Mese Settembre 2009
26 settembre 2009 - Commemorati Alberti e Ricci
26 settembre 2009 - Resistenza nuovo ordine
25 settembre 2009 - In ricordo dei caduti per la pace
25 settembre 2009 - Eccidio di S.Tommaso
24 settembre 2009 - Anniversario dell'eccidio fascista
24 settembre 2009 - Medaglia d'oro a Matera
24 settembre 2009 - Per non dimenticare l'eccidio di Acqui
24 settembre 2009 - Libro sugli internati militari
24 settembre 2009 - Napolitano celebra Bobbio
22 settembre 2009 - Si commemorano tre partigiani
22 settembre 2009 - L'eccidio nazista di Matera
21 settembre 2009 - Anna la partigiana di Dronero
20 settembre 2009 - Bacchiocchi presidente Anpi
19 settembre 2009 - Gli Alpini ricordano Vian
19 settembre 2009 - Commemorazione di Boves
19 settembre 2009 - Battiato ricorda Monte Sole
18 settembre 2009 - L'aeroporto di Hitler diventerà un parco
18 settembre 2009 - Una medaglia per Ducceschi
18 settembre 2009 - Delegazione a Cefalonia
17 settembre 2009 - Addio al comandante Nardo
17 settembre 2009 - Liberazione di Pietrasanta
17 settembre 2009 - E' morto il comandante Frio
17 settembre 2009 - E' morto lo studioso Jahnke
16 settembre 2009 - Il Coni contesta Uits
16 settembre 2009 - E' morto Corrado Vezzoni
16 settembre 2009 - Vernio ricorda la liberazione
16 settembre 2009 - La liberazione di Massarosa
15 settembre 2009 - La provincia snobba i partigiani
15 settembre 2009 - L'estrema destra sbarca in Val d'Aosta
14 settembre 2009 - Parte civile per la strage di Morello
13 settembre 2009 - Tenerano non dimentica
13 settembre 2009 - Forno ricorda Tito
12 settembre 2009 - Eccidio di Teverola
12 settembre 2009 - Eccidio di Pietralta
12 settembre 2009 - Inaugurato il parco dei martiri
11 settembre 2009 - Eccidio di Barletta
11 settembre 2009 - Commemorati i caduti di Triora
11 settembre 2009 - Eccidio dimenticato
11 settembre 2009 - 12 settembre 1943: Mussolini liberato
10 settembre 2009 - La commemorazione di "Virgola"
10 settembre 2009 - E' morto Tito Iacovacci
10 settembre 2009 - Inaugurato il parco dedicato ai martiri
10 settembre 2009 - L'eroico sacrificio di Modesta
09 settembre 2009 - Napolitano ricorda l'8 settembre
09 settembre 2009 - Si ricordano le vittime di Cancello Arnone
09 settembre 2009 - Commemorati due partigiani
09 settembre 2009 - La Liberazione, oggi al buio
08 settembre 2009 - Sui 29 martiri guerra aperta
08 settembre 2009 - Riabilitati i disertori dal nazismo
08 settembre 2009 - Festa dell'ANPI
08 settembre 2009 - Resistenza e nuova coscienza civile
07 settembre 2009 - Morto Enrico Massara
06 settembre 2009 - Battaglia di Montegrande: commemorazione
06 settembre 2009 - Interpellanza per Flavio Walter Bertone
06 settembre 2009 - Nessuna spia l'attacco fu solo un caso
06 settembre 2009 - Proposte per non dimenticare
06 settembre 2009 - Una via dedicata alla Buffalo
06 settembre 2009 - Gaetano Lamberti e il sacrificio della Manifatttura
06 settembre 2009 - Salvate la Vaccareccia
05 settembre 2009 - Il sindacato alla Malga Lunga
05 settembre 2009 - Galliani deve dimettersi
05 settembre 2009 - Liberazione di Vinci
05 settembre 2009 - Il veterano Hairston a Sommocolonia
05 settembre 2009 - Farneta ricordo della strage
04 settembre 2009 - L'ANPI contro la manifestazione nazifascista
04 settembre 2009 - Inchiesta su neonazisti
03 settembre 2009 - Anniversario omicidio Dalla Chiesa
03 settembre 2009 - Partigiano per sempre
03 settembre 2009 - Sfregiata la targa dell'Anpi
03 settembre 2009 - Omaggio alle eroine della Resistenza
03 settembre 2009 - Cascina celebra la Liberazione
03 settembre 2009 - Liberazione di Torino dai francesi
03 settembre 2009 - Eccidio dei 29 partigiani di Figline
03 settembre 2009 - Resistenza e nuova coscienza civile
01 settembre 2009 - Polemica cerimonia dell'eccidio di Fucecchio
01 settembre 2009 - Liberazione di Sesto Fiorentino
01 settembre 2009 - Liberazione di Fiesole
01 settembre 2009 - Si ricorda il sacrificio di 7 partigiani
01 settembre 2009 - E' morto Vincenzo Tonelli
01 settembre 2009 - Eccidio dei martiri di Crescentino

Copparo, 26 settembre 2009 - . Ieri si è ricordato l’eccidio di Silvano Alberti e Idris Ricci, fucilati dai nazifascisti il 25 settembre del 1944, alla presenza del sindaco Nicola Rossi, del Comandante dei Carabinieri, capitano Luciano Saltarelli, dei parenti delle vittime e dei rappresentanti delle associazioni partigiane, carabinieri in congedo e associazioni combattenti; tra i parenti anche l’attuale giudice di pace dell’Associazione dei Comuni Idris Ricci, cugino di secondo grado del partigiano ucciso.
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DALLA RESISTENZA UN NUOVO ORDINE DEMOCRATICO
Roma,
26 settembre 2009 - Il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia in
memoria dei Martiri dell'Eccidio del Grappa del
'
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IN RICORDO DEI CADUTI PER LA PACE E LA DEMOCRAZIA
BASSANO
25 settembre 2009
- Bassano, città medaglia d'oro al valore militare per meriti nella guerra di
liberazione, a 65 anni dall'eccidio del Grappa ricorderà domani, assieme alle
associazioni partigiane, combattentistiche e d'arma, i numerosi caduti per la
pace e la democrazia in Italia e nel mondo.
Il programma della cerimonia di commemorazione prevede alle 9 la riunione delle
autorità e dei partecipanti in Municipio e di seguito la partenza del corteo
per il viale dei Martiri, con deposizione di una corona d'alloro al monumento
dei Caduti situato in piazza Garibaldi.
Alle 9.30 è in programma la deposizione di una corona di alloro alla lapide
dedicata ai "Martiri della libertà" e la celebrazione della messa.
Diversamente dagli anni scorsi, il saluto del sindaco Stefano Cimatti e il
discorso ufficiale, che quest'anno sarà tenuto dall'avvocato scrittore Mario
Dalla Palma (testimone diretto dell'eccidio), non si terrà al teatro Astra, ma
al Castello degli Ezzelini.
Lo spostamento è dovuto al fatto che l'Astra non si può utilizzare: l'agibilità
era stata prorogata fino allo scorso 15 settembre, ma per rinnovarla sarebbe
stato necessario affrontare degli interventi molto onerosi da parte del Comune e
quindi antieconomici, anche in considerazione del numero contenuto di giornate
di utilizzo da parte del Comune e del fatto che la stagione teatrale è stata
spostata al teatro Remondini.
In caso di maltempo il discorso sarà tenuto in sala Da Ponte al Centro
giovanile.
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CESENA,
25 settembre 2009
- Domenica 27
settembre si terrà una cerimonia commemorativa per ricordare, a 65 anni dalla
morte, le vittime dell'eccidio di S. Tomaso, avvenuto il 29 settembre
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Anniversario dell'eccidio fascista
BASSANO
DEL GRAPPA, 24 settembre 2009
- L'Anpi e le associazioni Avl e 26 Settembre si apprestano, con commozione e
rinnovato dolore, a ricordare il sessantacinquesimo anniversario dell'eccido del
26 settembre 1944.
«Non è una commozione senza consapevolezza ed analisi, non è un dolore senza
indignazione e condanna, è un dolore con perdono, ma un perdono vigile, con
amare constatazioni sull'attualità politica, con lo stesso stile della speranza
forte, coraggiosa e indomita di coloro che furono partigiani. Una commozione, un
dolore, un perdono senza vigilanza spirituale e razionale sarebbero pochezza
morale e civile - sostiene Giuseppe Pettenuzzo, presidente dell'Anpi - durante
la cerimonia commemorativa, organizzata il 26 settembre dall'amministrazione
comunale, daremo un riconoscimento al lavoro svolto per gli studi sulla
resistenza nel Bassanese. «Organizzaremo un corteo per la sera di domenica 27
settembre - continua - con raduno dei partecipanti alle 20 davanti alla lapide
con i nomi degli impiccati e dei fucilati in viale dei Martiri, con breve sosta
per la recita di alcuni brani letterari; il corteo poi s'inoltrerà per viale
Venezia dove ad ogni albero portante il nome del partigiano ucciso sarà deposto
un lumino acceso».
«Il ritorno ancora per viale Venezia, poi Bgt Basilicata e viale dei Martiri,
sempre deponendo un lumino. All'inizio alcuni ex partigiani, dopo l'accensione
di torce,
accenderanno lumini che bambini deporranno ai piedi della lapide; per i bambini
un'esperienza, che sarà emozione e gioco, ma fonte di interrogativi e domande
nel prosieguo della vita; saranno accesi anche lumini che giovani deporranno poi
ai piedi degli alberi. Non porteremo bandiere, striscioni o altri segni di
riconoscimento; il corteo sarà silenzioso, forte esperienza spirituale,
testimonianza. È aperto a tutti coloro che vorranno partecipare».
Domani alle 20,15 sarà proiettato nella sala "Martinovich" del Centro
giovanile il film "Miracolo a Sant'Anna", che ricostruisce il massacro
avvenuto nell'estate del
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MEDAGLIA
D'ORO A CITTA' PER RESISTENZA A NAZISMO
MATERA,
24 settembre 2009 - Matera "e' stata la prima citta' del
Mezzogiorno d'Italia ad insorgere nel 1943 contro le truppe di occupazione
tedesca. Indignati dai soprusi perpetrati dall'esercito nazista, gruppi di
cittadini materani insorsero contro i tedeschi e combatterono con coraggio ed
ardimento. Si tratto', in quei giorni, di una presa di coscienza popolare che
apparteneva a tutta la comunita' materana e non a singoli cittadini". E' il
testo di una lettera con cui i senatori Guido Viceconte, Cosimo Latronico,
Egidio Digilio e i deputati Vincenzo Taddei, Giuseppe Moles e Donato Lamorte si
rivolgono al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo che alla
citta' sia conferita
"Per ritorsione contro la popolazione -rilevano i parlamentari del Pdl
in una lettera- le truppe naziste giustiziarono ventuno materani prima di
abbandonare la citta', dove il 22 settembre entrarono gli Alleati. Nel
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66
anni per non dimenticare l'Eccidio della Divisione Acqui
Le
note del silenzio, la commozione dei sopravvissuti e dei familiari di chi è
caduto. Le corone depositate sotto il più grande monumento italiano in ricordo
dell’eccidio della Divisione Acqui a Cefalonia, durante la seconda guerra
mondiale. Istanti di un ricordo che da 66 anni rimane vivo nella memoria. Tra il
12 e il 26 settembre del 1943 oltre 10 mila soldati dell’esercito italiano,
proprio della Divisione Acqui, vennero trucidati dai tedeschi, per non essersi
arresi, per non aver consegnato le armi, in seguito all’armistizion dell’8
settembre del 43. Una tragedia che rimane nella storia del paese, funestata dal
secondo conflitto mondiale. Sui bastioni tra Porta Nuova e Porta Palio, in
Circonvallazione Oriani numerosi hanno voluto “non dimenticare”
quell’eccidio. Alla cerimonia, organizzata dal comune e dall’associazione
nazionale divisione Acqui, hanno partecipato i superstiti, e chi non ha potuto
esserci perché morto durante quei tragici fatti, è stato rappresentato dai
familiari. Non sono mancate anche autorità politiche e delle forze
dell’ordine, tra cui il prefetto Perla Stancari, il questore Vincenzo Stingone
e il presidente del Consiglio Provinciale Antonio Pastorello. Significativa la
presenza di studenti veronesi. Agli alunni delle scuole medie Betteloni, si sono
aggiunti anche quelli del Messedaglia e del Ferraris. Perché soprattutto passi
attraverso i giovani il ricordo di oltre 10 mila innocenti, morti per
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Libro sugli Internati Militari Italiani
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24
settembre 2009 -
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 centinaia di migliaia di militari
italiani furono disarmati dai tedeschi e posti di fronte ad una drammatica
scelta: continuare la guerra sotto le insegne nazifasciste o essere deportati
nei campi di concentramento? La gran parte di loro – circa 650 mila, tra cui
30 mila ufficiali e 200 generali – rifiutarono di continuare a combattere al
fianco dei tedeschi e scelsero di non aderire alla Repubblica di Salò. La
conseguenza del loro “no” fu la deportazione e l'internamento nei lager
nazisti, non come prigionieri di guerra ma con lo status fino ad allora
sconosciuto di IMI, Internati Militari Italiani, voluto da Hitler per sottrarli
alla Convenzione di Ginevra e sfruttarli liberamente.
Questa pagina sconosciuta della seconda guerra mondiale, della guerra civile tra
italiani tra il 1943 e il 1945, della Resistenza e della Guerra di liberazione
italiana ed europea, è stata a lungo trascurata e dimenticata nel dopoguerra.
Ora torna a rivivere in un libro che la ricostruisce e la racconta attraverso la
voce e gli occhi dei protagonisti, grazie a centinaia di lettere (sottoposte a
censura e talvolta mai recapitate) e diari (spesso clandestini) scritti nei
lager in quei drammatici giorni, rimasti fino ad ora inediti e “sepolti” in
archivi pubblici, privati e di famiglia. Il libro è “Gli Internati Militari
Italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-
I diari e le lettere degli IMI, inquadrati da una corposa introduzione storica,
sono raccolti in nove capitoli, dal viaggio in tradotta verso i lager al ritorno
a casa dei sopravvissuti, con un’appendice di foto e disegni dai campi. Ne
emerge un affresco quanto mai nitido e dettagliato della vita (e della morte)
nei campi di concentramento nazisti. Una sorta di storia “dal vivo” e “in
presa diretta” della fame, del freddo, del lavoro coatto, delle violenze, dei
crimini di guerra e degli altri avvenimenti che costarono la vita a circa 50
mila internati e segnarono per sempre tutti gli altri. Come nel caso del
sergente di Avellino Domenico Tulimiero, che il 4 ottobre 1943 rischia la vita
sotto un bombardamento e annota nel suo diario: “l’allarme aereo ci sveglia
di soprassalto. Scendiamo immediatamente e nel tempo più breve, ma già
volteggiano nel cielo gli aerei nemici sotto l’intensa azione dei riflettori e
lo scoppiettio dei proiettili della contraerea”. O del tenente salernitano
Giuseppe Volpe, che dopo aver resistito ai tedeschi sull’isola di Corfù,
viene internato in un lager dove è ridotto a mangiare – come scrive – “la
sbobba di cavoli e rape, una fetta di pane con la margarina. Ecco tutto. Dalle
12 poi sino alle 11 del giorno dopo, un solo pensiero, una sola speranza: che
venga presto l’ora delle patate”.
Dagli stratagemmi per aggirare la censura e le riflessioni segrete sui taccuini
di fortuna (dalle minuscole agendine tascabili alla carta igienica tenuta
insieme con lo spago) emerge inoltre come la scelta di non aderire – compiuta
in massa da una generazione nata e cresciuta sotto il fascismo – fu un vero
atto di resistenza (il segretario del partito comunista Alessandro Natta, ex
internato, parlò di “altra resistenza” ma il suo libro fu rifiutato nel
1954 e pubblicato solo quarantadue anni dopo da Einaudi), che contribuì al
riscatto dell’Italia e degli italiani verso la democrazia e la libertà. Un
esempio emblematico è quello del campo di Biala Podlaska in Polonia, dove solo
un centinaio di ufficiali decisero di resistere ad oltranza alle durissime
condizioni di vita, tra cui il sottotenente napoletano Donato Esposito (al cui
diario si deve anche la cronaca dettagliata della battaglia che si svolse
intorno al campo di Wietzendorf, dove furono riuniti gli ufficiali italiani
nelle ultime fasi della guerra).
“La rivendicazione della Resistenza antifascista – come scrive lo storico
Giorgio Rochat nella prefazione del volume – si è ridotta per decenni al
dibattito politico sulla guerra partigiana. Negli ultimi anni registriamo il
recupero di una dimensione più ampia. Contiamo la resistenza contro i tedeschi
delle forze armate all'8 settembre. Poi la guerra partigiana e la deportazione
politica e razziale nei lager di morte. La partecipazione delle forze armate
nazionali alla campagna anglo-americana in Italia. E infine la resistenza degli
Imi nei lager tedeschi: le centinaia di migliaia di militari che invece della
guerra nazifascista scelsero e pagarono la fedeltà alle stellette della patria.
Tutti avevano ragione di sentirsi traditi dal re e da Badoglio, che li avevano
abbandonati senza ordini agli attacchi tedeschi. Ciò nonostante, una grande
maggioranza di questa massa di sbandati preferì la fedeltà alle stellette e la
prigionia nei lager”.
In seguito a questa scelta gli IMI andarono incontro – “volontariamente”,
come scrisse nel suo diario clandestino Giovannino Guareschi, l’autore di Don
Camillo e Peppone all’epoca giovane sottotenente, a venti mesi di prigionia,
lavoro coatto, sofferenze e morte. Altri duecentomila (ai quali è dedicato un
capitolo) fecero invece la scelta opposta e decisero di aderire alla Repubblica
Sociale, per motivazioni ideologiche, ma anche per paura, ricatto, incertezza e
confusione. L’esperienza dei lager riguardò (e segnò) anche alcuni tra i più
importanti esponenti della cultura, dell’arte, della politica e delle
professioni del dopoguerra, di cui nel libro sono contenuti diversi scritti
inediti dell’epoca (come l’attore Gianrico Tedeschi, i senatori Paolo Desana
e Carmelo Santalco, lo storico Vittorio Emanuele Giuntella, il manager
d’industria Silvio Golzio, l’intellettuale cattolico Giuseppe Lazzati, il
pittore Antonio Martinetti, il caricaturista Giuseppe Novello, il filosofo Enzo
Paci, il musicista Mario Pozzi, gli scrittori Roberto Rebora, Mario Rigoni Stern
e Giovannino Guareschi).
Il libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri riporta in piena luce, attraverso
gli scritti dei protagonisti, questa pagina importante di storia italiana.
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Torino,
24 settembre 2009 - Sara’ un
discorso del Capo dello Stato Giorgio Napolitano ad aprire i lavori, il prossimo
15 ottobre, al Teatro Regio di Torino, del convegno internazionale “Dal
Novecento al Duemila. Il futuro di Norberto Bobbio”, in occasione delle
celebrazioni del Centenario della nascita del filosofo torinese. E’ quanto ha
annunciato, oggi, nel corso della giunta comunale, l’assessore alla cultura
Fiorenzo Alfieri, componente, insieme al sindaco Chiamparino, del Comitato
nazionale per le celebrazioni istituito dal Ministero per i Beni e le
attivita’ culturali. Diversi gli approfondimenti, nel corso del convegno, in
programma dal 15 al 17 ottobre, affidati a studiosi di fama: “Gli ideali di
Bobbio: bilanci e prospettive”, “il diritto nel declino dello Stato”,
“il futuro della politica”, “l’incidenza di Bobbio sulla cultura del
nostro tempo”. Dalla meta’ di ottobre e fino a meta’ gennaio sara’,
inoltre, allestita nei locali dell’Archivio di Stato di Torino, una rassegna
policentrica sul tema “Bobbio e il Novecento”. Si tratta di una mostra,
realizzata sotto l’Alto patronato del Quirinale, che mira a ricostruire la
figura dello studioso nel suo mondo, soffermandosi, in particolare, sulla rete
di relazioni intrattenute con i cosiddetti “amici di una vita”, tra cui
figurano alcune delle personalita’ piu’ rilevanti della vita culturale
italiana del secolo scorso. Il nucleo centrale riguarda gli anni della
formazione, lo storico liceo D’Azeglio, l’universita’, l’antifascismo e
il Partito d’Azione ed il periodo immediatamente successivo della nascita e
del consolidamento della Repubblica. La rassegna sara’ affiancata da 55
pannelli, che saranno esposti sotto i portici del centro, “Bobbio e il suo
mondo”, che propongono immagini del filosofo e degli amici a lui piu’ cari,
da Ginzburg ad Agosti, Mila, Pavese, Einaudi, Antonicelli, Foa, Levi, Galante
Garrone. Tra la prossima primavera e l’inverno 2010 saranno poi in programma
le “Lezioni Norberto Bobbio” sul tema dell’Italia civile e la settimana
sull’Elogio della mitezza. Le lezioni del 2010 costituiscono il seguito di un
percorso intrapreso nell’autunno del 2004, quando sull’onda dell’emozione
suscitata dalla scomparsa di Bobbio, era stato organizzato un ciclo di incontri
nei teatri cittadini. In collaborazione con il Teatro Stabile di Torino sara’
allestito uno spettacolo, che sara’ accompagnato da lezioni e seminari.
Infine, dal prossimo gennaio al dicembre 2012, si lavorera’ per la
pubblicazione dell’edizione critica integrale dell’opera del filosofo.
Questa sezione comprende l’acquisizione in formato digitale degli studi in
vista della pubblicazione on line dell’opera omnia, il reperimento dei testi
mancanti della bibliografia, la pubblicazione dell’inventario dell’Archivio
Norberto Bobbio, la catalogazione del nucleo di libri conservati nello studio
del professore, rimasto intatto dopo la sua morte, avvenuta il 9 gennaio 2004.
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FELTRE,
22 settembre 2009 - Il 5
ottobre è una data importante per la memoria dei feltrini. In quel giorno del
1944, le truppe naziste che occupavano la città ed il territorio circostante
dettero vita ad un massiccio attacco alle formazioni partigiane asserragliate
sulle Vette feltrine e contemporaneamente lanciarono un imponente rastrellamento
in città e nelle fabbriche. Tre giovani resistenti (Schenal, Castellan e
Vendrame) furono uccisi in Largo Castaldi e 114 feltrini furono deportati nel
lager di Bolzano ed in altri più tristemente famosi, come Flossenburg e
Mauthausen. A ricordo dei tre martiri è stata collocata, a suo tempo, sulla
porta d’accesso al Centro storico di Feltre, nota come Porta Imperiale, una
lapide commemorativa. L’Amministrazione, come negli anni passati, desidera
ricordare quanto avvenuto ed anche per favorire al massimo la partecipazione
degli studenti, in modo che il ricordo di quegli avvenimenti sia condiviso,
conosciuto e perpetuato anche dalla giovani generazioni, ha pensato di
anticipare le celebrazioni in Largo Castaldi a venerdì 2 ottobre, con inizio
alle ore 10.30. Il programma definito per la commemorazione prevede
l’indirizzo di saluto da parte del Sindaco, Sen. Gianvittore Vaccari, la
rievocazione storica a cura del Rag. Gianni Faronato, Presidente dell’ANPI,
con lettura di testimonianze, una riflessione religiosa di Mons. Giulio Antoniol,
Arciprete della Concattedrale, l’esecuzione dell’Inno Nazionale ad opera del
Coro della Scuola Primaria di Feltre – Farra e la deposizione di una corona
d’alloro sulle lapidi a ricordo dei Deportati e dei Caduti.
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MATERA ha ricordato il 21 settembre 1943. L'eccidio nazista

MATERA,
22 settembre 2009
-
Sono trascorsi 66 anni, ma il 21 settembre per Matera non è mai una giornata
come le altre. Infatti fu proprio nella giornata di oggi, che 66 anni fa, la
popolazione materana si ribellò all'oppressione esercitata dall' esercito
nazista. Per ritorsione contro la popolazione i tedeschi ammazzarono 21 materani
prima di abbandonare la città e lasciare il campo libero alle forze canadesi
che entrarono a Matera la mattina del 22 settembre. Un tributo alla causa di
liberta è quello che questa mattina a partire dalle ore 10:00 è stato
ricordato dalla città di Matera e dal suo Sindaco Emilio Nicola Buccico.
L'occasione ha consentito al sindaco di Matera di parlare del vile attentato di
Kabul dove hanno perso la vita sei militari italiani; della situazione politica
nazionale e locale con particolare riferimento all'accoglienza dei migranti e
della ospitalità nei loro confronti. Buccico ha annunciato che il primo e il
due ottobre il Presidente della Repubblica Napolitano sarà a Matera, sarà quella
la circostanza per rinnovare la richiesta di assegnare la medaglia d'oro al
valore civile alla città die sassi, proprio per i fatti del 21 settembre 1943.
Il comunicato stampa diffuso dal
Comune di Matera
“Chiederò
al presidente della Repubblica Napolitano, in occasione della sua visita a
Matera il 1° ottobre, che la città di Matera venga insignita della medaglia
d’oro al valore civile per i tragici fatti accaduti il 21 settembre
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"I
tedeschi e con loro i fascisti, non dimentichiamolo, incendiarono anche
Cartignano"

TORINO,
21 settembre 2009 - Se
per Marcel Proust l´infanzia aveva la consistenza di una madeleine, per Anna
Aimar ha il profumo di un dolce confezionato con acqua all´essenza di arancio.
Aveva nove anni quando lasciò la valle Maira e la natia Roccabruna e, varcate
le Alpi, si trasferì con la famiglia a Grasse ove per la prima volta assaggiò
quel dolce. Lì sarebbe rimasta per più di 10 anni.
Seguiva i passi già percorsi da molti valligiani che tra le vigne e gli olivi
della Francia meridionale cercavano una vita migliore. Erano emigrazioni
definitive e in alcuni casi anche solo temporanee. Anche la famiglia Aimar
conosceva queste trasferte periodiche, molto diverse tra loro: il padre nei mesi
invernali, la madre subito dopo la gravidanza quando, affidato il nato a persone
di fiducia, andava da balia in una famiglia borghese di Grasse. «Con il suo
latte forse cedeva anche un po´ d´affetto pensando alla prole rimasta a
Roccabruna», sospira oggi la figlia Anna.
Grasse era allora famosa per la produzione di profumi e offriva la speranza di
un lavoro e una vita decorosi ai valligiani alpini. Molti cominciarono a pensare
seriamente di trasferirvisi, tra questi anche gli Aimar che erano alla ricerca
di un clima più salutare per la piccola Anna affetta da una persistente
bronchite. Detto fatto. Nel 1929 la famiglia (i genitori e i tre figli) fecero
il grande passo. «Mi ricordo - dice Anna - che appena arrivai a Grasse fui
colpita dall´intensità dei profumi che aleggiavano nelle vie cittadine, così
forti e persistenti da impregnare i vestiti». La madre trovò lavoro nella
fabbrica di profumi della famiglia presso la quale era stata balia e, per un
certo periodo, domestica. Poco più che bambina anche Anna cominciò a lavorare
nel tempo libero. «All´alba, prima che il sole sorgendo facesse chiudere il
fiore, andavo a raccogliere il gelsomino. Ore intere per raccoglierne, quando
andava bene, mezzo etto da vendere alla fabbrica dove lavorava mia madre».
Rientrata
momentaneamente a Roccabruna nella primavera 1940, la famiglia Aimar il 10
giugno fu sorpresa dalla dichiarazione di guerra alla Francia che rese
impossibile il ritorno a Grasse. Fu l´inizio di cinque anni turbinosi che Anna
inizialmente visse tra il borgo natio, Dronero e Torino ove era domestica. Dopo
i primi bombardamenti sul capoluogo la vista di un albergo in fiamme in piazza
Carlo Felice la convinse a tornare dalla famiglia in val Maira. Qui la famiglia
Aimar, ormai ridotta alle sole donne (Anna, la sorella e la madre), sopravvisse
pascolando mucche e coltivando quel po´ di patate e grano che danno le pendici
montane.
Nel settembre 1943 queste vallate furono le prime ad accogliere i soldati della
dissolta IV armata che, dopo l´armistizio, disseminò uomini e drammi in tutto
il basso Piemonte. «Era un fiume in piena - ricorda Anna -; toscani, veneti,
meridionali che cercavano vanamente di tornare a casa». Fu l´inizio del
movimento partigiano che potè divenire forte e radicato solo grazie al sostegno
della popolazione civile. Per fiaccarlo i tedeschi e con loro i fascisti, «è
bene non dimenticarlo» precisa Anna, non esitarono a ricorrere alla violenza più
brutale come quando, a monito, nel luglio 1944 incendiarono Cartignano e San
Damiano Macra. Questa violenza nel marzo dello stesso anno raggiunse anche la
casa di Anna ove, riuniti una cinquantina di valligiani affinché assistessero,
i nazifascisti uccisero tre persone, un uomo, una donna e un ragazzo. E poiché,
come dissero sprezzantemente gli autori del misfatto, «noi non tocchiamo le
carogne», spettò alle donne del posto spostare e comporre le salme quando,
dopo alcuni giorni, arrivò un falegname che fabbricò le casse da morto.
Anna parteggiò per
Si giunse così alla Liberazione che nel suo racconto ha i toni della piccola
storia di paese. «Pensi che il neo sindaco di Dronero non voleva affacciarsi al
balcone del municipio perché era senza cappello». E mostrarsi a capo scoperto
sarebbe stato un´intollerabile mancanza di rispetto verso le istituzioni e i
concittadini. Altri tempi, tempi di cui Anna Aimar non si smette di parlare,
rievocandoli per chi non li ha vissuti o preferisce rimuoverli. «E continuerò
a farlo finché avrò fiato».
storiedipiemonteslowfood. it
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Castelfidardo: Elisa Bacchiocchi presidente Anpi
Ingegnere, meno di trent'anni, preparata, attiva, donna.
Questo, a grandi linee, é il pofilo con cui é stata presentata Elisa
Bacchiocchi neo presidente della neonata sezione ANPI di Castelfidardo.

CASTELFIDARDO,
20 settembre 2009 -
Elisa risponde a pieno titolo a quello che é nelle intenzioni
dell'organizzazione, ovvero che siano le nuove generazioni a condurre l'ANPI di
qui in avanti,meglio ancora se donne. Questo per rendere parziale giustizia a
quelle tante donne inermi trucidate dalla furia del regime prima e nazifascista
poi, ma é anche un onore al merito di quelle tante donne che sono state
protagoniste della Resistenza e della storia politica di questo Paese come Tina
Anselmi, Nilde Iotti tanto per fare degli esempi. In una sala consiliare colma,
alla presenza del sindaco Soprani, dei presidenti regionale e provinciale dell'ANPI
Re e Bianchinini, del presidente di Osimo Duranti, Elisa Bacchiocchi si é fatta
carico della responsabilità di condurre una sezione che ha tutte le prorogative
per fare bene. Sono già più di venti gli iscritti che immediatamente hanno
dato la loro adesione ed altri ne stanno arrivando. Al vuoto che incombe sulle
giovani generazioni, vuoto in cui s'inseriscono vecchi rigurgiti o falsi valori,
le famiglie, le istituzioni, la scuola in primis, ma anche l'ANPI, sono chiamati
a colmarlo facendo conoscere ai giovani i nostri principi, i principi che
animano
A suggello di questa unione ideale, per bocca del presidente regionale Re, l'ANPI
ha proposto al Sindaco Soprani una conferenza nazionale, nel quadro del 150°
dell'Unità d'Italia, sulle strette connessioni che intercorrono tra i due
momenti storici, proposta accolta con calore dalla sala quanto dal primo
cittadino di Castelfidardo. La sala ha rivolto pure un caloroso abbraccio a
Elisa Bacchiocchi quando, ricevendo il tricolore dell'ANPI della sezione portole
da un anziano partigiano, l'ha riposta sull'asta portabandiera, a confermare
quel passaggio ideale generazionale che fa sì che l'ANPI e i valori che
rappresenta e difende, hanno un futuro, e continuano ad essere una prospettiva e
una speranza per questo Paese. La stessa speranza che Elisa ha donato al vecchio
partigiano Valdimiro Paolini, recandogli visita il giorno appresso.
Nella sala, prima dell'omaggio e augurio della Fondazione Ferretti, alla
presidente dell'assemblea Duranti, é pervenuto un documento ufficiale a firma
del Comandante del Corpo d'Armata inglese in Italia Gen. Alexander, che attesta
la propria gratitudine ai partigiani e, nel caso specifico, al cittadino di
Castelfidardo Carini ,presente in sala, che con la sua presenza applaudita
conferma la propria disponibilità a donare la propria esperienza nelle
circostanze che si prospetteranno da qui in avanti. Un "in bocca al
lupo" a Elisa Bacchiocchi, ai democratici, ai liberali e antifascisti
fidardensi che si sono già uniti e si uniranno a lei nell'ANPI. Un grazie di
cuore a Lorella Pierdominici, Amorino Carestia,Cesare Campanari, che più di
ogn'altro hanno voluto questa sezione e a Marta Monaci e Katia Senigagliesi, che
accompagneranno anch'esse l'ANPI in questo doveroso compito.
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GLI ALPINI RICORDANO VIAN

CUNEO,
19 settembre 2009 -
Cerimonia in ricordo di Ignazio Vian questo pomeriggio presso la caserma del 2°
Reggimento Alpini a lui intitolata a Cuneo, in frazione San Rocco Castagnaretta.
La cerimonia fa parte degli avvenimenti organizzati per ricordare il 60esimo
anno dell’Associazione Partigiana Ignazio Vian e l’eccidio di Boves. Nato a
Venezia nel 1917, Vian assunse il comando di 150 partigiani sulle alture della
Bisalta per rispondere alla minaccia tedesca dopo l’armistizio dell’8
settembre 1943. Un anno più tardi, il 19 settembre, la formazione guidata da
Vian si sarebbe scontrata duramente con le SS comandate dal Maggiore Joachim
Peiper che avrebbe poi dato ordine di dare fuoco a Boves, uccidendo 32 civili
incolpevoli e radendo al suolo 44 case.
Per il suo comportamento Vian meritò la medaglia d’oro alla Reistenza. La
commemorazione organizzata dall’Associazione 'Ignazio Vian' è proseguita alla
Certosa di Chiusa Pesio, dove è stata deposta una corona di fiori in memoria
dei caduti con l’attesa partecipazione del Procuratore Capo della Repubblica
di Torino Giancarlo Caselli.
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Da oggi le commemorazioni dell'eccidio del 1943

BOVES,
19 settembre 2009 - Intenso e sentito come tutti gli anni il
programma, tra oggi e domani, per ricordare la rappresaglia del 1943
delle SS di Peiper su Boves. Sono coinvolti Comune (Assessorato alle
manifestazioni e Assessorato alla cultura), Parrocchia (con nuova 'veglia
notturna di preghiera' in San Bartolomeo, per ricordare i due preti morti quel
giorno, il parroco don Bernardi ed il suo curato don Ghibaudo, ivi inclusa
presentazione, a cura di monsignor Aldo Martini e di don Martino Pellegrino, di
ricerca a cura degli ex-sindaci Piergiorgio Peano e Luigi Pellegrino, questa
sera alle 20.30, edita da Primalpe Costanzo Martini, 'Testimoni di verità e
libertà'), Scuole (lavoro delle classi V a e B in collaborazione con Sandro
Gastinelli, presentato al Borelli, domani mattina, alle 10.30 circa,
'Scuola Aperta Dossier: dal 19 settembre 1943 alla Scuola di Pace')... La posa
delle corone ai Sacrari avrà luogo domani mattina dalle 9.30, prima
della celebrazione ufficiale, alle 10, all'Auditorium Borelli,
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MARZABOTTO,
19 settembre 2009 - L’eccidio
di Monte Sole (più noto come strage di Marzabotto, dal maggiore dei comuni
colpiti) fu un insieme di stragi compiute dalle truppe naziste tra il 29
settembre e il 5 ottobre 1944 sulle colline della provincia di Bologna, nel
quadro di un’operazione di rastrellamento di vaste proporzioni diretta contro
la formazione partigiana ‘Stella Rossa’.Nella frazione di Casaglia di Monte
Sole la popolazione atterrita si rifugiò nella chiesa di Santa Maria Assunta,
raccogliendosi in preghiera: irruppero i tedeschi, uccidendo con una raffica di
mitragliatrice il sacerdote, don Ubaldo Marchioni, e tre anziani. Le altre
persone, raccolte nel cimitero, furono mitragliate: 195 vittime, di 28 famiglie
diverse tra le quali 50 bambini.Fu l’inizio della strage. Ogni località, ogni
frazione, ogni casolare fu setacciato dai soldati nazisti e non fu risparmiato
nessuno; le truppe si mossero all’assalto delle abitazioni, delle cascine,
delle scuole. La violenza dell’eccidio fu inusitata. Fra il 29 settembre e il
5 ottobre 1944, dopo sei giorni di violenze, il bilancio delle vittime civili si
presentava spaventoso: oltre 800 morti. Alla fine dell’inverno, fu ritrovato
sotto la neve anche il corpo decapitato del parroco, Giovanni Fornasini.A 65
anni da quel tragico settembre del 44, quest’anno la strage di Montesole verrà
commemorata con un evento speciale: infatti è stato chiamato per l’occasione
Franco Battiato che, con la sua poetica e delicata musica e con pratiche
meditative, creerà magia, misticismo e riflessione in ricordo dei terribili
eccidi tedeschi.Al Poggiolo di Monte Sole di Marzabotto, oggi pomeriggio
alle 15:30, l’artista canterà tre brani per onorare le vittime:
“Ombra della luce”, “Haiku” e “Sacre sinfonie del
tempo”.“Chiederemo al pubblico il silenzio e l’immobilità, per imitare il
silenzio e l’immobilità, dei morti. Un’esperienza di morte fatta da
vivi”, spiega don Arrigo Chieregatti (associazione Dialoghi). “Vorremmo che
i presenti non applaudissero nemmeno – precisa Chieregatti – affinché il
suono e le parole penetrino in profondità”.Maura Pozzati, assessore alla
Cultura della Provincia di Bologna, sottolinea in primo luogo il titolo
dell’evento: Concerto e meditazione nella consapevolezza degli eccidi di
ieri e di oggi. “Alle arti – spiega Pozzati – spetta non soltanto il
compito di ricordare ma anche quello di denunciare, per esempio coniugando
concerto e meditazione”.
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Berlino, l’aeroporto di Hitler diventerà un parco pubblico.
BERLINO,
18 settembre 2009
- Tempelhof sarà un’area verde dove passeggiare, prendere il
sole, fare il picnic o girare in bicicletta. L’annuncio è arrivato qualche
giorno fa dopo che per mesi si era discusso sui vari progetti per il recupero e
la riconversione dell’area dismessa come scalo aereo. I progetti C’era chi
aveva immaginato di aprirvi un gigantesco centro commerciale, chi aveva pensato
ad un quartiere a luci rosse, chi immaginava un’arena per concerti
all’aperto e chi una clinica medica per i vip, dotata di piste di atterraggio
per i voli privati. L’architetto Jakob Tigges, docente del Politecnico di
Berlino, aveva addirittura progettato di innalzarvi una montagna alta mille
metri con tanto di rifugi e piste da sci. Ma tra le molteplici proposte, quella
che sembrava più concretamente realizzabile, era la costruzione di un area
residenziale con palazzine di lusso e tanti negozi. Un’opzione questa
contestata vivacemente da molti cittadini di Berlino che hanno dato vita
all’iniziativa «Tempelhof per tutti», animata da esponenti della Linke e dei
Verdi, decisi a battersi con ogni mezzo contro i tentativi di speculazione
edilizia e contro l’uso commerciale dell’ex aeroporto. Durante la scorsa
estate non erano mancate manifestazioni di protesta e scontri con le forze
dell’ordine. Il punto è che Tempelhof non è un aeroporto come gli altri.
Quella struttura, con i suoi marmi algidi e monumentali, rappresenta per la
memoria storica dei berlinesi qualcosa di irrinunciabile. Non solo è stato
l’aeroporto di Hitler, quello che il nazismo aveva eletto a scalo simbolo del
regime, ma è stato soprattutto l’aeroporto del «ponte aereo». Lì
atterrarono gli aerei inglesi e americani che dal giugno 1948 al maggio 1949
rifornirono la città di viveri e medicinali consentendole di resistere al
blocco deciso dai sovietici. Tempelhof è diventato un simbolo della guerra
fredda, un’icona della lotta per la libertà. Ecco perché quando
l’amministrazione cittadina ha decretato per ragioni economiche la chiusura
dello scalo si è scatenata una potente mobilitazione con tanto di petizione per
mantenerlo in funzione e referendum popolare (che ha avuto molti consensi, ma
non il quorum). Il sogno si avvera Adesso la decisione è presa. Là dove
c’erano hangar, piste di decollo e uffici, ci sarà un’enorme distesa
d’erba, un’oasi di pace nel mezzo della città, aperta a tutti e facilmente
raggiungibile con la metropolitana o in bicicletta. E con i suoi oltre
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Da "Il Giornale di Barga" del 5 settembre 2009 riportiamo l'articolo:
UNA MEDAGLIA D'ORO PER IL COMANDANTE PARTIGIANO DUCCESCHI
BARGA,
18 settembre 2009
- Durante la cerimonia che ha visto la visita del veterano della
Buffalo Joseph Hairston a Sommocolonia, era presente anche la figlia del
comandante partigiano Manrico Ducceschi. Il suo gruppo di partigiani fu
protagonista anche della tragica battaglia di Sommocolonia.
Nell'occasione ci ha parlato di una iniziativa che sta seguendo e che punta a
fare insignire il padre della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Per far questo
è necessario raccogliere diverse firme e chi volesse partecipare può
consultare il sito che vi indichiamo sotto e seguire tutte le indicazioni del
caso.
Manrico Ducceschi - conosciuto con il nome di battaglia "Pippo" -è
stato un comandante partigiano italiano.
L'8 settembre 1943, lo trovò a Tarquinia, allievo ufficiale del V Rgt. Alpini.
Riuscì a sottrarsi alla cattura e a fare ritorno nella sua città, ove entrò
in relazione con ex compagni di studi, militanti dei gruppi Giustizia e Libertà
di Firenze, vicini al Partito d'Azione, dandosi successivamente alla macchia per
partecipare alla Resistenza italiana con il nome di battaglia di "Pontito"
prima e di "Pippo" successivamente. Già a metà settembre costituì
la prima "Brigata Rosselli" e, stabilito il quartier generale alle Tre
Potenze, assorbì alcune formazioni minori del Pistoiese e della Lucchesia. Il
16 marzo 1944 la formazione assunse la denominazione ufficiale di "Esercito
di Liberazione Nazionale -XI Zona Patrioti" con caratterizzazione
dichiaratamente apartitica ed operante fra
Un
Grazie agli ottimi rapporti mantenuti con gli Alleati, tramite agenti dell'OSS
paracadutati, la formazione poté ricevere alcuni rifornimenti con aviolanci.
Dopo l'arrivo degli Alleati della V Armata, dall'ottobre 1944, la formazione,
inquadrata in forma di reparto regolare ed organico, sarà denominata
"Battaglione Autonomo Patrioti Italiani Pippo", e con divise ed
equipaggiamento americano, fu destinata al controllo di ben
Alla fine della guerra, il Comandante partigiano Pippo fu insignito della Bronze
Star Medal al valor militare da parte degli Alleati, ma non ebbe alcun
riconoscimento né da parte delle organizzazioni partigiane, nè da parte dello
Stato Italiano. Per rimediare a questa grave dimenticanza è nata l'iniziativa
"Una Firma per Pippo": raccogliamo tutti insieme le firme necessarie
per richiedere la concessione di una Medaglia d'Oro al Valor Militare alla
Memoria.
A tal fine si può scaricare dal sito web dedicato a Manrico Ducceschi www.manricoducceschi.it
l'apposito modulo di raccolta, stamparlo, compilarlo, farlo girare, raccogliendo
firme tra amici, parenti e conoscenti interessati all'iniziativa, e infine
contattare l'indirizzo di posta elettronica info@manricoducceschi.it per le
modalità di invio.
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DELEGAZIONE A CEFALONIA PER 66* ANNIVERSARIO ECCIDIO
Bari,
18 settembre 2009
- Una delegazione ufficiale del Consiglio regionale e dell'Associazione
Consiglieri della Puglia sara' a Cefalonia da martedi'
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PARMA.
17 settembre 2009 - E' morto Leonardo Tarantini. Un
personaggio-simbolo della storia di Parma e della Resistenza che portò alla
Liberazione della città.
Come capo di stato maggiore, anzi, il "comandante Nardo" fu proprio tra coloro che pianificarono il piano per ridare a Parma la libertà nell'aprile del 1945.Aveva 89 anni.
Era poi stato per tanti anni
presidente dell'ANPI, e ne era tuttora presidente onorario.Sabato dalle 8,30
alle 11,30 ci sarà la camera ardente nella sede ANPI di piazzale Barbieri, poi
il corteo funebre.
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19 settembre, Pietrasanta: 65° anniversario della Liberazione di Pietrasanta

Pietrasanta,
17 settembre 2009 -
L’Amministrazione Comunale e l’ANPI sezione “Gino Lombardi” , sabato 19
settembre, organizzano una cerimonia
commemorativa, che si svolgerà secondo il seguente programma.
18-19
settembre 1944,
Nel
tardo pomeriggio del 18 settembre 1944, dopo un combattimento al Baccatoio,
presso il cimitero urbano, nel quale resta ferito il partigiano Luca Bigi, una
ventina di partigiani della “Bandelloni” e due carri armati americani
entrano in città, dove, all’imbrunire, giunge anche una pattuglia americana,
di cui fanno parte pure dei volontari italiani aggregati alle truppe
statunitensi, proveniente dalla via Aurelia. Nella notte arriva l’intera
formazione e, la mattina successiva, i reparti del 434° battaglione di fanteria
americano, mentre il 435° si attesta a Fiumetto e lungo il viale Apua. Truppe
inglesi del 37° e 47° reggimento occupano Capezzano e Capriglia: la città è
finalmente libera.
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Camera ardente in Cgil per il partigiano "Frio"

PIACENZA. 17 settembre 2009 - Camera ardente allestita nel salone Nelson Mandela della Cgil, per il partigiano Antonio Venturati mancato lunedì scorso a 85 anni. "Frio", questo il suo nome di battaglia, era un operaio di fonderia e nel 1956 aveva aiutato nella ricostruzione della Camera del Lavoro. Il difficile clima post guerra di Liberazione, la sua militanza nel sindacato che gli costò il lavoro all'Arsenale, lo spinsero a cercare fortuna, insieme alla moglie, in Francia come tanti piacentini dell'epoca. Ma il legame con la sua città non è mai venuto meno nell'arco degli anni: sabato mattina le sue ceneri e quella della moglie, scomparsa lo scorso anno, saranno disperse nel Po, luogo che gli avevi fatti incontrare da ragazzi. L'orazione civile è stata tenuta da Mario Cravedi, presidente provinciale Anpi, con interventi di Giuseppe Genesi, responsabile Cgil per l'Arsenale e dall'assessore alla Salute Giovanna Palladini. Presenti anche Gianni Copelli, segretario territoriale Cgil, e Carla Antonini, direttrice dell'istituto storico della Resistenza.
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ANPI
SCRIVE A PETRUCCI (CONI) SU COMPORTAMENTO PRESIDENTE UITS
Roma,
16 settembre 2009 - Lettera
dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia al presidente del Coni, Giovanni
Petrucci, per richiamarne l'attenzione sul comportamento di Ernfried Obrist,
presidente nazionale dell'Uits, l'Unione italiana tiro a segno, in una vicenda
che l'Anpi definisce "sconcertante oltre che grave sotto il profilo del
rispetto dei princi'pi e delle norme che permeano la nostra Carta
Costituzionale"."Il giorno 25 aprile, anniversario della Liberazione
-scrive l'Anpi- Ernfried Obrist, presidente Nazionale dell'UITS (Unione italiana
tiro a segno), ente pubblico posto sotto la vigilanza del ministero della Difesa
e riconosciuto dal Coni, si faceva riprendere fotograficamente, nei locali del
tiro a segno di S. Arcangelo di Romagna (Rimini), in atteggiamento di evidente
consonanza con degli individui che indossavano le divise della Waffen-SS,
imbracciando anche armi, le famigerate squadre militari tedesche autrici, tra le
altre, delle stragi di Marzabotto e di S. Anna di Stazzema". "Si
tratta -scrive ancora l'Anpi nella lettera al presidente del Coni Petrucci- di
un gesto gravemente offensivo della memoria delle migliaia di vittime innocenti
dei crimini di guerra nazisti, oltre che di un palese reato di apologia di
nazismo. La vicenda e' balzata sulle cronache locali e nazionali, grazie anche
alla presa di posizione dell'Anpi di S. Arcangelo, sostenuta dal Comitato
provinciale Anpi di Rimini, della denuncia del sindaco di S. Arcangelo e di una
interrogazione parlamentare a firma dell'onorevole Manuela Ghizzoni che non ha
ancora avuto risposta. Ad aggravare ulteriormente il tutto e' il comportamento
dello stesso Presidente Obrist che -conclude l'Anpi- si trincera dietro
'leggeri' atteggiamenti autoassolutori francamente inaccettabili. Tra l'altro lo
stesso dichiara di avere manifestato le sue scuse all'Anpi, attese invano, atto
che conferma l'intenzionalita' oltraggiosa".
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Oggi funerali di Corrado Vezzoni, combattente per
Stazzema,
16 settembre 2009 - Oggi pomeriggio, alle 15, presso la chiesa
parrocchiale di Pontestazzemese si terranno i funerali Corrado Vezzoni,
combattente della Libertà, classe 31 dicembre 1924, deceduto nelle prime
ore della giornata di ieri dopo una
lunga malattia che sull’ultimo lo aveva allettato.
Fu giovane partigiano nel gruppo di Aristdemo Pierotti, nome di battaglia
“Pelle”, allogato presso
Giuseppe Vezzoni
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Vernio ricorda

VERNIO,
16 settembre 2009 - Si aprirà sabato alle 17 lo storico portone di Palazzo Bardi a San
Quirico di Vernio per l’anniversario della Liberazione, con letture animate,
accompagnate da musica dal vivo e ispirate a episodi avvenuti in Valbisenzio
durante
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Gianluca SPINOLA
era figlio del marchese Luigi e della contessa Luisa Elia.
Dopo la licenza liceale fu arruolato nell'Arma di cavalleria, prima alla Scuola
di Pinerolo e poi, da tenente, nel Reggimento Guide a Parma. Mandato in Africa
negli Squadroni Spahis, fu impegnato sulla frontiera tunisina e poi su quella
cirenaica, dove combatté negli Squadroni corazzati.
Rimpatriato per malattia e assegnato ai reparti corazzati della scuola di
Civitavecchia, fu colto dall'armistizio mentre si trovava nei pressi di Firenze.
Spinola cominciò subito
L'attacco a una colonna motorizzata tedesca, che causò ingenti perdite al
nemico, fu fatale a Gianluca Spinola e ad altri tre partigiani (Francesco
Piredda, Franco Stucchi Prinetti e Vittorio
Vargiu), che erano con lui. Portati nel Mastio di Volterra, i
quattro furono atrocemente torturati e, due giorni dopo (proprio mentre si
compiva la strage dei 77 minatori di Niccioleta), portati a Castelnuovo ed
eliminati dai tedeschi.
Una lapide ne ricorda il sacrificio a Castelnuovo.
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LA PROVINCIA SNOBBA
I PARTIGIANI

TREVISO,
15 settembre 2009 - Pian del Cansiglio -
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AOSTA,
15 settembre 2009 - C'è un'aria molto tesa nella politica in Val d'Aosta che
nemmeno la bellezza delle montagne riesce a stemperare. Il centrosinistra e una
parte della società civile è preoccupata per l'apertura nelle regione di una
sezione di Casa Pound Italia, il netowrk di centri sociali di estrema
destra a stampo fascista.
"Noi
associazioni, Partiti, movimenti e cittadini antifascisti - si legge in un
comunicato diffuso stamattina alle agenzie - esprimiamo viva preoccupazione
rispetto all'annunciata apertura in Valle d'Aosta di una sezione di Casa Pound".
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COMUNE PARTE CIVILE
PER STRAGE DI MORELLO
Il consiglio comunale approva l'ordine del giorno
all'unanimità
SESTO FIORENTINO, 14 settembre
2009
- Il Comune di
Sesto Fiorentino è pronto a costituirsi parte civile nel procedimento penale
relativo all’“eccidio del Lunedì di Pasqua” del 10 aprile 1944. Il
Consiglio comunale, nell’ultima seduta, ha infatti approvato all’unanimità
l’ordine del giorno della giunta che consentirà al Comune di prendere parte
all’eventuale processo per la strage nazista nella quale furono trucidati
sette civili sestesi in località Ceppeto, sul Monte Morello. Tempi e modalità
del procedimento penale, negli ultimi giorni, potrebbero essere tuttavia
cambiati: il procuratore presso il Tribunale militare di Verona Marco de Paolis
ha appreso la notizia del decesso di Gustav Brandt, sottotenente d’ordinanza
della divisione corazzata “Hermann Göering”, nei confronti del quale aveva
emesso una richiesta di rinvio a giudizio. La probabile estinzione del
procedimento a causa della morte dell’uomo non ha fatto venir meno la
possibilità di dare finalmente un nome ai responsabili della strage di Morello.
Secondo quanto ha reso noto lo stesso De Paolis, esiste infatti un ulteriore
filone di inchiesta, attualmente in corso di svolgimento, a carico di altri
appartenenti alla divisione corazzata “Hermann Göering” e relativo
anch’esso all’“eccidio del Lunedì di Pasqua”. “Qualora se ne
presentino le condizioni giuridiche – si legge nell’atto approvato dal
Consiglio – si ritiene un doveroso atto di responsabilità civica, oltreché
di ristabilimento della memoria storica nei confronti di quanti perirono nel
cosiddetto “eccidio del Lunedì di Pasqua”, dei loro familiari e di quanti
altri siano stati vittime di eccidi nazifascisti dei quali a tutt’oggi non
siano stati assicurati alla giustizia i responsabili, la costituzione del Comune
di Sesto Fiorentino quale parte civile nel procedimento eventualmente instaurato
all’esito dell’inchiesta attualmente in corso di svolgimento”. “Sono
molto contento – ha commentato il sindaco Gianni Gianassi – che un atto che
esprime il desiderio di giustizia e il rispetto per la memoria dei civili uccisi
sia stato approvato all’unanimità dall’assemblea cittadina”.
L’episodio di violenza nel quale persero la vita sette civili sestesi di età
compresa tra i 38 e i 18 anni nella zona di Monte Morello fu aggravato –
secondo quanto specificano gli atti del procedimento – dalla crudeltà e dalla
premeditazione, nonché dal fatto che le vittime erano cittadini non
belligeranti, i quali non prendevano parte alle operazioni militari.
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Tenerano non dimentica
Commemorazione delle vittime della strage nazista del 1944

FIVIZZANO,
13 settembre 2009 - Dopo Mommio, San Terenzo e Vinca, con la commemorazione del 65º
anniversario dell’eccidio di Tenerano, stamani si chiudono le celebrazioni per
le vittime delle stragi naziste nell’estate 1944. Il programma: alle 9
ricevimento delle autorità; 10 Messa in suffragio ai caduti; 10,30
commemorazione ufficiale tenuta da Mimmo Colonnata, delegato dal sindaco Paolo
Grassi alla “Conservazione della memoria alle stragi nazi-fasciste”.
Questo il racconto del parroco Edoardo Farinelli, tratto dal libro “Per non
dimenticare” su quanto accade il 13 settembre 1944 nella località di Tenerano:
«I diabolici nemici, dopo aver bruciato quasi tutte le case del paese il 24
agosto, tornarono accompagnati da conosciuti...i quali avevo più volte
benedetto; quel giorno mitragliarono l’intera famiglia di Pietro Antoniotti,
composta dai genitori Pietro e Isolina, dal figlio Adriano e dalla sua sposa
Laura con una bambina di due anni e mezzo. E le crudeltà quel giorno
proseguirono con l’agghiacciante strage di un’altra famiglia, quella di
Mario Furfori, la moglie Santina con quattro figli, il maggiore di 14 anni e il
piccolo di soli 6 mesi e il babbo della sposa, Agostino».
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Forno ricorda il partigiano Tito

MASSA,
13 settembre 2009 - Manifestazione a Forno in onore di Tito. L’appuntamento è per questa
mattina davanti alla casa socialista alle 10.30. Più tardi verrà depositata
anche una corona nel luogo dove Marcello Garosi è morto. Dopo le recenti
polemiche su Marcello Garosi “Tito”, comandante partigiano morto a Forno
nell’eccidio del 13 giugno 1944 ad opera dei nazi-fascisti, nella casa
socialista, si sono riuniti gli abitanti della frazione e altre associazioni
partigiane.
L’assemblea ha ritenuto non corrispondenti al vero le dichiarazioni
riguardanti Tito e le sue responsabilità relative agli scontri con i fascisti
ad Altagnana del maggio e i fatti di Forno del giugno 1944, «anche perché è
risaputo che Garosi si comportò con saggezza e moderazione, e per tali qualità
era stato scelto a comandare le formazioni apuane dal Cln. Durante
l’occupazione di Forno ai fascisti locali non fu fatta alcuna vessazione,
anche il segretario del fascio di Colonnata non fu toccato. Chi accusa Tito sta
condannando anche Ciro Siciliano, medaglia d’oro al merito civile, maresciallo
comandante la stazione dei cc, che morì lo stesso giorno; e don Vittorio
Tonarelli, parroco del paese in quei tempi, medaglia d’argento al merito
civile, che si prodigò enormemente per salvare donne e bambini (a lui morto in
questi giorni va il ricordo amichevole di molti paesani); entrambi questi eroi
furono, infatti, dalla parte dei partigiani. L’Anpi,
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66° anniversario dell'eccidio di Teverola
Sabato mattina, alle ore 11, nel cimitero comunale, sarà celebrato il 66esimo anniversario della morte dei 14 carabinieri e due civili uccisi dai nazisti a Teverola il 13 settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale.
TEVEROLA, 12 settembre 2009 -
Un evento organizzato dall’Ispettorato regionale dell’Associazione nazionale
carabinieri, retto dal generale Domenico Cagnazzo, e dal Reparto territoriale
dei carabinieri di Aversa, guidato dal tenente colonnello Francesco Marra.
Saranno presenti i commissari straordinari del Comune. Una corona d’alloro sarà
deposta al monumento in via Roma, che ricorda il sacrificio dei cosiddetti
“martiri di Teverola”.
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Cerimonia
per il 65° anniversario dell’Eccidio di Pietralta
Nell’occasione sarà inaugurato il monumento restaurato
dedicato ai martiri
Montorio
al Vomano, 12 settembre 2009 - Lo scorso 17 Aprile ricorreva il 65° anniversario
dell’“Eccidio di Pietralta” dove caddero combattendo, per mano dei
nazifascisti, due giovani partigiani di Montorio al Vomano, Giuseppe Valentini e
Donato Di Giammarco, oltre a sei montenegrini e a due slavi agli ordini del
capitano Mirko Jovanovic.
“Nell’occasione – annuncia il Presidente del Consiglio,
Mauro Martino – sarà inaugurato il monumento restaurato dedicato ai martiri.
La nostra volontà è quella di celebrare il ricordo dei caduti del 17 aprile
1944 con il pensiero rivolto a tutti coloro che hanno sacrificato la propria
vita per la libertà”.
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ROMA,
12 settembre 2009
-
CENNI STORICI: Il Forte Bravetta è posto fra via Aurelia e via Portuense, fu
realizzato su un'area di circa undici ettari (10,6 per l'esattezza). Situato nel
XVI Municipio, ricade all'interno della riserva naturale Valle dei Casali.
Destinato dal Pgr del
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66° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DEI VIGILI URBANI E DEI NETTURBINI
BARLETTA,
11 settembre 2009 - La mattina di domenica 12 settembre 1943, truppe
tedesche, appoggiate dalla Prima Divisione Paracadutisti comandate da Walter
Gericke, occuparono Barletta, giustiziarono dieci vigili urbani e due netturbini
seminando terrore, morte e distruzione sulla popolazione inerme e atterrita.
Barletta, città Medaglia d’Oro al Valor Militare e al Merito Civile, onorata
anche dall’assegnazione della Medaglia di Bronzo alla memoria di Addolorata
Sardella che, coraggiosamente con Lucia Corposanto, soccorse il vigile Francesco
Paolo Falconetti, ricorderà quei tragici avvenimenti.
In particolare, il Comune di Barletta, attraverso l’Archivio della Resistenza
e della Memoria/Forum Associazioni per
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20 settembre commemorazione dei caduti in valle

TRIORA, 11 settembre 2009
- Si terrà domenica 20 settembre a Triora, località Loreto, la
commemorazione dei caduti partigiani e civili della Valle Argentina. Si tratta
di un incontro organizzata dall'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani
d'Italia) sezione Arma - Taggia - Valle Argentina.
Si tratta dell'annuale raduno dei partigiani e civili caduti nella Valle
Argentina nel periodo 1943-1945 ed in memoria dell'eroico Comandante della II
Divisione Felice Cascione Vittorio Guglielmo 'Vittò, medaglia argento al Valore
Militare.
L'inizio della commemorazione inizierà alle ore 9.30 con il raduno dei
partecipanti presso
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Eccidio, anniversario dimenticato
NOLA,
11 settembre 2009 - Dieci italiani giustiziati
per ogni tedesco ucciso. Fu questa la spietata quanto folle rappresaglia
ordinata dai gerarchi nazisti dopo che l’8 settembre del 1943 l’Italia si
era chiamata fuori dalla II guerra mondiale. E anche la città di Nola,
all’epoca sede del 12° e prima ancora del 48° Reggimento di artiglieria
dell’esercito, fu costretta a pagare questo drammatico dazio. Nel caos di quei
giorni (lo smarrimento delle forze armate italiane, il massiccio sbarco degli
Alleati a Salerno e la dura controffensiva dei nazisti) i militari di stanza a
Nola decisero di opporsi agli ordini tedeschi di resa. L’armistizio tra
l’Italia e gli eserciti Alleati era stato dichiarato da meno di quarantotto
ore quando un soldato della Wehrmacht rimase ucciso in seguito ad uno scontro a
fuoco con i militari nolani che si erano rifiutati di consegnare loro le armi.
Fu in seguito a questo episodio che una divisione tedesca attaccò la caserma
Principe Amedeo, meglio nota come il “
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ROMA,
11 settembre 2009 - Metà settembre
Achtung! Achtung!
La storia cammina in fretta e non risparmia le sorprese. Mussolini è
prigioniero del re e di Badoglio in un albergo sul Gran Sasso, a Campo
Imperatore. Si considera un uomo finito. Un mese prima, alla Maddalena, ha posto
questa dedica sul libro di una giovane ammiratrice: "Mussolini,
defunto". Il 12 settembre, dai microfoni nazisti arriva una notizia-bomba:
«Achtung! Achtung! Il quartier generale del Fuehrer comunica che il duce è
stato liberato». Un'operazione ardita compiuta dai paracadutisti tedeschi, ma
con una dinamica farsesca, gli alianti che scendono come furie mentre il sole
straccia le nubi, il comandante della scorta italiana che va incontro ai
camerati nazisti con una bottiglia di vino rosso per brindare e Mussolini che,
affacciato a una finestra, vede i parà armi in pugno e chiede se sono inglesi.
«No eccellenza, sono tedeschi», gli rispondono. «Questa non ci voleva proprio»,
è il suo commento, che dice tutto, come la smorfia di disappunto che accompagna
la battuta. Nella farsa della sua "liberazione" in quella domenica
incredibile è forse lui l'unica persona onesta e illusa, nella speranza che gli
attaccanti di una difesa inesistente siano fascisti, disposti a mettere a
repentaglio la vita per il loro Capo.
La sceneggiata
Poi è tutta una sceneggiata, fatta di macchine fotografiche, di flash,
dell'intrusione di Skorzeny, l'uomo di Hitler, di tutti che fanno a gara per
farsi immortalare accanto a quell'uomo dalla faccia stravolta, il fantasma del
duce dell'impero, che china il capo, rientra nella storia e firma la propria
condanna a morte. Rinasce il fascismo, il duce torna tale, suo malgrado. Hitler
si prende cura di lui, fin troppo. Molti lo credevano morto e invece il 14
Mussolini è a Rastenburg, dal Fuehrer. Quando scende dall'aereo nel sole lungo
dell'autunno, ha una faccia che fa paura, con gli occhi vuoti, lucidi, da
vecchio, il collo avvizzito, il volto floscio e giallo, gli abiti che gli
cascano addosso. Comincia l'ultimo capitolo di una storia che è vicina al
capolinea e che si concluderà davanti ai mitra spianati dei partigiani il 28
aprile 1945. Hitler gli parla da padrone. Mussolini tace, il suo rapporto con il
Fuehrer è quello del parente povero. I bei tempi di Palazzo Venezia sono ormai
lontani. Ora è un uomo stanco che sta per diventare servo.

TORINO
11/09/2009
- "E' risaputo che, quando fu arrestato a Dongo, Mussolini aveva presso di
sé una grossa busta di cuoio contenente preziosi documenti. Essi erano tali da
interessare la storia degli ultimi anni. Ma - almeno fino a questo momento - la
storia li ignora. Forse debbono considerarsi perduti, perché quella busta
scomparve, né risulta sia stata mai ritrovata...Mussolini aveva molte cose da
dire. I giornali, i testimoni, le numerose interviste con partigiani del tempo,
sono concordi nel riferire ciò che il Capo della Repubblica Sociale avrebbe
detto ai suoi carcerieri: "Voglio parlare un'ultima volta al mondo, prima
di morire. Sono stato tradito nove volte. La decima, sono stato tradito dai
tedeschi. E' noto che egli non ebbe modo di parlare come desiderava e voleva.
Quali pensieri gli facevano invocare quest'ultimo colloquio con gli uomini? Li
ignoravamo fino a ieri. Oggi non più. E non perché siano stati ritrovati i
documenti che Mussolini portava con sé nella famosa busta di cuoio prima
dell'arresto; ma perché è venuto alla luce quello che si può a giusto titolo
chiamare il testamento di Mussolini".
Così scriveva l'autore della prefazione del libro "IL TESTAMENTO POLITICO
DI MUSSOLINI", Ed. Tosi, Roma, 1948. Oggi, la prima parte di quel
testamento, pubblicata sul proprio sito
dal Centro Studi e Documentazione sul periodo storico della Repubblica Sociale
Italiana,è consultabile da tutti sul web gratuitamente.
Per leggere il documento, cliccate
qui
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La commemorazione di
“Virgola”
LAVAGNA
10 settembre 2009 - I Comuni di Sestri Levante e Lavagna, d’intesa con l’Anpi,
l’Associazione nazionale partigiani ricordano Eraldo Fico, “Virgola”.
L’omaggio al comandante della divisione Coduri avverrà domenica, nel
cinquantesimo anniversario dalla sua scomparsa, al Circolo Virgolo di Santa
Margherita di Fossa Lupara, di Sestri Levante. La cerimonia inizierà alle 10.30
con i saluti del presidente dell’Anpi sestrese, Daniele Massa, “Lucifero”,
del sindaco sestrese, Andrea Lavarello, del vicepresidente provinciale dell’Anpi,
Massimo Bisca.
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E' morto Tito Iacovacci, eroe della Resistenza

SAVONA, 10 settembre 2009 - E' mancato Tito
Iacovacci. Tanta gente oggi neppure sa chi sia, ma Tito fu un protagonista, a
Savona, dagli anni della Resistenza fino agli anni '80.
Un protagonista umile e schivo, che si poneva sempre un passo indietro rispetto
agli altri, considerandosi unicamente un amanuense. eppure era immensamente
capace di riflessioni approfondite, di analisi corrette, di suggerimenti
efficaci. Perchè era profondamente colto, pregno di quella cultura che si
costruisce nel confronto continuo con la vita e con gli uomini.
Ed era capace di servizio ai "piccoli", come per tanto tempo fece
presso la chiesa di S.Raffaele al Porto, con Don Mario Genta, alla Stella Maris,
dove si accoglievano e si intrattenevano i marittimi che cercavano un po' di
calore, un po' di amicizia, qualcosa che in qualche modo ricordasse loro
l'atmosfera di casa.
Figlio di operai, operaio lui stesso all'ILVA, fu membro delle SAP. Profondo
studioso del Mondo del Lavoro, visse in perenne fedeltà con esso e con il
Movimento Operaio.
"Lo conobbi, verso la fine degli anni '50 nelle A.C.L.I. savonesi di cui fu
per decenni segretario provinciale. Quando, negli anni '60 e '70, assunsi la
presidenza del Movimento, i miei rapporti con lui si strinsero ancor più,
divennero quotidiani, ma soprattutto divennero un continuo confronto di idee, un
perenne scavare nelle problematiche del Mondo del Lavoro e nella grande fatica
di essere insieme fedeli a quel mondo e fedeli alla Chiesa di cui ci sentivamo
indiscutibilmente parte. Erano gli anni del Concilio Ecumenico, gli anni di Papa
Giovanni XXIII e poi di Paolo VI, gli anni di Kennedy e di Kruscev, gli anni del
Maggio Francese, dell�autunno
caldo, del colpo di stato di Pinochet. Gli anni della Gaudium et Spes, delle
grandi encicliche come
Quanti confronti con Tito e con gli amici delle ACLI, don Nanni Ricci, Guido
Trucco, il prof. Marino, Paolo, Giuan, Franco, Davide, Costantino, Mario, Kiki,
Agostino, Pino, Domenico, Giuliana, Dino, Silvio, Giampietro, Natale, Franco
ancora, Mino, John e tanti, tanti altri. Quanta pena quella notte in cui invano
attendemmo una buona notizia sulla sorte del giovane Franco Pardini, scomparso
in mare dalla nave Etna.
Quanti incontri nei circoli della provincia, quelli più attivi nel politico e
nel sociale e quelli più umili, che Tito benevolmente chiamava 'circoli
ACLI-vino'. Egli tutti conosceva, a lui tutti si rivolgevano per un consiglio,
una spiegazione, un incoraggiamento.
E quanti ritorni a casa in piena notte, dopo una visita a Giustenice, a
Casanova, ad Albenga S.Giorgio, a Carbuta, a Millesimo, a Ellera, continuando a
discutere e a cercare. Oggi Tito non c'e' più, con lui è scomparso un
frammento importante della mia vita; sento dentro un'enorme nostalgia per un
tempo più autentico e più pulito ormai dissolto e sento un grande magone per
un vero amico, un saggio amico perduto. Il mio abbraccio a Mariuccia, Franco e
Mauro e a tutti gli amici di un tempo, quelli che ancora incontro e quelli che
ormai ci hanno lasciato, quelli con cui, insieme a Tito, ho vissuto le
utopie", ricorda Mimmo Filippi.
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ROMA, 10 SETTEMBRE 2009
– E’
stato un giorno importante per la città di Roma. L'inaugurazione del parco e la
sua titolazione alle vittime del nazifascismo, restituisce dignità e decoro ad
un luogo simbolo della lotta per la libertà e la democrazia.
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L’eroico sacrificio di Modesta raccontato in un libro
La staffetta partigiana fu uccisa dai tedeschi insieme al figlioletto di tredici mesi che stava allattando al seno
PISTOIA,
10 settembre 2009 - Stasera alle 21 alla Casa del popolo di Bonelle (via Bonellina 235), si
terrà l’anteprima nazionale del libro “Quel giorno di inizio estate”,
autore Mauro Meschini, sulla storia di Modesta Rossi, partigiana aretina
medaglia d’oro al valore militare. L’evento, patrocinato dalla Regione
Toscana, dal Comune e dalla Provincia di Pistoia è organizzato dal circolo in
collaborazione con la sezione Anpi “S. Fedi”, l’Arci di Pistoia e il Club
culturale “La Viaccia”.
Durante la serata i figli di Modesta sopravvissuti - trasferitisi a Pistoia
negli anni ’50 - porteranno la loro testimonianza, i giovani del circolo
leggeranno alcuni passi del libro, sarà proiettato il film-documentario girato
e prodotto sui luoghi dell’eccidio e si ascolteranno le canzoni partigiane con
il gruppo “D’Altro Canto”. Per informazioni è possibile telefonare al
numero 0573.380291 o visitare il sito www.losnodo.net
Chi era Modesta Rossi. Nata a Bucine (Arezzo) nel 1914, uccisa a Solaia di Monte
San Savino (Arezzo) il 26 giugno 1944, medaglia d’oro al valore militare alla
memoria. Edoardo Succhielli (Renzino) - comandante della formazione partigiana
nella quale operava Dario Polletti, marito di Modesta - in un libro sulla
Resistenza fra l’Arno e
Modesta Rossi, nonostante fosse madre di cinque figli piccoli (il maggiore aveva
sette anni), si era dedicata con tutto il suo impegno alla Resistenza, quando il
marito aveva raggiunto i partigiani. Nel giugno del 1944, quando i tedeschi
scatenarono feroci rastrellamenti in Val di Chiana, giunsero anche alla casa dei
Polletti. Sorpresa nella sua abitazione mentre accudiva ai bambini, Modesta
rifiutò di dare informazioni ai rastrellatori sul marito e gli altri
partigiani.
La giovane donna teneva in braccio il bambino più piccolo, di tredici mesi.
Furono uccisi, lei e il figlioletto, a colpi di pugnale. Il corpo di Modesta,
col bimbo ancora al seno, fu poi ritrovato - con quelli di altre quattro vittime
- in una capanna data alle fiamme.
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150 dell'Unità d'Italia: «Siamo alla vigilia, io
spero, dell'inizio dell'attività celebrativa»
Napolitano ricorda
l'8 settembre
«
Il capo dello Stato alle celebrazioni a Porta San Paolo: «Continuità con le battaglie del Risorgimento»

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Cancello Arnone ricorda le vittime dell’eccidio
CANCELLO
ARNONE, 09 settembre 2009 -
“Lo scopo è quello di ricordare soprattutto le 104 vittime del 9 settembre
1943, che hanno impreziosito con il loro sangue la comunità di Cancello ed
Arnone”. Lo ha affermato Pasqualino Emerito, sindaco di Cancello ed Arnone,
alla vigilia della manifestazione per la celebrazione del sessantaseiesimo
anniversario dell’eccidio in programma oggi.
“Sarà celebrata – ha continuato il sindaco Emerito - la forza di volontà
di un popolo che, risorto dalle ceneri del dopoguerra, si è riproposto in una
sana competizione con le comunità viciniori, elevando lo stile di vita di un
intero territorio, proponendosi sempre più come popolo tra i più generosi e
laboriosi”. La manifestazione prevede alle ore 19 il raduno in Piazza
Municipio, alle 19.30 sarà proiettato un filmato tratto dall’archivio storico
dell’Istituto Luce, sulla comunità cancellese dal
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MODENA,
09 settembre 2009 - “E’ un
momento commemorativo semplice ma di alto valore simbolico e memoriale quello
che ci apprestiamo a celebrare sabato prossimo, e attraverso il quale intendiamo
restituire memoria storica ed umana alla figura, nel corso degli anni poi
dimenticata e rimossa a livello storiografico, del sassolese Giovanni Rossi, tra
i primi comandanti delle formazioni partigiane operanti nel nostro appennino”.
“Non a caso – prosegue il Sindaco – abbiamo voluto scegliere una data,
quella del primo sabato a ridosso del 9 Settembre, ovvero del 66mo anniversario
della battaglia del Palazzo Ducale che in quei giorni del 1943, dopo l’otto
settembre, vide proprio da Sassuolo e dal coraggio del Generale dell’Esercito
Ugo Ferrero, a capo della guarnigione di stanza nel Palazzo che resistette alle
divisioni tedesche, l’originarsi della Resistenza nella provincia di
Modena…”Sarà Romano Levoni, ex partigiano, soprannominato “Balilla” che
da anni è impegnato a ricordare la figura di Giovanni Rossi, a rievocare le
gesta e la figura di questo Comandante partigiano eliminato, tragicamente, a
tradimento, da altri elementi delle formazioni partigiane, nei primi mesi del
1944, per dissensi interni nel movimento partigiano.
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Berti: nel 1944
Il sindaco in piazza della Resistenza parla di “Medioevo incivile”

PISTOIA,
09 settembre 2009 - Si è svolto ieri mattina in piazza della Resistenza l’omaggio della
città alla lotta partigiana, che portò alla definitiva liberazione della città. Il
sindaco Renzo Berti, ricordando i giorni di festa, la calorosa accoglienza dei
partigiani e delle forze alleate all’indomani della liberazione di Pistoia,
l’8 settembre del 1944, si è domandato ed ha domandato ai presenti dove sia
andata a finire la gente di quei giorni.
«È il buio di questi giorni il frutto di quella vittoria? - ha incalzato il
sindaco - Qual è la coerenza tra quelle pagine, quel coraggio e quei sacrifici
e questa sorta di medioevo incivile in cui stiamo ricadendo?».
Ricordando poi le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
secondo cui esiste un limite invalicabile rispetto a qualsiasi forma di
denigrazione o svalutazione della Resistenza, ha citato un passo di Italo
Calvino: “Dietro il milite delle brigate nere più onesto, più buonafede, più
idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di
tortura, le deportazioni e l’olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più
ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica,
ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste
non ce ne sono”.
Il sindaco ha infine rammentato la figura di Maria Tasselli, cittadina pistoiese
che, nel tentativo di sottrarre la propria figlia, incinta di otto mesi, alla
furia nazista, il 12 settembre del 1943 venne uccisa contro un muro insieme ad
altri cinque cittadini pistoiesi, Gino Puglia e Alfio Puglia, Ivo Bovani, Dino
Chiti e Lino Lotti.
Il programma delle celebrazioni in ricordo della Liberazione di Pistoia promosso
dal Cudir, proseguirà nei prossimi giorni. Domani alle 21, alla Casa del popolo
di Bonelle, l’Arci Pistoia, il circolo Arci Bonelle e la sezione Anpi Silvano
Fedi presenteranno al pubblico il libro di Mauro Meschini “Quel giorno di
inizio estate”, che narra la vicenda di Modesta Rossi, partigiana aretina,
uccisa insieme al figlio di tredici mesi e ad altre persone nella strage nazista
del 29 giugno del 1944 di Solaia.
Sabato 12 settembre alle 11, sarà intitolata a Maria Tasselli, una delle
vittime della strage di civili in piazza San Lorenzo (12 settembre del 1943), la
nuova area di collegamento tra via Marino Marini e via di Collegigliato. La
sera, alle
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Sui 29 martiri guerra aperta
Mazzoni: «Commemorazione trasformata in comizio»,

PRATO,
08 settembre 2009 - Martiri di Figline, commemorazione tra le polemiche. Bordate contro il
presidente Anpi Ennio Saccenti accusato dall’onorevole Riccardo Mazzoni,
coordinatore provinciale Pdl «di aver traformato la commemorazione in un
comizio politico contro il governo Berlusconi». Centrosinistra che ribatte,
difende Saccenti, dà dell’arrogante a Mazzoni, l’accusa di voler mettere a
tacere «posizioni diverse e dissonanti». Baruffa a distanza, tiri di mortaio
incrociati. I fatti. Corteo col Gonfalone del Comune con sindaco e assessori del
centrodestra a seguito, un po’ dietro l’esercito del centrosinistra (circa
duemila persone), con un enorme striscione con su scritto: «Partigiani»,
centinaia di bandiere del Pd e altrettanti fazzoletti rossi al collo,
distribuiti dall’Anpi. Insomma una manifestazione di sinistra. Non annacquata.
Proprio di sinistra. E alla quale non manca nessuno: tutti i consiglieri
comunali Pd con il capogruppo Massimo Carlesi, l’ex segretario pd Benedetta
Squittieri, i consiglieri provinciali, presidente Lamberto Gestri in testa, i
big: Andrea Lulli, Gianni Del Vecchio, Antonio Napolitano, Manuele Marigolli,
Adriano Benigni e tanti tantissimi militanti. Tutti in piazza per dire “ci
siamo”. Prima l’inno nazionale e poi un grando coro con “Bella ciao”. I
problemi iniziano col discorso di Saccenti che ricorda i 29 martiri ma aggiunge:
«Non sarebbero entusiasti del tipo di vita sociale, politica e culturale che
stiamo vivendo». Afferma i valori di libertà, pace e democrazia ma precisa che
«tutti i cittadini sono preoccupati del clima politico conflittuale che sta
vivendo il nostro paese e anche la nostra città», parla di non violenza e
tolleranza, in un passaggio accenna alla poca utilità dei militari per
garantire legalità e sicurezza e difende a spada tratta la libertà
d’informazione. A quel punto Riccardo Mazzoni, evidentemente, non ne può più
e se ne va accompagnato dal consigliere regionale Alberto Magnolfi e dal
presidente della circoscrzione Centro Massimo Taiti. Bloccati dal vicensindaco
Goffredo Borchi gli assessori Giorgio Silli e Aldo Milone. Bipartisan, almeno
così è stato colto, l’intervento del sindaco Roberto Cenni che afferma che
quel martirio «è nel dna della città e che i sacrifici ai quali furono
sottoposti i nostri padri sono stati ben più aspri e pesanti di quelli che
dobbiamo affrontare noi oggi».
La furia di Mazzoni scoppia: «Ancora una volta una cerimonia
istituzionale - scrive in un comunicato - che dovrebbe segnare un momento di
memoria condivisa viene grossolanamente strumentalizzata da una parte sola».
Parla di «spudoratezza» e «basse argomentazioni politiche» di Saccenti «che
a nome dei 29 martiri ha seminato odio, livore, falsità arrivando a denunciare
un inesistente clima di intimidazione». Scatenato anche il centrosinistra. Il
gruppo comunale Pd parla di «inaccettabile violenza istituzionale» di Mazzoni,
«tesa, sull’esempio del capo Berlusconi, a intimorire e mettere a tacere».
Stigmatizza «l’assenza di rispetto mostrata dal deputato della Repubblica
quando si è allontanato dalla piazzetta di Figliene prima dell’intervento del
sindaco». E ricordano, approposito di bandiere e simboli «i saluti romani e le
bandiere nere con la croce celtica in piazza del Comune il giorno della vittoria
di Cenni». Vicino all’Anpi pratese il coordinamento della mozione Bersani di
Prato che definisce «parole astiose e deformate» quelle di Mazzoni. «Evidentemente
- affermano - Mazzoni non sopporta punti di vista e letture storiche diverse da
quelle edulcorate e scolorite di chi vorrebbe riscrivere la storia recente
d’Italia magari equiparando partigiani e repubblichini». E concludono: «Tutti
hanno potuto vedere che al sindaco non è stato teso nessun agguato».
Controreplica al volo di Mazzoni: «Io sto e sono sempre stato dalla parte di
chi la libertà l’ha conquistata. Non accetto lezioni di antifascismo».
E mentre i Socialisti riformisti, anche loro, tirano le orecchie al
presidente Anpi, è lo stesso Saccenti a intervenire: «Chi non è capace di
ascoltare e rispettare le opinioni altrui è senz’altro antidemocratico. L’Anpi
- conclude Saccenti - è un soggetto politico e come tale ha il diritto di
esprimere le proprie opinioni e al rispetto altrui».
Le frasi “incriminate” del presidente Anpi

PRATO. Le frasi “incriminate” del presidente Anpi Ennio Saccenti. «I 29
martiri non sarebbero entusiasti del tipo di vita sociale, politica e culturale
che stiamo vivendo. Certo che la conquista di libertà, il clima di pace nel
quale stiamo vivendo da oltre 60 anni, sono valori per i quali si batterono e
sarebbero contenti di vederli realizzati». E ancora: «Noi dell’Anpi ma credo
tutti i cittadini che hanno a cuore la pace e la democrazia, siamo preoccupati
del clima politico conflittuale che sta vivendo il nostro Paese ma anche la
nostra città».
«Noi non siamo per il “volemose tutti bene” perchè in politica le
differenze ci sono, ed è un bene perchè la politica è il sale della
democrazia. Ma una cosa è il confronto anche aspro sulle scelte da compiere in
economia, ambiente, sullo sviluppo, sul lavoro, un’altra è la ricerca
sistematica e continua della distruzione dell’avversario, usando tutti i mezzi
leciti e qualche volta anche poco leciti».
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VARESE,
08 settembre 2009 -
Domenica 6 Settembre si è conclusa la 2^ edizione della Festa della Resistenza
dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, promossa, organizzata e
diretta dal Comitato Provinciale Anpi Varese, ed in particolare dal suo
presidente, il partigiano Angelo Chiesa.
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Resistenza e nuova coscienza civile. Fatti e protagonisti nel Monferrato casalese
Valenza,
08 settembre 2009
- Venerdì
11 settembre alle ore
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Novara,
07 settembre 2009 - Si e'
spento nella sua casa di Novara, a quasi 91 anni di eta', Enrico Massara,
ex-comandante partigiano e per oltre un decennio presidente dell'Istituto
storico della Resistenza e della societa' contemporanea nel Novarese e nel
Verbano-Cusio-Ossola. Fino a pochi giorni fa era stato attivo nella difesa della
memoria della Resistenza e nella diffusione dei suoi valori.
Nato a Novara il 24 novembre 1918, Massara era stato socio fondatore e fu
presidente dell'Istituto novarese dal 1986 al 1998. Maestro elementare, nel 1941
fu richiamato alle armi e dopo l'8 settembre 1943 raggiunse, sulle montagne del
Verbano, il capitano Filippo Maria Beltrami, diventando comandante di
distaccamento della "Brigata Patrioti Valstrona". Coinvolto, il 13
febbraio 1944, nella battaglia di Megolo in cui morirono Beltrami, Antonio Di
Dio, Gaspare Pajetta e altri nove partigiani, fu arrestato e picchiato, ma
riusci' a fuggire, tornando in montagna e fondando, con Alfredo Di Dio, il
gruppo "Patrioti Ossola", divenuto in seguito divisione "Valtoce".
Dopo avere partecipato alla liberazione dell'Ossola, nel settembre 1944, fu
internato in Svizzera, da dove rientro' solo a liberazione avvenuta. Nel
dopoguerra aderi' al Partito socialista e fu sempre convinto assertore
dell'unita' della Resistenza. "Lo avevamo incontrato a fine giugno scorso
durante le riprese del film 'Novara 1922' - ricorda il direttore dell'Istituto
storico novarese, Mauro Begozzi - e poi ancora il 16 agosto, al sentiero
Beltrami e il 30 agosto alla commemorazione dei martiri di Vignale. Ancora a far
progetti, ancora a dare suggerimenti, ancora a difendere la memoria della
Resistenza. Sempre presente, pacato e saggio. Per noi rimarra' sempre il nostro
indimenticabile 'Presidente'". I funerali si svolgeranno mercoledi' 9
settembre, alle 15,30, nella chiesa di S. Andrea, a Novara.
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S. Bernardo di Conio: commemorazione battaglia Montegrande

S. BERNARDO DI CONIO, 06 settembre
2009 - L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – sezione
di Sanremo – comunica che domani, domenica 6 settembre, a San Bernardo di
Conio, verrà commemorata la battaglia di Montegrande e verrà reso onore a
tutti i Partigiani e Civili caduti per la libertà.
"L’alba del 5 settembre 1944 - si legge nel comunicato - vide lo
spiegamento di circa 8000 Tedeschi e fascisti a completare l’operazione di
accerchiamento delle divisioni garibaldine per stroncare definitivamente
I comandanti 'Curto', 'Simon', 'Giulio' e 'Cion', per uscire da una situazione
così disperata, prendono la decisione di attaccare Monte Grande per
conquistarlo e poter aprire così un varco ai partigiani circondati o,
eventualmente, per bloccare il nemico su quelle posizioni e dare tempo ai
garibaldini di disperdersi nei boschi prima di restare agganciati in un
combattimento mortale.
Alle 11 il comandante 'Cion' (Silvio Bonfante) concorda con 'Mancen' l’attacco
al monte: la squadra d’assalto, composta da dodici compagni, protetta dal
fuoco di due mortai, inizia quindi a salire verso la vetta in mezzo ai noccioli
e alla vegetazione, tutti sono consci del rischio terribile che stanno correndo
ma anche del fatto che da loro dipende la salvezza di centinaia di uomini. Oltre
la metà il monte non offre più alcun riparo, così la squadra decide di
risalire verso la parte a mare del monte, la più difficile per un assalto, ma
la più sicura per sorprendere il nemico alle spalle. Mentre i mortai dei
mortaisti della San Marco passati nelle formazioni garibaldine centrano la vetta
con alcuni colpi di precisione, il manipolo scatena sul nemico una pioggia di
fuoco che lo disorienta e lo costringe alla fuga. Monte Grande diventa così un
baluardo dal quale proteggere lo sganciamento dei distaccamenti che possono
disperdersi nei boschi verso basi più sicure. Missione compiuta. Sulla lapide
posta in memoria sul luogo della commemorazione rende omaggio ai caduti sono
incise poche scarne parole,dedicate al Comandante 'Curtu': 'con te, quassù,
fermammo anche il vento'.
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La
Spezia
06
settembre 2009 -
Il
Consigliere Comunale Antonio Marcobello e la collega Tiziana Cattani del Gruppo
Consiliare Partito Democratico hanno scritto e inviato un'interpallanza per
ricordare che fra circa un mese ricorre il decimo anniversario della scomparsa
di Flavio Bertone: "Flavio Bertone fu un valoroso combattente per la libertà,
la democrazia del nostro Paese, fu protagonista della liberazione del nostro
paese occupato dal nemico nazista e oppresso dalla dittatura fascista. Bertone
fu Comandante Partigiano,dirigente Polititico del PCI prima, e convinto
dirigente del PDS. Fu per parecchie legislature Senatore della Repubblica e
portatore in Parlamento dei bisogni e interessi dei Lavoratori e della città,
fu Sindaco e Amministratore della nostra Città. A lui, ad alcune sue intuizioni
si devono parecchie delle opere che si vanno realizzando oggi nella nostra città.
Oggi a 10 anni dalla sua scomparsa, la sua figura e il ricordo di Walter è
ancora presente e vivo in tanti nostri concittadini. Chiediamo pertanto al
Comune della Spezia con quali inziative intende ricordare questa figura
importante per
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Giuseppe Gregori rilegge le pagine degli avvenimenti che precedettero la cattura e l’uccisione di 29 partigiani
Nessuna spia, l’attacco fu solo un caso
Dal memoriale di Renato Pozzi indicazioni per ricostruire i fatti del 6 settembre 1944

Figline
, 06 settembre 2009 -
Sessantacinque anni fa, all’alba del 6 settembre 1944, la formazione
partigiana “Buricchi”, partita dai Faggi di Iavello dov’era acquartierata
per raggiungere Prato e anticipare l’arrivo degli Alleati, già attestati a
Campi Bisenzio, fu intercettata da un reparto di militari tedeschi nei pressi di
Pacciana. Ci furono morti, feriti e una trentina di prigionieri, che i nazisti
impiccarono nel centro di Figline (gli impiccati furono in realtà ventinove,
perché Santino Grassi e Romano Villani si salvarono miracolosamente).
Il grosso della formazione, che era composta da circa duecentocinquanta uomini,
in maggioranza giovani e inesperti, riuscì a salvarsi, fuggendo in varie
direzioni, in maggioranza risalendo verso Schignano, trascinando i feriti meno
gravi, rifugiandosi nei nascondigli più disparati. Mentre a Figline i nazisti
eseguivano la loro macabra cerimonia, i carri armati alleati entravano in città
ed erano bloccati in via Bologna, all’altezza del Fabbricone, da una
postazione d’armi pesanti tedesca, piazzata a San Martino. Si combatte anche
il giorno 7 settembre e trovano la morte due giovani partigiani. Ma l’esercito
tedesco era ormai in ritirata e andava attestandosi sulla “Linea Gotica”,
lungo l’Appennino, dalla Versilia alla Romagna, linea che sarebbe stata
sfondata dagli Alleati solo nell’aprile del 1945; dunque Prato fu liberata ed
ebbero fine per i suoi cittadini sia la guerra sia la resistenza.
Figline fu pertanto la tragedia dell’ultimo minuto (il suo scarso significato
strategico per i Tedeschi ormai in fuga, segnala tuttavia ancora una volta
l’efferatezza del nazismo), ma resta l’episodio di gran lunga più tragico
della resistenza nel territorio pratese. In tutti gli anni che sono trascorsi da
allora si è ragionato spesso su due interrogativi: perché la formazione
“Buricchi” scese verso la città?; perché fu intercettata dai tedeschi: ci
fu una spia che li avvertì?
Cercheremo di rispondere a entrambe le domande con argomenti il più
possibile convincenti, mettendo in campo, sopra tutto per quanto riguarda la
seconda, argomenti nuovi.
Anche se non è mai stato trovato alcun documento del CLN della Toscana che
chiede ai dirigenti pratesi di effettuare l’occupazione della città e dunque
si discute su chi abbia indicato a Loris Cantini, commissario politico
mandamentale, di ordinare a Carlo Ferri, commissario politico della brigata “Buricchi”,
la discesa a Prato (se sia stato il maggiore Mario Martini, comandante della
formazione e delle squadre partigiane della pianura, oppure il CLN pratese,
nascosto in San Niccolò), appare chiaro che la discesa della “Buricchi” si
inquadra nelle scelte strategiche della direzione nazionale della guerra di
liberazione in quel preciso momento.
Per rispondere alla seconda domanda, invece, il ragionamento diventa assai più
complesso. Diciamo che la pubblicistica ha fino ad ora avvalorato la tesi della
spia. Michele di Sabato, che ha studiato a lungo, con passione, serietà e
competenza, documenti e testimonianze sui vari episodi della resistenza pratese
sembra non avere dubbi, infatti afferma: «I tedeschi dunque sapevano tutto
sullo spostamento della Buricchi. Erano in attesa, e forse non sapremo mai con
esattezza come la cosa fu possibile». E ancora: «Soccorsi da svariati
elementi, dunque, il 5 settembre i tedeschi sapevano con esattezza che quella
notte i partigiani avrebbero abbandonato i Faggi, seguendo però un itinerario
soltanto prevedibile, altrimenti dovremmo senz’altro ammettere l’esistenza
della soffiata di qualcuno venuto a conoscenza della cosa perfino nei minimi
dettagli» (M. Di Sabato, Ricerche e documenti sulla resistenza pratese, Prato,
Pentalinea, 1995, pagg. 35-36).
Nel 2007 un antico partigiano della “Buricchi”, Renato Pozzi, classe 1924,
scrive, con la collaborazione del figlio David, un memoriale sulla propria
esperienza durante la resistenza (Renato Pozzi, Quando presi la via dei faggi,
diario e testimonianza, Prato, Per il Lavoro e
Il racconto di Pozzi coincide largamente con gli altri per un buon tratto: la
formazione scende da Schignano, giunge in una località denominata Pesciola,
dove è stato fissato l’appuntamento con una guida pratica del luogo che deve
condurla a Prato. La guida non arriva, i capi decidono di andare comunque
avanti, guidati da alcuni partigiani di Figline che conoscono i luoghi. Poi
avviene l’attacco da parte dei tedeschi che si erano appostati lungo la via di
Cantagallo con tre mitragliatrici e una batteria di mortai.
Proviamo dunque a ragionare con logica sui fatti constatati e raccontati da
Pozzi: le postazioni tedesche di Pacciana non erano state realizzate per la
lotta antipartigiana, ma dovevano servire a proteggere la ritirata dei reparti
tedeschi verso
Se davvero ci fosse stata una delazione, tutti i reparti tedeschi sarebbero
stati in postazione e non ci sarebbe stato scampo per nessuno, sotto il tiro
incrociato delle mitragliatrici. Resta da spendere qualche parola sul mancato
incontro con la guida che avrebbe dovuto condurre la formazione a Prato. Di
Sabato (M. Di Sabato, Op. cit., pag. 58, n. 18) sostiene che l’uomo che doveva
fare da guida affermò di essere stato trattenuto da motivi familiari gravi, ma
che la cosa suscita dubbi. In ogni caso, sembra improbabile che qualcuno
conoscesse l’esatta postazione delle forze tedesche: il fronte era in continuo
movimento e le postazioni venivano predisposte e spostate nel giro di pochi
giorni, a volte di ore. Dunque, anche con la guida, sarebbero state identiche le
possibilità di incappare nel nemico.
Se i ragionamenti esposti hanno una logica, e mi sembra fuori di ogni dubbio, il
racconto di Pozzi, dopo oltre mezzo secolo, dice una parola definitiva sullo
scontro di Pacciana, escludendo qualsiasi delazione e qualsiasi agguato, bensì
affidando al caso la responsabilità dell’accaduto. Naturalmente, nello studio
della storia, nulla è mai definitivo, ma allo stato l’intuizione di Pozzi
appare largamente la soluzione più probabile.
(*) ex sindacalista ed ex assessore comunale studioso della storia pratese
Un “Ardito del Popolo” il primo sindaco di Prato
All’indomani della liberazione della città dai tedeschi Dino Saccenti venne nominato dal Comitato di liberazione nazionale
Sessantacinque anni fa, la città
di Prato fu liberata dall’occupazione tedesca e dal giogo fascista. Ben poche
persone oggi ricordano la figura del primo sindaco di Prato nominato dal C.L.N.
(Comitato di Liberazione Nazionale). Questi era Dino Saccenti, nato a Prato
20/6/1901 figlio di Martino e Giovanna Moradei. Il padre operaio lavorava in una
piccola fonderia e la madre era casalinga. Di carattere spavaldo, inizialmente
di idee anarchiche, nel 1921 con l’aiuto di Rodolfo Sarti e Anchise Ciulli per
opporsi alle squadre fasciste organizzò a Prato una sezione degli «Arditi del
popolo». Il gruppo era composto da una ottantina di giovani pratesi armati di
bastoni. La cosa fu ben vista dal segretario della sezione comunista Assuero
Vanni, che nonostante gli intralci di partito gli impedissero di appoggiarla
apertamente ne favorì la sua formazione. Dino Saccenti fu arrestato insieme
allo stesso Assuero Vanni e altri per l’omicidio del fascista Tenente Florio
avvenuto a causa dello scontro con l’antifascista Cafiero Lucchesi. Il
processo fu fatto 2 febbraio 1921 e si concluse con la condanna a otto anni e
quattro mesi di reclusione. Nell’agosto del
La giunta comunale presieduta da Dino Saccenti però nonostante le difficoltà
rimane in carica fino alle prime elezioni amministrative svoltesi il 24 marzo
1946 risultando con 5.391 preferenze il primo degli eletti. Nominato anche alla
Costituente fu poi deputato alla camera dei deputati. Ricoprì inoltre anche
varie cariche, tra le quali presidente dell’associazione dei partigiani e dei
combattenti e reduci (Ancr). Morirà a Firenze il 16 aprile 1981. I funerali si
svolsero a Prato il giorno successivo, dalla camera ardente allestita nella sala
consiliare del comune la salma fu portata al cimitero comunale.
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Proposte per non dimenticare
Una strada intitolata a Maria Tasselli uccisa in San Lorenzo

PISTOIA,
06 settembre 2009 - Dopo oltre sessant’anni sono ancora vive nei suoi occhi le scene di
quell’orrore, quando i nazi-fascisti uccisero sua mamma e il fratellino di
appena 13 mesi.
Lui aveva sette anni; adesso Mario Polletti ne ha più di settanta e dopo anni
di riservatezza e «forse - ammette - un po’ di pudore», ha voluto
condividere la sua tragica vicenda con quella che da ormai 50 anni è diventata
la sua città. Lui infatti è originario della provincia di Arezzo.
Lo farà giovedì sera alla Casa del popolo di Bonelle partecipando alla
presentazione del libro su sua madre “Quel giorno di inizio estate” di Mauro
Meschini, che narra della morte di Modesta Rossi, madre di Polletti, partigiana
e medaglia d’oro al valore militare: nata a Bucine (Arezzo) nel 1914 è stata
uccisa a Solaia di Monte San Savino, il 26 giugno 1944. Faceva da staffetta tra
le formazioni partigiane della Val di Chiana, in una delle quali militava suo
marito, Dario Polletti.
Giovedì sera a partire dalle 21 la presentazione del libro (in anteprima
nazionale), a cui parteciperà l’autore, sarà accompagnata dalla proiezione
di un video-documentario sulle numerose stragi nazi-fasciste nella Val di Chiana
e nelle zone limitrofe e dalle canzoni della Resistenza a cura del gruppo
“D’Altro Canto”.
La serata è stata organizzata dal circolo Arci di Bonelle, dalla sezione Anpi
“Silvano Fedi”, dal club culturale “
Ma le iniziative in memoria della Resistenza, coordinate dal Cudir, continuano:
la mattina di sabato 12 settembre si svolgerà la cerimonia di intitolazione di
una nuova strada nei pressi della caserma dei carabinieri di Pistoia a Maria
Tasselli, una dei sei civili uccisi nel quartiere di San Lorenzo dai tedeschi il
12 settembre 1943.
La sera a partire dalle
«L’Arci provinciale - spiega il vice presidente Federico Tasselli - offre la
sua piena collaborazione nella consapevolezza del valore di tali iniziative. I
nostri circoli sono presidi di democrazia e luoghi della memoria, dove la
cultura e la solidarietà sociale trovano quotidianamente porte aperte e spazi
da riempire. Bonelle, Pontelungo e il “Garibaldi” dimostrano che di
contenuti il nostro volontariato è ancora ricchissimo. Nostro dovere è fare
rete e rinnovarne la forma, grazie anche all’entusiasmo dei molti giovani soci
e all’utilizzo dei nuovi media».
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Una via dedicata alla Divisione Buffalo
A Sommocolonia si ricorda la battaglia del 1944 di partigiani e militari Usa contro i nazisti

BARGA,
06 settembre 2009 - La cittadina ha intitolato una strada della frazione di Sommocolonia alla
92ª divisione Buffalo dell’esercito statunitense.
A Sommocolonia, il 26 dicembre del 1944, i soldati americani della divisione
Buffalo e i partigiani affrontarono i nazisti in una drammatica battaglia alla
fine della quale morirono 135 persone, fra civili, partigiani, tedeschi e
americani.
Alla cerimonia di intitolazione della strada ha preso parte anche Joseph
Hairston, veterano della 92ª divisione Buffalo.
Classe 1924 nato in Virginia, Hairson vive a Washington ed ha fatto parte degli
artiglieri della divisione che fu impegnata a Barga e a Sommocolonia.
Prima di scoprire la targa con il nuovo nome della strada, Hairston, che fu
anche il primo elicotterista afroamericano dell’esercito degli Stati Uniti, è
stato ricevuto nel palazzo municipale dove il tenente colonnello dei
paracadutisti Lino Biondi ha presentato una ricostruzione storica della
battaglia del 26 dicembre 1944.
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Gaetano Lamberti e il
sacrificio per

LUCCA, 06 settembre 2009 - Il 7 settembre 1944 moriva, all’ospedale Galli Tassi, l’appuntato della Reale Guardia di Finanza Gaetano Lamberti, ferito gravemente due giorni prima - alla spalla e al collo - da una scheggia di granata tedesca sotto il ponte di porta S. Anna. Lamberti apparteneva a una formazione partigiana in collegamento con il C.L.N. locale.
Era una formazione composta, in buona parte, da
militari e che operava sul territorio fino dal marzo del 1944 con compiti di
pattugliamento all’interno della città. Un pugno di volontari tra
sottufficiali, appuntati e finanzieri che, fra la sera del 4 e la mattina del 5
settembre (lo stesso giorno della liberazione di Lucca), era stato mobilitato
per proteggere Porta S. Anna e
Il sacrificio del Lamberti sottolinea l’importanza del contributo
“militare” alla guerra di Liberazione e, in particolare, di quello della
Guardia di Finanza. Gaetano Lamberti non era lucchese ma i tanti anni trascorsi
in città lo facevano sentire come a casa. Nato il 31 gennaio
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«Salvate la Vaccareccia»
Lorenzoni: è una testimonianza dell’Eccidio

SANT’ANNA
06 settembre 2009 - Salvare l’ultima testimonianza tangibile della strage di
Sant’Anna. È il motivo che ha spinto Gian Piero Lorenzoni, consigliere di
opposizione al comune di Stazzema, a presentare un’osservazione al regolamento
urbanistico. «Contro i muri della casa della Vaccareccia furono fucilate molte
persone - spiega Lorenzoni -: è un luogo emblematico. Come ricostruito nelle
fasi del processo di
A sessantacinque anni dalla tragedia del 12 agosto 1944 tutti gli
edifici-simbolo sono stati ristrutturati. I ruderi della casa della Vaccareccia
sono gli unici a conservare elementi originari, anche se quel giorno il
fabbricato venne incendiato e poi lasciato in stato di abbandono. «Lo spazio
esterno è privo della pavimentazione originaria e le murature sono degradate -
continua il consigliere -. Questa struttura aveva sempre goduto di una
particolare tutela da parte del comune, ma nel nuovo regolamento urbanistico
perde il suo status speciale».
Per la rilevanza «valoriale, memoriale e storica» della casa della Vaccareccia,
Lorenzoni chiede al sindaco che ne sia garantita la tutela, riqualificando e
valorizzando l’area che la circonda e inserendola nel perimetro del Parco
Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema.
Inoltre invita l’amministrazione a vincolare gli interventi di restauro
esclusivamente a fini conservativi e ad acquistare l’area di circa
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Il sindacato alla Malga Lunga
“Custodiamo la memoria,
tuteliamo la libertà”,
lanciata dal sindacato dei pensionati Spi-Cgil di Bergamo e della Val Camonica
per contribuire alla ristrutturazione della rifugio partigiano.
La festa di quest’anno si svolgerà fra musica, cabaret e buon cibo: si
comincia attorno alle ore 10.30 con un intervento del segretario generale provinciale della Cgil
Luigi Bresciani, a cui seguirà un’informativa
sull’andamento della ristrutturazione del rifugio partigiano da parte del presidente
provinciale dell’Anpi, l’ingegner Salvo Parigi.
Poi, sarà il turno dello spettacolo musicale di Roby Zonca, uno dei bluesman più
significativi del panorama musicale nazionale (ha suonato con Andy J. Forest,
Ronnie Jones, Terry Cooper, Arthur Miles e, alla fine degli anni Ottanta, è
stato in tournée con Mia Martini) e di
Osvaldo Ardenghi, cabarettista con un passato da operaio
metalmeccanico, poi cresciuto nella scuola milanese del cabaret del Bolgia
Umana, il locale di Enzo Jannacci.
La Malga Lunga si trova ad oltre
La storia del Rifugio Partigiano della Malga Lunga è legata alla tragedia del
17 novembre del 1944, quando alcuni reparti fascisti della “Tagliamento”
riuscirono a catturare parte della squadra di Giorgio Paglia, ufficiale della
53a Brigata Garibaldi. A causa dell’agguato fascista, avvenuto verso
mezzogiorno alla Malga Lunga, Paglia e compagni furono costretti alla resa. Due
di loro vennero uccisi a pugnalate sul posto. Gli altri furono fucilati il 21
novembre 1944 al cimitero di Costa Volpino. Giorgio Paglia, che pure poteva aver
salva la vita perché figlio di una medaglia d’oro al valor militare, rifiutò
la grazia e morì coi compagni.
“Torniamo ancora una volta in questo luogo che ospiterà il museo della
Resistenza bergamasca, tra queste montagne ricche di simboli” ha detto Luigi
Bresciani, segretario Cgil. “Rispetto alla modalità di organizzare un
seminario di riflessione come negli anni passati, questa volta abbiamo scelto di
ritrovarci per un momento di aggregazione più “leggero”, con musica e
cabaret. Quella dell’aggregazione sarà una delle funzioni che, ultimata la
ristrutturazione,
“
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L’accusa: «Concesso uno spazio a pochi chilometri dall’eccidio nazifascista del 1944»
«Galligani deve dimettersi»
Prc e Anpi contro il sindaco Pd
per

PONTE
BUGGIANESE, 05 settembre 2009 - Siluri politici contro il sindaco e il Comune per
Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti di Pistoia chiedono le dimissioni
di Pier Luigi Galligani dalla presidenza del comitato per le onoranze ai Martiri
del Padule di Fucecchio.
Ferma condanna all’evento anche da parte dell’Anpi di Lucca che in una nota
scrive: «A pochi chilometri da dove si è consumata una delle stragi più
sanguinose, quella del Padule di Fucecchio (che il 23 agosto 1944 costò la
vita, è bene ricordarlo, a 175 civili), e a poco tempo dalla commemorazione
dell’eccidio, si tiene per ben tre giorni un raduno che vedrà partecipare
personaggi come Roberto Fiore e Adriano Tilgher, mentre il programma annuncia
tra gli oratori anche i sindaci di Chiesina Uzzanese e di Prato, oltre alla
partecipazione dei dirigenti de
Affermano Prc e Giovani Comunisti: «Purtroppo, per il secondo anno consecutivo,
avete tacitamente accolto l’iniziativa de “
Intanto, il programma prevede per oggi alle 18,30 il dibattito “I rossi e i
neri: miti e leggende sugli anni ’70” con la partecipazione fra gli
altri di Giampaolo Mattei, Luca Lorenzi, segretario nazionale di Gioventù
Italiana e i parlamentari Roberto Ulivi e Riccardo Mazzoni.
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Vinci celebra
Oggi cerimonia a Sovigliana, domani camminata commemorativa sul Montalbano

VINCI,
05 settembre 2009
-
Come ogni anno a Vinci, si celebra
Il 65º anniversario della Liberazione di Vinci prevede quest’anno due
iniziative. Oggi alle 12 presso il cippo situato nella pinetina di Via Empolese
a Sovigliana, saranno commemorati i caduti nei giorni della Liberazione. Per
domani, con partenza alle 15,30 dal Passo Le Croci sul Montalbano, poco sopra
Sant’Amato, è prevista la sesta manifestazione commemorativa intitolata
“Sui sentieri della Resistenza - Camminata sul Montalbano per commemorare
Il segno più datato che celebra
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Il veterano Hairston nei luoghi della battaglia di Sommocolonia

BARGA,
05 settembre 2009 - Oggi sarà a Barga Joseph Hairston, veterano dalla 92ª Divisione
Buffalo, uno degli artiglieri della Divisione Buffalo impegnata nella nostra
zona in quel dicembre del 1944.
Dalle 9 saranno esposti sul piazzale del Fosso alcuni mezzi militari della
Seconda Guerra Mondiale; alle 9,30 l’incontro ufficiale a Palazzo Pancrazi fra
l’amministrazione comunale e Joseph Hairston; il tenente colonnello Vittorio
Lino Biondi terrà in questa occasione una ricostruzione storica di quanto
accaduto il 26 dicembre del 1944.
Alle 11,30 le celebrazioni si sposteranno a Sommocolonia dove verrà deposta una
corona d’alloro al Monumento Monticino e alla Rocca della Pace. Seguirà
l’intitolazione di “Via 92ª Divisione Buffalo”, la strada che sessanta
anni fa collegava Barga a Sommocolonia.
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Farneta, ricordo della strage
LUCCA,
05 settembre 2009 - Domani Comune e Provincia, insieme alla Parrocchia di Farneta e
l’Istituto Storico Lucchese della Resistenza e dell’Età Contemporanea,
commemoreranno il 65º anniversario dell’eccidio della Certosa di Farneta. Il
programma della manifestazione inizierà alle 10,30 con la celebrazione di una
Messa a suffragio delle vittime nella chiesa parrocchiale di Farneta.
Al termine della Messa, all’esterno della chiesa, seguiranno gli interventi
del presidente della provincia Stefano Baccelli, del sindaco Mauro Favilla e
l’orazione ufficiale del presidente o del direttore dell’Istituto Storico
della Resistenza. Quindi le autorità deporranno una corona di alloro al
Monumento ai caduti e alle due lapidi presso
Nella notte del 2 settembre 1944, alla vigilia della Liberazione di Lucca, un
gruppo di SS entrò nel convento. Vennero rastrellate circa 100 persone tra
religiosi e civili, e il giorno successivo furono fatti incamminare verso la
strada che conduce in Versilia. Cominciò così un’odissea del terrore
protrattasi fino al 10 settembre con le esecuzioni (soprattutto dei più
anziani, perché gli abili furono inviati nei campi di lavoro in Germania) in
tre distinte località: Orbicciano, Pioppeti e il torrente Frigido.
Furono trucidati circa 60 civili inermi, tra cui un vescovo e numerosi frati
portati via dal convento. Anche su questa strage si è celebrato pochi anni fa
il processo contro le SS (un solo l’imputato, in realtà) ritenute colpevoli.
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COMUNICATO
STAMPA
La Sezione
di Fucecchio dell’A.N.P.I. – Ente Morale della Repubblica - esprime
preoccupazione e condanna per il raduno nazi-fascista del 4-5-6- settembre
a Ponte Buggianese, comune capoluogo della strage nazifascista del 23
agosto 1944.
Vedere “festeggiare” i seguaci di quei funesti figuri con parole
e simboli di morte che 65 anni fa distrussero le nostre genti dopo vent’anni
di martirio, di inenarrabili sofferenze e di libertà negate e che causarono la
distruzione dei nostri paesi, è un affronto intollerabile ai nostri morti, a
quanti si batterono per
Il nostro ordinamento Costituzionale e Giuridico vieta la ricostituzione
del Partito Fascista sotto qualsiasi forma e ne vieta i simboli e
l’apologia.
Il Sindaco di Ponte Buggianese non può non conoscere le “bravate” dei
vari TILGHER, FIORE, ROMAGNOLI, BONTEMPO nel richiamarsi al
nazifascismo: basta visionare il documentario “nazi-rock”.
Siamo quindi stupiti ed increduli nell’apprendere che una Amm/ne
Comunale, democratica e popolare, possa avere autorizzato la
concessione di spazi pubblici per una manifestazione di quel tipo, in
palese violazione dell’Ordinamento Costituzionale del nostro Stato, reso
libero e democratico della Gloriosa Lotta Armata di Liberazione
Nazionale Antifascista, ed in violazione della legge Scelba.
Il Sindaco deve ritirare l’autorizzazione e adoperarsi per
l’annullamento di quella manifestazione fascista che appare sempre più
come inaudita provocazione contro le nostre popolazioni.
Ciò anche per il Suo ruolo di rappresentante dei Comuni martiri dell’Eccidio
delle nostre popolazioni civili quel 23 agosto 1944 da parte di quella
soldataglia nazista e dei loro servi fascisti precursori dei
promotori del raduno nazifascista in questione.
Riteniamo quindi il ritiro dell’autorizzazione un dovere al quale il
Sindaco non debba sottrarsi.
Fucecchio
A.N.P.I. Sezione di Fucecchio
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Roma,
04 settembre 2009 -
La divisione anti-terroristica della polizia di Bolzano ha aperto un'inchiesta
su 16 giovani dell'Alto Adige che gestiscono una pagina internet con contenuti
neonazisti, secondo quanto scrive oggi il quotidiano in lingua tedesca Neue
Suedtiroler Tageszeitung. "Sul sito gestito da questi giovani ci sono
insulti razzisti, foto di Hitler e un video che mostra due persone mentre
preparano una bomba Molotov", ha spiegato all'Afp Christoph Franceschini,
giornalista e autore dell'inchiesta. I giovani, di età compresa tra i 16 e i 28
anni (sette dei quali minorenni) sono originari di Naturno, nel Meranese, a
nord-ovest di Bolzano. Usavano il sito di social networking Netlog per discutere
sui forum, accessibili solo su invito. Messaggi ispirati alla Neue Hitlerjugend,
movimento erede della Gioventù hitleriana, organizzazione creata dal Fuehrer
per indottrinare i giovani tedeschi. In un anno il gruppo ha inoltre aggredito
diversi ragazzi di sinistra nella regione, tra cui un giovane di origine
polacca, al quale sono stati riservati insulti anti-semiti. La vittima -
racconta Franceschini - non li ha denunciati per paura di rappresaglie. Il
leader del gruppo, già arrestato per aggressione un anno fa, ha tatuato sulla
nuca "Sturm 18", dove il 18 sta per la prima e l'ottava lettera
dell'alfabeto (A e H), iniziali di Adolf Hitler.
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PALERMO, 03 settembre 2009 - Oggi
alle ore 08.00 nella caserma intitolata al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa
sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia, in occasione della ricorrenza
dell’eccidio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela
Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo, si svolgerà una
cerimonia militare, durante la quale il Generale di Brigata Vincenzo Coppola,
Comandante della Legione Carabinieri Sicilia deporrà una corona d’alloro al
busto dedicato al Generale caduto.
Alle ore 09.30, in via Isidoro Carini all’altezza dei civici nr.34/38, luogo
dell’agguato mafioso, sarà commemorato l’eccidio con la deposizione di
corone d’alloro, interverranno alte cariche istituzionali nazionali ed autorità
politiche, militari e religiose locali.
Sempre nella caserma Dalla Chiesa, alle 10.00 sarà celebrata
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VIAREGGIO,
03 settembre 2009 - Luciano
Biancalana (nella foto), classe 1922, due sere fa era li alla festa,
quella che i partigiani hanno allestito da venerdi scorso accanto alla Torre
Matilde, insieme alla nipote. Era giovanissimo quando iniziò la consegna
clandestina di materiale di propaganda antifascista. Iscritto al Partito
Comunista, riformato dal servizio di leva per debolezza di costituzione,
partigiano, con decorazione al valor militare, per profonda e radicata scelta,
è ancora in gamba nonostante i suoi ottantasette anni suonati. Ama definirsi
uno dei “puri”: “mi sono unito alla Resistenza Versiliese a soli 21 anni
– era l’inizio del 1944 - da uomo libero, lasciando la sicurezza
dell’impiego in Comune a Viareggio per andare nel Lucese a combattere per la
libertà della mia patria”. Non ha mai avuto un nome di “battaglia” perchè
tutta la sua famiglia era sfollata a Firenze e non c’era pericolo di
rappresaglie. Ha militato dapprima nella formazione del tenente Vignali dalla
quale si è poi staccato per incompatibilità di vedute per unirsi poi alla
formazione di Marcello Garosi, con la quale dopo mesi di scontri e
combattimenti, il 15 settembre del
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BOLOGNA,
03 settembre 2009 - “Viva il
duce”. È questa la scritta che i partigiani bolognesi hanno trovato incisa
questa mattina sulla targa di ottone che indica la sede provinciale dell’Anpi
in via della Zecca. “ I nostalgici fascisti hanno nuovamente oltraggiato
All’associazione dei partigiani è arrivata la solidarietà del sindaco di
Bologna, Flavio Delbono che ha parlato di “un atto vile che tutti i cittadini
democratici condannano”.
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Omaggio alle eroine della Resistenza
Il presidente del consiglio regionale Nencini a Fucecchio ricorda il contributo delle donne alla lotta di Liberazione di 65 anni fa

FUCECCHIO,
03 settembre 2009 - Fucecchio ha celebrato l’anniversario della liberazione e lo ha fatto
con tre toccanti testimonianze - lette da Cristina Ferniani - di cittadini
fucecchiesi che il primo settembre di sessantacinque anni fa lo hanno vissuto in
prima persona, mentre sullo sfondo scorrevano le immagini delle devastazioni
belliche e della conseguente ricostruzione della città di Fucecchio. Alla
serata è intervenuto anche il presidente del consiglio regionale Riccardo
Nencini il quale, tra i tanti temi toccati, ha voluto ricordare le numerose
donne - tra le quali una giovanissima Oriana Fallaci - che hanno offerto il
proprio contributo alla lotta di Resistenza contro il nazifascismo.
Un contributo troppe volte ignorato dai libri di storia, ma indubbiamente
significativo.
La serata - che si è svolta all’auditorium “
«
Con queste parole Toni ha in qualche modo costruito un ponte fatto di ideali e
valori che celebra il sacrificio di coloro che per quei principi hanno lottato e
lo unisce con le tematiche dell’attuale contesto sociale e istituzionale.
L’auspicio - espresso da parte di tutti i relatori intervenuti all’incontro
- è stato quello della prosecuzione dell’impegno a favore della libertà e
dell’unità nazionale a partire da una riproposizione dell’educazione civica
nelle scuole, in modo da insegnare alle nuove generazioni non soltanto la storia
del ventesimo secolo del nostro paese ma anche l’importanza di quei principi
contenuti nella costituzione della repubblicana italiana che sono tanto
fondamentali quanto possono sempre essere rimessi in discussione o abbandonati
da chi - per ignoranza o stupidità - non ne comprende il valore.
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Cascina celebra

CASCINA,
03 settembre 2009 - Due giorni di celebrazioni per la festa della Liberazione di Cascina.
Oggi e domani le giornate della memoria locale, a chiusura delle commemorazioni
dei rastrellamenti nazifascisti dell’estate 1944 una cerimonia che porterà a
Cascina alcune delegazioni di città martiri d’Italia e il presidente del
consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini.
Quest’anno le celebrazioni per il 65º anniversario assumono un significato
particolare. L’amministrazione comunale, infatti, ha organizzato due giornate
per ricordare oltre ai caduti i sindaci che si sono succeduti al governo del
Palazzo di Corso Matteotti.
Oggi, a partire dalle 9, ci sarà la deposizione delle corone presso il cimitero
comunale per ricordare i defunti sindaci di Cascina. Domani, invece,
l’anniversario della Liberazione di Cascina sarà celebrato a partire dalle 9.
Ritrovo presso la sala consiliare “Enzo Bertini” delle autorità, delle
associazioni della resistenza ed ex combattentistiche, delle forze politiche e
dei cittadini; è previsto anche l’incontro con le delegazioni delle città
martiri d’Italia. Alle 9.30 il corteo per la deposizione delle corone di
alloro ai cippi e alle lapidi in memoria dei caduti. Alle 10.15 presso la sala
consiliare il saluto del sindaco Moreno Franceschini, a cui seguiranno gli
interventi del sindaco di Stazzema, Romano Franchi, sindaco di Marzabotto,
Riccardo Nencini, presidente del consiglio regionale, con il coordinamento di
Claudio Betti, consigliere nazionale Anpi.
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Alle 17,30 seguirà una
sfilata lungo via della Consolata che si concluderà in Piazza Palazzo di Città
con gli onori al monumento al Principe Eugenio. Domenica, invece, si inizierà
alle 15 con una sfilata storica che si muoverà da via Guicciardini per
raggiungere i Giardini reali.
I figuranti percorreranno le vie Grandis e Valfrè, corso Galileo Ferraris, via
Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello e viale dei Partigiani. Qui, sotto i
bastioni antistanti via Rossini, si svolgeranno scontri a salve.
Alle 16,30 il corteo risalirà per viale dei Partigiani e, alle 16,45, in piazza
Castello, si svolgerà il cambio della guardia davanti alla cancellata di
Palazzo Reale, a fianco delle statue equestri dei Dioscuri Castore e Pollice.
Gli spettatori assisteranno a caroselli militari.
Alle 17,45 il corteo percorrerà le vie Pietro Micca e Cernaia per poi giungere
al Mastio della Cittadella dove, alle 18,15, si concluderà la rievocazione
storica con gli onori al celebre patriota Pietro Micca.
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FIGLINE,
03 settembre 2009 - In
occasione della commemorazione della strage dei 29 partigiani uccisi a Figline
il 6 settembre 1944
Gli eventi inizieranno il 3 settembre, alle ore 21, con lo spettacolo
“Vita restante di carnefice – Vita immaginaria e reale di Karl Laqua, il
boia di Figline”, scritto e interpretato da Maila Ermini del teatro
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SPETTACOLO TRATTO DAL LIBRO "RESISTENZA E NUOVA COSCIENZA CIVILE"
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FUCECCHIO, 01 settembre 2009 - Ero presente alle celebrazioni del 22 agosto in quanto membro della delegazione dell’ ANPI di Fucecchio. Le osservazioni del PSI sono state giuste. Se alle celebrazioni hanno partecipato solo pochi intimi non è stata colpa solo della data o del caldo, ma della troppa sufficienza con la quale il tutto è stato organizzato. I luoghi di aggregazione sociale come il circolo di Stabbia che pur si chiama circolo 23 agosto era chiuso, al Giardino della Meditazione non era reperibile neanche una bottiglia d’acqua, solo a Massarella abbiamo potuto bere qualcosa, al bar (perché anche il circolo di Massarella era chiuso). Insomma, intorno a questa celebrazione c’era soltanto il deserto, un deserto organizzativo che si è aggiunto al deserto culturale che da anni è stato creato intorno al passato recente della storia del nostro Paese, che, invece di essere studiato nelle scuole, da qualche anno viene addirittura negato, o comunque sminuito. Sapere chi eravamo ieri è importante anche per capire chi siamo oggi e chi vorremmo essere domani, la nostra storia e la nostra cultura non possono finire nel dimenticatoio. Al Partito Socialista vanno i più sentiti ringraziamenti per le dichiarazioni rilasciate sui giornali (cartacei e on-line), dichiarazioni sulle quali ci troviamo in perfetta sintonia. Solo una cosa mi chiedo: perché solo un partito si è sentito in dovere di emettere un comunicato stampa su quella giornata? Penso che in futuro tutti I partiti e tutte le associazioni che si riconoscono nei valori della resistenza e dell’antifascismo debbano riappropriarsi del loro ruolo e lavorare a più stretto contatto, per fare sì che certe iniziative abbiano la risonanza storica e culturale che meritano, altrimenti sarebbe come far morire un altra volta tutte quelle persone che si sono sacrificate per dare al nostro paese un futuro di democrazia e di libertà".
Membro del Direttivo ANPI Fucecchio
Mario Risaliti
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65° Anniversario della Liberazione di Sesto Fiorentino
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Martedì 1
settembre 2009 sono
in programma una serie di iniziative che inizieranno alle 9 con la deposizione
di corone ai Cippi e al Cimitero Maggiore, alla quale seguirà
una messa in memoria dei Caduti
presso
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CERIMONIE PER IL 65°
ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE
Le cerimonie della giornata iniziano la mattina, alle ore 10.00, con
A Montebeni, alle 11, verrà reso omaggio ai caduti con la deposizione della
corona al Monumento e poi a Compiobbi alla Lapide dei Caduti.
La giornata del ricordo prosegue nel pomeriggio a Casa Marchini Carrozza con il
ciclo di lettura “La memoria le storie”: qui emergono i volti, le storie e
le scelte di chi ha vissuto il passaggio della guerra a Fiesole. Verrà, poi,
distribuito gratuitamente un piccolo quaderno dal titolo “EX Archivio –
Memorie Ritrovate”, giunto quest’anno alla 2° serie e realizzato grazie
alle ricerche compiute dagli Amici dell’Archivio di Fiesole e
dall’Amministrazione Comunale. Nel volume è ripercorsa la storia dello
scontro di San Clemente, dove morirono il giovane partigiano Ronaldo Lonari e il
carabiniere Sebastiano Pandolfo, che furono intercettati, catturati e uccisi dai
tedeschi, mentre consegnavano dei messaggi ad un’altra staffetta. La serie
“EX Archivio – Memorie Ritrovate” vuole dare un volto e mettere in luce le
imprese compiute da tanti ragazzi durante la guerra e diventare un appuntamento
annuale con i cittadini. Nel Quaderno è pubblicata anche una seconda ricerca
che riguarda
Gli appuntamenti proseguono con la proiezione del video “I giovani e i
testimoni”: un’esperienza didattica intorno alla memoria, curata
dall’Associazione “Amici dell’Archivio di Fiesole”.
A conclusione della giornata, alle 19.30, l’ultimo omaggio è reso dalla
Filarmonica di Fiesole con un concerto al Teatro Romano.
Durante la giornata interverranno il Sindaco di Fiesole, Fabio Incatasciato;
l’Assessore alla Formazione, Maria Luisa Moretti; lo storico Matteo Mazzoni,
lo scrittore e archivista Carlo Bagnoli e, per gli “Amici dell’Archivio,
Mario Cantini e Maria Venturini.
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Interverranno: il delegato all’associazionismo e la cooperazione
internazionale del Comune di Parma Ferdinando Sandroni e l’assessore
provinciale Roberto Zannoni, oltre ai rappresentanti delle Associazioni
partigiane e ai famigliari delle vittime. La commemorazione si concluderà come
sempre con i rintocchi del campanone civico, intervallati dalla lettura dei nomi
dei caduti.
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È morto Vincenzo Tonelli, comandante "Remo" della Resistenza friulana
UDINE,
01 settembre 2009 - È
morto la scorsa settimana a Tolosa, a 93 anni, il partigiano friulano Vincenzo
Tonelli già comandante “Remo” di un reparto della Brigata Garibaldi-Sud
Arzino. Lo rende noto oggi l'Anpi regionale. Nato a Castelnuovo del Friuli
(Pordenone), dopo
Dopo la vittoria dei golpisti riparò in Francia e durante l'invasione nazista
operò con i maquis; il 26 novembre 1942 la polizia collaborazionista di
Vichy lo consegnò alla polizia italiana poiché ricercato quale noto
antifascista. Dopo l'8 settembre 1943 Tonelli venne liberato e ritornò in
Friuli dove organizzò la resistenza nella Valle dell'Arzino. All'indomani della
liberazione fece ritorno a Tolosa, dove operò per la realizzazione di un busto
bronzeo a Giuseppe Garibaldi.
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Preservato dalla mia età dall'aver vissuto questa tragedia, ma essendo
vivi ancora tantissimi testimoni che all'epoca assistettero ai fatti che mi
hanno raccontato quella tremenda giornata a Crescentino e tutto cio' che segui'
e lasciando da parte ogni revisionismo storico ( a cui non credo, il torto
stette solo da una parte checchè qualcuno oggi di diverta a decantare le virtu'
dei combattenti di Salo'...)ma anche qualunque polemica, voglio ricordare qui su
questo mezzo moderno quei morti di tanti anni fa;
Tanti dicono che la morte rende tutti uguali, è vero, ma è il modo di
morire che è differente, e il modo in cui morirono questi 9 uomini, padri di
famiglia, giovani ancor da sposare, gente che lavorava e non faceva male a
nessuno fu il modo piu' tragico, presi di sorpresa, portati via alle loro
famiglie, alle loro madri, ai loro affetti, uccisi per una bieca rappresaglia,
in un momento in cui la vita umana non valeva nulla.
Il comune ha chiesto che domenica venga esposta alle finestre delle case
la bandiera italiana, in segno di rispetto e di solennità della ricorrenza.
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