì 1 aprile, l’ultima serata sul tema “La resistenza degli
omosessuali: lo sterminio e la negazione”, con la partecipazione di Paola
Guazzo, storica e autrice del libro “R/esistenze lesbiche nell’Europa
nazifascista”, e Luca Trentini della segreteria nazionale di Arcigay.
Tutti gli incontri si terranno presso la sala del Centro sociale
“I Pini” alle 20.45 (zona piscine, di fronte al supermercato).
∆ torna su
Oggi la commemorazione dell’eccidio dei Partigiani di
Bajardo in località Villa Junia

SANREMO,
07 marzo 2011 - Con
la presenza del Gonfalone della città di Sanremo e del Consigliere comunale
Giacomo Balestra, dei rappresentanti del Comune di Bajardo e della presidente
della sezione ANPI di Sanremo Amelia Narciso si è svolta oggi, domenica 6 marzo
2011, alle ore
"Dopo la deposizione di fiori sulla lapide - si legge nel comunicato -,
Enzo Napolitano, Consigliere del Comitato Provinciale ANPI e del Direttivo della
sezione di Sanremo, ha tenuto il discorso commemorativo.
Il momento e il luogo sono valsi anche a commemorare il sacrificio dei 14
partigiani che nei giardini del Castello Devachan, in Corso Inglesi a Sanremo,
prigione e luogo di tortura per i partigiani, all’alba del 5 marzo 1945,
vennero fucilati e poi scaricati con il camion della nettezza urbana in una
fossa comune del cimitero di Sanremo".
Note storiche:
I Partigiani caduti a Villa Junia vennero fucilati in due tempi, a due – tre
mesi dalla Liberazione: il 24/gennaio /1945 e il 12/febbraio/1945.Il 24/01/1954
vennero fucilati: Laura Giobatta (Paolo), Laura Luigi (Gino), Laura Mario
(Mario), Laura Silvio (Antonio), e una vittima civile, Polizzi Silvestro.
Il 12/02/1945 vennero fucilati, sempre nei pressi di Villa Junia, Borgogno
Renato (Caminito), e Donchio Francesco (Franz).
Racconta il fratello di uno di essi che i quattro Partigiani dal medesimo
cognome, tutti facenti parte della locale banda di Bajardo, vennero catturati
insieme a lui dai bersaglieri repubblichini il 17 gennaio 1945 e accusati di
aver trasportato da Bajardo – Passo Ghimbegna - Vignai della farina, per
rifornire i distaccamenti Partigiani operanti in montagna.
Vennero portati a Sanremo a Villa Negri, presso
Questo fu, in un certo senso, la sua fortuna, perché il giorno che venne
portato nell’ufficio per essere interrogato suonò l’allarme e i suoi
carcerieri fuggirono nei rifugi, ed egli, con la forza della disperazione, riuscì
a fuggire e a salvarsi.
I suoi compagni vennero portati prima a Villa Oberg, poi, sanguinanti per le
torture subìte, in una fascia presso
Per gli altri Caduti, fucilati successivamente, si sa che Donchio era privo di
una mano: i suoi aguzzini gli strapparono i vestiti affinché quel moncherino
fosse scoperto e, mentre li portavano sul luogo dell’esecuzione, (come raccontò
una donna che li vide passare) infierirono su di esso con una frusta, quella o
una come quella conservata nel Museo della Resistenza di Carpasio.
Caduti al castello Devachan all’alba del 5 marzo 1945: Riccardo Scarpari
(Foca), Francesco Foca (Bà), Francesco Bergonzo (Italo), Renato Dardanelli
(Lucia), Carmelo Genova (Radio), Luigi Anfossi (Lio), Enrico Poggi (Sparviero),
Antonio Palmissano (Burba), Guido Bendinelli (Toscano), Francesco Lanteri (Cecò),
Emilio Cesarone (Anguilla), Secondo Lanteri (Carlo), Luigi Recagno (Alba),
Beniamino Milani (Miliano).
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Il
primo Congresso dell'ANPI Sannita

BENEVENTO,
07 marzo 2011 - L'A.N.P.I. (Associazione Nazionale dei Partigiani d'Italia) si è
ufficialmente costituita, anche a Benevento, nel corso di un congresso svoltosi
presso la sala "Di Vittorio" della CGIL sannita.
L'assemblea ha deciso di continuare la
campagna di adesione e di procedere a varie iniziative di carattere
politico-culturale (la prima , il 16 marzo, in collaborazione con
La Presidenza onoraria dell'A.N.P.I. sannita è stata conferita al partigiano
Giuseppe Crocco.
Presidente della sezione è stato designato l'on. Antonio Conte,
(contestualmente delegato al Congresso Nazionale dell'A.N.P.I.).
All'unanimità,l'Assemblea ha inoltre approvato il seguente documento:
“L'A.N.P.I. di Benevento, città medaglia
d'oro al valor civile,all'atto della propria costituzione, nel ricordo delle
vittime provocate dalla guerra scatenata dalla barbarie nazi-fascista, nella
memoria dei partigiani sanniti caduti in combattimento in varie zone d'Italia
per la libertà di tutti e per le generazioni future, nell'impegno a difendere e
sviluppare concretamente i principi della Costituzione Repubblicana attraverso
il riconoscimento e l'attuazione dei diritti,a partire dal lavoro e dalla
istruzione,quali fondamenta insostituibili, nell'assumere il compito di
organizzare la presenza nella città e nella Provincia e di contribuire alla
memoria e alla conoscenza di storie legate al territorio sannita, indica alla
Associazione Nazionale la necessaria priorità di investire nel Mezzogiorno
risorse intellettuali e strumenti organizzativi perché una democrazia
sostanziale possa finalmente avanzare in un Paese unito da principi e valori
condivisi e attuati nella reale condizione di vita dei soggetti sociali, la
scelta strategica di caratterizzare l'A.N.P.I. quale strumento critico e
unitario ,alieno da pratiche politicistiche o lideristiche, e proprietà
autentica delle Volontarie e dei
Volontari delle libertà e dei diritti,intesi nella loro valenza
universalistica, l'approfondimento del coerente percorso che collega la stagione
della Resistenza ai nuovi, giovani Partigiani
italiani,europei,internazionali”.
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64° anniversario
dell’uccisione dei tre lavoratori a Piazza Unità d’Italia, l’omaggio
della Cgil Messina
Questa
mattina deposizione di fiori ai piedi del monumento in ricordo dei cittadini
uccisi durante la protesta contro l’aumento del prezzo dei beni di prima
necessità. Oceano: “Quanto successo allora ricorda rispecchia i fatti degli
ultimi giorni”
MESSINA,
07 marzo 2011 - Un episodio buio nel
dopoguerra siciliano e del nostro Paese presto seguito da altre vicende simili e
violente, l’eccidio di Portella della Ginestra, l’attentato a Togliatti.
Segno che nonostante a Roma si lavorasse per
Si scioperava contro l’aumento delle imposte per i generi di prima necessità
e contro la mancata
applicazione
del contratto nazionale che stabiliva un aumento delle retribuzioni del 15% ma
le forze dell’ordine fecero fuoco sulla folla – qualche organo di
informazione del tempo riporta “al grido viva i Savoia”- uccidendo tre
persone: il commerciante di calzature Giuseppe Maiorana di 41 anni, il manovale
Biagio Pellegrino di 34 anni e l’operaio Giuseppe Lo Vecchio di 19 anni.
Oggi, nel 64° anniversario della strage, una delegazione della Cgil di Messina
guidata dal segretario generale della Camera del lavoro Lillo oceano ha reso
omaggio alle vittime di quell’episodio che ha segnato la storia delle lotte
dei lavoratori nella nostra provincia deponendo dei fiori sulla lapide posta
davanti alla Prefettura. “Nell’Italia che ancora doveva metabolizzare la
fine della guerra, della Monarchia e il ritorno alla democrazia, si manifestava
per il pane e per la libertà proprio come sta accadendo oggi nel nord Africa in
Tunisia, in Egitto, in Libia – osserva il segretario generale della Cgil Lillo
Oceano-. Analogie non casuali perché la storia ci insegna che le conquiste di
libertà e dei diritti sono sempre passate dalle lotte dei lavoratori e dei
cittadini”.
La Cgil di Messina con questa commemorazione ha voluto non solo rendere omaggio
alle vittime ma anche alimentare la memoria di quei fatti e del loro significato
storico. “Il valore alto di quei diritti e
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ROMA, 06 marzo 2011 - In
esposizione dal 12 marzo al 9 aprile 2011 presso
Un
lavoro durato due anni alla ricerca di testimonianze, persone, luoghi su quel
fatidico 12 Agosto 1944 quando 560 persone, in maggioranza donne, bambini ed
anziani furono trucidate dalla follia delle S.S. naziste. Con una macchina
fotografica ed un registratore audio Andrea ha ripercorso quel tragico giorno
fotografando i luoghi dell'eccidio, entrando in vecchie case abbandonate,
percorrendo i sentieri di montagna intorno a Sant'Anna, incontrando molti dei
superstiti, ritraendoli e raccogliendo le loro testimonianze sul quel giorno e
sulla loro vita passata e presente.
Un'esperienza
di vita importante per l'autore, da questi incontri è nato il progetto "
L'iniziativa è a cura di Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dipartimento Cultura - U.O. Strutture Culturali - Servizio Programmazione e Gestione Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
12
Agosto 1944
Vaccareccia,
Coletti, Argentiera, Franchi, Sennari, sono i nomi di piccoli borghi poco
distanti tra loro, una chiesa e la sua piazza, questa è Sant'Anna di Stazzema.
Arroccata tra le colline Versiliesi, ad est le alpi Apuane con il loro marmo che
ha dato vita ai più grandi capolavori della storia dell'arte, ad ovest il mar
tirreno con la famosa costa della Versilia, il tutto in pochi chilometri di
distanza.
Un
paradiso di verdi colline che nasconde nella sua terra, nelle sue case, un
inferno iniziato la mattina del 12 agosto 1944.
Quella
zona fu denominata dall'esercito nazista, la zona bianca, un area sicura dove
furono sfollate circa mille persone provenienti dai paesi costieri considerati
obiettivi strategici. Sant'Anna era sulla linea gotica, quella linea che
tagliava in due l'Italia, a nord l'esercito tedesco e a sud gli alleati che
avanzavano liberando l'Italia dall'occupazione nazista. Su quella linea segnata
sulle carte militari, si trovavano altri piccoli paesi sconosciuti come
Marzabotto, Biagioni, Monchio e Cervarolo purtroppo diventati famosi per lo
stesso atroce destino di Sant'Anna.
All'alba
del 12 Agosto 1944 la 16ma divisione "Reichfuhrer SS" comandate dal
generale Max Simon accerchiarono tutta la zona, stringendo l'area di Sant'Anna
in una morsa senza via d'uscita, tra i soldati tedeschi anche collaborazionisti
fascisti Italiani. Molti uomini fuggirono per paura di essere deportati nei
campi di lavoro credendo di essere loro l'obiettivo dei nazisti, ma non fu così
560 persone, quasi tutte donne, anziani e bambini, furono trucidate dalla follia
delle SS.
Interi
nuclei famigliari rinchiusi nelle stalle e nelle cucine delle loro case e
massacrati a colpi di mitragliatore e bombe a mano. Altri raggruppati
all'esterno delle loro stesse case e fucilati, molti furono radunati sulla
piazza della chiesa insieme al parroco Don Innocenzo Lazzeri, si inginocchiarono
e pregarono. Avevano subito capito quale sarebbe stato il loro destino, alcuni
avevano le foto della loro famiglia in mano per essere identificati dopo morti.
Le mitragliatrici poste ai lati della piazza fecero fuoco e trucidarono donne,
bambini, anziani, innocenti che con la guerra non avevano nulla a che fare, i
loro corpi furono bruciati usando come combustibile, le panche della chiesa.
I
fascicoli con i nomi dei responsabili, i dettagli di quel massacro e di altre
stragi dell' epoca, furono occultati in uno scantinato nel palazzo del consiglio
della magistratura militare a Roma, in un armadio con le ante rivolte contro il
muro. Per gli anni successivi al dopoguerra, aprire quell'armadio sarebbe stato
troppo scomodo per molta gente importante, così rimase chiuso fino all'estate
del 1994. Grazie ad un procuratore militare l'armadio della vergogna fu così
finalmente aperto e nel 2004 iniziò il processo contro gli ufficiali nazisti
responsabili dell'eccidio. Il 22 giugno 2005 la sentenza, riconosciuti colpevoli
e condannati all'ergastolo, ma avendo già superato gli ottanta anni d'età al
momento della sentenza, nessuno di loro fece un solo giorno di carcere.
Gli
atti del processo stabilirono che fu un atto di terrorismo da parte
dell'esercito nazista contro la popolazione e le organizzazioni partigiane.
560
vite spezzate in poche ore da quella follia chiamata guerra, intere famiglie
cancellate o separate per sempre, tra questi alcuni sopravvissuti che all'epoca
erano bambini, molti di loro hanno perso genitori, fratelli, parenti, in quella
mattina d'agosto ma nonostante tutto hanno trovato la forza di tornare a vivere.
Oggi
sono mariti, mogli, padri e nonni, testimoni di un messaggio che nessuno di noi
deve dimenticare: "Mai più la guerra".
Andrea Quattrini
Andrea
Quattrini nasce nel
La
fotografia è per lui comunicazione, creatività e lavoro manuale: utilizza
macchine fotografiche prive d'automatismi, sviluppa e stampa personalmente le
sue immagini.
Il
bianco e nero come istinto: "Qualcuno ha detto che i nostri sogni sono in
bianco e nero e forse è proprio così".
MODENA,
06 marzo 2011 - Si è ricordato,
questa mattina, l’eccidio nazifascista di ponte di Navicello, al confine tra
Modena, Bomporto e Nonantola. 11 partigiani morti, rastrellati dal comando
tedesco grazie anche alla collaborazione della Brigata nera di Nonantola, e poi
fucilati nei pressi del ponte: la rappresaglia fu ordinata verso la fine della
guerra come ritorsione per la scomparsa di due soldati tedeschi. Si è ricordato
questa mattina l’eccidio nazifascista di Navicello, avvenuto al confine tra i
Comuni di Modena, Bomporto e Nonantola. I partecipanti alla commemorazione si
erano dati appuntamento nel piazzale del monumento ai caduti partigiani, in
corteo poi si erano mossi per deporre le corone di alloro e infine il sindaco di
Modena Giorgio Pighi ha tenuto il discorso commemorativo.
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SACILETTO DI RUDA (UDINE), 06 MARZO 2011 - Rappresentanti dell'Anpi, delle associazioni combattentistiche e d'arma, tanti sindaci del basso Friuli, la provincia di Udine e tante persone hanno reso omaggio, oggi, a Saciletto di Ruda (Udine), ai caduti dell'Intendenza 'Montes' uccisi nella primavera del 1945 dai nazifascisti proprio tra Saciletto, Aiello e Cervignano del Friuli. Sono state lette alcune poesie e alcuni passi delle lettere ai familiari dei condannanti a morte dal regime fascista. Quindi il coro Multifariam ha cantato alcuni brani intonati all' evento. L'orazione ufficiale e' stata tenuta dal senatore Carlo Pegorer.
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Bolzano: monumenti fascisti,
cortei contrapposti in città
Un
migliaio di militanti dell'associazione di destra Casapound giunti con 15
pullman in difesa dei monumenti. L'Anpi: "Una vergogna per Bolzano, i
monumenti vanno depotenziati con coraggio"
BOLZANO, 06 marzo 2011 - Oltre
mille militanti di Casapound arrivati da tutta Italia in piazza della Vittoria a
Bolzano per partecipare alla manifestazione indetta dalla destra radicale «a
tutela dei monumenti del Ventennio, oggetto del recente accordo tra il ministro
Sandro Bondi e
A
In piazza della Vittoria i militanti di Casapound hanno allineato gli striscioni
per una «Bolzano italiana». Vi sono delegazioni - arrivate con 15 pullman -
dal Friuli Venezia Giulia, dalla Sardegna, dalla Puglia, Veneto, Liguria,
Umbria, Calabria, Lazio, Abruzzo, Sicilia, Piemonte e Calabria. In piazzetta
Innerhofer, invece, circa 400 persone hanno risposto all’appello anti-fascista
dell’Anpi.
«La manifestazione dei Casapound costituisce una vergogna per Bolzano», ha
detto il presidente dell’Anpi Lionello Bertoldi - Bolzano va fiera della sua
ricchezza di lingue e di culture, della convivenza che è stata realizzata nel
corso degli anni. I monumenti sono soltanto un ricordo del passato e possono
costituire, semmai, un ammonimento perché questo passato non debba essere
rivissuto. Perciò vanno “depotenziati” con un atto di coraggio»
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Domenica
a Cesane di Provaglio Val Sabbia la commemorazione dell’eccidio dei dieci
partigiani della Brigata Matteotti.

CESANE DI PROVAGLIO, 05 marzo 2011 - “Dieci
eroi della Resistenza che per la libertà del paese hanno sacrificato la loro
stessa vita” sta scritto sul cippo di marmo che ricorda i loro nomi: Amilcare
Baronchelli, Arnoldo Bellini, Angelo Bruno Cocca, Luigi Cocca, Teodoro Copponi,
il belga Pierre Lanoy, Alfredo Poli, Gaetano Resa, Domenico Signori e Ferruccio
Vignoni.
A
Cesane di Provaglio Val Sabbia domenica prossima sarà ricordato l’eccidio dei
10 partigiani della 7ma Brigata Matteotti, caduti per mano fascista il 5 marzo
1945. Un appuntamento con la memoria che si rinnova ogni anno, anticipando nel
paese valsabbino le commemorazioni per il 66° anniversario della Liberazione.
La
manifestazione, sempre molto partecipata, avrà luogo in località Cesane ed è
promossa congiuntamente da Comunità montana, Comune, Anpi, Fiamme Verdi,
associazione Combattenti e cooperativa “Coop” di Brescia.
Il programma prevede il ritrovo alle 9.45 presso il monumento che
ricorda i partigiani uccisi, alle 10.15 la deposizione di una corona d’alloro
e quindi i discorsi ufficiali. Aprirà il saluto del sindaco nonché presidente
della Comunità montana Ermano Pasini. Quest’anno la commemorazione ufficiale
è affidata a Marco Fenaroli, segretario dell’Anpi provinciale. Saranno
presenti anche il presidente dell’Anpi provinciale Lino Pedroni e il
rappresentante della Fiamme Verdi provinciale Alvaro Peli.
Alle 11 la messa al campo, officiata da don Ettore Truzzi. Presterà servizio
d’onore la banda musicale di Barghe.
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MODENA,
05 marzo 2011 - Domenica 6 marzo alle
La rappresaglia del ponte di Navicello, che
vide la morte di 11 partigiani il 9 marzo 1945, fu compiuta per la scomparsa di
due soldati tedeschi nella fase finale della guerra. Il comando tedesco, con la
collaborazione della Brigata nera di Nonantola, organizzò prima un esteso
rastrellamento e mise poi in atto i propositi di vendetta. Nella rappresaglia
trovarono la morte Quinto Bozzali, Agostino Ferriani, Ivano Garuti, i fratelli
Pietro e Valentino Gasparini, Renzo Grenzi, Huber Panza, Fabio Pellacani,
Eugenio Tavoni, Ivaldo Vaccari (medaglia di bronzo al valor militare) e Angelo
Zambelli.
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Fondi regionali per l'eccidio del 43
NOLA,
04 marzo 2011 -
Il Consiglio regionale della Campania ha riconosciuto 50mila euro come fondo
per la celebrazione dell’anniversario
dell’eccidio di Nola, avvenuto l’11 settembre del 1943. Quel tragico giorno
undici ufficiali italiani furono trucidati dall’esercito tedesco, in piazza
D’Armi davanti ai militari della caserma Amedeo Duca d’Aosta (il
Quarantotto). Fu la prima rappresaglia nazista su territorio italiano dopo
l’armistizio.
E’ stato l'onorevole Carime Sommese con l’associazione “Amici del
Marciapiede”, a impegnarsi per il riconoscimento ufficiale di questa
importante data storica, dopo avere tirato fuori dall’oblio in cui erano
caduti quegli avvenimenti drammatici.
L’articolo unico della Finanziaria, e precisamente il comma 176, così recita:
“
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IL
COMUNE DI FUCECCHIO RICORDA I DEPORTATI DELLA SAFFA
Martedì
8 marzo commemorazione di fronte alla vecchia sede dello stabilimento in via
Dante

FUCECCHIO,
03 marzo 2011 - Martedì
prossimo, a 67 anni dalla ricorrenza, il Comune di Fucecchio, come tradizione,
ricorderà con la deposizione di una corona d’alloro gli 8 operai della Saffa
e i 4 fucecchiesi presi in altre zone del territorio e deportati nei campi di
concentramento dai nazisti l’8 marzo del 1944.
In Via Dante a Fucecchio, di fronte alla vecchia sede della fabbrica di
fiammiferi, dove oggi campeggia la lapide col nome dei deportati, il Sindaco
Claudio Toni ricorderà il sacrificio di chi perse prima la libertà e poi la
vita, dopo esser stato rinchiuso in un vagone piombato. Alla commemorazione, che
si terrà alle ore 11, sono invitate tutte le associazioni e i cittadini.
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Iniziativa sull'antifascismo in occasione del 66° anniversario della Liberazione.
Discorso
celebrativo del vice presidente del Senato Vannino Chiti.
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Crocera di Barge: commemorato l'eccidio nazifascista
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